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Archive for gennaio 2010

Interessanti i vini dell’Azienda De Gregorio di Sciacca in provincia d’Agrigento, ho testato il Magaria Rosso da Cabernet Sauvignon e Nero d’Avola ed il Magaria Bianco da Chardonnay in purezza, quest’ultimo mi era piaciuto anche qualche anno fa nella versione annata ‘05 tanto da averlo selezionato per la rivista AIS Il Sommelier Italiano nel Numero di Sett-Ott ’06 tra i più interessanti vini bianchi di Sicilia. (leggi l’articolo sulla rivista)

Nel Magaria Rosso 2006, che matura 12 mesi in barriques, il Nero d’Avola è sorretto in maniera ottimale dal Cabernet Sauvignon,  ne risulta un vino piacevole da bere e tutt’altro che ridondante. Nel bicchiere è di un evidente rosso rubino carico, d’estrazione glicerica. Il naso è ben espresso con le caratteristiche olfattive dei due vitigni in buon amalgama, note di ciliegia, mora, erbe aromatiche e speziatura. Al palato è di corpo e calore, emergergono le note fruttate con il legno ben integrato, evidenti sentori speziati e balsamici di freschezza.

Il Magaria Bianco 2007 non è il solito bianco fresco e beverino, è uno Chardonnay dal carattere siciliano, pieno di complessità ed agilità. Fermentato in barriques e maturato nelle stesse per circa 12 mesi, lo trovo dal colore paglierino carico con riflessi dorati, dal profumo intenso di frutta matura, vaniglia e burro d’arachidi. Al gusto risulta caldo, pieno, morbido, con un lungo finale di frutto e vaniglia. Godibile

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Sono due interessanti vini isolani sotto i riflettori nell’ultima puntata del Borsino del vino:  il primo è un classico rosso sardo ottenuto vitigno simbolo Cannonau, l’altro un bianco siciliano innovativo dallo stile tipicamente internazionale, sono il Costera 2006 di Argiolas ed il Terre di Ginestra Q Blanq 2008 di Calatrasi.

Nell’ inserto Curiosità la presentazione dei bicchieri più adatti alle varie tipologie di vino si completa con quello più adatto al vino bianco ed al rosso sia giovane che maturo. Il bicchiere  più adatto svolge la funzione di riequilibrare le sensazioni, sia olfattive che gustative, aiuta a percepire al naso meglio gli aromi ed a dirigere il vino all’interno della cavità orale nelle zone di maggior percezione delle sensazioni opposte alle qualità organolettiche del prodotto.

Puntata del 22 Gennaio 2010

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Le città italiane sono piene di mega cartelloni pubblicitari con offerte di prodotti scontati, m’ imbatto in uno di questi che attira la mia attenzione mostra una bottiglia di Nero d’Avola in vendita in un ipermercato al costo di 1 euro, leggendo non posso che strabuzzare gli occhi, ci risiamo la mortificazione del vitigno principe siciliano (in termini di qualità e prezzo) ormai si ripete continuamente ed è al massimo livello! Non si tratta più soltanto di inficiare l’idea qualitativa che lentamente i più seri ed oculati produttori siciliani di Nero d’Avola ( Feudo Montoni, Gulfi, Morgante, Cos, Marabino, Avjde, per citarne qualcuno) hanno costruito in questi anni, ma ormai di un suicidio del vino siciliano causato dall’assoluta mancanza di norme che tutelino il vitigno simbolo.

Quanto Nero d’Avola può essere presente in bottiglie dal simile costo ? Tenendo conto di bottiglia, tappo, capsula, etichetta e trasporto com’è possibile che a quel prezzo vi sia qualcosa di potabile dentro ? Il consumatore che per sua scelta o fortuitamente ha la sventura di accostare le proprie papille gustative a questo vino che idea potrà farsi del Nero d’Avola? La grande distribuzione è una realtà invadente, di grande impatto, da alcuni anni si è dotata di ampi spazi per il vino, creando zone-enoteche piene zeppe di bottiglie di fascia medio-bassa, in questi luoghi è cresciuto il numero delle etichette che riportano a caratteri cubitali la scritta Nero d’Avola Indicazione Geografica Tipica Sicilia , pensate quelle che lo dichiarano in purezza vendute ad prezzo compreso tra 1 e 3 euro sono circa una cinquantina. Vini imbottigliati in Sicilia ma spesso al Nord Italia e molti di questi si apprestano, con gran probabilità, a diventare D.O.C. visto che l’ultimo iter della legge d’istituzione della generalista DOC Sicilia prevede anche l’imbottigliamento al di fuori della regione. Nero d’Avola un nome non una garanzia, che dire chi è causa del suo male pianga se stesso.

