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chianti-classico-collection-2017-home-giornalevinociboLa Chianti Classico Collection 2017, la più grande anteprima del vino italiano, come ormai tradizione si è svolta alla Stazione Leopolda di Firenze, 185 le cantine partecipanti con 676 etichette in degustazione, quasi 300 i giornalisti presenti dai quattro continenti. Tantissime le annate con focus particolare sul Chianti Classico 2015, la Riserva 2014 e la Gran Selezione 2013

La denominazione ha festeggiato i 300 anni dallo storico bando di Cosimo III dei Medici che ne delimitava il territorio di produzione con numeri da record, nel 2016 sono stati venduti ben 285.500 ettolitri.
Negli ultimi anni la crescita è stata davvero significativa con un più 48,5%, la quota export è attualmente del 78%, i paesi più importanti sono Stati Uniti d’America con il 32%, Germania 13%, Canada 8%, Regno Unito e Paesi Scandinavi 5%.

Per il secondo anno consecutivo è cresciuta anche la quota del Chianti Classico venduto in Italia che si attesta al 22%. Il volume d’affari della produzione imbottigliata del Chianti Classico è di circa 400 milioni di euro ai quali si aggiungono quelli derivanti dall’l’olio e dal grande afflusso enoturistico che fanno salire il giro d’affari a circa 700 milioni di euro.

Il mercato cinese rappresenta oggi il 2% della produzione, all’inizio del 2016 è stata registrata la traslitterazione in ideogrammi delle parole Gallo Nero, che presto accompagnerà il nome Chianti Classico.

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In sintesi, dopo circa 300 assaggi, i Chianti Classico annata 2015 hanno messo in mostra in tantissimi vini qualità e piacevolezza, la Riserva 2014, invece, per l’annata decisamente problematica ha mostrato una variegata qualità, in alcuni casi il legno si è espresso in maniera invadente, pur non mancando alcune punte di eccellenza significative. Ancora più convincente nel bicchiere la Gran Selezione 2013, con alcuni vini di altissimo livello.

Ecco la carrellata dei migliori assaggi nelle varie tipologie:

Chianti Classico 2015
Antinori Pèppoli: naso delicatamente floreale, frutto vivido, bello il sorso fresco, carnoso, lungo.

Badia a Coltiibuono: intenso e puntuale al naso ed in bocca, ricco di viola, lampone, spezie e balsamo.

Barone Ricasoli Brolio: ottima performance, naso caratteristico con floreale di viola, fruttato di ciliegia e ribes, al gusto è scattante ed avvolgente.

Brancaia: all’olfatto è un intrigante mix di lavanda, fragole, ciliegia e salvia, la beva è nervosa, però piacevolissima.

Castellare di Castellina: non manca nulla, floreale di rose, fruttato fresco, salvia, pepe e cardamomo, in bocca alterna acidità, calore e chiusura sapida.

Castello di Ama Ama: inteso naso variegato, tra fruttato e balsamico, ha bocca tesa con lunghissimo variegato finale.

Castello di Fonterutoli Fonterutoli: ha naso intenso e ampio, sfaccettature floreali e fruttate, spezie dolci, sorso pieno di ritmo ed eleganza.

Castello di Monsanto: giganteggia con viola, lampone e ribes, erbe aromatiche ed alloro, sorso ampio e lungo.

Castello di Vicchiomaggio San Jacopo: naso ben espresso e caratteristico, bocca piena tra bel calore e gran nerbo acido e tannico.

Fattoria San Giusto a Rentennano: che bel vino, naso di frutti dolci e spezie, bocca larga e succosa con lunghissima chiusura.

Isole e Olena: inebriante di viola e di rosa, frutti rossi freschi, mentolo e spezie, sorso sontuoso per ampiezza e profondità.

L’erta di Radda: altro cavallo di razza, naso fresco ed articolato, bocca ritmata da vincente dinamicità, finale sapido.

Monteraponi: accattivante tra floreale, fruttato freschissimo e mentolo, al gusto è sontuoso per calibrato calore, tannino, ideale la corrispondenza gusto-olfattiva.

Podere Poggio Scalette Poggio Scalette: fragola e confettura di ciliegia, ginepro e menta, cresce al sorso e si allarga mirabilmente.

Rocca di Castagnoli: naso di gioventù, sorso più sfaccettato caratterizzato da piacevolezza e gran bevibilità.

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Chianti Classico Riserva 2014
Antinori nel Chianti Classico Marchese Antinori: olfatto pieno di frutta in confettura, pepe e liquirizia, beva classica ed avvolgente.

Castello di Vicchiomaggio Agostino Petri: naso dai toni fruttati e vegetali, poi ciocolatto e caffè, bocca convincente e lunga.

Dievole Novecento: profumo articolato che spazia dal floreale al fruttato con percezioni agrumate e tostate, beva elegante di ottima fattura.

Fattoria San Giusto a Rentennano Le Baroncole: frutto nitido di fragolina di bosco, ribes, rosmarino e pepe nero, bocca fresca e sapida.

Le Miccine: naso puntuale di fragole, ciliegie in confettura, resina e tabacco, bocca agile e sapida, elegante.

Monteramponi: naso espressivo e bocca ottima per un vino che piace subito e non stanca per l’ alternarsi di sensazioni fresche ed avvolgenti.

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Chianti Classico Gran Selezione 2013
Barone Ricasoli Castello di Brolio: profilo olfattivo ottimamente espresso, viola, ribes, mirtillo, sprazzi di eucalipto, beva fresca, polposa, accenni di vaniglia in lunghezza.

Capannelle: si apre con floreale di iris, fruttato di mirtilli, ribessottobosco e macchia mediterranea, bocca altrettanto ricca e viva.

Castellare di Castellina Castellare: inonda di lavanda, ribes, macchia mediterranea, olive tostate e senape, sorso di gran finezza gustativa.

Castello di Abola: ricco di frutto, amarena, mirtillo e confettura di mela cotogna, pepato al sorso è godibilissimo.

Castello di Ama San Lorenzo: tourbillon di viola, amarena eucalipto, gusto polposo ricco in tannino ma, di grande eleganza.

Castello di Fonterutoli: naso elegante di frutto, lamponi, more, amarene, condito da sottobosco, menta e liquirizia, bocca da ricordare.

Castello di Verrazzano Sassello Vigneto Querciaiola: buon mix al naso tra frutto e tostatura, in bocca dalla bella spina acidica è polposo di amarena e lungo di spezie.

Castello di Volpaia Il Puro: bouquet complesso, viola, mirtillo, tabacco, note agrumate e balsamiche,  beva di un’eleganza disarmante.

Colle Bereto: naso di viola, mirtillo, pepe, tabacco e resina, bocca progressiva di frutto e mineralità con ottima chiusura.

Fontodi Vigna del Sorbo: mirabile fruttato di amarena con lavanda, macchia mediterranea e cortecce balsamiche, sorso definito e piacevole.

San Felice Poggio Rosso: bello al naso ed elegante in bocca, ricco di floreale di viola, lavanda, iris, fruttato di mirtilli e lamponi, poi liquirizia e tabacco, sorso lungo e sapido.

chianti-lovers-2017-ingresso-giornalevinociboChianti lovers 2017, l’anteprima del Chianti ha riunito alla Fortezza da Basso di Firenze, oltre 100 aziende produttrici, circa 500 i vini in degustazione Chianti D.O.C.G., generici e con le menzioni Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli e Rufina, annate 2016
non ancora in commercio, 2015 e 2014 Riserva.

L’annata 2016 è stata di buon livello, un’ottima primavera, piogge regolari con raccolta delle uve Sangiovese a fine settembre, la 2015 è stata un’annata dall’andamento meteorologico regolare, non si può dire lo stesso della 2014 che è stata davvero complicata ed ha fatto preoccupare i produttori per la continue piogge.

Come sempre succede quando si assaggiano vini ancora non pronti, il millesimo 2016 ha mostrato un caleidoscopio di vini diversi, alcuni già sulla buona strada, altri scomposti con acidità profusa e tannini verdi, o con maturazioni eccessive.
Tra i Chianti 2015 delle varie denominazioni sono svettati, come spesso accade, i Rufina vini che coniugano sostanza, freschezza ed eleganza. Anche in un’annata diversa le Riserve 2014 hanno detto la loro.

