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Archive for the ‘Senza Categoria’ Category

Lo zibibbo, uva aromatica e magica, oggi gioca un ruolo fondamentale nella rinascita enologica della Sicilia. Considerata da sempre ottima uva da tavola o utile alla produzione di straordinari vini dolci, in questi ultimi anni, la Sicilia del vino che sa innovare con indubbia qualità è riuscita a produrre vini secchi di grande piacevolezza proprio da questa uva.

Al ristorante di Palazzo Branciforte nel cuore di Palermo prende vita la verticale di 5 annate dal 2016 al 2012 dello zibibbo Al Qasar di Rallo, l’occasione di poter valutare come si comporti in evoluzione questo vitigno aromatico siciliano allevato con criteri qualitativi e vinificato rispettando le sue caratteristiche in uno dei vini più noti è sicuramente ghiotta.

Al Qasar proviene dall’agro di Alcamo a Patti Piccolo, il vigneto di zibibbo si trova a 350 mt. S. l. m. e dista dal mare una decina di km, il terreno è sabbioso di medio impasto ed è allevato a controspalliera a guyot. Dopo le interessanti introduzioni di Francesco Pensovecchio e di Andrea Vesco, la curiosità dell’assaggio è tanta.
Ecco le mie impressioni:

2016
Dal colore paglierino luminoso, ha impatto aromatico importante, floreale di zagara, fruttato di pera e pesca bianca, di fresche erbe mediterranee. Bella la bocca diretta e non troppo ritondante, di grande acidità, ricca di note agrumate e minerali che si rincorrono. Un vino varietale, dal basso contenuto zuccherino di grande abbinabilità e piacevolezza. 89/100

2015
In questo millesimo l’aromaticità espone un bel floreale in buona evoluzione, ginestra, zagara, un tocco di citronella, il fruttato sulle stese note del vino precedente si arrotonda, ci sono pregevoli nota erbacee e di miele d’acacia. La bocca è fitta, piena ed ancora di buona tensione, più articolata e su rotonde note agrumate. 88/100

2014
Compaiono evidenti le note dorate nel bicchiere, è il più bel naso della verticale. Unico, limpido con bella presenza di glicine, zafferano, deliziose percezioni di pera ed albicocca mature, piacevoli note agrumate dolci, condito da spiazzanti, per pulizia e finezza, sensazioni di pietra focaia ed idrocarburi. Il sorso non ha la stessa articolazione dell’olfatto, altrimenti sarebbe un vino sontuoso, tuttavia si allunga in un interessante mix di frutto, erbe aromatiche e percezioni saline. 89/100

2013
Il colore ha note dorate profuse, naso meno sfaccettato dei precedenti annate, su note di fiori secchi e fruttato in evoluzione. Il sorso è morbido è liscio privo di asperità, nel bicchiere risalta in modo evidente la differenza con gli altri millesimi  84/100

2012
E’ lui la vera sorpresa della verticale, ha naso dolce di gran registro, poliedrico ed articolato, zagara e ginestra, fruttato maturo di pera, pesca gialla, agrumi, sentori speziati dolci di cannella e noce moscata, suadenti note di pietra focaia e zenzero. La bocca è un perfetto mix tra dolcezza del frutto e salinità, ed invoglia continuamente alla beva. Sorprendente zibibbo d’evoluzione!!! 90/100

A conclusione della verticale abbiamo assaggiato piccole preparazioni dello Chef Gaetano Billeci del ristorante di Palazzo Branciforte:
Involtino primavera di tonno con germogli di soia e limone candito
Tagliatelle di calamari con crema di fave e uovo di quaglia poché
Pancetta di maialino a lenta cottura con caponata di pere
Quiche di porri con vastedda del Belice e marmellata di cipolla rossa
Mini tentazione di Adamo

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L’edizione 2017 di Vinitaly ha visto una grande affluenza di pubblico, più presenze di operatori di settore e meno caos, finalmente la grande vetrina del vino italiano, per un preciso impegno di Verona Fiere, è risultata decisamente più professionale. Al palcoscenico veronese, rispetto a qualche anno fa,
oggi è più difficile scoprire nuove interessanti aziende al debutto, chi sceglie di venire in fiera generalmente si è fatta già conoscere in altre occasioni minori.

La crescita qualitativa delle quasi 150 cantine siciliane presenti è evidente, anche se ancora mi è capitato di incontrare almeno tre realtà assolutamente improponibili sia per la presentazione dei vini, sia per la loro qualità.
E’ l’anno dei vini siciliani frizzanti, le aziende hanno scoperto questa semplice tipologia e tante nuove etichette hanno esordito proprio al Vinitaly, si producono bianchi autoctoni di ottimo profilo, anche se in alcuni casi la voglia di mettere in mostra vini freschi e non troppo alcolici ha spostato un po’ troppo la bilancia verso le parti dure ed alcuni vini risultano squilibrati e poco godibili.

Altra interessante novità la produzione di rossi di ultima annata tutto frutto, alcuni davvero di grande interpretazione. In generale i vini si mostrano sempre più varietali e meno omologati, c’è la tendenza a distinguersi nel bicchiere.

Dopo quattro giorni d’intensi assaggi ecco alcune novità e conferme tra quello che più mi è piaciuto, (tranne i vini dell’Etna il cui focus è già avvenuto alla Contrade dell’Etna).

Roberta e Lilli Fazio
Nuova etichetta il Grillo di Mare 2016 Fazio, vino frizzante che esprime freschezza e piacevolezza gustativa, con una bollicina accattivante ed buona sapidità che lo rende versatile nell’abbinamento.

Francesco Zonin con il Nero Luna Brut
Nero Luna Brut Feudo Principi di Butera, nuovo metodo charmat che è stato presentato alla stampa allo stand dell’azienda. Il vino base si ottiene da uve nero d’avola vinificate in bianco, dopo un periodo di affinamento sui lieviti di circa 3-4 mesi è spumantizzato in autoclave dove sosta per circa 45 giorni. Bello da bere per il fine il perlage, le sensazioni olfattive di mirtilli, frutti di bosco, note agrumate e speziate, ha bocca equilibrata.

Federico Lombardo di Monte Iato
Nuovo metodo classico il Gaudensius Brut Blanc de Blancs Firriato (Tp), da Chardonnay e Carricante 20 mesi sui lieviti, assaggiato in anteprima arriverà sul mercato a breve, profuma di pan di Spagna, sentori agrumati, pesca bianca e note erbacee, al sorso struttura,  eleganza e progressione acido\sapida.

Annamaria e Clara Sala
Ultimo nato in casa Gorghi Tondi il frizzante Babbio 2016, si presenta con bottiglia satinata, nasce dall’unione di vitigni autoctoni aromatici. E’ piacevole per la sua briosità e l’accattivante aromaticità, ha sorso pieno di frutta con lieve vena salina.

Il Brut Nature Milazzo è un metodo classico da uve Chardonnay con 36 mesi sui lieviti, dal naso intrigante tra note di crosta di pane, belle sensazioni floreali di margherite bianche, fruttate di pera e ananas, ritorni agrumati e percezioni minerali, dal sorso cremoso e fresco.

Alberto e Giuseppe Tasca
Contessa Franca Brut 2010 Tasca D’Almerita
(Pa), questo nuovo spumante è un 60 mesi sui lieviti, ha bella etichetta in stile liberty. Nel calice fine perlage, quadro olfattivo ricco ed articolato, pan briosche, ananas, cedro e pesca gialla, tostatura di nocciole, sorso avvolgente, fresco e lunghissimo.