Leggi anche questo articolo:https://winereality.wordpress.com/2008/01/24/nero-davola-adesso-e-il-momento-di-tutelarlo/

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Il Borsino del Vino nella prima puntata del 2010 brinda al nuovo anno con due spumanti italiani profondamente diversi , per provenienza, vitigni, metodo di produzione e caratteristiche organolettiche. Sofisticato, di gran classe, dai superbi sentori terziari di evoluzione al naso ed in bocca il Franciacorta metodo classico di Majolini l’ Electo Brut millesimato 2000. Vivace, di gran aromaticità, dall’accattivante beva piena di fragranza e freschezza il Brut metodo charmat Siciliano delle colline Valleldomesi di Castellucci Miano.

L’inserto Curiosità che sta avendo un clamoroso successo, visto il numero di email che ogni settimana giungono in redazione, prosegue nell’approfondimento del bicchiere più adatto ad ogni tipologia di vino: questa settimana riguarda appunto i bicchieri da spumante.

Puntata del 8 Gennaio 2010

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La Top 100 del 2009 di Wine Spectator è  la  classifica dei migliori vini dell’anno secondo la nota testata americana, la cui compilazione è basata sul motto “on quality, value, availability and excitement”, che tradotto vuol dire “sulla qualità, la convenienza, la disponibilità, la reperibilità e la capacità di emozionare”.

 La crisi economica piomba anche sulla scelta dei vini di quest’anno, sono per lo più poco costosi ed hanno un buon rapporto qualità prezzo. Il primo vino è statunitense il suo costo è di appena 27 dollari si tratta del Columbia Crest Cabernet Sauvignon Columbia Valley Reserve, 2005, il secondo è un vino spagnolo di uguale prezzo il Numanthia-Termes Toro Termes, 2005. Wine Spectator dopo avere per anni magnificato vini strutturati e concentrati quest’anno promuove primo in classifica un vino tutto sommato semplice e di gran bevibilità.

  1. Columbia Crest Cabernet Sauvignon Columbia Valley Reserve, 2005 (95) | $27, USA
  2. Numanthia-Termes Toro Termes, 2005 (96) | $27, Spagna
  3. Domaine du Vieux Télégraphe Châteauneuf-du-Pape La Crau, 2007 (95) | $70, Francia
  4. Kosta Browne Pinot Noir Sonoma Coast, 2007 (95) | $52, USA
  5. Barone Ricasoli Chianti Classico Castello di Brolio, 2006 (96) | $54, ITALIA
  6. Chappellet Cabernet Sauvignon Napa Valley Signature, 2006 (94) | $42, USA
  7. Renato Ratti Barolo Marcenasco, 2005 (96) | $44, ITALIA
  8. Fontodi Colli della Toscana Centrale Flaccianello, 2006 (99) | $110, ITALIA
  9. Merry Edwards Sauvignon Blanc Russian River Valley, 2007 (96) | $29, USA
  10. 10.  Brancaia Toscana Tre | 20$, ITALIA

Gli Italiani tra i primi dieci sono 4 e tra i cento sono 19, uno è friulano, uno altoatesino, due piemontesi,  ben 15 sono toscani.

I vini italiani nei Top 100:

  • 5° Chianti Classico 2006 Castello di Broli0
  • 7° Barolo Marcenasco 2005 Ratti
  • 8° Flaccianello della Pieve 2006 Fontodi
  • 10° Toscana Tre 2007 Brancaia
  • 11° Brunello di Montalcino 2004 Poggio il Castellare
  • 13° Fontalloro 2006 Fattoria di Felsina
  • 15° Brunello di Montalcino Castelgiocondo 2004 Marchesi Frescobaldi
  • 16° Brunello di Montalcino 2004 Uccelliera
  • 27° Giorgio Primo 2007 La Massa
  • 30° Crognolo 2007 Sette Ponti
  • 35° Chianti Classico riserva 2006 Viticcio
  • 37° Torrione 2007 Petrolo
  • 46° Bolgheri Greppicante 2007 I Greppi
  • 49° Syrah Cortona Il Bosco 2006 Tenimenti D’Alessandro
  • 61° Toscana Monte Antico 2006
  • 70°Alto Adige Pinot grigio 2008 Cantina San Michele Appiano
  • 79° Collio Pinot grigio 2008 Livio Felluga
  • 80° Non Confonditur Toscana 2007 Argiano
  • 81° Barolo Carobric 2005 Enrico Scavino

Certamente la patria italica esprime numerosi altri vini di livello, la discussione è aperta.

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