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Posts Tagged ‘cucina siciliana’

Tra gli eventi più di rilievo di Avviando 2011 le performance di Natale Giunta, noto chef della prova del cuoco di Rai 1, e quella di Maurizio Cascino figlio d’arte e portabandiera della tradizione di famiglia dei noti chef palermitani. La magia del vino è più completa con una gran preparazione alla quale abbinarlo. Avvinando 2011 ha scelto in alcuni dei suoi “Educational” di parlare di cucina e vino, della stagionalità e della qualità delle materie prime scelte e dei vini più adatti alle varie preparazioni.

Natale Giunta è un fenomeno mediatico la sua immediatezza e spontaneità ha conquistato il pubblico televisivoil suo ristorante si trova a Termini Imerese. Per Avvinando ha preparato dei ravioloni ripieni di mozzarella di bufala campana, erbette e caciocavallo, e dei tocchetti di pesce steccato al profumo di Champagne. L’abbinamento  è stato con il Mandrarossa Santannella Fiano –Viognier- Chenin Blanc 2009 e con il Caruso e Minini Sachia Perricone 2009

Maurizio Cascino anima dello storico ristorante La Botte 1962 a Monreale, condotto per anni dal padre Salvatore, spiega le ricette che da lì a poco andrà a preparare per i 30 fortunati che hanno trovato posto nella saletta educational della tenso-struttura appositamente montata.

Illustra con dovizia di particolari il procedimento per la creazione del suo timballetto di anelletti alle erbe aromatiche basilico, prezzemolo e menta che ho abbinato Livon Müller Thurgau 2010 ricco di freschezza, mineralità.

 

 

 

 

 

Il secondo piatto sono dei raffinati bocconcini di vitello alla crema acida con spicchi di mela al brandy e profumo di finocchio che abbiamo sposato al fresco Mamertino Curpanè 2008 Tenuta Gatti un blend di Nero d’Avola e Nocera.
Delizie per il palato.

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Ogni qual volta mi è capitato di dover andare a cena in compagnia di un collega giornalista enogastromico italiano o straniero in uno dei locali palermitani, appena esserci accomodati, il timore di avere fatta la classica domanda dal cameriere di turno è stato enorme: “preferisce un vino secco o mosso?”, il tutto rigorosamente prima di ordinare il cibo, così come di veder violentata all’apertura ed alla mescita una bottiglia di vino ed ancor peggio di avere serviti piatti, oltre che privi di creatività, soprattutto con scarsa qualità degli ingredienti utilizzati per la loro preparazione. Purtroppo tanti ristoranti cittadini mancano d’assoluta lungimiranza ed utilizzano, tanto per fare un esempio, in cucina olio non all’altezza, il risultato dei cibi proposti al palato è purtroppo evidente. La classica gallina bianca a Palermo esiste. In piazza Croce dei Vespri, nelle antiche scuderie dello storico Palazzo Gangi di Palermo, si trova l’Osteria dei Vespri, delizioso locale da trenta coperti, intimo ed avvolgente, condotto da Alberto ed Andrea Rizzo, lo staff comprende in sala Francesca La Barbera e la Sommelier Marianna lo Bue ed in cucina una squadra sapientemente addestrata. L’accoglienza è precisa e puntuale, così come i consigli sul cibo e sul vino, non è facile trovare qualcuno in grado di parlare correttamente diverse lingue che abbia anche le giuste competenze.

I piatti proposti da Alberto Rizzo rivisitano la cucina siciliana con una precisa armonia dei sapori, l’utilizzo delle materie prime del territorio è di grande qualità, la fantasia nel presentare i piatti è un chiaro segno di ricercatezza. Tra quelli che ho provato alcuni introducono sapori semplici ma genuini, l’antipasto di zuppa di lenticchie di Ustica al curry con caprino di girgentana, pera cotta al nero d’Avola e julienne di sedano rapa, o il primo  piatto di Raviolini ripieni di ricotta al forno all’aroma di cedro con zucchina fritta, olio di nocellara e bottarga di tonno di S. Vito. Altri hanno gusto più deciso, quali il piatto di paccheri e bombardoni alle verdure di campo (cicoria e spinaci) in crosta di tuma persa con prosciutto affumicato con salsa di cipolla bruna al marsala. Piatti più elaborati hanno l’innovazione come filo conduttore, ho apprezzato le patate e baccalà nel peperoncino dolce su salsa al martini ed albicocche secche (capperi di salina) e uova di quaglia,  o il secondo di filetto di maiale in crosta di cocco e senape, salsa al limone e cipolline caramellate all’aceto di lamponi e pompelmo rosa.

