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L’edizione numero dodici di “Le Contrade dell’Etna”, rispetto alle precedenti, si è differenziata per alcuni aspetti: per la prima volta al Castello Romeo di Montelaguardia a Randazzo Etna Nord i giorni di manifestazione sono stati due, Domenica 14 Aprile gli assaggi hanno riguardato l’ultima vendemmia, mentre lunedì 15 le annate precedenti.
Per poter esporre i propri vini nei banchi d’assaggio le aziende hanno versato un contributo di 400 euro più Iva per coprire i costi dell’organizzazione, questa novità ha creato una sostanziale scrematura tra le aziende che quest’anno sono state 75 a fronte delle oltre 100 della scorsa edizione.

Il numero dei visitatori è stato come sempre ottimo, ma il Lunedì è decisamente cresciuta la presenza di stampa e operatori del settore e si è pototuto assaggiare in tranquillità.

Le Contrade dell’Etna è nata da un’idea geniale di Andrea Franchetti ospitata nella sua cantina di Passopisciaro, è cresciuta poi di anno in anno spingendo verso la  riqualificazione delle diverse micro-aree del vulcano, percorso recepito anche nel disciplinare della Doc Etna.
L’Etna ha così vissuto una nuova stagione, sono stati anni importanti di mutamenti e riscoperta della propria identità, ma anche di arrivo su “’a Muntagna” di persone da varie parti dell’Italia e del mondo che, innamorate di questo magico luogo, sono giunti per fare il vino sul vulcano.

 Ecco i migliori assaggi di quest’anno tra spumanti, bianchi, rosati e rossi, ordinati per tipologia, aziende e annata.

1 -Murgo Etna Doc Metodo Classico Extra Brut 2011
Fantastico spumante da nerello mascalese con 90 mesi sui lieviti, dal perlage finissimo, ha naso sfaccettato, bouquet floreale, calibrate sensazioni di pan brioche, pesca, agrumi e sentori speziati. Sorso pieno, equilibrato e lungo.

2- La Gelsomina Etna Doc Metodo Classico Rosè Brut
36 mesi sui lieviti per questo rosè accattivante, olfatto fresco e fragrante, crosta di pane, fragolina di bosco e melograno, ciliegia e scorza d’arancia. Al gusto mostra il suo nerbo acido, buona coesione e lunghezza gustativa.

3- Pietradolce Archineri Etna Bianco 2018
Il vino è giovane ma è già un gran bel bere, naso e bocca intense tra fresche note di zagara, ginestra, mango, pesca bianca e menta, beva tesa ed avvolgente.

4-Federico Curtaz Etna Bianco Gamma 2017
Elegante naso di ginestra, susina e pesca bianca, salvia e rosmarino, bocca piena di freschezza con lunghi ritorni agrumati e sapidi.

5- Planeta Etna Bianco 2017
Dal bicchiere leggiadro ha naso floreale di sambuco, fruttato di mela e pesca bianca, beva fresca e piena con echi sapidi.

6- Tenuta Bastonaca Etna Bianco 2017
Ottima versione con olfatto pieno e fresco di ginestra, agrumi, pesca bianca e menta, percorso gustativo corrispondente con lunga la scia sapida.

7- Feudo Cavaliere Etna Bianco 2016
Freschezza del frutto e mineralità giocano un bel ruolo al naso ed in bocca, assaggio pieno, fresco e di gran piacevolezza.

8- Nuna Etna Bianco 2015
Olfatto tra profumi floreali e più marcate note fruttate di pesca e ananas, note salmastre e di idrocarburi, pieno e lungo alla beva-

9- Benanti, Etna Bianco Superiore Pietra Marina 2015
Gran campione, è intenso di ginestra, zagara, mela e pesca bianca, poi fini percezioni di macchia mediterranea e minerali, l’ingresso al palato è tanto fresco quanto pieno e di lunga progressione frutto/sapida.

10- Teresa Eccher Ariel Etna Rosato 2018
Effonde fresche sensazioni floreali di rosa, fruttate di fragoline e pesca bianca, assaggio corrispondente e godibile.

11- Ciro Biondi Etna Rosso Contrada Ronzini Cisterna Fuori 2017
Accattivante con floreale di viola e di rosa, frutti di bosco, ribes, macchia mediterranea e note mentolate, gusto sapido e lungo.

12- Contino Etna Rosso Barus 2017
Emana belle note olfattive di rosa canina, ciliegia, susina, carruba, toni minerali e balsamici, progressione gustativa fresca dal tannino calibrato.

13- Federico Graziani Etna Rosso 2017
Naso espressivo di fragola, mora, arancia rossa, spezie, chiodi di garofano e salsedine, in bocca godibilissimo tra spina acida,  e polpa fruttata.

14- Girolamo Russo Etna Rosso San Lorenzo 2017
Gran finezza olfattiva e gustativa, rosa rossa, ciliegia sotto spirito, muschio, cannella e liquirizia, tanta dinamicità in bocca

15- Monteleone Etna Rosso Cuba 2017
Bello da bere, svela all’analisi olfattiva e gustativa fresche sensazioni floreali, fruttate e balsamiche, ha ritmo, equilibrio e lunghezza gustativa.

16- Passopisciaro Contrada G Guardiola 2017
Perfetta sintesi gustativa tra i cinque cru di Andrea Franchetti, fresco di fiori rossi macerati, confettura di fragole, al sorso teso e pieno, denota sensibilità di tannino e gran profondità.

