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Posts Tagged ‘tenuta di fessina’

Splendida serata quella del 10 Novembre 2011 all’Osteria dei Vespri nel cuore del centro storico di Palermo nel corso della quale i vini di Tenuta di Fessina di Silvia Maestrelli e Federico Curtaz hanno incontrato i piatti dello chef Alberto Rizzo, l’unione d’ eccellenze di vino e cibo ha donato piacevolissime emozioni sensoriali. Di questo interessante ristorante palermitano e della passione dei fratelli Rizzo ho avuto già modo di scrivere (vedi qui), l’utilizzo di materia prima di gran qualità prevede tradizionali prodotti del territorio con contaminazioni settentrionali, un continuo rinnovamento fatto di ricerca e personalità dei piatti.

La cena si è aperta con un antipasto: Tartare di manzo con menta fresca, pepe rosa, pinoli tostati e maionese alla senape con crocchetta di besciamella e carne alla noce moscata, sia il trito di carne crudo alla menta che presentava una deliziosa componente aromatica sia la sfiziosa crocchetta fritta si sono perfettamente sposati con la freschezza del Carricante Etna BiancoA Puddara 2009 fermentato in botte grande di rovere. Prima ancora degli unanimi riconoscimenti ottenuti da tutte le guide, già lo scorso Marzo avendolo assaggiato in anteprima a Sicilia en Primeur lo avevo definito un fuoriclasse (vedi qui).

Federico Curtaz ci racconta al tavolo: “Fin dall’inizio della nostra avventura sull’Etna, avevamo il grande desiderio di misurarci con un Carricante in purezza. Ci mancava il vigneto, ma adesso, fortunatamente, lo abbiamo trovato. Un vigneto ad alberello di 40 anni sospeso sulle pendici dell’Etna ad un’altezza di 900 metri slm, tutto a terrazze”. A Puddara nel bicchiere è luminoso paglierino carico,  effonde intense sensazioni di ginestra, fresche di mela verde e pera, note minerali, pietra focaia  L’ acidità e la sapidità si spalleggiano a vicenda in una lunga chiusura. 

Si è rivelato in abbinamento perfetto anche per i due piatti successivi. Di gran impatto cromatico le Quenelle di baccalà mantecato, peperoni, patate capperi di Salina e cialda di riso nero, un piatto efficace nel quale la deliziosa crema di peperone si è integrata con il pesce. Inebriante il profumo dei porcini in padella serviti con il  risotto al basilico con mozzarella di bufala, sotto il riso ricco di un intenso verde vi era inoltre un cuore di crema degli stessi funghi. Con quest’ultima preparazione è stato proposto in abbinamento anche il Laneo 2010 Nerello Cappuccio, dal naso vivo di viola, ciliegia, amarena e piacevoli note mentolate e dalla beva ricca di gioventù ed innata eleganza, con bella chiusura frutto/sapida.

E’ la volta del Saltimbocca al prosciutto di suino nero leggermente affumicato, scalogni glassati e spinaci a vapore che non eccedo se definisco perfetto, la sapiente cottura della carne e l’armonia globale del piatto meritano il Musmeci 2008 da Nerello Mascalese. Silvia Maestrelli accompagna con lo sguardo la sua prima creatura che viene versata nei bicchieri, il Musmeci è, infatti, il primo vino con il quale insieme a Federico ha dato vita al progetto siciliano. Vino di stoffa dal fulgido e trasparente colore rosso rubino, la girandola di profumi è fine e piacevolmente variegata  con note di rosa, ciliegia, amarena sotto spirito, suadente vaniglia, cannella, tabacco scuro e soffi balsamici. Al palato è fresco e minerale, dalla fine trama tannica di perfetta corrispondenza gusto-olfattiva. Da sempre un Nerello che mi entusiasma.
Si chiude con il dolce: Cru di cioccolato Michel Cluizel, la sua mousse, zabaione al Marsala, e amaretti, ananas caramellato e profumo di menta, un piatto dai profumi intensi e dal gusto profondo, ingentilito dal prezioso ananas al caramello.
A fine cena il quadro finale si delinea a chiare tinte: l’impegno e la passione uniti alla ricerca della qualità pagano sempre, sia nel cibo che nel vino, donando intense e pregevoli caratteristiche sensoriali che per il cronista è un vero piacere poter sottolineare.

