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Archive for ottobre 2010

Ogni qual volta mi è capitato di dover andare a cena in compagnia di un collega giornalista enogastromico italiano o straniero in uno dei locali palermitani, appena esserci accomodati, il timore di avere fatta la classica domanda dal cameriere di turno è stato enorme: “preferisce un vino secco o mosso?”, il tutto rigorosamente prima di ordinare il cibo, così come di veder violentata all’apertura ed alla mescita una bottiglia di vino ed ancor peggio di avere serviti piatti, oltre che privi di creatività, soprattutto con scarsa qualità degli ingredienti utilizzati per la loro preparazione. Purtroppo tanti ristoranti cittadini mancano d’assoluta lungimiranza ed utilizzano, tanto per fare un esempio, in cucina olio non all’altezza, il risultato dei cibi proposti al palato è purtroppo evidente. La classica gallina bianca a Palermo esiste. In piazza Croce dei Vespri, nelle antiche scuderie dello storico Palazzo Gangi di Palermo, si trova l’Osteria dei Vespri, delizioso locale da trenta coperti, intimo ed avvolgente, condotto da Alberto ed Andrea Rizzo, lo staff comprende in sala Francesca La Barbera e la Sommelier Marianna lo Bue ed in cucina una squadra sapientemente addestrata. L’accoglienza è precisa e puntuale, così come i consigli sul cibo e sul vino, non è facile trovare qualcuno in grado di parlare correttamente diverse lingue che abbia anche le giuste competenze.

I piatti proposti da Alberto Rizzo rivisitano la cucina siciliana con una precisa armonia dei sapori, l’utilizzo delle materie prime del territorio è di grande qualità, la fantasia nel presentare i piatti è un chiaro segno di ricercatezza. Tra quelli che ho provato alcuni introducono sapori semplici ma genuini, l’antipasto di zuppa di lenticchie di Ustica al curry con caprino di girgentana, pera cotta al nero d’Avola e julienne di sedano rapa, o il primo  piatto di Raviolini ripieni di ricotta al forno all’aroma di cedro con zucchina fritta, olio di nocellara e bottarga di tonno di S. Vito. Altri hanno gusto più deciso, quali il piatto di paccheri e bombardoni alle verdure di campo (cicoria e spinaci) in crosta di tuma persa con prosciutto affumicato con salsa di cipolla bruna al marsala. Piatti più elaborati hanno l’innovazione come filo conduttore, ho apprezzato le patate e baccalà nel peperoncino dolce su salsa al martini ed albicocche secche (capperi di salina) e uova di quaglia,  o il secondo di filetto di maiale in crosta di cocco e senape, salsa al limone e cipolline caramellate all’aceto di lamponi e pompelmo rosa.

La carta dei vini è veramente interessante ed esauriente, consta di 700 referenze, metà delle quali siciliane e mostra  una particolare attenzione ai vitigni autoctoni. Di alcune importanti etichette è anche possibile trovare diverse annate, si può spaziare dai siciliani più blasonati quali i rossi Duca Enrico e  Rosso del Conte, ad altri vini di ultima generazione di indubbio valore e cosa non trascurabile sono presenti varie fasce di prezzo. Il panorama nazionale comprende vini di tutte le regioni e di diverso spessore, fino ad arrivare, per intenderci, al Sorì Tildin di Gaja . Sono presenti in carta alcuni vini di paesi esteri, Francia, Spagna, Stati Uniti, Cile, Argentina, Australia, Sud Africa, Germania, Nuova Zelanda e Tunisia. Decisamente completa, inoltre, la lista dei distillati. Da provare insomma.