17- Cantina di Nessuno Etna Rosso Nuddu 2016
Naso particolare con nuance floreali di lavanda e rosa canina, dal frutto vivido di mora di rovo, amarena, ribes, liquirizia e cannella, teso al palato con trama tannica ben integrata.

18 -Donnafugata Etna Rosso Fragore 2016
Naso sfaccettato di rosa rossa, ribes, lampone, macchia mediterranea e spezie scure. In bocca fresca dinamicità del frutto tra note di pepe e balsamo, vivo tannino e matrice sapida elegante.

19- Giovanni Rosso Etna Rosso 2016
Dal bicchiere sensazioni di viola e rosa, ciliegia rossa e gelso, mora, echi mentolati e di cannella bella la trama gustativa fresco/sapida

20 -Graci Etna Rosso Arcurìa 2016
Avvio floreale con geranio e rosa canina, poi ciliegie e lamponi, cannella, muschio, liquirizia, sorso dai toni gustosi, piacevolmente fresco e minerale.

21- Tenuta Tascante Etna Rosso Contrada Sciranova VV 2016
Naso già poliedrico tra frutto e spezie, chiodi di garofano, salsedine, in bocca è di elegante registro e di ottima lunghezza.

22- Cusumano Alta Mora Etna Rosso Guardiola 2015
Naso che apre con viola, sorba, ribes, macchia mediterranea, sottofondo di anice stellato e china. suadente d’acidità e mineralità nel quale la trama tannica sorregge il lungo coerente finale

23- Palmento Costanzo Etna Rosso Contrada Santo Spirito 2015
Girandola di note olfative che spaziano da fiori rossi macerati, fruttato di lamponi, ciliegie, rabarbaro e tabacco dolce. Bocca avvolgente e vibrante di freschezza, dal tannino sinuoso, d’ottima lunghezza.

24- Fischetti Muscamento Etna Rosso 2014
Raffinato ed intenso al naso con rosa rossa, ribes e amarena, erbe aromatiche, tabacco biondo, chiodi di garofano e muschio. Bello il palato fresco, equilibrato e profondo.

25- Pietro Caciorgna Etna Rosso  N’Anticchia 2014
Aromi ben assortiti di rosa e viola, prugna e mora di gelso, spezie, grafite, cardamomo, china e erbe officinali. Beva territoriale e raffinata.

26- Tenuta di Fessina Etna Rosso Musmeci 2014
Emoziona già all’olfatto con violetta, ginepro, mora di rovo, ribes rosso, sorba, grafite, tabacco, terra di resina e corteccia, dal sorso autorevole, ha vigoria acidica e finale lunghissimo.

27- Tornatore Etna Rosso Riserva 2014
Bouquet intenso ed articolato fragoline e ciliegie sotto spirito, funghi, tabacco e note mentolate. Bello da bere per avvolgenza e lunghezza.

28- Cottanera Etna Rosso Riserva Zottorinotto 2013
Bello il corredo odoroso nobile, rosa appassita, cieligia e fragola sottospirito, cesto di spezie, cannella e chiodi di garofano, beva profonda e lunga.

29- Vivera Etna Rosso Martinella 2013
Aroma intenso di frutto vivido, mora di rovo, ribes, liquirizia e cannella, cacao e scatola di sigaro, assaggio di dinamica progressione, fresco pieno di frutto e spezie.

30- Nicosia Etna Rosso Riserva Contrada Monte Gorna 2012
Grande olfatto di geranio, ribes, macchia mediterranea, pietra lavica, tabacco e mentolo. Dal corpo deciso, con tannini levigati e freschezza ancora viva, lungo il finale di frutta e grafite.

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Le “Contrade dell’Etna” giungono all’undicesima edizione, ne è stato versato di vino etneo nel bicchiere dal quel lontano 2008, sono cambiati i tempi ed il vino dei vari versanti del vulcano oggi mostra caratteristiche differenti. Sono stati anni importanti di continui cambiamenti, di prese di coscienza, di rinvigorimento della propria identità ma, anche di arrivo su “’a Muntagna” di genti da ogni parte del mondo venuti a fare il vino non del vulcano ma sul vulcano.

Il successo di questa manifestazione, che Andrea Franchetti ha pensato e realizzato per mettere in luce le diversità delle vari Contrade di produzione dell’Etna, oggi prende vita nell’ampio spazio esterno del Castello Romeo a Montelaguardia, oltre 100 le aziende presenti e in tanti hanno affollato i banchi d’assaggio tra operatori di settore, appassionati, e colleghi della stampa italiana ed estera.

L’ANALISI
Come ogni anno in degustazione i campioni dell’ultima vendemmia e di qualche millesimo precedente. La 2017 è stata un’annata difficile in tutta la Sicilia, caratterizzata da gran caldo e siccità, vendemmia anticipata e riduzione del quantità di uva prodotta e quindi di vino.
Sull’Etna il disagio è stato contenuto ed in generale i vini, pur mostrandosi più pronti rispetto ad altre annate, non hanno accusato particolarmente il colpo.