Grillo 2016 Alcesti (Tp), vino pieno di frutto e freschezza, sui toni di pera e pesca gialla, agrumi, felce e pepe verde. Bella la bocca piena e di buon equilibrio d’insieme.

Nino, Benedetto e Benedetto Alessandro
Catarratto Vigna di Mandranova riserva 2015 Alessandro di Camporeale
(Pa), assaggio in anteprima la riserva di catarratto in prossima uscita. Profumi intensi di citronella, pera e pesca gialla, zenzero ed erbe aromatiche, bocca avvolgente e poliedrica tra freschezza e mineralità.

Ancora una versione interessante del Kiggiari Grecanico 2016 Baglio Oro (Tp), fresco al naso ed in bocca, palatale e di ottima persistenza.

Il Ficiligno 2016 Baglio di Pianetto (Pa) da uve inzolia e viognier, conferma la sua qualità, ha profumi di ginestra, pera, pesca bianca, agrumi e percezioni minerali, beva piena e di persistenza.

Miano Catarratto 2016 Castelluccimiano (Pa), si conferma d’estremo interesse con olfatto variegato di glicine, pesca, pepe bianco e toni minerali. Coerente al gusto, è ricco d’acidità, con finale di densità e persistenza.

Diego Cusumano
Coniuga freschezza e rotondità di sorso lo Shamaris Grillo ’16  Cusumano (Pa), olfatto di origano, pesca bianca e agrumi, assaggio perfettamente corrispondete, con finale tra frutto e sapidità.

Il Grillo ’16 Tarucco Geraci (Pa) effonde naso varietale di ginestra, pera e pesca gialla, e calibrate note erbacee, ha sorso vibrante e persistente.

Lo Scurati Grillo 2016 Ceuso (Tp), versione varietale ed equilibrata, naso di ginestra, agrumi, mela e pesca bianca, in bocca è  fresco e bilanciato.

Strepitoso Lalùci Grillo 2016 Cristo di Campobello (Ag), dall’olfatto intenso e fresco di tiglio, mela e pesca bianca, note di salvia e ritorni di cedro e arancia, all’assaggio grande pienezza e lunghezza.

Sebastiano Polinas e Giuseppe Di Legami
Ottima conferma per il  Berlinghieri Grillo ’16 Di Legami (Tp), olfatto di tiglio e acacia, pesca bianca, belle sensazioni vegetali, progressione gustativa dinamica tra freschezza e ritmo salino.

Tra i migliori Zibibbo secco in circolazione il Bello Mio 2016 di Fondo Antico (Tp) è aromatico, fresco e di gran bevibilità,  spazia dalla rosa bianca, alle note di pesca, frutta tropicale, sorso fragrante con scia sapida.

La cantina Pellegrino (Tp) che ritorna al Vinitaly dopo cinque anni presenta il Salinaro Grillo 2016, semplice ed efficace  dal naso di glicine, camomilla e mela gialla, sorso di buona pienezza salina.

Gaetana Jacono
Riconoscibile e di ottima fattura lo Zagra Grillo 2016 di Valle dell’Acate (Rg), le sfaccettature svariano dai sentori floreali di tiglio, ai fruttati di pompelmo, pesca bianca e salvia. Al palato alterna sapidità e freschezza agrumata.

Tra i rossi:

Il Cerasuolo di Vittoria Classico ’14 Avide (Rg), cornice olfattiva di frutti di bosco, ciliegie, macchia mediterranea e spezie, sorso fresco e sapido.

Il Nero d’Avola Aynat 2013 Cva Canicattì, effonde dal bicchiere peculiari caratteristiche del vitigno, bouquet di rosa rossa, mora ed amarena, spezie dolci, bello da gustare per il sorso acido-sapido di lunghezza.

Cutaja Nero d’Avola 2014 Caruso & Minini (Tp), matrice olfattiva intensa di mora e amarena, ribes, chiodi di garofano, potpourri di spezie dolci, balsamo  e vaniglia. Bocca fresca che appaga con tannini fini e lunga scia frutto e spezie.

Antonio Rallo
Nuova etichetta il Bell’Assai Frappato Vitoria 2016 Donnafugata (Tp), vino di grande immediatezza gustativa, spazia dal fruttato di ciliegia, al sottobosco, alle caratteristiche spezie del vitigno, sorso lineare.

Mario Di Lorenzo
Debutta il Perricone Granmassenti 2015 Feudo Disisa (Pa), con naso floreale di rosa rossa, fruttato di mirtilli ed amarene, sbuffi di pepe nero e sottobosco, bell’equilibrio gustativo.

Fabio Sireci
Grande espressione del vitigno principe siciliano, il Nero d’Avola Vrucara 2012 Feudo Montoni (Ag) è “l’anima pura”, quadro olfattivo di rosa, ciliegia e prugna, grafite, tabacco e suadenti note di vaniglia, sorso elegante, fresco e di lunghezza gustativa che resta nella memoria.

Bruno Fina
Fresco con il frutto in primo piano il Perricone ’16, Fina (Tp), ricco di lamponi, mirtilli, ciliegie rosse e chiodi di garofano, beva di piacevolezza.

Giacomo, Tiziana e Clemente Funaro
Nero d’Avola 2016 Funaro
(Tp), tutto frutto e spezie questo  vino di grande piacevolezza olfattiva e gustativa espressione varietale e fresca che rivaluta il nero d’avola da bere giovane.

Gianfranco Lombardo
Eimi Nero d’Avola 2012 Lombardo (Cl)

Ottimo mix di suadenza ed eleganza, sprigiona un ventaglio d’aromi, note di marasca ed amarena, eucalipto, tabacco,  pepe nero e calibrata vaniglia. Pregevole bocca con tannini nobili, freschezza e persistenza frutto sapida.

PierPaolo Messina
L’Archimede Riserva 2013 Marabino (Sr), altra espressione di stoffa, profondo di marasca, ciliegia, prugna, agrumi, cacao ed erbe aromatiche, assaggio fresco e lungo.

Paolo Calì
E’ un gran Cerasuolo il Forfice Cerasuolo di Vittoria Classsico 2013 Paolo Calì (Rg), profumo di mirtillo, prugna, liquirizia, tabacco dolce e soffi minerali, dalla bocca fresca, tannino vivo, lunga.

Francesca Planeta
Altro debutto quello del Mamertino 2015 Planeta (Me), vino territoriale dal bouquet fresco di ciliegie e prugne, erbe aromatiche e spezie, bocca viva, precisi ritorni olfattivi con deliziosa vena salmastra.

Silvana Raniolo
Il Frappato 2016 di Tenuta di Bastonaca (Rg), ha naso di lavanda, ciliegia, lampone, e piacevoli note speziate, la bocca di gran spalla acida di vivo frutto è godibile.

L’Oblì Faro 2013 Tenuta Enza La Fauci, suadente  al naso ed in bocca per le note floreali di rosa e fruttate di ciliegia e ribes, poi sentori vegetali, di tabacco e cuoio, bella la bocca fresca e sapida.

Si conferma un vino territorale e di gran qualità il Frappato Belsito 2015 Terre di Giurfo (Rg), ricco al naso di lamponi, frutti di bosco, ciliegie rosse e gran speziatura, corrispondente all’assagio si allunga con tannino godibilissimo.

Il Marsala Superiore Rubino 2014 è la nuova etichetta che si affianca alle altre della linea Heritage Francesco Intorcia, una versione Ruby di gran qualità, caratterizzata dal fruttato di ciliegia e prugna, chiodi di garofano, sorso con gradevole presenza tannica

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Le Contrade dell’Etna con l’edizione del 2017 ha festeggiato il decimo anno, questo straordinario evento è riuscito a mettere in luce l’evoluzione ed il cambiamento della produzione del vulcano, ha favorito il confronto e lo scambio di opinioni sulla produzione etnea sia tra critici, sia tra i singoli
produttori delle diverse Contrade.