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La Strada del Vino e dei Sapori dei Castelli Nisseni ha organizzato una “full immersion” di tre giorni dal 18 al 20 Ottobre 2010 per undici tour operators provenienti da diversi Paesi, Spagna, Belgio, Ungheria, Norvegia e Stati Uniti, alla scoperta di aziende vitivinicole e strutture ricettive del territorio di  Caltanissetta per far apprezzare  i prodotti tipici definiti “a Km 0”. Dopo la visita degli operatori alla splendida riserva naturale del Biviere in un connubio tra storia ed ambiente, con osservazioni birdwatching in riva al lago, visita al vigneto di Nero d’Avola dell’azienda Lagovuveri all’interno dell’area protetta, ho avuto il piacere di condurre il tasting di alcuni vini della “strada” nella sede del centro visite della riserva. La panoramica enologica è iniziata con un particolare Nero D’avola spumantizzato con metodo Charmat, a cui è seguito il Rasula Nero d’Avola biologico di Maggio Vini, il Cerasuolo di Vittoria  Vigna di Pettineo, medaglia d’oro allo scorso Concorso Mondiale di Bruxelles 2010 . Dal vigneto in riva al lago del Biviere abbiamo assaggiato il Nero d’Avola Mignechi Lagovuveri e per finire il Passoro Moscato Passito di Vittoria dell’azienda Maggio Vini, il tutto abbinato a cibo della tradizione locale.  Davvero interessante l’offerta turistica proposta dalla “Strada del vino dei Castelli Nisseni” diretta da Angela Salvo: weekend enogastronomici, piccoli e grandi tour della Sicilia per promuovere le produzioni vitivinicole e  le specialità enogastronomiche, un reale rilancio del turismo di settore in Sicilia. I tour operators positivamente impressionati faranno da promotori nei vari paesi di appartenenza delle bellissime realtà naturali che la Sicilia è in grado di offrire.

Consulta il sito della Strada del Vino e dei Sapori dei Castelli Nisseni

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Il secondo tavolo degustativo tematico per vitigno organizzato dall’Associazione Italiana Sommeliers Delegazione Palermo Città che si è tenuto lunedì 4 Ottobre scorso all’NH Hotel Foro Italico del capoluogo, ha avuto come protagonista il Carricante Etneo. Cinque i campioni in degustazione esaminati dai sommeliers, ognuno con caratteristiche diverse, che riguardano i terreni, i metodi di coltivazione, i processi di vinificazione ed affinamento. La media punteggio più alta è stata ottenuta dall’Etna Bianco da uve Carricante il Salisire Vivera 2009 che ha ricevuto una media di 83/100. Il vino deriva dai vigneti di  Linguaglossa nel versante Nord-Est dell’Etna, a 600 metri s.l.m. su terreno vulcanico, le uve coltivate in regime biologico sono vendemmiate a metà ottobre, subiscono pressatura soffice e sono vinificate a temperatura controllata di 14-16 °C. Il vino che sarà in commercio da Febbraio 2011, affina sui lieviti per 10 mesi ed altri 6  in bottiglia. Nel bicchiere dal colore paglierino mostra un interessante registro olfattivo, acacia, ginestra, piacevolissimi sentori agrumati e balsamici. In bocca è di viva freschezza, accennata rotondità, e persiste nel finale di frutto e mandorla.

Gli altri vini testati sono stati: Etna Bianco Murgo, Etna Bianco Barone di Villagrande, Etna Bianco Bianco di Caselle Benanti ed Etna Bianco Cottanera.

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Ecco l’anteprima dei 5 grappoli assegnati dalla Guida Duemila Vini dell’Associazione Italiana Sommeliers, sono 390 le etichette che hanno avuto il massimo punteggio nell’edizione 2011 in uscita a fine Novembre. 1.792 pagine per la recensione di 1.669 aziende, oltre 20 mila vini, di cui circa 900 finalisti. Anche in questa edizione è il Piemonte, con 91 etichette eccellenti, la regione più premiata, la Toscana è al secondo posto con 73, la Lombardia ha 27 etichette con cinque grappoli, seguono Friuli Venezia Giulia con 26, Veneto e Sicilia a pari merito a quota 23.  Le altre regioni: 18 Marche e Abruzzo, 13 Umbria e Campania, 12 Alto Adige 10 Trentino, 9 Sardegna, 8 Emilia Romagna, 7 Lazio, 5 Puglia, 4 Liguria e Basilicata, 2 Valle d’Aosta e  Calabria, 1 Molise. Tra i vini siciliani qualche novità e tante conferme: su alcuni certamente territorialità, qualità, ed ottima espressione del vitigno d’origine sono ben noti, qualcuno lascia sinceramente qualche perplessità.

