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Posts Tagged ‘migliori rossi di sicilia’

L’edizione 2019 di Vinitaly appena conclusa, come già da qualche anno, è stata la migliore di sempre, sia in termini di numeri che di organizzazione, 4.600 aziende, 130 in più dell’anno scorso, 100mila metri quadrati espositivi netti, 125mila presenze da 145 nazioni, in aumento la qualità ed il numero dei buyers esteri accreditati che quest’anno registrano un + 3% per un totale di 33 mila presenze.

L’analisi della Sicilia al Vinitaly
E’ costante la crescita qualitativa dei vini siciliani delle oltre 180 cantine siciliane quest’anno presenti tra padiglione 2, FIVI, Vinitalybio ed alte inserite in varie aree, ma l’aspetto importante da sottolineare è, che in generale, i vitigni che danno origine ai vini sono sempre più valorizzati rispettando le loro caratteristiche nel bicchiere, la giusta strada intrapresa già da qualche anno inizia a dare buoni frutti, anche se qualche voce fuori dal coro ancora persiste.

Ho assaggiato bianchi più centrati, nei quali la giusta acidità è sorretta da adeguata struttura, insomma sembra che la smania di fare vini freschissimi, beverini e tutti uguali stia finendo in archivio.

E’ l’anno dei vini rosati, da tutti i vitigni e zone della Sicilia, dai colori flebili a quelli più intensi, dai più profumati a quelli più strutturati.
I rossi giovani tutto frutto sono sempre più precisi ed accattivanti, quelli con qualche anno in più evidenziano sempre meno legno ed equilibrio.

Il vigneto Sicilia è ricco di una moltitudine di vitigni, ecco oggi le percentuali dei più diffusi: i Catarratti, riuniti in un’unica varietà, hanno una presenza complessiva di circa il 33% della superficie vitata regionale, il Nero d’Avola il 16% circa, il Grillo 7,5% circa, l’Inzolia il 5,5% per cento, il Syrah 5% circa, lo Chardonnay 4,25% circa.

L’imbottigliato delle Denominazioni vede in testa la Doc Sicilia che oggi conta 388 aziende e più di 7mila viticoltori, nel 2018 ha registrato una crescita del 173% rispetto all’anno precedente, con 80,5 milioni di bottiglie, un trend dei primi mesi del 2019 che si proietta verso i 100 milioni entro la fine dell’anno.
Trend di crescita del 5,4 per cento pure per la Doc Etna con 3,6 milioni di bottiglie nel 2018 contro i 3,4 dell’anno precedente. Flessione per l’Igt “Terre Siciliane” che nel 2018 registra circa 127 milioni di pezzi confezionati (bottiglie e confezioni alternative) contro i circa 172 milioni del 2017.

Ecco i 25 vini più interessanti tra nuove etichette e nuove annate in varie tipologie. Sono esclusi dalla scelta i vini dell’area del Consorzio Etna Doc, ai quali dedicheremo un focus dopo “Contrade dell’Etna” del 14 e 15 aprile.

Gli assaggi sono elencati in ordine di tipologia, aziende ed annate.

SPUMANTI

– Fazio Grillo Brut (Tp),
un fresco metodo charmat pieno di sensazioni floreali di margherite bianche, fruttate di pera, pesca, susina bianca, dall’assaggio piacevolmente agrumato.

Giacomo Funaro e il suo Extra Brut
Sorprendente il Funaro Metodo Classico Extra Brut (Tp) per finezza ed eleganza, naso ricco di sensazioni di crosta di pane, fruttate di pesca e ananas, il sorso è cremoso e pimpante.

BIANCHI

Carmelo Bonetta durante il tasting di Lalùci
– Splendida espressione del Baglio del Cristo di Campobello Lalùci Grillo 2018 (Ag), dal bicchiere nette sensazioni di mela, melone bianco, salvia, note agrumate e minerali, l’assaggio è ricco di frutto e spezie con lunga scia fresco/sapida.

Renato de Bartoli a sx mostra la bottiglia di Munriali, a dx Giovanni Chiaramonte
– Presentato al Vinitaly 2019 il Baglio di Pianetto Munriali Catarratto-Inzolia Doc Monreale 2018 (Pa), bell’olfatto variegato di glicine e ginestra, pesca e pepe bianco. Coerente al gusto, ha finale denso e persistente.

– Castelluccimiano Miano Catarratto 2018 (Pa), fresca espressione varietale del vitigno fra frutto e belle note minerali, è intenso e lungo al palato.

–  Centrato il Cusumano Shamaris Grillo 2018 (Pa), inebria con olfatto di origano, pesca bianca, susina e agrumi, bocca piena intensa e persistente.

– Cva Canicattì Aquilae Bio Grillo 2018, naso varietale di ginestra, pera, pesca gialla e note erbacee, bello il sorso vibrante e persistente.

Da sx Sergio, Federica, Bruno e Marco Fina con il loro Kebrilla Grillo
– Intenso e pieno al naso ed in bocca il Fina Kebrilla Grillo 2018 (Tp), naso di tiglio, pesca gialla, salvia, pepe e agrumi, in bocca è fresco ed avvolgente.