Il numero delle presenze di anno in anno cresce e l’interesse altrettanto, oltre che per la gran quantità d’appassionati che giungono sull’Etna, soprattutto per i tanti di produttori che aderiscono all’evento e per la nutrita presenza di colleghi della stampa estera che arrivano in Sicilia per l’occasione.

Nato da un’idea semplice quanto geniale di Andrea Franchetti nella sua cantina di Passopisciaro, Contrade è cresciuto di anno in anno anche per la qualità dei vini. Il focus sulle produzioni delle diverse Contrade ha spinto verso la  riqualificazione delle diverse micro-aree, percorso recepito anche nel disciplinare della Doc Etna.

Nel 2017 sono state poco meno di 100 le aziende presenti e l’evento si è trasferito dalla cantina di Graci al grande spazio esterno Castello Romeo a Montelaguardia Randazzo Etna Nord.
Ho assaggiato le annate 2016 dei bianchi e dei rossi, ed anche qualche millesimo retroattivo, i vini hanno felicemente mostrato una crescita qualitativa comune, finalmente la presenza di vini scadenti si è limitata solo a tre/quattro etichette.

Ecco alcuni tra gli assaggi più convincenti tra aziende nuove e storiche, tutti annata 2016:

Aitala
L’Etna Rosso  è vivo di freschezza con note di ciliegia e susina, toni minerali, mostra sorso fresco e piacevole.

Alta Mora Cusumano
L’Etna Bianco è intenso e fragrante, particolarmente elegante l’Etna Rosso Guardiola di grande futuro in bottiglia.

Barone di Villagrande
Etna Rosato di grande e piacevole bevibilità, dal sorso leggiadro ricco di floreale e di piccoli frutti rossi, e sapidità in lunghezza.

Benanti
Tutti di gran livello i vini, degno di particolare nota il Nerello Cappuccio, di pienezza e di eleganza non comune.

Biondi
L‘Etna Rosso Contrada San Nicolò sfodera percezioni di rosa, fresca frutta rossa, note balsamiche e mentolate, ed ha sorso ricco di tannini fitti e freschezza.

Caciorgna
Il suo N’anticchia è piacevolissimo al naso con note di viola, mirtillo fresco, ribes e spezie, bocca fresca di forza sapida.

Calabretta
Il Vigne Vecchie Nerello Mascalese mostra forza e delicatezza, sfaccettature variegate di un vino di grande espressione.

Calcagno
L’Etna Rosato Arcuria racchiude tutte le caratteristiche dell’Etna Rosso giovane, fresco al naso ed in bocca, di vivo frutto e sapidità.

Camarda
Il Camarda Rosso è il vino che ho preferito tra quelli dell’azienda, ricco di frutto e spezie, mai banale ed in progressione gustativa.

Cottanera
L‘Etna Rosato dal colore flebile ha personalità, petali di rosa e geranio, fragoline, ciliegie, erbe aromatiche, sorso di piacevolezza e lunghezza fruttata.

Crasà
In particolare mi è piaciuto l’ Src Rosso Rivaggi ricco di personalità, si mostra sfaccettato e di grande persistenza.

Di Francesco
Azienda all’esordio, interessante l’Etna Rosato Jebel, per le sottili fresche sensazioni floreali e fruttate, e per la bocca di ottimo registro.

Donnafugata
Altro esordio per i vini etnei di una grande azienda siciliana, l’avventura sul vulcano inizia con un Carricante ed un Nerello Mascalese, entrambi freschi e ricchi di frutto, la curiosità di aspettarli ed assaggiarli più in là è tanta.

Eduardo Torres Acosta
Dopo aver collaborato con Andrea Franchetti per tanti anni a Passopisciaro, adesso produce per se stesso, intrigante il Versante Nord, ricco di rosa, di freschi mirtilli e ciliegie rosse, dalla bocca viva che mostra qualità.

Elcher
Nuova azienda e nuovi vini, mi è piaciuto molto per la sua florealità spiccata, il frutto e le spezie, Altero Rosso, suadente e lungo all’assaggio.

Eudes
Altra nuova azienda, bello l’Etna Bianco Bianco di Monte, piace per le sue note tra il fruttato ed il vegetale, di gran lunghezza gustativa.

Falcone
L’Etna Rosso Aitho mette in mostra un fruttato intenso, un buon mix di spezie e un sorso dinamico e di persistenza.

Fattorie Romeo del Castello
Chiara Vigo e Gianluca Torrisi mi parlano del loro bellissimo progetto della mostra delle etichette storiche dei vini dell’Etna che a breve sarà ultimato mentre assaggio la produzione, l’Etna Rosato Vigorosa mi piace davvero per personalità ed eleganza, l’Etna Rosso Vigo mette in luce una stoffa tutta in divenire.

Federico Curtaz
Anche lui rinasce con una nuova gamma di vini tutta sua, di livello l’Etna Bianco Gamma fresco ed avvolgente al sorso con note di pesca bianca e mentuccia, di bella sapidità.

Filippo Grasso
Mari di Ripiddu Etna Bianco, è risconoscibile per le sue caratteristiche olfattive di ricchezza floreale, di frutta bianca fresca, agrumi e per la beva che riempie il palato.

Fischetti
Alberelli centenari donano l’Etna Bianco Muscamento tutto da sorseggiare, naso  floreale di ginestra, fruttato di  pesca bianca ed albicocca, percezioni balsamiche, dalla bocca fresca e lunga. Pieno e di grande abbinabilità l‘Etna Rosato. 

Frank Cornelissen
Tutti interessanti i campioni, in particolare il Munjebel Sciara Nuova, sontuosa sintesi di eleganza  potenza, freschezza e di grande matrice vulcanica.

Girolamo Russo
Tra i vini di Giuseppe Russo, l’Etna Rosso Feudo di Mezzo spicca per indubbia personalità, violetta, ciliegia fresca, macchia mediterranea, tannino vivido e sorso lungo.

Graci
L’Etna Rosso di
Alberto Graci si declina nelle Contrade Arcuria, Feudo di Mezzo e Barbabecchi, quest’ultimo alterna note minerali, floreali, fruttate e balsamiche, da godere fra tanti anni.

Moganazzi
L’Etna Bianco Don Michele, giovanissimo è viva espressione territoriale al naso ed in bocca, sorso particolarmente fragrante e succoso.

Passopisciaro
I vini di Andrea Franchetti delle diverse Contrade sono incredibilmente diversi e riconoscibili, sugli scudi il Porcaria  con la sua elegante fresca intensità olfattiva e gustativa e la lunga persistenza materica.

Planeta
Il Carricante di Contrada Taccione ha quadro olfattivo diretto, floreale di ginestra, pesca bianca, note agrumate e iodate, sorso vivo e godibile.

Primaterra
Il PrimaRosa al naso ha piacevoli note di rosa, mirtillo e ciliegia su sottofondo minerale e di erbe aromatiche, sorso pieno di ritorni olfattivi.

Tasca d’Almerita
Anche Tasca presenta i rossi divisi per Contrade, di gran livello il Marchesa, frutto e minerale solfureo al naso, sorso calibrato di grande avvenire.

Tenuta di Fessina
L‘Erse Rosato di Silvia Maestrelli propone floreale di rosa, fruttato di fragoline, frutti di bosco e ciliegie, erbe aromatiche e percezioni minerali, assaggio pieno e lungo.

