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Archive for gennaio 2009

le-clan-bottL’amico Filippo Barbiera mi presenta un giovane enologo, Vincenzo Nicolì, palermitano classe ’78, lo incontro per testare la sua creatura, il primo vino prodotto con un suo marchio, il nome è “Le Clan” ed è un Syrah I.G.T. Sicilia 2007, le cui uve provengono dalla Val di Noto. Vincenzo Nicolì mi racconta che svolge l’attività di consulente per alcune cantine dell’isola ed è proprio presso una di queste, la cantina Colle Acre nel comune di Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa, che ha selezionato le uve per se stesso, portato a compimento il processo di vinificazione ed elevato in barriques il vino, perseguendo una precisa linea, fare un prodotto accattivante, che abbia caratteristiche di bevibilità, nel quale il legno sia giustamente dosato.

Le Clan è prodotto in sole 1500 bottiglie, mi viene versato nel bicchiere e mi appare limpido, dal bel colore rosso rubino, mentre lo roteo esprime giusta consistenza. Portandolo al naso l’impatto olfattivo è di buona intensità ed è caratterizzato da ciliegie fresche, frutti di bosco, more di gelso, lievi note di pepe nero, soffi balsamici ed appena percettibile suadenza lignea. In bocca è caldo, i tannini ancora presenti, hanno iniziato il percorso che li porterà ad essere più rotondi, ben presente il nerbo acido, la frutta ha un buon ritorno in un finale debolmente sapido, nel quale spicca una gradevole nota di rose. Trovo che sia un vino moderno, al passo coi tempi, al momento è estremamente giovane e darà il meglio di sé ancora permanendo alcuni mesi in vetro.

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Che il Syrah in Sicilia si esprima con caratteristiche particolari, ormai è noto anche ai non adetti ai lavori, il Syrah, arrivato in Sicilia intorno ai primi anni novanta, attualmente rappresenta circa il 4,5% della superficie vitata regionale, la“Syrahmania” siciliana ha portato tante etichette monovarietali e altrettante di uvaggi polivarietali in una percentuale variabile “tra il 10 e l’80%”, sia in abbinamento a vitigni alloctoni quali il Merlot ed il Cabernet Sauvignon, sia agli autoctoni, in particolar modo al Nero d’Avola che risulta ammorbidito e sorretto da tagli con questo vitigno.

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