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L’ottava edizione di Sicilia en Primeur ha permesso ai giornalisti di assaggiare oltre 350 vini di tutte le zone vinicole dell’isola, un panorama enologico variegato e dalle matrici profondamente diverse. Le 37 aziende Assovini che hanno partecipato all’edizione di quest’anno, in generale cercano di applicare una costante ricerca in vigna ed in cantina, si rinnovano per stare al passo con i tempi, propongono vini di nuova concezione che però mantengono uno stretto legame con il territorio e la sua storia. Il segreto è ottenere la piacevolezza di beva e nello stesso tempo la riconoscibilità dei vitigni d’origine nel bicchiere.

WINE REALITY Web TvSicilia en Primeur la parola ai produttori 

  

Nel corso dell’intenso lavoro di tasting i bianchi della vendemmia 2010 hanno mostrato grandissime potenzialità da tutti i vitigni ed in particolare dagli autoctoni Catarratto, Grillo e Carricante. Anche diversi internazionali, con in testa lo Chardonnay, hanno evidenziato meno concentrazione e legnosità proponendosi più freschi e di fruttuosità. Nei rossi la riduzione delle concentrazioni e la maggior finezza gustativa sono ormai ben presenti nella maggior parte dei vini, sia dagli autoctoni Nero d’Avola e Nerello Mascalese, che dagli internazionali, fra i quali emerge il Syrah. Ecco i 10 vini più interessanti:

Che l’uva Catarratto oggi dia vini di livello ho avuto la costanza di sottolinearlo più volte. Ha bell’espressività il Catarratto Isula ’10 di Caruso & Minini, pieno all’olfatto ed al gusto degli aromi tipici del vitigno. Le uve Grillo raccolte al giusto grado di maturazione e vinificate con le moderne tecnologie donano vini veramente piacevoli e godibili, il Grillo Mozia ’10 di Tasca d’Almerita è affascinante al naso e perfettamente corrispondente all’assaggio. Tra i tanti Carricante dell’Etna, tutti di buon livello, mi piace definire un fuoriclasse il Carricante A’ Puddara ’09 di Tenuta di Fessina, in uscita nel prossimo mese di Giugno, fermentato in botte grande evidenzia viva freschezza, pienezza e mineralità, è pronto a sfidare il tempo. Lo Chardonnay Haermosa ’09 di Masseria del Feudo, originariamente nato tutto in barriques, è nuovo sia nel metodo produttivo (70% acciaio 30% barriques) sia nell’elegante veste grafica dell’etichetta, un internazionale di giusta complessità, espressione piacevole vicina alle richieste del mercato. Tra i vini rossi, il vitigno principe siciliano Nero d’Avola delle bottiglie delle aziende Assovini, che certamente sono tra le più attente nel panorama siciliano a produrlo rispettando la matrice originaria del vitigno, riesce a dare interessantissime espressioni; al naso ed in bocca è particolarmente fresco ed accattivante proposto in unione con il Frappato nel SP68 Rosso ’09 di Arianna Occhipinti, un vero prodotto di territorio e di personalità. E’ un Nero d’Avola tutto frutto, amarena, ribes, mora, puntellato da note di cuoio e cioccolato Lu Patri ’08 Baglio del Cristo di Campobello, pieno di freschezza e struttura. Espressione complessa il Nero d’Avola 3 Carati ’06 di Avide nel quale il frutto tipico del vitigno si unisce a sensazioni speziate dolci, minerali e di giusta vaniglia in un lungo finale. Il particolare ed unico terroir dell’Etna svetta nel Nerello Mascalese in purezza Quota 600  ’08 di Graci, ricco al naso ed al palato di note eleganti di mora, amarena, menta selvatica e speziatura dolce. Mi è particolarmente piaciuto per le sue caratteristiche peculiari tipiche del vitigno coltivato in terra isolana, il Syrah Kaid ’08 di Alessandro di Camporeale, fresco e morbido all’olfatto ed al sorso, una perfetta miscellanea di frutto e spezie. Tanti, davvero tanti, i vini dolci di gran freschezza e bevibilità, fra tutti mi entusiasma in modo particolare il Moscato della Torre ’09 Marabino, Doc Moscato di Noto elegante ed intenso di fiori di zagara, pesca gialla, miele d’acacia, note agrumate, in bocca fresco e rotondo. A voi adesso la scelta e  l’assaggio.