Tenuta Bastonaca
Silvana Raniolo presenta il suo primo Etna Rosso è annata 2014, lo assaggio con curiosità,  effonde percezioni di viola e rosa, ciliegia rossa e gelso, sensazioni vegetali ed  ha trama gustativa dinamica.

Tornatore
Fresia, ginestra, susina, pesca bianca ed erbe aromatiche, al naso ed al sorso per l‘Etna Bianco di giusta freschezza e sapidità.

Torre Mora
Nuova realtà che presenta un Etna Bianco con intense note di fiori d’arancio e fruttate di mela e pesca bianca, bocca tesa e lunga.

Vigneti Vecchio
Un’altra nuova bella realtà di questa edizione di Contrade, Rosa La Guzza e suo marito Carmelo, che da 16 anni è operaio presso l’azienda di Andrea Franchetti, sono all’esordio con i loro vini, tutti interessanti, in particolare l’Etna Rosso Crasà per la sua elegante fresca intensità olfattiva e gustativa.

Vivera
La produzione si attesta su livelli standard alti, bello il Carricante dal naso intenso di fresche note di pesca bianca e speziata mineralità, dal sorso pieno, elegante il Martinella Rosato sfaccettato di rosa, mirtilli, ciliegie rosse e spezie, beva piena ed appagante.

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chianti-classico-collection-2017-home-giornalevinociboLa Chianti Classico Collection 2017, la più grande anteprima del vino italiano, come ormai tradizione si è svolta alla Stazione Leopolda di Firenze, 185 le cantine partecipanti con 676 etichette in degustazione, quasi 300 i giornalisti presenti dai quattro continenti. Tantissime le annate con focus particolare sul Chianti Classico 2015, la Riserva 2014 e la Gran Selezione 2013

La denominazione ha festeggiato i 300 anni dallo storico bando di Cosimo III dei Medici che ne delimitava il territorio di produzione con numeri da record, nel 2016 sono stati venduti ben 285.500 ettolitri.
Negli ultimi anni la crescita è stata davvero significativa con un più 48,5%, la quota export è attualmente del 78%, i paesi più importanti sono Stati Uniti d’America con il 32%, Germania 13%, Canada 8%, Regno Unito e Paesi Scandinavi 5%.

Per il secondo anno consecutivo è cresciuta anche la quota del Chianti Classico venduto in Italia che si attesta al 22%. Il volume d’affari della produzione imbottigliata del Chianti Classico è di circa 400 milioni di euro ai quali si aggiungono quelli derivanti dall’l’olio e dal grande afflusso enoturistico che fanno salire il giro d’affari a circa 700 milioni di euro.

Il mercato cinese rappresenta oggi il 2% della produzione, all’inizio del 2016 è stata registrata la traslitterazione in ideogrammi delle parole Gallo Nero, che presto accompagnerà il nome Chianti Classico.

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In sintesi, dopo circa 300 assaggi, i Chianti Classico annata 2015 hanno messo in mostra in tantissimi vini qualità e piacevolezza, la Riserva 2014, invece, per l’annata decisamente problematica ha mostrato una variegata qualità, in alcuni casi il legno si è espresso in maniera invadente, pur non mancando alcune punte di eccellenza significative. Ancora più convincente nel bicchiere la Gran Selezione 2013, con alcuni vini di altissimo livello.

Ecco la carrellata dei migliori assaggi nelle varie tipologie:

Chianti Classico 2015
Antinori Pèppoli: naso delicatamente floreale, frutto vivido, bello il sorso fresco, carnoso, lungo.

Badia a Coltiibuono: intenso e puntuale al naso ed in bocca, ricco di viola, lampone, spezie e balsamo.

Barone Ricasoli Brolio: ottima performance, naso caratteristico con floreale di viola, fruttato di ciliegia e ribes, al gusto è scattante ed avvolgente.

Brancaia: all’olfatto è un intrigante mix di lavanda, fragole, ciliegia e salvia, la beva è nervosa, però piacevolissima.

Castellare di Castellina: non manca nulla, floreale di rose, fruttato fresco, salvia, pepe e cardamomo, in bocca alterna acidità, calore e chiusura sapida.

Castello di Ama Ama: inteso naso variegato, tra fruttato e balsamico, ha bocca tesa con lunghissimo variegato finale.

Castello di Fonterutoli Fonterutoli: ha naso intenso e ampio, sfaccettature floreali e fruttate, spezie dolci, sorso pieno di ritmo ed eleganza.

Castello di Monsanto: giganteggia con viola, lampone e ribes, erbe aromatiche ed alloro, sorso ampio e lungo.

Castello di Vicchiomaggio San Jacopo: naso ben espresso e caratteristico, bocca piena tra bel calore e gran nerbo acido e tannico.

Fattoria San Giusto a Rentennano: che bel vino, naso di frutti dolci e spezie, bocca larga e succosa con lunghissima chiusura.

Isole e Olena: inebriante di viola e di rosa, frutti rossi freschi, mentolo e spezie, sorso sontuoso per ampiezza e profondità.

L’erta di Radda: altro cavallo di razza, naso fresco ed articolato, bocca ritmata da vincente dinamicità, finale sapido.

Monteraponi: accattivante tra floreale, fruttato freschissimo e mentolo, al gusto è sontuoso per calibrato calore, tannino, ideale la corrispondenza gusto-olfattiva.

Podere Poggio Scalette Poggio Scalette: fragola e confettura di ciliegia, ginepro e menta, cresce al sorso e si allarga mirabilmente.

Rocca di Castagnoli: naso di gioventù, sorso più sfaccettato caratterizzato da piacevolezza e gran bevibilità.

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Chianti Classico Riserva 2014
Antinori nel Chianti Classico Marchese Antinori: olfatto pieno di frutta in confettura, pepe e liquirizia, beva classica ed avvolgente.

Castello di Vicchiomaggio Agostino Petri: naso dai toni fruttati e vegetali, poi ciocolatto e caffè, bocca convincente e lunga.

Dievole Novecento: profumo articolato che spazia dal floreale al fruttato con percezioni agrumate e tostate, beva elegante di ottima fattura.

Fattoria San Giusto a Rentennano Le Baroncole: frutto nitido di fragolina di bosco, ribes, rosmarino e pepe nero, bocca fresca e sapida.

Le Miccine: naso puntuale di fragole, ciliegie in confettura, resina e tabacco, bocca agile e sapida, elegante.

Monteramponi: naso espressivo e bocca ottima per un vino che piace subito e non stanca per l’ alternarsi di sensazioni fresche ed avvolgenti.

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Chianti Classico Gran Selezione 2013
Barone Ricasoli Castello di Brolio: profilo olfattivo ottimamente espresso, viola, ribes, mirtillo, sprazzi di eucalipto, beva fresca, polposa, accenni di vaniglia in lunghezza.

Capannelle: si apre con floreale di iris, fruttato di mirtilli, ribessottobosco e macchia mediterranea, bocca altrettanto ricca e viva.

Castellare di Castellina Castellare: inonda di lavanda, ribes, macchia mediterranea, olive tostate e senape, sorso di gran finezza gustativa.

Castello di Abola: ricco di frutto, amarena, mirtillo e confettura di mela cotogna, pepato al sorso è godibilissimo.

Castello di Ama San Lorenzo: tourbillon di viola, amarena eucalipto, gusto polposo ricco in tannino ma, di grande eleganza.

Castello di Fonterutoli: naso elegante di frutto, lamponi, more, amarene, condito da sottobosco, menta e liquirizia, bocca da ricordare.