Questo magico luogo fatto di terrazzamenti di matrice vulcanica e vigne centenarie marca nel bicchiere vini unici per caratteristiche e fascino.
In ogni edizione emergono novità e tendenze, quest’anno non perfettamente in linea con un’idea di unicità pur nella diversità delle varie contrade, si sono evidenziati i vini macerati che sono cresciuti di numero con caratteri decisi, alcuni bianchi sono pronti e profumatissimi, svariati rosati sempre più flebili quasi bianchi e alcuni rossi troppo materici.

I MIGLIORI ASSAGGI tutti annata 2017, bianchi, rosati e rossi:

BIANCHI
Benanti, Etna Bianco Superiore Pietra Marina ‘17

Intenso di ginestra, mela e pesca bianca, con note erbacee e minerali, assaggio fresco e di tenacia sapida. Un vino da attendere.

Donnafugata Etna Bianco sul Vulcano ’17
Fresco di ginestra e fresia, pesca bianca ed agrumi, beva piacevolmente progressiva tra frutto e sapidità

Fischetti Etna Bianco Muscamento  ‘17
Pieno olfatto di susina e pesca bianca, salvia e rosmarino, sorso di freschezza con lunghi ritorni agrumati e sapidi.

Graci Etna Bianco Arcuria ‘17
Sottile al naso, piace per le sue note tra il fruttato ed il vegetale, bocca tesa di gran bella lunghezza gustativa.

Federico Curtaz Gamma ’17
Gran vino di stoffa, naso e bocca intense tra fresche note di ginestra, pesca bianca e menta, lunga la scia sapida.

Federico Graziani, Mareneve ‘17
Fresco e dinamico, all’olfatto e alla beva, unico nel suo genere figlio di grecanico, carricante riesling, gewürztraminer, e chenin blanc.

Feudo Cavaliere, Etna Bianco ‘17
Ottima versione sfaccettata di agrumi e pesca bianca, percezioni balsamiche, dalla bocca fresca e lunga.

Filippo Grasso Carrico 68.8 ’17
Blend di alcuni vitigni a bacca bianca, freschezza e mineralità giocano un bel ruolo al naso ed in bocca, assaggio fresco e godibile.

Planeta Etna Bianco ‘17
Suadente per il naso floreale, di frutta bianca fresca ed agrumi, la beva piena riempie il palato e si allunga a dovere.

Tenute Mannino di Plachi Etna Bianco ‘17
Vino accattivante che giostra con un naso ed una beva particolarmente fragrante e succosa.

ROSATI
Primaterra PrimaRosa ‘17
Dal bicchiere emergono rosa, ciliegia, fragola ed erbe aromatiche, sorso pieno di richiami olfattivi.

Teresa Eccher Ariel Etna Rosato ‘17
Intenso il colore, sottili e fresche le sensazioni floreali di rosa, fruttate di pesca e lamponi, bocca di ottimo registro.

Torre Mora Piccini Scalunera Etna Rosato ‘17
Bella personalità, petali di rosa e geranio, ciliegie, salvia, bocca piacevole di lunghezza fruttata.

ROSSI
Fattorie Romeo del Castello Allegracore Etna Rosso 2017
Naso di rosa rossa, lamponi e ribes, percezioni balsamiche, sorso di freschezza e chiusura di lungo nerbo acido.

Frank Cornelissen, Magma 2017
Sottile e dinamico, fruttato e speziato, tannico e fresco, l’Etna che ti aspetti e che aspetterai.

Girolamo Russo, Etna Rosso San Lorenzo 2017
Un mix che lascia presagire un grande vino, ricco di finezza e con registro gustativo di spiccata territorialità.

Grottafumata, Etna Rosso Lato Sud 2017
Le vigne si trovano sul Monte Ilice, nel versante sud est, fermentazione spontanea di grappoli interi, fresco e ciliegioso, lungo tutto in divenire.

Monteleone, Etna Rosso Cuba 2017
Il vigneto di alberelli di circa 60 anni è nel Comune di Castiglione di Sicilia vicino alla Cuba di Santa Domenica, è fresco al naso ed in bocca, di vivo frutto e sapidità.

Passopisciaro Rampante ’17 
I 5 Cru delle varie contrade di Andrea Franchetti ed il Passopisciaro mettono in luce un’annata di tutto rispetto. Il Rampante è il più elegante, pieno di freschissima intensità di frutto e spezie.

Piano dei Daini Etna Rosso Vico Prephylloxera ‘17
Dal bicchiere sensazioni di viola e rosa, ciliegia rossa e gelso, sensazioni vegetali, bella la trama gustativa.

Pietradolce, Etna Rosso Vigna Barbagalli 2017
Tipica dimensione di un vino giovane e già interessante, dal frutto vivido, di finezza gustativa ammaliante.

Tascante Etna Rosso Rampante ‘17
Al analisi olfattiva e gustativa,  note minerali, floreali, fruttate e balsamiche,di certo avvenire  da godere fra tanti anni.

Tenuta Bastonaca Etna Rosso vigne nord ‘17
Di personalità, violetta, lampone, macchia mediterranea, tannino ispido e sorso lungo.

Tenuta Benedetta Etna Rosso Verzella ‘17
Elegante mette in mostra note fruttate intense e mix di spezie, sorso dinamico e di persistenza.

Zumbo, Etna Rosso Contrada Santo Spirito ’17
Naso accattivante di ciliegia e lamponi e pepe nero, bocca composta e poliedrica.