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Ecco gli assaggi più convincenti:

2016
Fattoria di Piazzano Chianti
: tutto quello che ti aspetti, naso piacevole, sorso di fresco frutto e spezie.

Fattoria Uccelliera Chianti: puntuale e preciso al naso ed in bocca, più fruttato che floreale, acidità e struttura in equilibrio.

Tenuta di Artimino Chianti Montalbano: olfatto di viola e ciliegia, sorso di buon equilibrio e piacevolezza.

Tenuta di Morzano Chianti Montespertoli: intenso al naso di frutti rossi, agrumi e spezie, sorso convincente.

2015
Fattoria di Lavacchio Chianti Rufina: naso di viola, frutti rossi, note agrumate e speziate, beva agile che si allunga.

Fattoria di Sammontana Chianti Superiore: naso intenso di rose in bocciolo, frutto e balsamo, palato succoso e pieno.

Frascole Chianti Rufina: naso articolato tra floreale, fruttato e leggere note minerali, assaggio godibile.

Sangervasio Chianti: olfatto estremamente piacevole, rosmarino, ginepro, ribes beva lunga tra frutto, agrumi e bella sapidità

Selvapiana Chianti Rufina: accattivante al naso, sorso di gran bevibilità, ricco di polpa di frutto e spezie.

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Riserve 2014
Casa di Monte Montespertoli: dal bicchiere intense note di viola, mirtilli e spezie, sorso caratterizzato da spina acidica e belle note tanniche.

Fattoria di Bagnolo Colli Fiorentini: olfatto freschissimo di rosa, ciliegia e balsamo, sorprende anche in bocca per carnosità e grip acidico.

Fattoria di Fiano: naso di viole, lamponi, ciliegie, note mentolate, beva fresca e profonda con precisi ritorni olfattivi.

Fattoria Poggio: olfatto pieno di ribes, alloro, pepe nero e menta, bocca fresca, articolata tra acidità, giusto calore e spina sapida.

Poderi Tognetti: bellissimo naso fruttato e speziato, assaggio di gran carattere, è equilibrato tra sostanza e finezza.

Villa Travignoli Rufina: sbuffi floreali, fruttati e balsamici in progressione, deciso al palato tra presenza gustativa e lunghezza.

le contrade dell'etna 2016 home giornalevinociboIl vulcano è sempre in fermento e continua ad eruttare nuove bottiglie, erano tutte presenti all’annuale appuntamento de “Le Contrade dell’Etna” di Lunedì 18 Aprile presso la grande cantina Graci a Passopisciaro, un evento imperdibile per comprendere come si orienta la produzione del vulcano.
Per il nono anno consecutivo ho avuto l’opportunità di assaggiare tutta la produzione etnea dell’ultima annata e delle annate precedenti in tutte le sue variabili e sfaccettature, dagli spumanti, ai bianchi, ai rosati, ai rossi provenienti dalle varie Contrade nei vari versanti del vulcano a differenti altitudini.

luigi salvo andrea franchetti nino aiello contrade 2016 giornalevinocibo
Le Contrade 2016: vini dell’Etna fanno discutere: Luigi Salvo, Andrea Franchetti e Nino Aiello

La manifestazione ideata da Andrea Franchetti è diventata un importante punto di riferimento che desta grande attenzione, non soltanto tra stampa, operatori e produttori di ogni zona della Sicilia, ma ormai anche da parte della stampa italiana ed internazionale.

Quest’anno al focus sui vini di questo straordinario comprensorio sono state presenti oltre 90 aziende, alcune di queste al loro esordio assoluto hanno presentato vini convincenti e rappresentativi del territorio, altre campioni di buon livello, ma non sono mancati però vini con evidenti problemi, sia campioni di vasca che anche pronti per la commercializzazione.

Per fortuna diverse aziende mostrano una crescita qualitativa rilevante, prende sempre più campo la parcellizzazione in bottiglia delle varie vigne poste in diverse Contrade e le differenze marcanti nel bicchiere sono evidenti.

Ecco i migliori assaggi nelle varie tipologie dell’ultima annata e delle annate precedenti:

murgo extra brut giornalevinocibo

Elegante lo spumante Extra Brut di Murgo da uve Nerello Mascalese, fragrante e minerale ha bollicine fini, in bocca il frutto è di gran bella lunghezza.

firriato gaudensis giornalevinocibo

Nella sua migliore versione il metodo classico Gaudensis di Firriato sboccatura 11/15, i suoi 32 mesi sui lieviti donano complessità olfattiva e gustativa, il sorso vibrante e cremoso è appagante.

don michele moganazzi 2015 giornalevinocibo

Tra i  migliori assaggi bianchi, il nuovo Don Michele Moganazzi ’15, naso fresco di ginestra, fruttato di mela e agrumi, in bocca è lineare, bella la progressione tra frutto e sapidità.

Girolamo Russo Nerina Etna Bianco ’15, dal bicchiere effonde floreale di glicine, fresche sensazioni di mela, pesca bianca e agrumi, ha palato dinamico e lungo.

planeta etna bianco gornalevinocibo

Convincente l’Etna Bianco ’15 Planeta, naso pieno di fragranze floreali di ginestra e fruttate di pesca bianca e agrumi, ha sorso pieno con scia minerale.

archineri bianco giornalevinocibo

Bello l’Archineri Pietradoce Bianco ’15, quadro olfattivo tra susina bianca, albicocca e resina, sorso vivo con lungo finale agrumato e speziato.

Il Buonora Bianco ’14 Tasca d’Almerita, con personalità al naso tra piene note floreali e fruttate e sentori erbacei, ha espansione gustativa minerale.

filippo grasso mari di ripiddu giornalevinocibo

Elegante mineralità all’olfatto ed al gusto per il Mari di Ripiddu ’13 Filippo Grasso, naso poliedrico tra frutta a polpa bianca e gialla, aromi speziati e salmastri, dall’assaggio piacevole e dal finale persistente.

erse etna rosato tenuta di fessina giornalevinocibo

Silvia Maestrelli presenta il suo ultimo nato Erse Rosato ’15 Tenuta di Fessina, colore cerasuolo intenso, ha fragranti profumi di ciliegia, lamponi ed erbe aromatiche, teso e sapido in bocca.

primaterra rosato giornalevinocibo

Bel millesimo il ‘15 per il Prima Rosa Primaterra, olfatto variegato tra pesca, fragoline e agrumi, sorso pieno fruttato e speziato.

Il Vigo Rosa ’15 Fattorie Romeo del Castello è pieno di note fresche di ciliegie rosse, lamponi e agrumi, bello il palato di corrispondena centrato sulla freschezza.

piano dei daini etna rosato giornalevinocibo

L‘Etna Rosato Piano dei Daini ’14, dal colore buccia di cipolla, ha naso di ciliegia rossa, pesca, bergamotto, bocca sottile e lunga.

graci contrade giornalevinocibo

I vini rossi delle varie Contrade ’15 di Graci mostrano tanta freschezza del frutto, l’Arcuria più voluminoso al naso ed in bocca, il Feudo di Mezzo più sottile ed austero, il Barbabecchi elegante e persistente, tutti di grande avvenire.

passopisciaro cru 2015 giornalevinocibo

I 5 Cru di Andrea Franchetti ed il Passopisciaro tutti ‘15 sono giovanissimi ma mostrano differenze evidenti, il Rampante è freschissimo al naso e al sorso, simile il Chiappemacine con tannino più vivido, il Guardiola ha il naso più intenso e speziato, lo Sciaranuova mostra maggiore strutturail Porcaria è materico e di gran lunghezza gustativa. Il Passopisciaro è l’unione di vini delle varie contrade mostra già maggior equilibrio.

cusumano cru etna giornalevinocibo

Altamora Rosso Cusumano ’14 è adesso in bottiglia con due Contrade,  il Feudo di Mezzo dal naso di ciliegia e spezie e dal palato sottile, il Guardiola ricco di rosa canina, marasca, mirtilli, sottobosco, al gusto è balsamico e minerale, lungo.

magma cornelissen 2014 giornalevinocibo

Il Magma ’14 di Frank Cornelissen  inebriante al naso è un mix di ciliegia, timo, ginepro, china e liquirizia. Al palato le doti di freschezza e mineralità equilibrano la sensazione pesudocalorica dando grande agilità.