Castello di Verrazzano Sassello Vigneto Querciaiola: buon mix al naso tra frutto e tostatura, in bocca dalla bella spina acidica è polposo di amarena e lungo di spezie.

Castello di Volpaia Il Puro: bouquet complesso, viola, mirtillo, tabacco, note agrumate e balsamiche,  beva di un’eleganza disarmante.

Colle Bereto: naso di viola, mirtillo, pepe, tabacco e resina, bocca progressiva di frutto e mineralità con ottima chiusura.

Fontodi Vigna del Sorbo: mirabile fruttato di amarena con lavanda, macchia mediterranea e cortecce balsamiche, sorso definito e piacevole.

San Felice Poggio Rosso: bello al naso ed elegante in bocca, ricco di floreale di viola, lavanda, iris, fruttato di mirtilli e lamponi, poi liquirizia e tabacco, sorso lungo e sapido.

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chianti-lovers-2017-ingresso-giornalevinociboChianti lovers 2017, l’anteprima del Chianti ha riunito alla Fortezza da Basso di Firenze, oltre 100 aziende produttrici, circa 500 i vini in degustazione Chianti D.O.C.G., generici e con le menzioni Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli e Rufina, annate 2016
non ancora in commercio, 2015 e 2014 Riserva.

L’annata 2016 è stata di buon livello, un’ottima primavera, piogge regolari con raccolta delle uve Sangiovese a fine settembre, la 2015 è stata un’annata dall’andamento meteorologico regolare, non si può dire lo stesso della 2014 che è stata davvero complicata ed ha fatto preoccupare i produttori per la continue piogge.

Come sempre succede quando si assaggiano vini ancora non pronti, il millesimo 2016 ha mostrato un caleidoscopio di vini diversi, alcuni già sulla buona strada, altri scomposti con acidità profusa e tannini verdi, o con maturazioni eccessive.
Tra i Chianti 2015 delle varie denominazioni sono svettati, come spesso accade, i Rufina vini che coniugano sostanza, freschezza ed eleganza. Anche in un’annata diversa le Riserve 2014 hanno detto la loro.

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Ecco gli assaggi più convincenti:

2016
Fattoria di Piazzano Chianti
: tutto quello che ti aspetti, naso piacevole, sorso di fresco frutto e spezie.

Fattoria Uccelliera Chianti: puntuale e preciso al naso ed in bocca, più fruttato che floreale, acidità e struttura in equilibrio.

Tenuta di Artimino Chianti Montalbano: olfatto di viola e ciliegia, sorso di buon equilibrio e piacevolezza.

Tenuta di Morzano Chianti Montespertoli: intenso al naso di frutti rossi, agrumi e spezie, sorso convincente.

2015
Fattoria di Lavacchio Chianti Rufina: naso di viola, frutti rossi, note agrumate e speziate, beva agile che si allunga.

Fattoria di Sammontana Chianti Superiore: naso intenso di rose in bocciolo, frutto e balsamo, palato succoso e pieno.

Frascole Chianti Rufina: naso articolato tra floreale, fruttato e leggere note minerali, assaggio godibile.

Sangervasio Chianti: olfatto estremamente piacevole, rosmarino, ginepro, ribes beva lunga tra frutto, agrumi e bella sapidità

Selvapiana Chianti Rufina: accattivante al naso, sorso di gran bevibilità, ricco di polpa di frutto e spezie.

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Riserve 2014
Casa di Monte Montespertoli: dal bicchiere intense note di viola, mirtilli e spezie, sorso caratterizzato da spina acidica e belle note tanniche.

Fattoria di Bagnolo Colli Fiorentini: olfatto freschissimo di rosa, ciliegia e balsamo, sorprende anche in bocca per carnosità e grip acidico.

Fattoria di Fiano: naso di viole, lamponi, ciliegie, note mentolate, beva fresca e profonda con precisi ritorni olfattivi.

Fattoria Poggio: olfatto pieno di ribes, alloro, pepe nero e menta, bocca fresca, articolata tra acidità, giusto calore e spina sapida.

Poderi Tognetti: bellissimo naso fruttato e speziato, assaggio di gran carattere, è equilibrato tra sostanza e finezza.

Villa Travignoli Rufina: sbuffi floreali, fruttati e balsamici in progressione, deciso al palato tra presenza gustativa e lunghezza.

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le contrade dell'etna 2016 home giornalevinociboIl vulcano è sempre in fermento e continua ad eruttare nuove bottiglie, erano tutte presenti all’annuale appuntamento de “Le Contrade dell’Etna” di Lunedì 18 Aprile presso la grande cantina Graci a Passopisciaro, un evento imperdibile per comprendere come si orienta la produzione del vulcano.
Per il nono anno consecutivo ho avuto l’opportunità di assaggiare tutta la produzione etnea dell’ultima annata e delle annate precedenti in tutte le sue variabili e sfaccettature, dagli spumanti, ai bianchi, ai rosati, ai rossi provenienti dalle varie Contrade nei vari versanti del vulcano a differenti altitudini.

luigi salvo andrea franchetti nino aiello contrade 2016 giornalevinocibo
Le Contrade 2016: vini dell’Etna fanno discutere: Luigi Salvo, Andrea Franchetti e Nino Aiello

La manifestazione ideata da Andrea Franchetti è diventata un importante punto di riferimento che desta grande attenzione, non soltanto tra stampa, operatori e produttori di ogni zona della Sicilia, ma ormai anche da parte della stampa italiana ed internazionale.

Quest’anno al focus sui vini di questo straordinario comprensorio sono state presenti oltre 90 aziende, alcune di queste al loro esordio assoluto hanno presentato vini convincenti e rappresentativi del territorio, altre campioni di buon livello, ma non sono mancati però vini con evidenti problemi, sia campioni di vasca che anche pronti per la commercializzazione.

Per fortuna diverse aziende mostrano una crescita qualitativa rilevante, prende sempre più campo la parcellizzazione in bottiglia delle varie vigne poste in diverse Contrade e le differenze marcanti nel bicchiere sono evidenti.

Ecco i migliori assaggi nelle varie tipologie dell’ultima annata e delle annate precedenti:

murgo extra brut giornalevinocibo

Elegante lo spumante Extra Brut di Murgo da uve Nerello Mascalese, fragrante e minerale ha bollicine fini, in bocca il frutto è di gran bella lunghezza.

firriato gaudensis giornalevinocibo

Nella sua migliore versione il metodo classico Gaudensis di Firriato sboccatura 11/15, i suoi 32 mesi sui lieviti donano complessità olfattiva e gustativa, il sorso vibrante e cremoso è appagante.

don michele moganazzi 2015 giornalevinocibo

Tra i  migliori assaggi bianchi, il nuovo Don Michele Moganazzi ’15, naso fresco di ginestra, fruttato di mela e agrumi, in bocca è lineare, bella la progressione tra frutto e sapidità.

Girolamo Russo Nerina Etna Bianco ’15, dal bicchiere effonde floreale di glicine, fresche sensazioni di mela, pesca bianca e agrumi, ha palato dinamico e lungo.

planeta etna bianco gornalevinocibo

Convincente l’Etna Bianco ’15 Planeta, naso pieno di fragranze floreali di ginestra e fruttate di pesca bianca e agrumi, ha sorso pieno con scia minerale.

archineri bianco giornalevinocibo

Bello l’Archineri Pietradoce Bianco ’15, quadro olfattivo tra susina bianca, albicocca e resina, sorso vivo con lungo finale agrumato e speziato.