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Le “Contrade dell’Etna” giungono al loro quinto anno mettendo in luce alcune interessanti novità e tantissime conferme. Il successo di questa manifestazione che Andrea Franchetti ha pensato e realizzato è evidentissimo, oltre che per la gran quantità d’appassionati che giungono sull’Etna, soprattutto per il numero crescente di produttori che aderiscono all’evento e per la nutrita presenza di colleghi della stampa estera arrivati in Sicilia per l’occasione. I produttori ospitati da Andrea Franchetti nel grande salone della cantina di Passopisciaro sono stati quest’anno 55 ed hanno presentato i loro vini non ancora imbottigliati delle diverse contrade annata ’11 insieme con alcuni d’annate precedenti. 

La sera antecedente al 19 Marzo, giornata dedicata alle “Contrade”, Franchetti ha invitato la stampa italiana e straniera, alcuni  importatori e qualche produttore presso l’agriturismo “Quota Mille”. Lo scambio di opinioni nel corso della cena ha ancor più evidenziato un dato che ormai è chiaro, ovvero la grandissima attenzione che ripone il mondo enologico mondiale su questa straordinaria fetta di territorio siciliano in grado di dare elevatissime eccellenze enologiche. Forza innanzi tutto del ricco terreno vulcanico sul quale sono allevati il Nerello, il Carricante e gli altri vitigni dai 300 metri s.l.m. fino ai 1100, gli affascinanti alberelli hanno densità che può variare da 6.000 fino a 12.000 ceppi per ettaro nei vigneti più antichi. Le caratteristiche climatiche sono davvero uniche, caldo sole e grandi escursioni termiche stagionali e giornaliere donano alle uve qualità organolettiche di primissima grandezza.

WINE REALITY Web Tv: Report video su “Le Contrade dell’Etna” con interviste ad Andrea Franchetti ed Alberto Aiello Graci.

Ecco i migliori vini assaggiati quest’anno:

Tra gli Spumanti: il Brut da uve Chardonnay ed il Rosè da uve Pinot Nero dell’azienda Terrazze dell’Etna entrambi freschi e profondi al punto giusto,  il Brut da uve Carricante di Planeta ricco di frutta e mineralità, ed il classico Brut Murgo da uve Nerello Mascalese mix di fragranza e ritorni sapidi.

Tra i Bianchi 2011: l’Etna Salisire di Vivera viva espressione territoriale al naso ed in bocca, l’Outis di Biondi fragrante e succoso,  l’Etna ’10 Millemetri Feudo Cavaliere conferma di grande qualità, l’Etna  ‘10 Don Michele Moganazzi piacevole e suadente , l’Etna ’10 di Cottanera di lunga scia frutto sapida e l’Etna ‘A Puddara ’09 di Tenuta di Fessina ricchissimo al naso e dalla bocca importante.

Tra i Rossi: di livello il Munjebel ’11 Frank Cornelissen d’affascinante freschezza di frutto, le due contrade ’11 del Tascante di Tasca d’Almerita con Sciaranova più sottile e composta e Bocca d’Orzo più d’estratto, il nuovo “entry level” ’10 di Fattorie Romeo del Castello  in uscita ad Aprile pieno di note floreali e fruttate, l’Etna ’10 Quota 1000 Graci che a Novembre lascerà la cantina conquista già il palato confermando il caratteristico olfatto. Una sicurezza l’Etna Feudo ’10 di Girolamo Russo dal gran carattere ed eleganza, l’Etna Erse ’10 Tenuta di Fessina intenso e piacevolmente lungo, il Feudo Vagliasindi ’10 dal frutto giovane e dalla piacevole nota erbacea. Primo assaggio anche per il Nerello Mascalese ’10 di Planeta pieno di frutto ed avvolgente eleganza.

L’assaggio dei vini delle varie Contrade ’11 di Franchetti, così come gli altri vini ’11, hanno evidenziato un’annata molto interessante e di grandissima prospettiva. All’assaggio il  Passopisciaro ’09 è vivo di ribes e macchia mediterranea, al palato è di freschezza e sapidità, mentre tra i quattro Cru di Franchetti il Porcaria ’09   è il più concentrato, prodotto tra i 700 e gli 800 metri s.l.m. si esprime al naso con intense sensazioni minerali completate da note di ciliegie e lamponi, in bocca è pieno e di lunga scia. Il Franchetti ’09 ottenuto da Petit Verdot e Cesanese di Affile è un vino di particolare espressione, intrigante connubio tra finezza, intensità e consistenza gustativa.

Piacevole il Primaterra ’09 ricco di frutto e spezie, al debutto l’Etna Capo Chiurma ’08 di Filippo Grasso dal gran naso e dal bocca decisa, infine sempre di grande eleganza e territorialità l’ Outis ’08 di Biondi nel quale la magia del vulcano è toccabile in punta di lingua.

Leggi altri articoli di Luigi Salvo sull’Etna: Le contrade 2008Le Contrade 2009 Le Contrade 2010  –    DEVINIS  Un Brindisi sotto l’ombra del Vulcano – Le Contrade 2011

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Quando un’ottima idea prende corpo! Il Consorzio di tutela della Doc Etna in questi anni si è fortemente impegnato affinché nell’etichetta dell’Etna DOC possa essere presente la specifica della contrada di produzione, questo percorso sembra essere giunto quasi alla sua conclusione ed è sicuramente una buona notizia, d’altronde il successo comunicativo dell’evento annuale “Le Contrade dell’Etna” organizzato da Andrea Franchetti a Passopisciaro ne è una prova lampante.