De Athena ’14 Terre Costantino, piacevole connubio tra profumi di ciliegia rossa, fiori di salvia, percezioni agrumate, bocca fresca con pepe e scia finale di humus.

fischetti muscamento rosso giornalevinocibo

Il Muscamento Rosso ’13 Fischetti effonde rosa canina, ciliegia, lampone, carruba, cannella, sorso picevolmente fresco lungo e minerale.

Bello il Cisterna Fuori ’13 Biondi, olfatto di amarena, ribes, liquirizia e cuoio, chiodi di garofano, la bocca è di fresco frutto con lungo finale piacevolmente amaricante.

cirneco terrazze del'etna giornalevinocibo

Il Cirneco ’10 Terrazze dell’Etna, ha quadro olfattivo incisivo con esordio di rosa rossa e ciliegia sottospirito, timo, liquirizia e tabacco biondo, godibile sin dal primo sorso per la sua vena acido-sapida.

vinitaly 2016 home 2 giornalevinociboIl Vinitaly ogni anno, nonostante le consuete critiche mosse da più parti, desta sempre grande interesse perchè offre l’opportunità di comprendere in quale direzione si muove ogni singola regione italiana del vino ed anche per la possibilità di scambio d’opinioni tra addetti ai lavori.
Con una frase è possibile riassumere la Sicilia del Vinitaly 2016, “meno ridondante nel bicchiere e più colorata in etichetta”, ovvero in generale i vini si mostrano più varietali e meno omologati e le etichette, soprattutto delle aziende più giovani, sono ricche di colori pastello.

Se da un lato, tante realtà storiche presentano nuovi vini interessanti e numerose aziende dinamiche vini davvero di livello, ci sono ancora in circolazione purtroppo vini senza grande personalità ed in alcuni casi addirittura imbarazzanti.

Come sempre il mio tradizionale focus sul meglio dei vini siciliani degustati al Vinitaly mette in evidenza, belle  novità e  grandi conferme, escludendo dall’elenco i vini etnei, i quali avranno un particolare approfondimento dopo l’evento di Lunedì 18 aprile “Le Contrade dell’Etna”.

abbazia santa anastasia q 100 giornalevinocibo

1- Il nuovo metodo classico Q.1000 di Abbazia Santa Anastasia (Pa) da Pinot Nero presentato in anteprima al Vinitaly mostra bollicine fini e persistenti, la piacevolezza dei suoi 18 mesi sui lieviti, la freschezza della giovane sboccatura e buona persistenza aromatica intensa.

donnafugata brut rose giornalevinocibo

2- Nuova etichetta per Donnafugata (Tp) il Brut Rosè 2012, naso invitante di fiori di pesco, ribes rossi e melograno, palato di gran godibilità tra freschezza e garbata sapidità.

avide grillo lidiae giornalevinocibo

3- Debutta il Grillo Lidiae 2015 Avide (Rg), dal naso accattivante di floreale di ginestra e camomilla, fruttato di melone bianco, belle percezioni erbacee, con sorso pieno di buona sapidità.

baglio di pianetto timeo giornalevinocibo

4- Altra nuova etichetta siciliana al Vinitaly 2016 il Timeo Grillo 2015 Baglio di Pianetto(Pa),  riuscita espressione varietale con netti toni di pesca gialla, agrumi, felce e pepe verde, bocca fresca e giustamente sapida.

5- Il Grillo 2015 Eughenès Sibiliana Cantine Europa è semplice ed efficace, emana sensazioni olfattive di pesca ,melone giallo e spezie, al palato gioca tra morbidezza e acidità.

fina kebrilla giornalevinocibo

6- Ulteriore conferma di qualità per il Grillo Kebrilla 2015 Fina, profilo olfattivo di pesca e melone giallo, note erbacee e speziate, accarezza il palato di lunga morbidezza fruttata.

laluci cristo di campobello giornalevinocibo

7- Versione di Lalùci Grillo 2015 Cristo di Campobello (Ag) particolarmente centratail naso dona fresche note di mela e pesca bianca, salvia e agrumi, al palato è pieno e di persistenza aromatica intensa.

8- Riuscita l’Inzolia Lissandrello 2015 Tenuta dell’Abbate (Cl), naso di glicine, zagara, susina e accenni esotici. Ingresso in bocca dinamico con precisi ritorni olfattivi, caldo e scattante.

funaro passo di luna giornalevinocibo
                                                     Clemente , Tizianza e Giacomo Funaro

9- I fratelli Funaro (Tp) presentano il Passo di Luna 2015 Bio da Inzolia, Zibibbo e Catarratto, particolarmente fresco di pesca bianca ed erbe aromatiche, dal sorso pimpante e minerale

10- Il Catarratto Lombardo 2015 (Ag) si conferma un vino di livello, ricco naso di glicine e ginestra, pesca bianca, toni salmastri e speziati, bocca densa e persistente.

bello mio zibibbo fondo antico giornalevinocibo

11- Tutte le qualità positive dello Zibibbo secco nel Bello Mio 2015 di Fondo Antico (Tp), quadro olfattivo calibrato e riconoscibile, sorso con basso residuo zuccherino, grande freschezza e chiusura di registro.

12- Particolare il Kiggiari Grecanico 2015 Baglio Oro (Tp), espressione del vitigno riuscita sia al naso che in bocca con note fresche di ginestra, mela, pera, erbe di campo, e dal buon il finale di nitida coerenza.

fazio chardonnay giornalevinocibo

13- Debutta la nuova etichetta Chardonnay 2015 Fazio (Tp), le sfaccettature svariano dai sentori floreali di tiglio, fruttati di pesca bianca, ananas e salvia, il palato alterna sapidità e freschezza con percezioni agrumate.

feudo disisa chara giornalevinocibo
                                                    Mario di Lorenzo e Tonino Guzzo

14- Feudo Disisa (Pa) con il Chara 2015 da Catarratto e Inzolia sbanca il concorso enologico di Vinitaly 2016, il vino dell’enologo Tonino Guzzo ha naso fresco di fiori bianchi, fruttato di pera, agrumi,  toni  erbacei, e palato lungo.

15- Che gran Catarratto il Vigna di Mandranova 2015 Alessandro di Camporeale in prossima uscita, impatto olfattivo profondo e variegato di glicine e ginestra, pesca bianca, spezie, è coerente al gusto, pieno e persistente.

mandrarossa perricone rose giornalevinocibo

16- Piacevolezza e bevibilità in questo Perricone Rosè 2015 Mandrarossa, petali di rosa, fragoline di bosco, lamponi e pepe rosa, al gusto è saporito in piacevole equilibrio tra freschezza e vena sapida.

tenuta di bastonaca frappato giornalevinocibo

17- Nuova azienda e nuova etichetta, mi è piaciuto il Frappato 2015 di Tenuta di Bastonaca(Rg),  olfatto freschissimo che conquista per il lampone, la prugna e le spezie dolci, dalla bocca ricca di frutto e vena minerale.

terre di gratia perricone giornalevinocibo

18- Anteprima assoluta per il 170 Perricone 2015 di Terre di Gratia (Pa) ancora non in bottiglia, giovanissimo mostra al naso belle doti di frutto e spezie, bocca freschissima di ottimo registro.

perricone tasca giornalevinocibo

19- Affascinante il Perricone Guarnaccio 2014 Tasca d’Almerita (Pa), bouquet fresco di ciliegie e ribes, muschio e pepe nero, ha entrata in bocca vigorosa ed incalzante.

terre di giurfo belsito giornalevinocibo

20- Pieno di frutto e spezie il Frappato Belsito 2014 Terre di Giurfo (Rg) , il lampone e la ciliegia ritornano all’assaggio e persistono piacevolmente nella lunga chiusura di beva.

planeta nero d'avola nocera giornalevinocibo

21- Anche se ancora giovanissimo il territoriale Nero d’Avola Nocera 2014 Planeta (Me) mostra le sue qualità, olfatto di rosa rossa, fragola e prugna, arancia e spezie, sorso vivo e dinamico.

