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E’ stato un bel Vinitaly quello 2012 rinnovato e corretto, quello dal calendario modificato per un pubblico più professionale, quello con un giorno in meno, quello che ha previsto per la prima volta lo spazio per i vini bio, quello apprezzato in termini commerciali dalle aziende siciliane presenti ed infine quello che con tutta probabilità l’anno prossimo riporterà in fiera chi lo aveva disertato. E’ stato il mio ventiquattresimo Vinitaly, certamente tra i più piacevoli per svariati ed innumerevoli motivi. Il padiglione Sicilia si è presentato ben ordinato ed organizzato, unico neo lo spazio riservato ai vini dell”Etna, brutto a vedersi ed estremamente inadeguato per questo strardinario territorio, con dei piccolissimi box dedicati ad ogni singola cantina, tanti produttori hanno manifestato la loro delusione. 
Ecco le tante novità interessanti assaggiate.

L’azienda Funaro, in provincia di Trapani rinnova le sue etichette, debutta e convince a pieno il Pinzeri ‘11 da uve Grillo, fresco e sapido, prodotto in sole 6000 bottiglie. Giacomo Funaro mi fa assaggiare in anteprima il Metodo Classico da uve Chardonnay, ancora senza etichetta e non in commercio, molto piacevole e suadente.

Baglio del Cristo di Campobello presenta la nuova versione di Adenzia Bianco ’11 Grillo e Inzolia, Carmelo Bonetta spiega la scelta del nuovo blend che vede l’Inzolia al posto dello Chardonnay con un’azzeccata e precisa voglia di valorizzazione del vitigno Inzolia. Nel bicchiere il vino è di grande appeal, con note varietali d’entrambi i vitigni, gran freschezza e lunga scia di lunghezza.

Nuova elegante veste grafica anche per l’azienda di Antonella Brugnano con le nuove annate del Kue ’11 Inzolia e Viognier e Naisi ’10 da Nero d’Avola e Tannat, entrambi ricchi di frutto e di precisa personalità. Nuovo il passito Alquimia da uve Moscato, acacia, fiori di zagara, albiccoca sciroppata, viva freschezza e dal tenore alcolico contenuto.

Nuovi millesimi e nuove etichette, graficamente più importanti che tendono a valorizzare la qualità dei vini, per l’azienda marsalese Caruso & Minini in due  autoctoni, il Grillo Timpune ’11 esempio di grande espressione del vitigno, ed il Perricone Sachia ‘10 la cui fruttosità e riconoscibilità del vitigno lo pongono tra i vini più unici del panorama siciliano.

Tra le nuove aziende siciliane presenti al Vinitaly certamente quella che più mi ha convinto è Baglio dei Fenicotteri, il territorio è quello vocato di Noto, il proprietario Giuseppe Squasi trasmette con le sue parole tutto l’amore per la sua terra e l’impegno nel produrre il vino. Assaggio Floreo ’10 Inzolia con piccole percentuali di Moscato dal panorama olfattivo ben presente e freschezza di beva. Il Cala’Mpisi ’08 è Doc Eloro Pachino, un bel Nero d’Avola teritoriale, con frutto e spezie in primo piano e lungo finale. Il Respensa ’07 è il Nero d’Avola top affina 8 mesi in barriques e 2 anni in bottiglia, gran ventaglio olfattivo di razza, corpo pieno e vellutata trama tannica, un Nero d’Avola che farà parlare di sè. Chiudo con Primo Amore ’08 Passito Doc Noto, carezzevole dolcezza.

L’azienda Di Prima di Sambuca di Sicilia che produce un bellissimo Syrah il Villamaura ’08, presenta i nuovi Grillo del Lago ’11 fresco e sapido di frutto ed erbe aromatiche ed il Gibilmoro ’10 da uve Nero d’Avola fresco di frutto e di gran trama tannica destinato a durare nel tempo.