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Nel delizioso Shalai Resort di Linguaglossa Lunedì 12 Luglio si è svolta la splendida serata di presentazione dei vini di Silvia Maestrelli, i siciliani di Tenuta di Fessina ed i toscani di Villa Petriolo, magistralmente abbinati ai piatti preparati dallo chef Giovanni Santoro hanno espresso un raffinato connubio apprezzato da circa quaranta partecipanti tra giornalisti di settore, esperti e semplici appassionati. In un’atmosfera piacevolmente conviviale si sono degustati in sequenza dieci vini, Federico Curtaz, agronomo ed enologo, con passione ne ha spiegato la nascita, Silvia Maestrelli ha affidato a me il compito di descriverli organoletticamente.

WINE REALITY Web Tv: Report video con intervista a Silvia Maestrelli 

 

La produzione toscana proviene da Tenuta di Petriolo situata nelle colline a soli 40 km da Firenze, si estende su una superficie di oltre 160 ettari, suddivisi fra vigneti (14 ettari), oliveti (13 ettari), frutteti e boschi. Le vigne sono ad un’altitudine compresa fra i 150 e 200 metri con terreni di medio impasto e sassosi, le varietà coltivate sono Sangiovese, una piccola percentuale di Colorino e Merlot per la produzione dei vini rossi, Malvasia, Trebbiano Toscano e San Colombano per la produzione di Vin Santo del Chianti. La produzione siciliana deriva da tre diversi siti: le vigne dell’Etna di Contrada Rovitello a 650 mt. s.l.m., 7 ettari ad alberello con Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante e Minnella, a Segesta in provincia di Trapani si trovano le vigne dello Chardonnay, mentre nella val di Noto le vigne del Nero d’Avola.

S’inizia con lo Chardonnay Tenuta di Fessina Se ’08, abbinato a un gustosissimo formaggio Piacentino ennese fritto in tempura con aspic al pomodoro verde e basilico. Questo vino proviene dai vigneti del territorio trapanese di Segesta, 5 ettari impiantati nel 2000 con esposizione nord/ovest a 700 mt. s.l.m., è agile e piacevolmente complesso, dal colore giallo paglierino, che esprime al naso note di fiori d’arancio, agrumi, frutta tropicale ed in bocca spicca per il suo nerbo fresco sapido. Alla millefoglie di pasta croccante con carpaccio d’oca affumicato al timo e rosa di melone giallo in guazzetto profumato, è abbiniato il Canaiolo Villa Petriolo L’Imbrunire ’09 affinato 8 mesi in cemento vetrificato. Vino molto godibile, è rubino trasparente con riflessi porpora, svela un naso vinoso con toni fruttati di ciliegia e lampone, al gusto la sua arma vincente è la freschezza di beva.

Con arancinetto di quaglia fritto alle erbette e ovetto sodo su canapè di frolla salata al pistacchio è in abbinamento il Nero d’Avola Ero ’09 Tenuta di Fessina. Il vitigno principe siciliano qui è interpretato con leggiadria, è rosso rubino con evidenti note porpora, al naso marasca, mora e spezie, al palato acidità con tannini misurati, un vino di lunghezza.