22- Il Cerasuolo di Vittoria Classico 2013 Valle dell’Acate, dona eleganti sensazioni di rosa rossa, cilegia, prugna e tabacco, la bocca alterna freschezza e calore con trama tannica fine.

gaglio mamertino rosso esdra giornalevinocibo
                                                 Maria Teresa Gaglio e Flora Mondello

23- Ben riuscito il Mamertino rosso Esdra 2012 Gaglio (Me) da uve Nero d’Avola, ha olfatto intenso di ciliegia e amarena, pepe nero e cannella, sorso bilanciato e di bella lunghezza.

nero d'avola bio caruso e minini giornalevinocibo

24- Nuova etichetta Bio il Nero d’Avola 2014 Caruso & Minini (Tp), sprigiona, viola, ciliegia, freschi cenni balsamici e radice di liquirizia, ha bocca di stoffa con  tannini integrati e velatura sapida in finale.

marabino archimede giornalevinocibo

25- Il millesimo 2012 Archimede Riserva Marabino (Sr) è un Nero d’Avola di stoffa ed eleganza, naso sfaccetato tra amarena, prugna, cannella, grafite, percezioni agrumate ed erbacee, è lungo il fresco sorso balsamico.

feudo montoni vrucara 2011 giornalevinocibo

26- Più che una conferma è una certezza il Nero d’Avola Vrucara 2011 Feudo Montoni (Ag),naso di rosa, mora e ciliegia sotto spirito, chiodi di garofano, liquirizia, grafite e vaniglia, bocca fresca e lunghissima.

27- Il Forfice Cerasuolo di Vittoria Classsico 2011 Paolo Calì (Rg) con un anno in più di bottiglia sfodera olfatto pieno di fiori secchi, amarena, ribes, liquirizia e tabacco dolce, ingresso in bocca teso e lungo.

28- Nel Favinia Passulè 2012 di Firriato lo Zibibbo di Favignana mostra tutta la sua eleganza, effonde intense note di agruni canditi, datteri, fichi secchi, erbe aromatiche, ha sorso pieno, morbido ma mai stucchevole.

marsala superiore oro francesco intorcia giornalevinocibo
                                                               Francesco Intorcia

29- Il Marsala Riserva Superiore Oro 2012 è la nuova etichetta che si affianca alle altre della linea Heritage Francesco Intorcia, olfatto vivo di fichi secchi, carrube,  mallo di noce, cannella e vaniglia, al palato è avvolgente con le caratteristiche olfattive amplificate dal piacevole calore.

florio targa 1977 giornalevinocibo

30- Florio presenta il Targa 1840 Marsala Superiore Riserva Semisecco 1977 (Tp), dal ricco inebriante corredo di sensazioni olfattive di fiori gialli macerati, miele, torba, ha gusto balsamico morbido e ricco.

sassotondo ciliegiolo 2010 giornalevinociboUna bottiglia di vino di gran gran livello non è per tutti, crea invidie e gelosie tra produttori e ancor di più tra gli eno-appassionati che di solito o la magnificano o “non potendo arrivare all’uva dicono che è acerba”. I più attenti enofili lo ergono ad oggetto di culto, questo fa si che alcuni miopi produttori
vedano d’improvviso i loro vini dello stesso territorio come oscurati, messi totalmente in ombra, sminuiti. Niente di più falso.

Il vino cult diventa così obbligatoriamente antipatico, un rompiscatole, un principino da denigrare a tutti i costi. Fuori da queste becere logiche esistono però vini che è riescono a restare simpatici malgrado la sensazione di unicità che donano in degustazione.

Nel 1990 a Soava in Maremma inizia la storia Toscana dell’agronoma trentina Carla Benini e del marito Edoardo Ventimiglia. I vigneti dell’azienda Sassotondo nascono su terreno di tufo, anche le case sono costruite in tufo, così come le cantine vi sono scavate.

bicchiere rosso

Ciliegiolo Maremma Toscana San Lorenzo Sassotondo 2010
Lui è un ciliegiolo, vitigno d’elezione del sud della Maremma, nell’immaginario collettivo i vini da questo vitigno sono freschi e beverini ma non è sempre questa la regola.
E’ il millesimo 2010, si presenta rubino intenso e che naso che ha!. Note floreali di viola, fruttate di marasca e ribes, sbuffi di pepe bianco tipici del terreno vulcanico e tufaceo di Sovana, ed ancora erbe aromatiche, humus e cannella.Sorso invitante, declinato tra eleganza e sostanza, tannino fine, intrigante vena sapida a sostegno di un finale di grande persistenza. Un vino che unisce!!

faro rasocolmo 2011 home giornalevinociboLe splendide colline che si affacciano sullo Stretto di Messina lungo la lingua di terra chiusa tra il Mar Tirreno e il Mar Ionio sono la culla della piccola Doc Faro. La zona di produzione che si sviluppa nel solo comune di Messina, proprio dal faro di Capo Peloro ai piedi del Monte Poverello verso sud-est, prevede l’utilizzo di Nerello Mascalese dal 45 per cento al 60 per cento, Nerello Cappuccio dal 15 al 30 per cento, Nocera dal 5 al 10 per cento ed eventuale aggiunta di Nero d’Avola e/o Gaglioppo e/o Sangiovese e/o altre uve a bacca rossa autoctone per 15%. .

È una delle denominazioni siciliane più piccole con i suoi 30 ettari vitati iscritti all’albo dei vigneti , è un’ottima espressione dell’autoctonia siciliana e proprio per questo ha un gran valore aggiunto.

Cinque anni fa scrissi un approfondito focus sulla Doc Faro per la pubblicazione ufficiale dell’Associazione Italiana Sommelier per mettere in luce l’impegno dei produttori nella valorizzazione del territorio attraverso la scelta di non estirpare gli antichi vitigni locali per fare posto agli internazionali in grado di globalizzare la produzione e facilitarne la commercializzazione, ma di dare invece una forte spinta all’anima locale non del tutto espressa attraverso il recupero d’antichi vigneti e il reimpianto di nuovi per far rifiorire questa piccola Doc.

francesco giostra reitano giornalevinocibo

Tra le più interessanti realtà c’è la Cantina Giostra Reitano, dal 2004 Francesco, ex Presidente del Consorzio di Tutela Faro DOC, conduce un ettaro e mezzo di vigneto (in procinto di diventare circa tre) sul promontorio di Capo Rasocolmo di fronte l’isola di Stromboli.
Il Faro “Rasocolmo” 2011 è ottenuto da uve Nerello Mascalese, Nocera, Nerello Cappuccio, Nero d’Avola e Sangiovese ed è affinato in acciaio per 12 mesi.

faro rasocolmo 2011 giornalevinocibo

Mi è davvero piaciuto il millesimo 2011, accattivante sin dal bicchiere con il suo rosso rubino con nuance granate, ha variegato spettro olfattivo che spazia dall’amarena, alla mora, fino alla macchia mediterranee, è ricco di pepe nero e note balsamiche. Sorso di grande bevibilità tra freschezza e tannino sinuoso ed appaga la beva con un lungo finale tra frutta e calibrate note sapide. Ha diversi buon motivi, dunque, ber farsi bere ed apprezzare.

Lavide verticale barocco home giornalevinociboui è l’unica DOCG siciliana, è il Cerasuolo di Vittoria che si produce nei territori delle province di Ragusa, Caltanissetta e Catania, ottenuto dai vitigni Nero d’Avola dal 50 al 70 % e Frappato dal 30 al 50%. Nell’altopiano Ibleo, precisamente nella zona di Comiso, si trova la cantina Avide nata oltre cento anni fa tra timbri, sigilli e atti per la passione delle famiglie notarili Demostene e Calcaterra, nel 1987 ebbe inizio il percorso in bottiglia per mettere a frutto l’impegno profuso in vigna ed in cantina.

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                                           Cantina Avide, zona delle bottiglie storiche

In occasione della mia visita in azienda ho avuto l’opportunità di constatare come si comporta a 20 anni dalla vendemmia la Docg siciliana, cosi dopo un giro per la cantina giunto nella zona di conservazione delle riserve storiche di Avide ho selezionato per l’assaggio alcune annate di Barocco, la prestigiosa etichetta di Cerasuolo di Vittoria.