Intervisto Giuseppe Mannino Presidente del Consorzio che mi spiega: “Il Consorzio ha iniziato a chiedere cinque anni fa ai comuni del comprensorio la procedura di censimento e mappatura catastale delle varie contrade etnee, alcuni comuni non hanno risposto alle nostre ripetute sollecitazioni di email e raccomandate, hanno evidentemente ritenuto che il gioco non valesse la candela, ma la politica si sa a volte è lentissima. L’iter è stato certamente laborioso e si è concluso con la modifica del disciplinare che abbiamo chiesto ed ottenuto anche se ancora non è ufficiale perché al ministero hanno sbagliato a scrivere alcune contrade. La dicitura delle Contrada nella DOC, se il comitato vini la approverà velocemente, sarà possibile inserirla anche nelle etichette della vendemmia 2011, ed è chiaro che per la menzione sarà necessaria la vinificazione separata della particella corrispondente, anche nei registri di carico e scarico sarà necessario inserire una colonna a parte. La menzione della contrada nella Doc sarà un valore aggiunto d’ulteriore specifica territoriale.

Lo straordinario territorio dell’Etna è ricco di numerosissime Contrade, ognuna di queste presenta la vigna a varie altitudini è tutte sono caratterizzate, oltre che da una diversa esposizione, da differenti composizioni del terreno. Dando una scorsa all’elenco dei vari nomi delle contrade (vedi in basso) alcuni sono presenti già in brand aziendali delle più note cantine del vulcano (anche se non era permesso), ma sicuramente adesso la specifica della contrada nella Doc dell’Etna contribuirà a dare ancora di più specifica particolarità a vini che sono fortemente marcati da un’inconfondibile matrice organolettica.

LE CONTRADE
A Castiglione di Sicilia sono presenti:
Acquafredda, Cottanera, Diciasettesalme, Carranco, Toirequarino, Mille Cocchita Feudo di Mezzo, Santo Spirito, Marchesa, Passo Cianche, Guardiola, Rampante, Carestia, Montedoice, Zucconerò, Pettinociarelle, Schiqliatore, Imboscamento, Grotta della Paglia, Mantra Murata, Dafara Galluzzo, Pagala Gualtieri, Palmellata, Piano Filici, Picciolo,Moscamento, Fossa San Marco, Pontale Palino, Grasa, Piano dei Daini, Zottorinotto, Malpasso, Pietra Marina, Vergella, Moganazzi, Arcuria, Pietrarizzo, Bragaseggi, Sciambro, Iriti, Trimarchisa, Barbabecchi, Canne, Collabbasso, Vena, Vignagrande.

A Linguaglossa:
Arrigo, Baldazza.,Pomiciaro, Lavina, Martinelli, Friera, Vaccarile, Valle Gallina, Alboretto,Chiuse del Signore, Panella, Petto Dragone.

A Milo:
Caselle, Pianogrande, Rinazzo, Fornazzo, Praino, Volpare, Salice, Villagrande

A Randazzo:
Ciaramella, Imbischi, San Teodoro, Feudo, Allegracore, Città Vecchia, Giunta, Campo Rè, San Lorenzo, Scimonetta, Bocca d’Orzo, Arena, Pignatuni, Chiusa Politi, Pianodario, Statela,Pignatone, Montelaguardia, Pino, Sciara Nuova, Calderara, Croce Monaci, Taccione.

A Santa Maria di Licodia:
Cavaliere

A TreCastagni:
Carpene, Cavotta, Monte Ilice, Grotta Comune, Eremo Di S.Emilia, Monte Gorna, Ronzini, Monte S.Nicolò, Tre Monti.

A Viagrande:
Blandano, Cannarozzo, Monaci, Monte Rosso, Monte Serra, Muri Antichi, Paternostro, Sciarelle e Viscalori.

A Biancavilla:
Maiorca, Torretta, Rapilli, Stella e Spadatrappo.

A Zafferana:
Fleri, San Giovannello, Cavotta, Pietralunga, Pisano, Pisanello, Fossa Gelata, Scacchiere, Sarro, Piricoco, Civita, Passo Pomo, Rocca d’api, Cancelliere Spuligni, Airone, Valle San Giacomo, Piano dell’Acqua, Petrulli, Primati ed Algerazzi.

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Quando quattro anni fa Andrea Franchetti realizzò l’evento“Le Contrade dell’Etna” ospitando nel salone a piano terra della sua cantina di Passopisciaro tanti vignaioli del comprensorio fu subito evidente che questa manifestazione per la sua originalità e per la sua gran valenza sarebbe diventata un appuntamento di riferimento nel panorama enologico siciliano e non solo. Così negli anni ho incontrato, oltre ai tanti colleghi della stampa, un numero sempre più crescente di produttori vinicoli giunti appositamente da altri territori dell’isola, Trapani, Caltanissetta, Ragusa, Messina, Agrigento, tutti a Passopisciaro per approfondire i vini del Vulcano e comprendere al meglio il fenomeno dei vini siciliani più ricercati. Andrea Franchetti è romano d’origine, produce grandi vini in Toscana ed a ragione sono convinto che  gli si debba riconoscere il gran merito di aver giocato un ruolo fondamentale nella riscoperta enologica dell’Etna, sia attraverso il suo pluripremiato Passopisciaro sia per essere riuscito, in quello che oso definire un miracolo, ovvero far confrontare nel corso di questo tasting annuale  tutti i produttori delle varie contrade dell’Etna, vecchi, nuovi e appena nati o meglio rinati. Un confronto vero per comprendere  i vini ed i vari territori mettendo da parte invidia e gelosia.