I Siciliani 5 Grappoli

  1. Chardonnay Planeta 2008
  2. Chardonnay 2008 Tasca d’Almerita
  3. Cielo d’Alcamo 2008 Tenuta Rapitalà
  4. Cometa 2009 Planeta
  5. Diamante d’Almerita 2009 Tasca d’Almerita
  6. Don Antonio 2008 Morgante
  7. Duca Enrico 2007 Duca di Salaparuta
  8. Etna Bianco Cuvée delle Vigne Niche 2008 Tenuta delle Terre Nere
  9. Etna Bianco Superiore Legno di Conzo 2007 Barone di Villagrande
  10. Etna Rosso 2007 Cottanera
  11. Etna Rosso Outis 2007 Vini Biondi
  12. Etna Rosso Prephylloxera La Vigna di Don Peppino 2008 Tenuta delle Terre Nere
  13. Etna Rosso Quota 600 2008 Graci
  14. Etna Rosso Serra della Contessa 2008 Benanti
  15. Faro Palari 2008 Palari
  16. Kaid Vendemmia Tardiva 2008 Alessandro di Camporeale
  17. L’Ecrù 2008 Firriato
  18. Malvasia delle Lipari 2009 Florio
  19. Malvasia delle Lipari Passito Selezione Carlo Hauner 2007 Hauner
  20. Marsala Superiore Donna Franca Riserva Florio
  21. Noà 2008 Cusumano
  22. Passito di Pantelleria 2008 Abraxas
  23.  Sole dei Padri 2007 Spadafora

Tutti i vini 5 grappoli premiati (pdf) 

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La strada del vino siciliana dei Castelli Nisseni può annoverare una serie di cantine che negli ultimi anni si sono parecchio impegnate nel miglioramento qualitativo della produzione. Luigi Romano proprietario dell’azienda vitivinicola Tenuta dell’Abate, alleva le sue uve a pochi chilometri da Caltanissetta su terreni collinari a 450 mt. s.l.m., 60 ettari vitati a controspalliera dove oltre agli autoctoni Inzolia, Grillo, Nero d’Avola trovano posto gli internzionali, Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Syrah. Interessante l’intera gamma di produzione con lo Chardonnay ed il Cabernet Suvignon-Syrah una spanna più in alto.

Inzolia 2009 ha colore giallo paglierino, al naso esprime note floreali gialle, sentori agrumati e di erbe aromatiche. L’assaggio è in buona sintonia con il naso con acidità in primo piano. Il Grillo-Viognier 2009  nel bicchiere è giallo paglierino, ha olfatto ben disegnato con note floreali di zagara, fruttato dolce di pesca bianca, nuance agrumate e lievi ritorni vegetali. In bocca risulta sapido ed avvolgente. Lo Chardonnay 2009 colpisce per il suo colore paglierino luminoso, al naso è intenso di note floreali di gelsomino, fruttate di banana ed ananas, avvolti da una piacevole nota vanigliata e boisè. L’entrata in bocca è di calore e morbidezza, ma non mancano la vena acida e finale frutto-sapido.

Il Nero d’Avola 2009 è rosso rubino con nuance porpora, all’olfatto esprime note di ciliegia e marasca e lieve speziatura. In bocca è agile con tannino da integrarsi, il frutto ritorna su toni leggermente più scuri rispetto al naso. Chiudiamo con il Cabernet Sauvignon- Syrah 2007  dal bel rosso rubino intenso, cupo e luminoso, L’espressione olfattiva è variegata tra fiori rossi, frutta d’amarena e marasca, evidenti note vegetali ed erbacee, pepe nero e cioccolato. L’ingresso in bocca è pieno, anche se mostra la sua gioventù, l’ equilibrio tra la morbidezza e l’ampia vena acida ed il tanninio è ancora spostato verso le parti dure, chiude di frutto, ciccolatto e balsamo. I due vitigni sono ben integrati ed il vino ha ottima stoffa in prospettiva futura.

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