Il Buonora Bianco ’14 Tasca d’Almerita, con personalità al naso tra piene note floreali e fruttate e sentori erbacei, ha espansione gustativa minerale.

filippo grasso mari di ripiddu giornalevinocibo

Elegante mineralità all’olfatto ed al gusto per il Mari di Ripiddu ’13 Filippo Grasso, naso poliedrico tra frutta a polpa bianca e gialla, aromi speziati e salmastri, dall’assaggio piacevole e dal finale persistente.

erse etna rosato tenuta di fessina giornalevinocibo

Silvia Maestrelli presenta il suo ultimo nato Erse Rosato ’15 Tenuta di Fessina, colore cerasuolo intenso, ha fragranti profumi di ciliegia, lamponi ed erbe aromatiche, teso e sapido in bocca.

primaterra rosato giornalevinocibo

Bel millesimo il ‘15 per il Prima Rosa Primaterra, olfatto variegato tra pesca, fragoline e agrumi, sorso pieno fruttato e speziato.

Il Vigo Rosa ’15 Fattorie Romeo del Castello è pieno di note fresche di ciliegie rosse, lamponi e agrumi, bello il palato di corrispondena centrato sulla freschezza.

piano dei daini etna rosato giornalevinocibo

L‘Etna Rosato Piano dei Daini ’14, dal colore buccia di cipolla, ha naso di ciliegia rossa, pesca, bergamotto, bocca sottile e lunga.

graci contrade giornalevinocibo

I vini rossi delle varie Contrade ’15 di Graci mostrano tanta freschezza del frutto, l’Arcuria più voluminoso al naso ed in bocca, il Feudo di Mezzo più sottile ed austero, il Barbabecchi elegante e persistente, tutti di grande avvenire.

passopisciaro cru 2015 giornalevinocibo

I 5 Cru di Andrea Franchetti ed il Passopisciaro tutti ‘15 sono giovanissimi ma mostrano differenze evidenti, il Rampante è freschissimo al naso e al sorso, simile il Chiappemacine con tannino più vivido, il Guardiola ha il naso più intenso e speziato, lo Sciaranuova mostra maggiore strutturail Porcaria è materico e di gran lunghezza gustativa. Il Passopisciaro è l’unione di vini delle varie contrade mostra già maggior equilibrio.

cusumano cru etna giornalevinocibo

Altamora Rosso Cusumano ’14 è adesso in bottiglia con due Contrade,  il Feudo di Mezzo dal naso di ciliegia e spezie e dal palato sottile, il Guardiola ricco di rosa canina, marasca, mirtilli, sottobosco, al gusto è balsamico e minerale, lungo.

magma cornelissen 2014 giornalevinocibo

Il Magma ’14 di Frank Cornelissen  inebriante al naso è un mix di ciliegia, timo, ginepro, china e liquirizia. Al palato le doti di freschezza e mineralità equilibrano la sensazione pesudocalorica dando grande agilità.

De Athena ’14 Terre Costantino, piacevole connubio tra profumi di ciliegia rossa, fiori di salvia, percezioni agrumate, bocca fresca con pepe e scia finale di humus.

fischetti muscamento rosso giornalevinocibo

Il Muscamento Rosso ’13 Fischetti effonde rosa canina, ciliegia, lampone, carruba, cannella, sorso picevolmente fresco lungo e minerale.

Bello il Cisterna Fuori ’13 Biondi, olfatto di amarena, ribes, liquirizia e cuoio, chiodi di garofano, la bocca è di fresco frutto con lungo finale piacevolmente amaricante.

cirneco terrazze del'etna giornalevinocibo

Il Cirneco ’10 Terrazze dell’Etna, ha quadro olfattivo incisivo con esordio di rosa rossa e ciliegia sottospirito, timo, liquirizia e tabacco biondo, godibile sin dal primo sorso per la sua vena acido-sapida.

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vinitaly 2016 home 2 giornalevinociboIl Vinitaly ogni anno, nonostante le consuete critiche mosse da più parti, desta sempre grande interesse perchè offre l’opportunità di comprendere in quale direzione si muove ogni singola regione italiana del vino ed anche per la possibilità di scambio d’opinioni tra addetti ai lavori.
Con una frase è possibile riassumere la Sicilia del Vinitaly 2016, “meno ridondante nel bicchiere e più colorata in etichetta”, ovvero in generale i vini si mostrano più varietali e meno omologati e le etichette, soprattutto delle aziende più giovani, sono ricche di colori pastello.

Se da un lato, tante realtà storiche presentano nuovi vini interessanti e numerose aziende dinamiche vini davvero di livello, ci sono ancora in circolazione purtroppo vini senza grande personalità ed in alcuni casi addirittura imbarazzanti.

Come sempre il mio tradizionale focus sul meglio dei vini siciliani degustati al Vinitaly mette in evidenza, belle  novità e  grandi conferme, escludendo dall’elenco i vini etnei, i quali avranno un particolare approfondimento dopo l’evento di Lunedì 18 aprile “Le Contrade dell’Etna”.

abbazia santa anastasia q 100 giornalevinocibo

1- Il nuovo metodo classico Q.1000 di Abbazia Santa Anastasia (Pa) da Pinot Nero presentato in anteprima al Vinitaly mostra bollicine fini e persistenti, la piacevolezza dei suoi 18 mesi sui lieviti, la freschezza della giovane sboccatura e buona persistenza aromatica intensa.

donnafugata brut rose giornalevinocibo

2- Nuova etichetta per Donnafugata (Tp) il Brut Rosè 2012, naso invitante di fiori di pesco, ribes rossi e melograno, palato di gran godibilità tra freschezza e garbata sapidità.

avide grillo lidiae giornalevinocibo

3- Debutta il Grillo Lidiae 2015 Avide (Rg), dal naso accattivante di floreale di ginestra e camomilla, fruttato di melone bianco, belle percezioni erbacee, con sorso pieno di buona sapidità.

baglio di pianetto timeo giornalevinocibo

4- Altra nuova etichetta siciliana al Vinitaly 2016 il Timeo Grillo 2015 Baglio di Pianetto(Pa),  riuscita espressione varietale con netti toni di pesca gialla, agrumi, felce e pepe verde, bocca fresca e giustamente sapida.

5- Il Grillo 2015 Eughenès Sibiliana Cantine Europa è semplice ed efficace, emana sensazioni olfattive di pesca ,melone giallo e spezie, al palato gioca tra morbidezza e acidità.

fina kebrilla giornalevinocibo

6- Ulteriore conferma di qualità per il Grillo Kebrilla 2015 Fina, profilo olfattivo di pesca e melone giallo, note erbacee e speziate, accarezza il palato di lunga morbidezza fruttata.

laluci cristo di campobello giornalevinocibo

7- Versione di Lalùci Grillo 2015 Cristo di Campobello (Ag) particolarmente centratail naso dona fresche note di mela e pesca bianca, salvia e agrumi, al palato è pieno e di persistenza aromatica intensa.

8- Riuscita l’Inzolia Lissandrello 2015 Tenuta dell’Abbate (Cl), naso di glicine, zagara, susina e accenni esotici. Ingresso in bocca dinamico con precisi ritorni olfattivi, caldo e scattante.

funaro passo di luna giornalevinocibo
                                                     Clemente , Tizianza e Giacomo Funaro

9- I fratelli Funaro (Tp) presentano il Passo di Luna 2015 Bio da Inzolia, Zibibbo e Catarratto, particolarmente fresco di pesca bianca ed erbe aromatiche, dal sorso pimpante e minerale

10- Il Catarratto Lombardo 2015 (Ag) si conferma un vino di livello, ricco naso di glicine e ginestra, pesca bianca, toni salmastri e speziati, bocca densa e persistente.

bello mio zibibbo fondo antico giornalevinocibo

11- Tutte le qualità positive dello Zibibbo secco nel Bello Mio 2015 di Fondo Antico (Tp), quadro olfattivo calibrato e riconoscibile, sorso con basso residuo zuccherino, grande freschezza e chiusura di registro.