Il Cerasuolo di Vittoria è un vino antico che deve il suo nome a Vittoria Colonna Henriquez, fondatrice della città di Vittoria, che nel 1606 lanciò la coltivazione della vite in maniera estensiva promettendo in dono un ettaro di terreno ad ogni colono a condizione che ne coltivasse un altro.
Il Cerasuolo di Vittoria è diventato D.O.C. nel 1973, mentre la prima bottiglia di Cerasuolo di Vittoria D.O.C.G. è dell’annata 2005.

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                                         Varie annate Cerasuolo di Vittoria Barocco Avide

La sua zona classica di produzione ha terreni a  tessitura sabbiosa rossa, inframmezzata spesso da strati di tufo e d’argilla ricchi di minerali che emergono verso la superficie tramite l’acqua. Queste sabbie hanno l’interessante caratteristica di non mantenere di notte il gran calore assorbito durante i giorni più caldi e sono causa, insieme alla latitudine di Vittoria, dei forti sbalzi termici tra giorno e notte.
Queste escursioni e la natura tipica delle sabbie conferiscono al Cerasuolo di Vittoria caratteristiche d’unicità, eleganti note di freschezza che bene sposano con i suoi sentori floreali e fruttati.

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                                                Un momento del tasting alle cantine Avide

La verticale del Cerasuolo di Vittoria Barocco è una grande sorpresa, il millesimo 1995 a venti anni dalla vendemmia svela tutte le splendide caratteristiche che questo vino riesce a donare. La sua vigna allevata in parte ad alberello con una densità di 7.500 ceppi per ettaro è in contrada Bastonaca, il vino è maturato in barriques per 30 mesi e affinato per ulteriori 2 anni in bottiglia.
Oggi Marco Calcaterra è l’amministratore delegato di Avidesi avvale della consulenza dell’enologo Carlo Ferrini, dai 70 ettari di proprietà sono prodotte diverse etichette in poco più di 200.000 bottiglie

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                           I millesimi del barocco scelti per la verticale ’95 -’98 -’05 – ’11

Doc Cerasuolo di Vittoria Barocco 1995 Avide
Composto da 70% Nero d’Avola e 30 % Frappato è un inno al Cerasuolo di Vittoria, millesimo straordinariamente vivo, esalta per la finezza e la piacevolezza sensoriale.
Ha colore rosso granato brillante, splendido naso con amarena e mora sottospirito, arricchite da melograno, liquirizia, note balsamiche di menta, eucalipto, percezioni di vaniglia e humus. Ha bocca sontuosa, tesa e viva in un lunghissimo finale sfaccettato e sapido. Chapeau 94/100

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Doc Cerasuolo di Vittoria Barocco 1998 Avide
Il colore rosso granato fa da preludio ad un naso ricco ma leggermente meno espressivo del millesimo precedente, pot-pourri di fiori secchi, sensazioni di more e ciliegie sotto spirito, liquirizia, cannella, cacao. Sorso intensamente calorico con spalla acida che sorregge un bel lungo finale morbido d’aromi terziari . 90/100

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Docg Cerasuolo di Vittoria Barocco 2005 Avide
Luminoso colore rosso rubino vivo con ampie porzioni granato, olfatto varietale di frutta rossa in confettura, mora, amarena, marasca, particolari note speziate di pepe nero e grafite unite a sensazioni di mandorla tostata, tabacco e cioccolato. Bocca piena e lunga. 89/100

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Docg Cerasuolo di Vittoria Barocco 2011 Avide
Nel bicchiere ha bellissimo colore rosso rubino, effonde sentori floreali di viola e fruttati vividi di ciliegia e mora fusi a rabarbaro, caffè e grafite. Sorso pieno, ricco di frutti e spezie scure, tannino e spina acidica ben presenti con finale di buona persistenza. 88/100

le contrade dell'etna bandieraLe Contrade dell’Etna, che anche quest’anno si è svolta presso la grande e bella struttura della cantina Graci, è la manifestazione che consente di avere una panoramica completa dei vini del vulcano ed ha anche il merito di  favorire il proficuo confronto tra i singoli produttori. Indubbiamente i vini di queste terre hanno un gran fascino, nel corso degli ultimi tre anni il loro numero è molto cresciuto raggiungendo una notorietà che ha permesso di oltrepassare la cerchia di enoappassionati arrivando al grande pubblico.

Il dato però che emerge dall’approfondito tasting de “Le Contrade 2015” è che, oltre ad alcuni campioni di razza ed una serie d’indiscusso interessante, molti vini del numero sempre crescente di aziende presenti, 80 in questa edizione, non soddisfano il palato come dovrebbero.
Dopo otto anni consecutivi di assaggi a questo importantissimo appuntamento il percorso produttivo nei vari versanti alle diverse altitudini delle diverse contrade segna davvero poche vere novità.

Ricordo con lucidità le prime edizioni della manifestazione, il 2008, il 2009 ed il 2010 furono caratterizzati da una fucina di giovani talenti che debuttarono in bottiglia con grande autorevolezza proponendo vini, che seppur giovanissimi, mostravano chiari segni di finezza ed eleganza.

Oggi sono due i fenomeni più significativi che riscontro, da un lato vi sono aziende che scelgono una semplice omologazione stilistica e dall’altro le nuove nate, in media, che propongono vini privi di qualità assolute.

Gli oltre 250 assaggi hanno evidenziato, in taluni vini, caratteristiche strutturali estremamente sottili, con aromi olfattivi e gustativi troppo flebili, altri invece diametralmente opposti, con maturità eccessive del frutto e dolcezze assolutamente eccessive.
Per fortuna restano tanti i vini di gran livello, ma questa tendenza dicotomica che segnalo potrebbe diventare preoccupante.

Ecco i vini più interessanti tra bianchi, rosati e rossi dell’ultima annata e delle annate precedenti.

fischetti etna bianco giornalevinocibo

Tra i più migliori assaggi bianchi, il nuovo Fischetti Etna Bianco ’14, ha bella freschezza olfattiva floreale di ginestra e fruttata di mela ed agrumi, gusto pieno e lunga scia frutto sapida.

nerina giorolamo russo giormnalevinocibo

Affascinante il Girolamo Russo Nerina Etna Bianco ’14, intenso di floreale di ginestra, mela e pesca bianca, con note erbacee e minerali. Il sorso ha tenacia sapida e freschezza agrumata.

Nel Pietradolce Archineri Etna Bianco ’14 la mineralità gioca un ruolo fondamentale al naso ed in bocca, assaggio elegante e freschissimo con lievi sensazioni vegetali.

planeta etna bianco giornalevinocibo

Il Planeta Etna Bianco ’14 sempre più convincente, esprime note di fiori d’arancio e fruttate di mela renetta, la beva è ben calibrata tra acidità e sapidità e bella lunghezza.

Il Tornatore Etna Bianco ’14, ha naso dai toni particolari di fresca morbidezza, sorso calibrato molto piacevole, beverino.

Tasca d’Almerita Carricante ’14 è ben riuscito, il naso è un susseguirsi di ricordi fiori bianchi, agrumi, pompelmo, la bocca è tesa nell’allungo fruttato.

bentivegna bianca di navarra giornalevinocibo

Debutta in maniera convincente anche il Bentivegna Bianca di Navarra Etna Bianco ’14, pimpante all’assaggio di fresco frutto, dalla bella calda struttura gustativa con eco salino.

Feudo Cavaliere  Millemetri Etna Bianco ’13 ha pienezza floreale, di frutta bianca fresca, agrumi e sensazioni di nocciola, palato pieno e riconducibile alle sensazioni olfattive.

Tenuta di Fessina Musmeci Etna Bianco ’13 unico ed inconfondibile, si snoda al naso tra zagara, biancospino, frutta a polpa bianca, erbe fini e accenti minerali. Avvolge il palato di calore, abilmente stemperato da vibranti percezioni fresco-sapide.

Il Graci Etna Bianco Arcuria ’13 è un piacere per le sue briose fragranze olfattive fruttate, agrumate e vegetali, mirabile palato tenace, lunga persistenza adornata da richiami salini ed agrumati.

benanti pietra marina giornalevinocibo

Elegante il Benanti Etna Bianco Superiore Pietra Marina ’11, il variegato registro olfattivo spazia tra ginestra, pesca gialla ed albicocca, anice e salvia. Bocca fresca, lunga e minerale.