Lunedì 21 Marzo a Passopisciaro, lo dico francamente, è stato molto bello vedere ad esempio Alessio Planeta descrivere il suo Carricante nella sua postazione per poi andare in giro ad assaggiare e commentare il vino degli altri, Silvia Maestrelli ed Alberto Graci scambiarsi opinioni sui propri vini e sulle qualità di quelli che ritenevano più interessanti, Giuseppe Tasca impegnato in giro per i vari banchi ad approfondire i vini ed un paio di storici produttori dell’Etna indicarmi tra i nuovi vini assaggiati quelli a loro avviso più significativi e innovativi.

Franchetti è soddisfatto e mi dice “ Sono felice di questo rinascimento dell’Etna, i produttori presenti oggi sono quasi il doppio della prima edizione e  sono qui per scambiarsi il gusto del vini. Ho pensato questa manifestazione proprio come luogo di scambio per tutti noi, affinchè si possa prendere una precisa direzione stilistica del fare il vino sull’Etna evitando che ognuno possa andare nella proposizione dei vini per conto proprio. Lo scopo è proprio fortificare lo stile in modo che questo sia riconosciuto all’estero, dove c’è un grandissimo interesse verso questo territorio ed i suoi vini. Proprio le contrade, i Cru sono un valore importante e sono convinto che, grazie anche a questo confronto, si avvertirà negli anni futuri una buona crescita nel vino dell’Etna “.

Nelle aree vitivinicole del vulcano sono state classificate circa una cinquantina di tipologie di suolo che per le loro differenti proprietà sono in grado di apportare capacità nutrizionali diverse alle vigne e sensazioni organolettiche di tipicità diverse nei vini. La sabbia-lavica dona vini eleganti ma strutturati, complessi e soprattutto adeguati a sfidare il tempo. Il diverso microclima nei vari piccoli appezzamenti delle varie contrade è poi un ulteriore differenziale d’unicità.

Diversi i bianchi, composti in prevalenza da uve Carricante, che mi sono piaciuti in modo particolare. Margherita Platania presenta una gamma di vini interessanti sui quali spicca il Millemetri ’10 Etna Bianco Doc Feudo Cavaliere dal naso intenso e dalla beva di gran freschezza e di perfetta corrispondenza al vitigno.

Il campione di vasca Etna Bianco ’10 Salisire di Vivera ancora torbido nel bicchiere, svela tutte le sue splendide inebrianti potenzialità di frutto e mineralità. L’ Etna Bianco Doc Mari Ripiddu ’09 di Filippo Grasso è elegante all’olfatto ed al gusto con una struttura che gli garantirà una buona  evoluzione nel tempo. Di gran fascino e bevibilità il Quantico ’10 di Giuliemi ed  il Carricante ’10 di Planeta.  Due vini in prossima uscita che sicuramente lasceranno il segno sono il Carricante ’09 di Tenuta di Fessina ‘A Puddara, del quale ho già parlato in occasione di Sicilia en Primeur e il Bianco ’10 di Nerina di Girolamo Russo, dedicato da Giuseppe a sua mamma Nerina.

Tra i rossi tante conferme e qualche piacevolissima novità: l‘Etna Rosso ’08 N’Anticchia di Paolo Caciorgna è una moltitudine di profumi al naso ed al palato e mi convince per la solidità e la persistenza, mentre il Nerello Mascalese ’08 di Terre di Trente sottile e ricco all’olfatto, ha un bellissimo caleidoscopio gusto di lunghi rimandi fruttati e speziati. Cinque conferme di gran levatura  sono l’Etna Rosso Doc Feudo ’08 di Girolamo Russo dal coerente ed elegante spettro olfattivo e dal lunghissimo sorso, l’Etna Rosso Doc Archineri ’09 Pietradolce dai profumi profondi e pieni e dalla beva ricca di materia e l’Etna Rosso Doc ’08 Quota 600 di Graci caratterizzato dalla silhouette aromatica particolarmente sfaccettata, l’Etna Rosso Doc ’08 Tenuta di Fessina che coniuga finezza di profumi e timbro gustativo inconfondibile e Etna Rosso Doc Guardiola ’09 Tenuta delle Terre Nere dal frutto giovane e dal tannino di gran fattura.

Ha un netto carattere distinguibile l’Etna Rosso Doc Don Michele ’08 Moganazzi dal naso e dalla bocca  piena di frutto, spezie e balsamo, mentre è di sottile viva freschezza il Vino di Anna ’08 dell’enologa australiana trapiantata in terra etnea.