12- Particolare il Kiggiari Grecanico 2015 Baglio Oro (Tp), espressione del vitigno riuscita sia al naso che in bocca con note fresche di ginestra, mela, pera, erbe di campo, e dal buon il finale di nitida coerenza.

fazio chardonnay giornalevinocibo

13- Debutta la nuova etichetta Chardonnay 2015 Fazio (Tp), le sfaccettature svariano dai sentori floreali di tiglio, fruttati di pesca bianca, ananas e salvia, il palato alterna sapidità e freschezza con percezioni agrumate.

feudo disisa chara giornalevinocibo
                                                    Mario di Lorenzo e Tonino Guzzo

14- Feudo Disisa (Pa) con il Chara 2015 da Catarratto e Inzolia sbanca il concorso enologico di Vinitaly 2016, il vino dell’enologo Tonino Guzzo ha naso fresco di fiori bianchi, fruttato di pera, agrumi,  toni  erbacei, e palato lungo.

15- Che gran Catarratto il Vigna di Mandranova 2015 Alessandro di Camporeale in prossima uscita, impatto olfattivo profondo e variegato di glicine e ginestra, pesca bianca, spezie, è coerente al gusto, pieno e persistente.

mandrarossa perricone rose giornalevinocibo

16- Piacevolezza e bevibilità in questo Perricone Rosè 2015 Mandrarossa, petali di rosa, fragoline di bosco, lamponi e pepe rosa, al gusto è saporito in piacevole equilibrio tra freschezza e vena sapida.

tenuta di bastonaca frappato giornalevinocibo

17- Nuova azienda e nuova etichetta, mi è piaciuto il Frappato 2015 di Tenuta di Bastonaca(Rg),  olfatto freschissimo che conquista per il lampone, la prugna e le spezie dolci, dalla bocca ricca di frutto e vena minerale.

terre di gratia perricone giornalevinocibo

18- Anteprima assoluta per il 170 Perricone 2015 di Terre di Gratia (Pa) ancora non in bottiglia, giovanissimo mostra al naso belle doti di frutto e spezie, bocca freschissima di ottimo registro.

perricone tasca giornalevinocibo

19- Affascinante il Perricone Guarnaccio 2014 Tasca d’Almerita (Pa), bouquet fresco di ciliegie e ribes, muschio e pepe nero, ha entrata in bocca vigorosa ed incalzante.

terre di giurfo belsito giornalevinocibo

20- Pieno di frutto e spezie il Frappato Belsito 2014 Terre di Giurfo (Rg) , il lampone e la ciliegia ritornano all’assaggio e persistono piacevolmente nella lunga chiusura di beva.

planeta nero d'avola nocera giornalevinocibo

21- Anche se ancora giovanissimo il territoriale Nero d’Avola Nocera 2014 Planeta (Me) mostra le sue qualità, olfatto di rosa rossa, fragola e prugna, arancia e spezie, sorso vivo e dinamico.

22- Il Cerasuolo di Vittoria Classico 2013 Valle dell’Acate, dona eleganti sensazioni di rosa rossa, cilegia, prugna e tabacco, la bocca alterna freschezza e calore con trama tannica fine.

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                                                 Maria Teresa Gaglio e Flora Mondello

23- Ben riuscito il Mamertino rosso Esdra 2012 Gaglio (Me) da uve Nero d’Avola, ha olfatto intenso di ciliegia e amarena, pepe nero e cannella, sorso bilanciato e di bella lunghezza.

nero d'avola bio caruso e minini giornalevinocibo

24- Nuova etichetta Bio il Nero d’Avola 2014 Caruso & Minini (Tp), sprigiona, viola, ciliegia, freschi cenni balsamici e radice di liquirizia, ha bocca di stoffa con  tannini integrati e velatura sapida in finale.

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25- Il millesimo 2012 Archimede Riserva Marabino (Sr) è un Nero d’Avola di stoffa ed eleganza, naso sfaccetato tra amarena, prugna, cannella, grafite, percezioni agrumate ed erbacee, è lungo il fresco sorso balsamico.

feudo montoni vrucara 2011 giornalevinocibo

26- Più che una conferma è una certezza il Nero d’Avola Vrucara 2011 Feudo Montoni (Ag),naso di rosa, mora e ciliegia sotto spirito, chiodi di garofano, liquirizia, grafite e vaniglia, bocca fresca e lunghissima.

27- Il Forfice Cerasuolo di Vittoria Classsico 2011 Paolo Calì (Rg) con un anno in più di bottiglia sfodera olfatto pieno di fiori secchi, amarena, ribes, liquirizia e tabacco dolce, ingresso in bocca teso e lungo.

28- Nel Favinia Passulè 2012 di Firriato lo Zibibbo di Favignana mostra tutta la sua eleganza, effonde intense note di agruni canditi, datteri, fichi secchi, erbe aromatiche, ha sorso pieno, morbido ma mai stucchevole.

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                                                               Francesco Intorcia

29- Il Marsala Riserva Superiore Oro 2012 è la nuova etichetta che si affianca alle altre della linea Heritage Francesco Intorcia, olfatto vivo di fichi secchi, carrube,  mallo di noce, cannella e vaniglia, al palato è avvolgente con le caratteristiche olfattive amplificate dal piacevole calore.

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30- Florio presenta il Targa 1840 Marsala Superiore Riserva Semisecco 1977 (Tp), dal ricco inebriante corredo di sensazioni olfattive di fiori gialli macerati, miele, torba, ha gusto balsamico morbido e ricco.

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sassotondo ciliegiolo 2010 giornalevinociboUna bottiglia di vino di gran gran livello non è per tutti, crea invidie e gelosie tra produttori e ancor di più tra gli eno-appassionati che di solito o la magnificano o “non potendo arrivare all’uva dicono che è acerba”. I più attenti enofili lo ergono ad oggetto di culto, questo fa si che alcuni miopi produttori
vedano d’improvviso i loro vini dello stesso territorio come oscurati, messi totalmente in ombra, sminuiti. Niente di più falso.

Il vino cult diventa così obbligatoriamente antipatico, un rompiscatole, un principino da denigrare a tutti i costi. Fuori da queste becere logiche esistono però vini che è riescono a restare simpatici malgrado la sensazione di unicità che donano in degustazione.

Nel 1990 a Soava in Maremma inizia la storia Toscana dell’agronoma trentina Carla Benini e del marito Edoardo Ventimiglia. I vigneti dell’azienda Sassotondo nascono su terreno di tufo, anche le case sono costruite in tufo, così come le cantine vi sono scavate.

bicchiere rosso

Ciliegiolo Maremma Toscana San Lorenzo Sassotondo 2010
Lui è un ciliegiolo, vitigno d’elezione del sud della Maremma, nell’immaginario collettivo i vini da questo vitigno sono freschi e beverini ma non è sempre questa la regola.
E’ il millesimo 2010, si presenta rubino intenso e che naso che ha!. Note floreali di viola, fruttate di marasca e ribes, sbuffi di pepe bianco tipici del terreno vulcanico e tufaceo di Sovana, ed ancora erbe aromatiche, humus e cannella.Sorso invitante, declinato tra eleganza e sostanza, tannino fine, intrigante vena sapida a sostegno di un finale di grande persistenza. Un vino che unisce!!