I Custodi delle Vigne dell’Etna Etna Bianco Ante ’11, profuma di zagara, pesca gialla e note mentolatebeva piena e nel contempo fresca e sapida.

rosato di martinella vivera giornalevinocibo

Tra i tanti rosati 3 mi hanno convinto particolarmente,  il Vivera Rosato di Martinella ’14, il Cottanera Etna Rosato’14, e il Graci Etna rosato ’14, tutti sono accomunaticon alcune sfumature che li distinguono uno dall’altro, da bella presenza olfattiva nel bicchiere, sorso di adeguata struttura, fresco assolutamente non ridondante con lunga scia tra frutto e sapidità.

palmento santo spirito giornalevinocibo

Tra i rossi una  bella sorpresa sono i vini delle due contrade di Palmento Santo Spirito il Magnetico ’14 e il Nero di Sei’14, hanno stoffa e grandi prospettive, naso dal frutto vivo e leggiadro, sorso pimpante e sottile lasciano presagire alla nascita di un’altra realtà del vulcano di gran livello.

cottanera calderara zottorinotto giornalevinocibo

Cottanera ha scisso in contrade la sua produzione, tra tutte mi sono particolarmente piaciute la Calderara ’14 e la Zottorinotto’14, la prima più sottile, la seconda più materica e dal frutto scuro, entrambe dal grande avvenire.

Tenuta delle Terre Nere Etna Rosso ’14 è mix in divenire di forza, potenza, eleganza, spina acida e sapida.

passopisciaro cru andrea franchetti

I 5 Cru ’14 delle varie contrade di Andrea Franchetti ed il Passopisciaro ’14 mettono in luce perfettamente che l’annata ’14 sarà per il vulcano davvero importante per qualità del frutto ed acidità.
Sottile e freschissima intensità di frutto nel Rampante, simile registro nel Guardiola con più struttura, il Chiappemacine è di gran spalla acida e tannino vivo, affascinante la beva più piena dello Sciaranuova, ed il Porcaria si conferma al palato di maggior pienezza.
Assaggio, come sempre, per ultimo il Passopisciaro, unione di vini delle varie contrade, che inevitabilmente mostra maggiore equilibrio gustativo.

girolamo russo cru giornalevinocibo

I 3 Cru di Girolamo Russo, Feudo, Feudo di Mezzo e San Lorenzo ’14, mostrano tanta freschezza del frutto, con il primo dei tre più voluminoso al naso ed in bocca ed il San Lorenzo più lungo ed austero, vini che lasceranno il loro segno nel tempo.

scirto a culonna giornalevinocibo

Complimenti  a Scirto ‘A Culonna Etna Rosso ’14, caramella di lampone,  ciliegia, spezie e garofano, dal sorso vivo e sapido.

cru di graci giornalevinocibo

I 3 Cru della contrade di Alberto Graci, Arcuria, Feudo di Mezzo e Barbabecchi sono accomunate da sorso di dinamicità con fresco frutto, più vivo nel primo, leggermente più scuro e caldo di spezie nell’ultimo, nei tre vini si dipana una scena gustativa d’indubbio alto profilo da apprezzare nel lunghissimo termine.

Edome Aitna Etna Rosso ‘13 naso espressivo di frutto e spezie, chiodi di garofano, salsedine, in bocca godibilissimo, inebria di vigoria acidica e polpa fruttata.

filici etna rosoo giornalevinocibo

Nicola Gumina Filici Etna Rosso ‘13 ha belle note olfattive di rosa canina, note di ciliegia e susina, toni minerali e leggermente vegetali, sorso fresco e dal tannino calibrato.

pietradolce archineri giornalevinocibo

Pietradolce Archineri Etna Rosso ‘13,  fiori rossi macerati, fruttato di lamponi, ciliegie, rabarbaro e tabacco dolce. Bocca illuminata da grande freschezza, bel tannino e continui ritorni frutto\sapidi.

Il Frank Cornelissen  Munjibel ’13 sciorina profumi viola, fiori di mandorlo, cilliegia, mughetto e spezie fini, sorso che si stacca dai soliti clichè caldo e fresco.

cistena fuori biondi giornalevinocibo

C’è l’Etna nel bicchiere nel Ciro Biondi Cisterna Fuori Etna Rosso ’12, dal profilo olfattivo e gustativo intenso, sfodera floreale di viola e di rosa, frutto di lampone e ribes, chiodi di garofano e macchia mediterranea. Sapido, succoso e lungo.

Bruno Ferrara Sardo ‘Nzemmula Etna Rosso ’12, elegante e territoriale, fiori rossi macerati, confettura di fragole, lamponi, spezie, piacevolmente lineare in bocca si esprime con sensibilità di tannino e sali.

I Vigneri Vinupetra ’12, effonde al naso rosa rossa, frutti rossi, tabacco e liquirizia, ha bocca giovanissima, irta e lunga.

Il Primaterra Etna Rosso ’12 ha frutto vivido al naso, mora di rovo, ribes, liquirizia e cannella, il sorso è fresco pieno di frutto e spezie.

ripiddu filippo grasso giornalevinocibo

Riuscito il Filippo Grasso Mari Ripiddu Etna Rosso ‘11 rosa canina, ciliegie e lamponi, carruba, cannella, sorso piacevolmente fresco e minerale.

Tenuta Aglea N’Anticchia Etna Rosso’11, che gran stoffa, ha naso di rosa e viola, frutto fresco, spezie, grafite, china e liquirizia. Al palato risplende per coerenza con l’olfatto e per il fresco finale.

il tascante tasca d'almerita giornalevinocibo

Tasca d’Almerita Tascante Nerello Mascalese ’11, olfatto caratterizzato dall’integrità del frutto, ricco di spezie, dalla beva profonda e sfaccettata.

Calabretta Nonna Concetta Nerello Mascalese ’11, vino emozionante, spettro olfattivo di violetta, ginepro, mora di rovo, ribes rosso, grafite, tabacco e aneto, sorso sottile e profondo.

benanti rovitello giornalevinocibo

Benanti Etna Rosso Rovittello ’11 naso di carattere, viola, ribes, macchia mediterranea, sottofondo d’anice stellato, tabacco e china. Dal corpo deciso, d’acidità e mineralità, nel quale la trama tannica sorregge il lungo finale di frutta e grafite.

il musmeci tenuta di fessina giornalevinocibo

Tenuta di Fessina Etna Rosso ’10, offre eleganti profumi di rosa rossa, ciliegie, erbe aromatiche, note minerali di roccia e spunti mentolati.  Sorso caldo, ricco con freschi ritorni fruttati e minerali.

sicilia vinitaly 2015Il 2015 è stato un Vinitaly davvero interessante, la Sicilia ha espresso nuovi fermenti e finalmente vini più varietali, le centinaia d’assaggi però hanno confermato che non è tutto oro quello che luccica, il packaging delle bottiglie, in questi ultimi anni, è certamente migliorato ma, non sempre corrisponde qualitativamente a ciò che veste, in generale, però i vini rispecchiano più di ieri il loro territorio d’origine.

Il mio tradizionale focus sul meglio dei vini siciliani degustati al Vinitaly mette in evidenza, alcune novità e numerose conferme, escludendo però i vini del vulcano, per i quali ci sarà un particolare approfondimento dedicato dopo l’evento di Lunedì 30 Marzo “Le Contrade dell’Etna”.