E’ la volta dell’ultimo nato siciliano il Nerello Cappuccio Laneo ’09 Tenuta di Fessina che assaggiamo con carnaroli al fiore di zucchina e capocollo croccante con mantecatura al taleggio fresco. Il Cappuccio in purezza mostra sottile finezza gusto-olfattiva, si caratterizza per il naso di piccoli frutti rossi sfumati da sentori floreali e spezie. Impasto gustativo di viva spalla acida e tannino ben espresso.

Il Chianti Villa Petriolo ’08 è un vino centrato, rosso rubino, esprime all’olfatto piccoli frutti rossi, humus, muschio, note di grafite. Al gusto ha ottima spalla acida con tannino presente, lo abbiamo provato in abbinamento con tortello di pasta fresca ripieno con mousse di melanzane, petali di pomodorini al basilico e briciole di ricotta.

L’Etna Doc Erse ’08 Tenuta di Fessina sprigiona aromi eleganti di rosa canina, note di ciliegia, prugna fresca, spezie. Di notevole presa alla beva, ha tannino di fine estrazione ed una precisa continuità che mette in relazione naso e bocca, vino femminile molto piacevole, si è sposato ottimamente con zuppetta fredda di pomodorini e arance con cornucopia di pane alle olive e ricotta al forno.

Il Chianti Rosae Mnemosis ’08 Villa Petriolo ha esaltato con le sue caratteristiche il piatto di carpaccio di vitellina affumicata al rosmarino con tagliatelle di verdure croccanti e vinagrette all’agrodolce, rosso rubino con note evidenti porpora, al naso effonde piacevoli sensazioni di ciliegia e mora matura, spezie e foglie secche, in bocca pervade di freschezza e di piacevoli ritorni di frutto e spezie.
Il Filet mignon di maialino nero dei Nebrodi in crosta di frutta secca su tortino di patate e cipolle rosse si è perfettamente integrato con l’Etna Doc Il Musmeci ’07 Tenuta di Fessina, vino elegante e di grande personalitàdal vivo colore rubino, ha spettro olfattivo che spazia dalle note di rosa, a quelle di ciliegia ed amarena sotto spirito, fino alla vaniglia ed al tabacco scuro. La bocca è fresca e poliedrica, minerale, dalla nobile trama tannica.

IGT Toscana Golpaja ‘06 Villa Petriolo è rosso rubino con lievi riflessi granati, frutta rossa al naso, mora, ciliegia nera, ricordi balsamici. Corposità ed equilibrio marcano l’assaggio, lunga chiusura di morbidezza e toni fruttati. Perfetto con la scaloppina d’anatra scottata al burro profumato con riduzione d’aceto balsamico  e misticanza alle erbette di campo.

Ha chiuso la batteria dei vini il Vin Santo del Chianti ’04 Villa Petriolo, dal colore ambrato e dal naso ottimamente espresso, di nocciola al miele e note vanigliate. L’ingresso in bocca è avvolgente e vellutato, chiude con finale godibile in crescendo gustativo. Con bavarese ghiacciata alla mentuccia frasca e vaniglia con frolla al cioccolato medicano e gocce di Miele all’arancia rossa.

Sono così trascorse tre bellissime ore tra vini intriganti e piacevoli abbinamenti a preparazioni che ne hanno esaltato le caratteristiche. E’ stato sicuramente particolare questo tasting di vini prodotti in due diverse regioni, da differenti vitigni e terroir ma con la stessa filosofia aziendale. I vini toscani ed i siciliani, diversi tra loro, hanno mostrato punti in comune evidenziando eleganza, finezza e rispetto del vitigno originario. Nella serata dello Shalai Resort il vino ed il cibo si sono esaltati a vicenda mostrando due comuni denominatori di fondamentale importanza: materia prima di gran qualità e rispetto della sua trasformazione. Vado via pienamente sodisfatto con due vini che permangono più degli altri nella memoria Il Musmeci ed il Golpaja.

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