L’azienda Disisa di Monreale (Palermo) nelle nuove annate evidenzia una continua crescita qualitativa frutto dell’impegno della proprietà e della mano dell’enologo Tonino Guzzo. Lo Chardonnay ’11 Daliah, dalla nuova etichetta, è particolarmente pieno e dalla beva succosa. Centratissimo il Nero d’Avola ’10 di violetta, marasca e spezie che invogliano al nuovo sorso.

Nello stand dell’azienda Fondo Antico di proprietà della famiglia Polizzottii, i cui tereni sono nel comprensorio trapanese, chiacchero piacevolmente con Lorenza Scianna mentre mi fa assaggiare tutti vini che cura personalmente. Conferma di livello per la versione ’11 del Grillo Parlante con leggero restyling dell’etichetta, di gran frutto e bevibilità il rosato da Nero d’Avola Aprile ’11, rose, lamponi, lievi note speziate, abbinabilità a tutto tondo.

Planeta, oltre le novità del territorio Etneo con lo Spumante Metodo Classico da uve Carricante ed il primo Nerello Mascalese in purezza in prossina uscita, compie un restyling delle etichette de La Segreta ’11 Bianco e Rosso e del Rose ‘11 da uve Syrah, particolarmente ciliegioso al naso ed in bocca, con veste acida prorompete.

Altra cantina, che da poco si è affacciata sul mercato, ma che è in grado di offrire vini certamente di grande interesse, è Lombardo del territorio di Catanissetta i cui vigneti si trovano in collina a 600 m. s.l.m.. Il Catarratto ’11 è  fresco e sapido di grande carattere, il Nero d’Avola ’09 chiamato Nero d’Altura è un’ottima espressione del vitigno principe siciliano, Eimi ’08 è il Nero d’Avola affinato in barriques, dal ventaglio olfattivo ampio conquista al palato per concentrazione e corrispondenza gusto-olfattiva. In ultimo Passa di Nero è un Nero d’Avola appassito sulla pianta, fresco dal dolce equilibrato.

Che il Catarratto possa dare grandi espressioni ormai è risaputo, se non ne siete ancora convinti assaggiate il Catarratto ’11 di Feudo Montoni, agro di Cammarata (Agrigento). Fabio Sireci è soddisfatto dell’intera gamma dei suoi vini che presenta al Vinitaly, ma questo bianco insieme al Vrucara ’09 intensa espressione del cru di Nero d’Avola aziendale sono i fiori all’occhiello.

Marabino si trova nella zona sud orientale della Sicilia in val di Noto nelle contrade “Buonivini” e “Barone” del comprensorio DOC ‘Eloro & Noto’. Pier Paolo Messina  s’impegna a condurre l’aziende in regime biologico e biodinamico. Ho il piacere di assaggiare le annate ’11 (etichette provvisorie) di due vini senza aggiunta di solfiti, il Don Pasquale da uve Nero d’Avola che esprime senza alcun filtro le sue peculiari note di viola, marasca, ciliegia e speziatura al naso ed in bocca, ed il Don Paolo Nero d’Avola con il 15% di Cabernet Franc di medesima freschezza con note leggermente più scure. L’Archimede ’09 è il Nero d’Avola cru aziendale, di gran frutto e dalle grandi potenzialità evolutive. L’ultimo vino è un fuoriclasse il Moscato della Torre ’10 Doc Noto, freschezza, suadenza, eleganza.

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Ricevo un comunicato stampa dall’azienda Planeta che riguarda un’iniziativa molto interessante: nasce: “l’almanacco della vendemmia 2010”,  ovvero il racconto fotografico della vendemmia sul popolare social network facebook. Si tratta di una serie di fotografie scattate e postate man mano che procede il raccolto, ognuna inserita con dei semplici commenti da Chiara e Francesca Planeta, Patricia Toth, enologa con una grande passione per la fotografia ed Alessio Planeta, realizzate con lo spirito di un backstage.