– Ottima performance per il Fondo Antico Grillo Parlante 2018 (Tp), effonde ginestra, pera e pesca bianca, pepe, macchia mediterranea e ritorni agrumati, all’assaggio è vibrante di lunga scia sapida.

Achille Alessi con il suo Suliccenti Grillo
– Terre di Giurfo Suliccenti Grillo 2018 (Rg),
freschi aromi di zagara, di mela e pera, erbe aromatiche e fieno. Bocca piena e coerente equilibrata da adeguate note caloriche.

ROSATI

Antonio Rallo posa con la bottiglia di Sul Vulcano Etna Rosato
– Debutto al Vinitaly per Donnafugata Sul Vulcano Etna Rosato 2018 (Ct) da nerello mascalese, fresco al naso di rosa e glicine, fragoline di bosco, pompelmo rosa e salvia, lungo il sorso teso e minerale.

Mario di Lorenzo con il nuovo vino rosato creato dall’enologo Tonino Guzzo
– Feudo Disisa Grecu di Livanti 2018 (Pa), nuovo rosato ottenuto da nero d’avola, profuma di muschio, fragola, ciliegia e menta, bella la bocca dinamica e lunga.

Annamaria Sala con la nuova bottiglia Rosa dei Venti
– Altro nuovo vino rosè il Tenuta Gorghi Tondi Rosa dei Venti Rosato 2018 (Tp) da nerelllo mascalese, olfatto di glicine e zagara, ciliegia, fagolina e lime, assaggio di freschezza e mineralità.

Tenute Lombardo Fiore Nero Rosato 2018 (Ag), nero d’avola d’altitudine dall’olfatto di ciliegia rossa e ribes e mentuccia selvatica, sorso piacevolmente fresco e salino.

ROSSI

– Valle dell’Acate Belli Folli Nero d’Avola 2018 (Rg), intenso olfatto di ciliegie, lamponi e pepe nero, corrispondente alla beva è di grandissima bevibilità.

Stefano Caruso e il suo Perricone Bio
– Caruso & Minini Naturalmente Bio Perricone 2017 (Tp),
l’essenza de vitigno, fresco di frutti rossi, lamponi, mirtilli, ciliegie rosse, belle note speziate, dal sorso pieno che riempie il palato.

Luna Sicana A Zita Cu Zitu 2017 (Ag), nero d’avola tutto frutto e piacevolezza, bouquet fresco di ciliegie e more, di muschio e spezie. L’entrata in bocca è di viva spalla acida e deliziosa vena salmastra finale.

Planeta Cerasuolo di Vittoria Classico Dorilli 2016 (Rg), effonde pregevoli sensazioni di rosa rossa, mirtillo, amarena, carruba, tabacco e spezie dolci. Tonico ed avvolgente al gusto, si allunga saporito.

Andrea Annino con il Cersuolo di Vittoria
– Valle delle Ferle Cerasuolo di Vittoria 2016 (Ct), piace il suo olfatto disposto su eleganti sensazioni di rosa rossa, iris, avvolte da note polpa di ciliegia, prugna e pepe nero. Bocca sinuosa e godibile.

-Cantine Barbera Ciàtu Alicante Doc Menfi 2016 (Ag), affascinante e poliedrico di lamponi e amarene, macchia mediterranea e spezie scure, assaggio succoso di gran personalità tra morbidezze e asperità fino al lungo finale.

– Bellissima performance per Alessandro di Camporeale Kaid Syrah 2015 (Pa), evoca al naso profumi d’amarena, mora, cacao, chiodi di garofano, pepe nero in grani e burro salato. Bocca di gran spessore tra spezie e dolcezza del frutto.

Fabio Sireci con la sua Selezione Vrucara
– Il Feudo Montoni Nero d’Avola Vrucara 2014 (Ag) ha naso particolarmente variegato tra rosa rossa, ciliegia nera, amarena, prugna, sensazioni di cannella, liquirizia e cioccolato. Classico il suo procedere alla gustativa tra eleganza e lunga persistenza

– Tasca d’Amerita Rosso del Conte 2014 (Pa), nero d’avola e perricone giocano in casa con olfatto sfaccettato di mora, amarena spezie dolci, liquirizia, e balsamo. Ingresso al palato pieno e fresco, dal fine tannino e dall’allungo da gran vino.

LIQUOROSI

– Intorcia Marsala Vergine 1980 (Tp), dal bicchiere pura magia, sentori eterei ed intensi di miele di sulla, fichi secchi, cacao, erbe aromatiche, scorze di agrumi e datteri, tabacco dolce, radice di liquirizia. Palato ampio, profondo ed equilibrato, con lunghissimi persistenti richiami olfattivi.

– Florio Marsala Superiore Semisecco Ambra Donna Franca Riserva (Tp), inebria all’olfatto con lavanda, albicocca e cedro canditi, miele di castagno e mandorle caramellate, il sorso riempie il palato di rara densità e freschezza.

 

 

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