Il Passopisciaro ’08 è  ricco all’olfatto di frutto, spezie e liquirizia, al gusto dispiega il suo grande spessore. I quattro speciali diversi Cru di Franchetti sono di millesimo ’10: il Rampante di Solicchiata deriva da vecchie vigne di Nerello Mascalese a piede franco ad oltre mille metri di altezza, mostra ampie note floreali e fruttate di ciliegia, lampone e mineralità, lo Sciaranuova nasce tra gli 800 ed i 950 metri, al gusto si mostra un po più sottile, il Chiappemacine di più bassa altitudine, intorno ai  550 metri mostra già buona sapidità, mentre il Porcaria prodotto tra i 700 e gli 800 metri è particolarmente concentrato di vive ciliegia e lamponi. Tutti sebbene ancora giovani mostrano grandi potenzialità e lo stile dell’Etna.

Leggi altri articoli di Luigi Salvo: Le contrade 2008Le Contrade 2009 Le Contrade 2010  –    DEVINIS  Un Brindisi sotto l’ombra del Vulcano

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Lo straordinario territorio dell’Etna ed i vini che da esso derivano sono da qualche anno sotto i riflettori proprio per l’unicità dei prodotti, figli di un “terroir” dalle particolari condizioni pedoclimatiche. Sono ormai parecchie le eccellenze che ho avuto in questi anni il piacere di menzionare (leggi, leggi ed ancora leggi), ma oggi voglio soffermarmi in particolare su un gruppo di vignaioli.

A Catania nel lontano 1435 un gruppo di viticoltori dell’Etna costituì un’associazione la “Maestranza dei Vigneri”, che si proponeva di diffondere e mettere in pratica le migliori norme di coltivazione della vigna sul vulcano. Dopo quasi seicento anni, oggi i Vigneri sono un gruppo di viticoltori etnei che si sono raggruppati attorno all’enologo Salvo Foti e che si propongono di fare vitivinicoltura di gran qualità nel rispetto dell’ambiente, attraverso sistemi non invasivi, rispettando le tradizioni dei propri antichissimi vitigni, senza apportare stravolgimenti in vigna ed in cantina dettati da logiche di omologazione commerciale.
La filosofia che li guida prevede il rispetto del territorio e della sua storicità, il recupero dei vitigni locali ed il reimpianto graduale nei vigneti ultracentenari nei punti nei in cui vi sono le mancanze.

Si preoccupano di svolgere la vendemmia a mano in un periodo abbastanza freddo tra Ottobre e Novembre, questo rende possibile la vinificazione senza l’utilizzo di termocondizionamento e lieviti selezionati, ed avviene in botti e tini di legno, aggiungendo solo piccolissime percentuali di solforosa. L’affinamento ed i travasi sono effettuati nel rispetto delle  fasi lunari e l’imbottigliamento avviene solo nel momento in cui il vino lo richiede. Il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio ed il Carricante del territorio Etneo hanno una loro precisa identità ed in un periodo nel quale non si contano più in ogni parte d’Italia i vini fotocopia privi d’identità ed anima, questi sono assolutamente un grande valore da preservare. 

Wine Reality Web Tv: I Vigneri gruppo di viticoltori dell’Etna, interviste a Rosanna Romeo del Castello e Salvo Foti

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le-contrade-delletna-ii-edizione-blogUn paesaggio inconsueto per la fine di Marzo sull’Etna, infatti Domenica 22 Marzo 2009 a quota 750 metri s.l.m. una nevicata di primavera ha imbiancato i vigneti e reso magica l’atmosfera di questa seconda edizione del tasting dei vini delle varie contrade dell’Etna. I produttori ospitati da Andrea Franchetti nella sua Passopisciaro sono stati ben 47 del comprensorio tra Linguaglossa, Randazzo, Castiglione, per presentare i loro vini non ancora imbottigliati dell’annata ’08 insieme ad alcuni di annate precedenti. 

Questo straordinario territorio che è l’Etna è ormai in fermento da un pò di tempo, vecchie vigne sono ritornate in produzione con un vero e proprio recupero di antichi vigneti i quali godono, nelle diverse contrade, dell’apporto di terreni di diversa composizione e possono esprimersi a differenti altitudini. In tutta sincerità questi vini da Nerello Mascalese e Cappuccio mi emozionano, hanno grandissime potenzialità e se è pur vero che quest’uve hanno una certa somiglianza con il francese Pinot Nero, la loro nota differenziale è data dal “terroir”, grazie al vulcano che ha creato il substrato di coltivazione ricco di sali minerali a composizione lavica. Le caratteristiche pedoclimatiche  date dal caldo sole e dalle grandi escursioni termiche stagionali e giornaliere donano alle uve qualità organolettiche di primissima grandezza. I Nerelli sull’Etna sono coltivati dai 300 metri s.l.m. fino ai 1100, il sistema d’allevamento adottato è quello antichissimo ad alberello con densità di viti che può variare da 6.000 fino a 12.000 ceppi per ettaro nei vigneti più antichi.

L’evento promosso da Andrea Franchetti, produttore di origine romane che in Toscana dà vita a  grandi vini e che in Sicilia è stato il motore della riscoperta enologica dell’Etna con il suo pluri premiato Passopisciaro, è stato ancora più riuscito dello scorso anno sia  per la presenza di colleghi giornalisti che come me dopo il tasting siracusano di Sicilia en Primeur non hanno perso l’occasione di salire sull’Etna per questa illuminante degustazione comparativa dei vini delle varie contrade sia per pubblico che malgrado il tempo inclemente è accorso numeroso. luigi-salvo-e-andrea-franchetti-3-350

Nella postazione dei vini Passopisciaro c’è Erika Tribaldi che amabilmente li mesce e ne tesse le lodi, incontro Andrea Franchetti visibilmente soddisfatto e, presentandomi una produttrice laziale che è appositamente arrivata per apprezzare i Nerelli, mi dice: “Sono contento che i produttori possano confrontarsi tra loro, che esperti, enologi ed anche produttori di altre zone italiane siano entusiasti dei vini che questo territorio può dare”, ha perfettamente ragione, d’altronde era il risultato che si era prefisso quando ha pensato questa manifestazione.