Il comunicato recita “La vendemmia è un rito che si ripete ogni anno sempre uguale e sempre diverso.  Cambia il clima, cambiano le persone e i colori, ma non le emozioni e le tensioni per tutti noi. Sarà un racconto di persone al lavoro, di mosti, di uve, che da Sambuca di Sicilia e Menfi si sposta verso Noto, poi a Vittoria, per finire a ottobre sull’Etna. Circa 70 giorni, dallo Chardonnay al Carricante, attraverso profumi, sapori e colori sempre diversi. La vendemmia è appassionante ma anche lunga. Quest’anno è iniziata il 16 agosto e terminerà a fine ottobre. Una splendida primavera con piogge cadenzate e un giugno/luglio particolarmente freschi hanno contribuito a preparare la vigna al meglio con una vendemmia iniziata circa 10 giorni più tardi del solito”.

I Planeta da sempre sono una fucina di idee, un cantiere in continua evoluzione, anche questa nuova iniziativa dedicata a tutti coloro che amano il mondo del vino è significativa e degna di nota.Su Facebook, alla pagina di Planeta Winery
http://www.facebook.com/profile.php?id=1006035566

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Il tradizionale appuntamento della degustazione ufficiale di Vinitaly organizzat0 dalla rivista Civiltà del Bere in collaborazione con Verona Fiere quest’anno è stato quanto mai entusiasmante, dal titolo “le Blue Chips del vino Italiano” ha visto sotto i riflettori le etichette  più premiate in assoluto dalle guide e dalle più importanti riviste di settore del mondo. Duecento selezionati degustatori di diverse nazionalità hanno partecipato all’evento che si è svolto nella grande sala Argento del Palaexpo del Vinitaly e che ha visto sfilare uno dietro l’altro dodici autentici fuoriclasse.  L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni con il capo redattore di Civiltà del Bere Alessandro Torcoli ad accogliere i partecipanti al tasting e con il direttore Pino Kail che da perfetto conduttore ha introdotto ogni produttore ed il suo pluripremiato vino.  

Wine Reality Web Tv:  GUARDA LO SHORT-VIDEO DEL GRANDE TASTING 

Anche per chi è abituato ad assaggiare tantissimi vini nel corso dell’anno è sempre una grande emozione testare una sequenza di campioni come quella di questo particolare tasting, ognuno dei dodici vini è stato presentato personalmente dal produttore con un’emozione particolare, quella che un padre prova parlando del suo figlio più amato. Ecco la sequenza dei campioni degustati, due vini bianchi e dieci vini rossi: 

Planeta Cometa, Sicilia Igt 2008 – Menfi (Agrigento) Fiano 100% E’ tra i vini bianchi del Sud Italia più interessanti, lo presenta il suo ideatore Alessio Planeta, con orgoglio racconta che il vino è frutto di sperimentazione su cloni di Fiano provenienti dalla zona di Salerno impiantati a Menfi su suoli calcarei argillosi che donano al vino importanti sensazioni di aromaticità e permettono la giusta struttura, ideale per una lunga evoluzione in bottiglia. In particolare, afferma Alessio,  il Cometa annata 2001 si è dimostrato il vino migliore prodotto dall’azienda Planeta nella sua storia. L’annata ’08 pluripremiata, nel bicchiere mostra bellissimo bouquet olfattivo ed in bocca è di gran piacevolezza fresco-sapida con lungo finale persistente. 

Cantina Tramin Nussbaumer, Gewurztraminer AltoAdige Doc 2008 – Termeno (Bolzano) Trentino-Alto Adige, Gewurztraminer 10o%. William Sturz direttore tecnico della cantina spiega come i grappoli di Gewurztraminer del maso di Sella di Termeno siano particolarmente curati e raccolti in sequenza frazionata nel perfetto momento di maturazione, il vino sosta esclusivamente in acciaio, ha ottenuto 92/100 da Wine Advocate, ha bellissimo naso di fiori, frutta intensa e spezie con beva di grande freschezza e di ritorni minerali.