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faro rasocolmo 2011 home giornalevinociboLe splendide colline che si affacciano sullo Stretto di Messina lungo la lingua di terra chiusa tra il Mar Tirreno e il Mar Ionio sono la culla della piccola Doc Faro. La zona di produzione che si sviluppa nel solo comune di Messina, proprio dal faro di Capo Peloro ai piedi del Monte Poverello verso sud-est, prevede l’utilizzo di Nerello Mascalese dal 45 per cento al 60 per cento, Nerello Cappuccio dal 15 al 30 per cento, Nocera dal 5 al 10 per cento ed eventuale aggiunta di Nero d’Avola e/o Gaglioppo e/o Sangiovese e/o altre uve a bacca rossa autoctone per 15%. .

È una delle denominazioni siciliane più piccole con i suoi 30 ettari vitati iscritti all’albo dei vigneti , è un’ottima espressione dell’autoctonia siciliana e proprio per questo ha un gran valore aggiunto.

Cinque anni fa scrissi un approfondito focus sulla Doc Faro per la pubblicazione ufficiale dell’Associazione Italiana Sommelier per mettere in luce l’impegno dei produttori nella valorizzazione del territorio attraverso la scelta di non estirpare gli antichi vitigni locali per fare posto agli internazionali in grado di globalizzare la produzione e facilitarne la commercializzazione, ma di dare invece una forte spinta all’anima locale non del tutto espressa attraverso il recupero d’antichi vigneti e il reimpianto di nuovi per far rifiorire questa piccola Doc.

francesco giostra reitano giornalevinocibo

Tra le più interessanti realtà c’è la Cantina Giostra Reitano, dal 2004 Francesco, ex Presidente del Consorzio di Tutela Faro DOC, conduce un ettaro e mezzo di vigneto (in procinto di diventare circa tre) sul promontorio di Capo Rasocolmo di fronte l’isola di Stromboli.
Il Faro “Rasocolmo” 2011 è ottenuto da uve Nerello Mascalese, Nocera, Nerello Cappuccio, Nero d’Avola e Sangiovese ed è affinato in acciaio per 12 mesi.

faro rasocolmo 2011 giornalevinocibo

Mi è davvero piaciuto il millesimo 2011, accattivante sin dal bicchiere con il suo rosso rubino con nuance granate, ha variegato spettro olfattivo che spazia dall’amarena, alla mora, fino alla macchia mediterranee, è ricco di pepe nero e note balsamiche. Sorso di grande bevibilità tra freschezza e tannino sinuoso ed appaga la beva con un lungo finale tra frutta e calibrate note sapide. Ha diversi buon motivi, dunque, ber farsi bere ed apprezzare.

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Lavide verticale barocco home giornalevinociboui è l’unica DOCG siciliana, è il Cerasuolo di Vittoria che si produce nei territori delle province di Ragusa, Caltanissetta e Catania, ottenuto dai vitigni Nero d’Avola dal 50 al 70 % e Frappato dal 30 al 50%. Nell’altopiano Ibleo, precisamente nella zona di Comiso, si trova la cantina Avide nata oltre cento anni fa tra timbri, sigilli e atti per la passione delle famiglie notarili Demostene e Calcaterra, nel 1987 ebbe inizio il percorso in bottiglia per mettere a frutto l’impegno profuso in vigna ed in cantina.

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                                           Cantina Avide, zona delle bottiglie storiche

In occasione della mia visita in azienda ho avuto l’opportunità di constatare come si comporta a 20 anni dalla vendemmia la Docg siciliana, cosi dopo un giro per la cantina giunto nella zona di conservazione delle riserve storiche di Avide ho selezionato per l’assaggio alcune annate di Barocco, la prestigiosa etichetta di Cerasuolo di Vittoria.

Il Cerasuolo di Vittoria è un vino antico che deve il suo nome a Vittoria Colonna Henriquez, fondatrice della città di Vittoria, che nel 1606 lanciò la coltivazione della vite in maniera estensiva promettendo in dono un ettaro di terreno ad ogni colono a condizione che ne coltivasse un altro.
Il Cerasuolo di Vittoria è diventato D.O.C. nel 1973, mentre la prima bottiglia di Cerasuolo di Vittoria D.O.C.G. è dell’annata 2005.

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                                         Varie annate Cerasuolo di Vittoria Barocco Avide

La sua zona classica di produzione ha terreni a  tessitura sabbiosa rossa, inframmezzata spesso da strati di tufo e d’argilla ricchi di minerali che emergono verso la superficie tramite l’acqua. Queste sabbie hanno l’interessante caratteristica di non mantenere di notte il gran calore assorbito durante i giorni più caldi e sono causa, insieme alla latitudine di Vittoria, dei forti sbalzi termici tra giorno e notte.
Queste escursioni e la natura tipica delle sabbie conferiscono al Cerasuolo di Vittoria caratteristiche d’unicità, eleganti note di freschezza che bene sposano con i suoi sentori floreali e fruttati.

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                                                Un momento del tasting alle cantine Avide

La verticale del Cerasuolo di Vittoria Barocco è una grande sorpresa, il millesimo 1995 a venti anni dalla vendemmia svela tutte le splendide caratteristiche che questo vino riesce a donare. La sua vigna allevata in parte ad alberello con una densità di 7.500 ceppi per ettaro è in contrada Bastonaca, il vino è maturato in barriques per 30 mesi e affinato per ulteriori 2 anni in bottiglia.
Oggi Marco Calcaterra è l’amministratore delegato di Avidesi avvale della consulenza dell’enologo Carlo Ferrini, dai 70 ettari di proprietà sono prodotte diverse etichette in poco più di 200.000 bottiglie

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                           I millesimi del barocco scelti per la verticale ’95 -’98 -’05 – ’11

Doc Cerasuolo di Vittoria Barocco 1995 Avide
Composto da 70% Nero d’Avola e 30 % Frappato è un inno al Cerasuolo di Vittoria, millesimo straordinariamente vivo, esalta per la finezza e la piacevolezza sensoriale.
Ha colore rosso granato brillante, splendido naso con amarena e mora sottospirito, arricchite da melograno, liquirizia, note balsamiche di menta, eucalipto, percezioni di vaniglia e humus. Ha bocca sontuosa, tesa e viva in un lunghissimo finale sfaccettato e sapido. Chapeau 94/100

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Doc Cerasuolo di Vittoria Barocco 1998 Avide
Il colore rosso granato fa da preludio ad un naso ricco ma leggermente meno espressivo del millesimo precedente, pot-pourri di fiori secchi, sensazioni di more e ciliegie sotto spirito, liquirizia, cannella, cacao. Sorso intensamente calorico con spalla acida che sorregge un bel lungo finale morbido d’aromi terziari . 90/100

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Docg Cerasuolo di Vittoria Barocco 2005 Avide
Luminoso colore rosso rubino vivo con ampie porzioni granato, olfatto varietale di frutta rossa in confettura, mora, amarena, marasca, particolari note speziate di pepe nero e grafite unite a sensazioni di mandorla tostata, tabacco e cioccolato. Bocca piena e lunga. 89/100

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Docg Cerasuolo di Vittoria Barocco 2011 Avide
Nel bicchiere ha bellissimo colore rosso rubino, effonde sentori floreali di viola e fruttati vividi di ciliegia e mora fusi a rabarbaro, caffè e grafite. Sorso pieno, ricco di frutti e spezie scure, tannino e spina acidica ben presenti con finale di buona persistenza. 88/100

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