Per la maggior parte dei 30 migliori vini selezionati, oltre alla foto dell’etichetta, c’è il volto di chi li produce o li presenta.
La carrellata dei migliori assaggi inizia con due vini celebrativi, particolarmente significativi.

lo leggio milazzo riserva v38ag giornalevinocibo
Saverio Lo Leggio e Giuseppina Milazzo ci mostrano la bottiglia di Riserva V38AG

Sono trascorsi 40 anni, da quando nel 1974, Giuseppe Milazzo realizzò le prime cuvée, destinate a diventare spumante metodo classico. V38AG è il primo codice di imbottigliatore che gli venne attributo, per celebrare questo importante anniversario è stato creato, in edizione limitata, il Milazzo Riserva V38AG uno spumante metodo classico Brut realizzato da cloni di Inzolia e Chardonnay, appositamente coltivati e selezionati per poter affrontare una lunga permanenza sui lieviti di ben 8 anni.
Splendido naso articolato tra note di pesca gialla, ananas, pan brioche, anice stellato, mostra piacevole bocca piena con perfetta sinergia fresco-sapida.

riserva del conte tasca d'almerita giornalevinocibo
Giuseppe Tasca con la Riserva del Conte 2010 per giornalevinocibo.com

Il Riserva del Conte ’10 Tasca d’Almerita (Pa) nasce a distanza di 40 anni dalla prima annata di Riserva del Conte, dallo stesso vigneto, l’alberello San Lucio lavorato a mano da oltre 70 anni. Stesso uvaggio, Perricone e Nero d’Avola, affinato come allora in botti di castagno per 26 mesi.
Emoziona questo vino dall’olfatto variegato e complesso, rosa canina, mora, marasca, ciliegia nera, chiodi di garofano, note balsamiche e speziate. Sorso fresco, dal tannino pimpante e di lunghezza fruttata e speziata.

Tra i bianchi numerosi, come sempre, i Grillo e i Catarratto,  aumento consistente dei Moscato vinificati secchi e dell’Inzolia di qualità. La produzione di vini rosati ha raggiunto vette inimmaginabili una decina di anni fa, tra i rossi tantissimi nuovi Perricone e Nero d’Avola finalmente più espressivi.

1-L’Inzolia ’14 Evrò Rallo (Tp) è una bella conferma, naso di glicine, mango, pera, sostenuto in bocca da spina acida e sapidità.

2-Il Ficiligno ‘14 di Bagli di Pianetto (Pa) Insolia-Viognier ha naso preciso e puntuale, sorso particolarmente fresco e di materia.

tonino guzzo shiarà castellucci miano 2014 giornalevinocibo
L’enologo Tonino Guzzo con il suo Catarratto Shiarà

3- Lo Shiarà Catarratto ’14 Castellucci Miano (Pa) è sempre un gran Catarratto, naso di ginestra, pesca bianca, mela verde, sorso articolato e lungo su toni agrumati.

4- Complimenti al Catarratto ’14 Lombardo (Ag), intenso al naso ed al gusto, fresco e persistente. Davvero varietale.

fabio sireci catarratto vigna del masso giornalevinocibo
Fabio Sireci con il suo Vigna del Masso Catarratto

5- Campione di razza il Vigna del Masso Catarratto ’14 Feudo Montoni (Ag), Fabio Sireci mi fa assaggiare il suo migliore Catarratto di sempre, ginestra, agrumi e mela verde, sorso fresco e bilanciato.

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Mario di Lorenzo con la bottiglia di Grillo 2014 Feudo Disisa

6- Il Grillo ’14 Feudo Disisa(Pa) si conferma tra i migliori in assoluto, ha naso varietale di ginestra, pera, agrumi e note erbacee, sorso intenso e persistente.

7- Il Grillo Parlante 2014 Fondo Antico(Tp) è sempre accattivante tra freschissimi sentori di melone bianco, pesca bianca, dalla bocca profonda ed avvolgente.

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Stefano Geraci con il Tarucco Grillo ’14

8- Il Tarucco Grillo 2014 Geraci (Pa)riuscitissimo sfodera sentori olfattivi di tiglio, acacia, ortica e mela verde, ha bocca piena con lungo finale agrumato.

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Renzo Barbera con la nuova etichetta Animi Stoccatello

9- Debutto per Animi Grillo ’14 Stoccatello(Ag), la giovanissima azienda propone un Grillo dal naso particolare su toni erbacei ed agrumati, al gusto è pieno, fresco con finale caratterizzato dalla dolcezza varietale dell’uva.   

grillo belinghieri di legami giornalevinocibo
L’enologo Sebastiano Polinas e Giuseppe Di Legami con il Berlinghieri Grillo Di Legami

10- Nuova etichetta per il Berlinghieri Grillo ’14 Di Legami (Tp), ricco al naso di pesca bianca, toni tropicali ed agrumati, sorso fresco di lunga persistenza.

11- Rajah Zibibbo ’14 Tenuta Gorghi Tondi(Tp), al naso è una esplosione varietale di rosa bianca, ananas, pesca bianca e gialla, di note agrumate. Bocca di vibrante freschezza e di lunga chiusura con percezioni saline

di prima janub moscato
Davide di Prima è il suo Janub ’14

12- Nuovo vino è il Janub Moscato Bianco 2014 Di Prima (Ag), vino semplice ed accattivante, olfatto di rosa bianca, pesca, frutta tropicale e note agrumate, al gusto perfettamente corrispondente, fresco ed aromatico.

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Clemente, Tiziana e Giacomo Funaro con il Perricone ’14 Fontana dei Grilli

13- Il Perricone Fontana dei Grilli 2014 Funaro (Tp) è l’ultimo nato in azienda, olfatto di viola, marasca, lamponi e spezie, in bocca frutto e freschezza ben presenti.

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Bruno Fina ci mostra la bottiglia di Perricone insieme ai suoi due figli

14- La cantina Fina(Tp) presenta il Perricone ’14,  olfatto di geranio, lamponi, ciliegie rosse, chiodi di garofano. Bocca fresca, di buona trama tannica ed acidità.

15- Isach Nero d’Avola 2013 Porta del Vento (Pa), Marco Sferlazzo presenta un vino estremamente varietale al naso ed al palato, amarena, marasca, spezie ed erbe aromatiche. Sorso fresco, tra alcol e glicerina, dal finale fruttato.

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Marco Calcaterra e Silvana Raniolo con il Cerasuolo di Vittoria Classico Avide

16- Cerasuolo di Vittoria Classico’13 Avide(Rg), piacevolissimo naso di caramella al lampone, marasca, erbe officinali, grafite e cioccolato. Pieno e fresco all’assaggio, riempie di frutto con bella vena minerale.

17- Cerasuolo di Vittoria Classico ’13 Gulfi (Rg), brioso spettro aromatico di ciliegia, lamponi, viola, cenni balsamici. Sorso di stoffa con tannini perfettamente integrati e sapidatà che accompagna il lungo finale.

giuseppe laudicina baglio oro giornalevinocibo
Il team di Baglio Oro al completo con il nuovo nato Ceppineri Nero d’Avola

18- E’ fresco al naso ed all’assaggio il Ceppineri Nero d’Avola 2013 Baglio Oro(Tp), pur non mancando certo di struttura,ed  è caratterizzato da rosa rossa, amarena, prugna, erbe aromatiche e spezie.

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Bruno Alvisini, direttore della cantina Fazio, con il Torre dei Venti Nero d’Avola Erice DOC

19- Torre dei Venti Nero d’Avola  2013 Fazio(Tp), bouquet fresco di ciliegie, prugne, muschio e spezie. Pieno in bocca, di buona freschezza, incalza con un susseguirsi di ritorni olfattivi.

20- Senso Inverso Nero d’avola 2013 Abazia Santa Anastazia(Pa), è biologico e biodinamico, sfodera rosa, ciliegia, frutti rossi di sottobosco e note erbacee intriganti. Bocca di freschezza e giusto tenore alcolico, trama tannica piacevole e lunghezza minerale.

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Benedetto Alessandro con la nuova etichetta del Donnatà 

21- Donnatà Nero d’Avola 2013 Alessandro di Camporeale (Pa), riuscitissimo alterna al naso ciliegia, mora e spezie dolci. Caldo e avvolgente in bocca, ha spalla acida adeguata che lo rende particolarmente piacevole.

cristo di campobello lu patri 2012 carmelo bonetta luigi salvo riccardo cotarella giornalevinocibo
Fine assaggi allo stand Cristo di Campobello, Luigi Salvo, Domenico Bonetta, l’enologo Riccardo Cotarella e Carmelo Bonetta

22- Cristo di Campobello Lù Patri Nero d’Avola ’12 Cristo di Campobello (Ag), naso di eleganti note di marasca ed amarena, chiodi di garofano, eucalipto, pepe nero e vaniglia. La bocca di vellutata freschezza ha lungo finale frutto-sapido.