La carta dei vini è veramente interessante ed esauriente, consta di 700 referenze, metà delle quali siciliane e mostra  una particolare attenzione ai vitigni autoctoni. Di alcune importanti etichette è anche possibile trovare diverse annate, si può spaziare dai siciliani più blasonati quali i rossi Duca Enrico e  Rosso del Conte, ad altri vini di ultima generazione di indubbio valore e cosa non trascurabile sono presenti varie fasce di prezzo. Il panorama nazionale comprende vini di tutte le regioni e di diverso spessore, fino ad arrivare, per intenderci, al Sorì Tildin di Gaja . Sono presenti in carta alcuni vini di paesi esteri, Francia, Spagna, Stati Uniti, Cile, Argentina, Australia, Sud Africa, Germania, Nuova Zelanda e Tunisia. Decisamente completa, inoltre, la lista dei distillati. Da provare insomma.

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Giorni intensi al New Palace Hotel di Marsala il 13 e 14 Giugno in occasione di Siciliamo, evento promosso da Luigi Cremona e Lorenza Vitali in collaborazione con la Camera di Commercio di Trapani, obiettivo è la valorizzazione dei prodotti agroalimentari dell’ isola attraverso il confronto tra i migliori giovani chef siciliani in competizione.

Wine Reality Web Tv: reportage video su Siciliamo 2010 con interviste alla squadra vincitrice gli chef di Trapani Gianni Zichichi, Alessio Zichichi, Emanuele Russo e Vito Filingeri.

 

Il “Sicilian Cooking Cup” ha visto in gara squadre composte da giovani chef  e pasticcieri in rappresentanza di quattro aree della Sicilia: Agrigento/Ragusa, Catania/Siracusa, Palermo/Caltanisetta, Messina/Enna, la vincente ha sfidato la squadra trapanese. Con piacere ho fatto parte della giuria che ha valutato gli interessanti piatti tra tradizione ed innovazione e che ha scelto per la sfida finale la squadra di Agrigento/Ragusa il cui tutor Beppe Barone aveva con sè gli chef Luigi Causarano, Stefano Rosa e Giuseppe Bonsignore. La squadra di Trapani con tutor Gianni Zichichi  ha avuto all’opera Vito Filingeri, Emanuele Russo e Alessio Zichichi. Alla fine della sfida, sul filo di lana, ha prevalso la squadra Trapanese.  Da corollario ha fatto anche l’esposizione negli stands di svariati prodotti di rinomate aziende trapanesi. Beppe Bonsignore ha esordito con polpo su crema di carote e cicorietta dolce, confermando la sua creatività e la sua bravura, mentre Alessio Zichichi ha presentato Alici marinate agli agrumi e salsa alla menta. Luigi Causarano ha interpretato il primo con dei paccheri di pasta all’uovo con tenerezze e salsa di pomodoro pachino e bottarga di tonno, Emanuele Russo ha risposto con un ottimo ragù di triglie e finocchietto di montagna in pasta verde. E’ la volta dei secondi, con Causarano che ha guarnito il merluzzo con arancia candita, zuppetta di finocchio al peperoncino e punte d’asparagi, mentre i trapanesi con Russo hanno servito il tonno rosso al fieno e sale grosso. Per Agrigento/Ragusa Stefano Rosa ha preparato un tris di gelato , Vito Filangeri una rosellina gelata al Marsala e sesamo croccante su grenache alla cannella e scaglie di frolla alle mandorle. Meritata la vittoria degli chef trapanesi, ma ha vinto soprattutto la gastronomia siciliana sempre più in crescita, merito di queste nuove leve che lasciano ben sperare per il futuro.

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