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Archive for ottobre 2013

venissa 2011L’emozione scorre lungo le pareti del bicchiere inebria il naso e riempie la bocca fermandosi, infine, in modo indelebile nella memoria.
Sull’isola di Mazzorbo nella laguna veneziana lo scorso 22 Ottobre ho avuto il piacere di degustare, insieme ad altri 30 invitati, la seconda annatadi Venissa 2011, prestigioso vino voluto fortemente dalla famiglia Bisol e realizzato con la collaborazione di Roberto Cipresso.

Venissa è un vino unico, frutto della riscoperta e il recupero dell’uva Dorona, antica varietà autoctona veneziana a bacca gialla coltivata nelle isole della laguna sin dal 1400 e della quale si erano perse le tracce.
Venezia è conosciuta come la storica potente repubblica marinara che commerciava in tutto il mondo, in realtà pochi sanno che la coltivazione della vite, risalente all’epoca romana, era largamente presente, vi erano vigne persino nella zona di Piazza San Marco e del Canal Grande.

venissa vigneto

La Tenuta Venissa in Scarpa-Volo, situata a Mazzorbo, è proprio uno spettacolo, un esempio di “vigna murata”, l’intera tenuta composta da un’area coltivata di oltre 2 ettari è cinta da un muro settecentesco in parte ricostruito in epoca successiva.
Al suo interno, oltre ad un bellissimo campanile del 1300 vi sono i classici edifici della tradizionale architettura rurale in laguna: la casa padronale col camino sporgente, le cantine, la stalla, il fienile e i depositi per gli attrezzi, oggi ristrutturati e adibiti ad albergo e ristorante.

Gianluca Bisol ci racconta nella conferenza che ha preceduto il tasting:
Il progetto di Venissa ci ha catturato con grandissimo entusiasmo, oggi con orgoglio siamo alla seconda annata di questo vino.
Circa dieci anni fa nel giardino di fronte la Basilica dell’isola di Torcello, oggi abitata da soli 12 persone, ebbi per caso l’occasione di  scorgere tre piante di vite dalle caratteristiche a prima vista sconosciute.

venissa gianluca bisol giornalevinocibo

La signora proprietaria delle piante mi raccontò della passione che il padre dedicava alla cura della vigna e di come lei ormai non riuscisse più a coltivarla. Torcello è stata l’isola che ha visto il primo insediamento umano a Venezia, e queste ultime tre viti di Dorona stavano a rappresentare la storicità agricola della Venezia nativa.

Dopo un lungo lavoro di recupero siamo riusciti  a dar vita ad un ettaro di uva Dorona sull’isola di Mazzorbo di fronte Torcello. Il vigneto dona circa 40 quintali di uva, grande problema è coltivare un vigneto qui in laguna dove l’acqua alta rende tutto più difficile.
Il vino nasce da questo vitigno autoctono che si sposa con il terroir unico della laguna e per mano della creatività enologica di mio fratello Desiderio e del grande Roberto Cipresso.”

venissa etichetta giornalevinocibo

Venissa rinasce quindi dall’uva Dorona detta anche “uva d’oro” in un ettaro di vigneto recuperato in accordo con Comune, Provincia e Regione, un vino che è evocazione liquida della Venezia nativa.
L’annata 2011 è stata regolare da un punto di vista agronomico, le uve hanno permesso la scelta di una lunga macerazione di trenta giorni sulle bucce, questa seconda annata nasce con maggiore consapevolezza delle caratteristiche del territorio estremo in cui giaciono le viti.

venissa bicchiere

Ecco le mie impressioni degustative di Venissa 2011, nel bicchiere è servito a temperatura ambiente, lo porto al naso con grandissimo interesse, ha olfatto davvero complesso, ricco di pera, albicocca, susina, ritorni di mandorla e spezie, nette percezioni salmastre e iodate fuse ad agrumi. La beva ha impronta calorica, piena, mi stupisce per la percezione quasi tannica e la mineralità che invita a bere ancora un nuovo sorso. Un vino decisamente diverso che resta impresso nella memoria olfattiva e gustativa. Emoziona.

Prodotto in 3911 bottiglie da 0.50 l, 188 Magnum, 88 Jeroboam e 36 Imperiali da collezione, tutte guarnite con una preziosa lamina in oro, a partire dalla mezzanotte del 1 novembre sarà possibile acquistare en primeur la vendemmia 2011 di Venissa.  Le opzioni saranno disponibili fino al 31 dicembre.
E’ proprio un regalo che vale la pena farsi.

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