Passopisciaro 2007 I.G.T. Sicilia Nasce da diversi vigneti antichi posti a varie altitudini dagli 800 metri s.l.m fino a 1110 s.l.m., quest’annata ’07 nel bicchiere ha un colore rubino trasparente, naso intenso di grande eleganza, con frutto polposo, spezie, macchia mediterranea, balsamo e liquirizia. Al palato di grande eleganza e spessore, lo trovo di viva freschezza con avvolgente frutto in morbidezza che leviga il tannino nella lunga persistenza aromatica intensa. Assaggio anche le annate ’08 dei vari vigneti Sciaranuova e Feudo di Mezzo e un primo blend d’insieme, le premesse gustative sono di tutto rispetto per il vino che nascerà.

Tanti gli altri vini di gran livello che ho testato: quelli dell’azienda che da sempre valorizza il territorio etneo, Benanti, le interessanti annate ’07 e ’08 di Tenuta delle Terre Nere, Cottanera, Biondi, l’Etna di Barone di Villagrande, ma voglio descrivervi le migliori assolute novità e giovanissime conferme.

tenuta-di-fessina-silvia3Tenuta di Fessina Musmeci 2007 D.O.C. Etna Rosso  Chi lo produce è Silvia Maestrelli, toscana, ha acquistato terreni sull’Etna a Rovitello, nasce per mano dell’enologo Federico Curtaz, l’etichetta è dedicata al signor Musmeci colui che ha curato le vigne di oltre ottanta anni dal quale deriva che si trovano a 670 metri s.l.m. su terreno sabbioso ricco di scheletro e cenere vulcanica, la densità d’impianto è di 8000 ceppi per ettaro. L’annata ’07 è la prima annata di produzione e sarà imbottigliata a giugno, la assaggio alla cieca nel tasting di “Sicilia en Primeur” e la risento l’indomani alle “Contrade”: vivo colore rubino, naso con eleganti note di rosa, ciliegia, amarena sotto spirito, lieve vaniglia e tabacco scuro. La bocca è fresca e poliedrica, minerale dalla nobile trama tannica. L’annata ’08 ha fatto solo un mese dei 15 da passare in legno, è di viva freschezza sia al naso che in bocca, una gran bella materia, con ottima corrispondenza gusto-olfattiva nella persistenza aromatica intensa.
 
contrade-delletna-2009-terrre-di-trente-4506Terre di Trente 2007 I.G.T. Sicilia I belgi Trente Hargrave e Filip Kesteloot producono il loro vino da un ettaro di vigneto in contrada Mollarella di Linguaglossa da vigne di oltre 50 anni a 400 s.l.m. e da due ettari di oltre 80 anni a 800 s.l.m. in contrada Verzella a Castiglione di Sicilia. Ottima conferma la ’07 elegante e di spessore, naso fresco e variegato, rosa, marasca, ribes, note mentolate e di tabacco, bocca piena con tannini compatti.

 Vivera 2008 D.O.C. Etna Rosso  Etna ’08 prima annata di produzione, il vino dovrà ancora fare altri sei mesi di legno, ma già adesso mostra finezza al naso con impatto floreale e fruttato,  mirtilli, fragole di bosco, polposa e fresca ciliegia, note di speziatura e leggera vaniglia, in bocca l’appena accennata morbidezza lascia spazio alla freschezza del frutto ed alla mineralità.

contrade-delletna-2009-graci-31Quota 600 Graci 2007 D.O.C. Etna Rosso  Le vigne di Alberto Graci sono a Passopisciaro ad un’altitudine tra i 600 e 1.000 s.l.m. con una densità tra i 6.000 ed i 10.000 ceppi per ettaro, una parte dei vigneti è impiantata a piede franco, cioè senza portainnesto. I terreni di coltivazione d’origine vulcanica sono bruni, ricchi di scheletro, franco sabbiosi, ricchi di ferro e ad alto contenuto d’azoto. Altra grande conferma, il Quota 600 annata ’07 sarà commercializzato ad Ottobre, ma già adesso è intrigante: colpisce per finezza ed eleganza olfattiva, un ventaglio che dal floreale al fruttato passa poi a ritorni balsamici, vaniglia e liquirizia. Bocca profonda e complessa di lunga persistenza.

Vigo 2008 Fattorie Romeo del Castello D.O.C. Etna Rosso  Chiara Vigo di Romeo del Castello presenta il vigo ’08, seconda annata di produzione. Nel bicchiere ha un colore rubino con riflessi porpora, il naso è pieno di sentori floreali di rosa, fruttati di ciliegia, marasca, eucalipto e speziatura. La beva è tutta freschezza e mineralità, i tannini ancora in evoluzione sono di pregevole spessore, chiude lungo nel frutto carnoso.

Tanti, davvero tanti, i vini interessanti, tutti espressione unica di un territorio che sembra essere destinato ad essere la punta di diamante dell’isola.

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