23- Fresche sensazioni nel Cerasuolo di Vittoria ’12 Valle dell’Acate (Rg), ha naso di rosa, fragola e cassis, note di cacao e tocchi minerali. Bocca mirabilmente scorrevole, piacevolissima.

caruso & minini cutaja giornalevinocibo
Stefano Caruso con il Cutaja Nero d’Avola Riserva Delia Nivolelli DOC

24- Cutaja Nero d’Avola 2012 Caruso & Minini (Tp), naso di ciliegia rossa e prugna, chiodi di garofano, cioccolato, percezioni minerali di grafite e lieve vaniglia. Il sorso di grande freschezza, alterna calore e balsamo, tannino fine e lunga chiusura speziata.

25- Cerasuolo di Vittoria Classico Dorilli Planeta 2012 (Rg), all’olfatto primeggiano la rosa rossa, amarena e prugna, tabacco e spezie dolci. Al gusto ha precisa coerenza aromatica e persistenza che si amplifica.

marabino pierpaolo messina archimede giornalevinocibo
Pierpaolo Messina nel suo stand con sullo sfondo gli antichi alberelli dell’Archimede Riserva

26- L’Archimede Nero d’Avola Riserva 2011 Marabino (Sr) debutta con la nuova etichetta, intenso e varietale di ciliegia e marasca, con note agrumate, di cacao ed erbe aromatiche. Ha sorso di fresco di frutto balsamico e si allunga mirabilmente nel finale sapido.

paolo calì cersuolo di vittoria forfice giornalevinocibo
Paolo Calì con la sua nuova creatura il Forfice 2011

27- Il Forfice Cerasuolo di Vittoria Classsico 2011 Paolo Calì (Rg) ha davvero bella personalità, naso ricco di fiori rossi macerati, lamponi, ribes, sensazioni di tabacco dolce. Bocca vibrante di freschezza, calore e continui ritorni tra frutto e mineralità.

28- Il Passito di Pantelleria Ben Ryè ’13 Donnafugata (Tp) è un trionfo di aromi, frutta candita di albicocca, pompelmo, miele, cannella e spezie. Sorso sontuoso, fresco con vibrante sapidità.

29- Marsala Superiore Semisecco Ambra Donna Franca Riserva Florio (Tp), fantastico olfatto tra lavanda, albicocca e cedro candito, note balsamiche, mandorle e noci, sorso denso lungo e freschissimo.

intorcia marsala vergine riserva 1980 michele niceli giornalevinocibo
Michele Miceli sommelier Ais mostra il Marsala Vergine Riserva 1980 Intorcia

30- Strepitoso il Marsala Vergine 1980 Intorcia (Tp),  ha naso ricco di sentori eterei ed intensi di fichi secchi, cacao, erbe aromatiche, tabacco dolce e radice di liquirizia. Bocca piena, profonda ed equilibrata, con lunghissimi persistenti richiami olfattivi.

benvenuto brunello wine realityNel chiostro del museo di Montalcino a Benvenuto Brunello 2015 la critica enologica mondiale, come da tradizione, si riunisce per degustare oltre 250 Brunello tra Annata, Selezione e Riserva, tasting impegnativo e bellissimo che permette una perfetta visione globale e dunque
il più possibile veritiera dello “stato dell’arte” della produzione di Montalcino.

Dopo avere degustato tantissimo appare evidente che la 2010 è una grandissima annata che riuscirà a proporre nel tempo fini di grandissima finezza ed eleganza, sarà più lenta nell’evoluzione dato che i vini tracciano il palato di presenza tannica e acidità davvero notevole. Come spesso capita nelle grandi annate non esiste il Brunello tipo, tantissimi sono già di buon equilibrio, altri sembrano adesso magrolini ma tutti di grande interessante.

D’altronde chi conosce bene questo micro territorio sa che la diversa locazione delle aziende crea una differenza temporale di vendemmia di oltre 25 giorni e questo si evidenzia nel bicchiere.

benvenuto brunello 2015 sala stampa giornalevinocibo
                                           La sala tasting riservata alla stampa

L’annata 2010 ha avuto un buon andamento regolare, giustamente fresca nei mesi estivi con piogge che hanno aiutato le esposizioni più calde di Montalcino, buona in generale la produttività che ha richiesto un’attenzione dei carichi per pianta, la maturazione lenta senza stress idrici ha assicurato un’ottima qualità del tannino e notevole acidità ad esposizioni più alte e fresche.

benvenuto brunello 2015 bicchieri luigi salvo
                                                        Brunello annata 2010

Tra i vini che più mi hanno entusiasmato vi sono quelli provenienti da sottozone a media altitudine, probabilmente perchè mostrano al sorso, seppur spostati leggermente sulle note dure, già grande stoffa, veri campioni che avranno potenzialità di invecchiamento lunghissime.

Anche dalla Riserva 2009 buone sorprese, da un’annata sicuramente più uniforme, ma certamente più calda e pronta, ho assaggiato comunque alcuni vini di grande livello.

Brunello annata 2010
Ecco i migliori che ho assaggiato sia al chiostro, sia da Tullio dell’Enoteca Osticcio che gentilmente mi ha fatto testare una quindicina di vini fuori salone.

Albatreti: olfatto rico, floreale, fruttato, gessoso e mentolato, bocca fresca dai ritorni fruttati e minerali e dal tannino filante.

biondi santi benvenuto brunello 2015 giornalevinocibo

Biondi Santi: millesimo da conservare in cantina e bere tra trent’anni, naso di viola, lamponi, pepe, note mentolate e di tabacco, sorso vibrante, lungo che amalia.

Casanova di Neri Tenuta Nuova: olfatto e palato di frutto, balsamo e spezie, bocca ampia dal tannino esuberante, di lunghezza infinita.

col d'orcia benvenuto brunello 2015 giornalevinocibo

Col d’Orcia: naso di spessore, bocca di fresco frutto, il tannino fine accompagna un lungo sorso sapido.

Fuligni: naso articolato, violetta, lavanda, confettura di mora, salvia, anice, beva succosa con tannino e freschezza in bella mostra.

Il Marroneto Madonna delle Grazie: sciorina bouquet penetrante di violetta, frutti di bosco, mora, menta, il palato è incredibilmente variegato tra freschezza, tannino suadente e gran ritorni retrolfativi.

le ragnaie benvenuto brunello 2015 giornalevinocibo

Le Ragnaie Vecchie Vigne: naso di gran finezza, rosa e note balsamiche, bocca austera e profonda, un campione di razza

Loacker Corte Pavone: tipicissimo profilo olfattivo, di viola, frutta scura e note balsamiche, palato di gran registro con echi floreali in uscita.

Mastrojanni Vigna Loreto: naso riconoscibile tra alloro, ciliegia nera, erbe officinali, tanta finezza in bocca, sottile minuziosa nei ritorni finali

Piancornello: naso accattivante con dolcezza di frutto, pepe, ghiande e felce, il sorso è di gran piacevolezza, pieno, fresco con tannico vivo.

Pietroso: naso intenso e profondo, di viola e frutta scura, godibile in bocca per composta freschezza.

Poggio di Sotto: olfatto pieno e ricco, bocca di uguale composizione, sicuramente godibilissimo, ma meno espressivo rispetto ad annate sontuose.

salvioni benvenuto brunello 2015 giornalevinocibo

Salvioni: Olfatto elegante di viola e rosa, frutto scuro, spezie, bocca bellissima fresca e lunga.

Sesta di Sopra: bello l’olfatto di fragole, lamponi e humus sottobosco,  bocca già godibile, di grande lunghezza.

Sesti: naso floreale e fruttato dolce, la bocca è seducente, piena, dal gustoso epilogo sfaccetato.

Stella di Campalto: olfatto da sogno, viola, rosa, more, corteccia, fungo, pepe nero, bocca distesa ed elegante dal lungo finale

Tenute Silvio Nardi Vigna Manachiara: naso composito, tra floreale, fruttato e mineralità, l’assaggio è fresco, sapido, il tannino è di grande eleganza.

uccelleria benvenuto brunello 2015 giornalevinocibo

Uccelliera: naso poliedrico, amarena, menta, liquirizia e carruba, sorso fresco con frutto vivo lunghissimo, grandi prospettive.