Falesco Montiano, Igt Lazio 2007 – Montecchio (Terni) Umbria – Merlot 100%. Riccardo Cotarella è il papà del Montiano con grande orgoglio presenta il “campione  di famiglia”, le selezionate uve di Merlot provengono dai terreni in località San Pietro a Montecchio ed esaltano le caratteristiche del territorio. Nel bicchiere trovo un naso poliedrico che si esprime con sentori di frutti di bosco in confettura, note di liquirizia, erbe aromatiche e mentolate.  Bocca morbida e lunga, godibilissimo.

Harmonium, Nero d’Avola Igt Sicilia 2007 – Paceco(Trapani) Sicilia  – Nero d’Avola 100% L’ Harmonium è il vino che ha reso celebre l’azienda Firrriato, Vinzia Novara Di Gaetano da oltre dieci anni è il volto della cantina, le sue parole sono un’esaltazione della Sicilia che vuole crescere qualitativamente. Premiato da tutte le guide di settore l’annata ’07 ha naso di intensa frutta rossa matura, tabacco e spezie mentolate. In bocca è opulento e di lunga fresca chiusura frutto-minerale.

Lungarotti Rubesco Vigna Monticchio, Torgiano Rosso Riserva Docg 2005- Torgiano (Perugia) Umbria  – Sangiovese 70%, Canaiolo 30% Teresa Severini agronomo ed enologo che si occupa dell’azienda dal 1992 è tra le fondatrici dell’associazione Le Donne del Vino, presenta il suo Rubesco ’05. Nasce nei terreni argillosi e sabbiosi della Collina di Brufa dove si trova la Vigna Monticchio di 12 ettari, è vino di grande impatto olfattivo con frutti scuri, spezie dolci, tabacco, erbe aromatiche. Piacevole al palato con rotondità caratterizzata da viva freschezza. 

Mastroberardino Radici, Taurasi Docg 2005 – Atripalda (Avellino Campania) – Aglianico 100% Il Radici  ha ottenuto riconoscimenti da tutti gli opion leader italiani e stranieri, lo introduce Piero Mastroberardino. I vigneti di circa dieci anni di età si trovano a Montemarano a Mirabella Eclano, l’Aglianico ha fatto 18 mesi di barriques. Ha olfatto straordinariamente piacevole e complesso, ho riconosciuto in sequenza: sentori di prugna, ciliegia, note di tabacco, sensazioni di humus e deliziosa vaniglia. In bocca è dalla struttura compatta, dal tannino elegante e dalla lunga fresca chiusura.

Cantina Santadi Terre Brune , Carignano del Sulcis Superiore Doc 2005 – Santadi (Carbonia-Iglesias) Sardegna  – Carignano 95%, Bovale sardo 5% La Cantina Santadi è nel cuore del Sulcis, zona Sudoccidentale della Sardegna. Antonello Pilloni ne è Presidente dal lontano 1976 ed è l’ispiratore ed il divulgatore dei vini dell’azienda. Il vino proviene da  antichi vigneti ad alberello ancora franchi di piede, mostra inebriante olfatto di ribes rosso, cannella, pepe nero, note vanigliate. Carezza il palato con tannino perfettamente estratto e lunga persistenza.

Allegrini Amarone della Valpolicella Classico Doc 2005 – Fumane di Valpolicella (Verona) Veneto – Corvina veronese 80%, Rondinella 15%, Oseleta 5%  Marilisina Allegrini è responsabile del marketing dell’azienda di famiglia, che si estende per circa cento ettari nella zona collinare all’interno della Valpolicella. Vino scuro ma luminoso, mi entusiasma il naso di mora, spezie, liquirizia, cacao ed ampie note vegetali. Strutturato e di notevole eleganza, chiude fresco e persistente.

Fontodi Flaccianello delle Pieve, Igt Colli dell’Italia Centrale 2006 – Panzano in Chianti (Firenze) Toscana – Sangiovese 100% La casa vinicola Fontodi è nel cuore del Chianti Classico, Giovanni Manetti è il proprietario insieme al fratello Marco. Straordinari i riconoscimenti ottenuti da questo vino, tra i quali spicca il 99/100 Wine Spectator. Colore rubino scuro, emozionante il naso di fresca mora, spezie, bacche di eucalipto, cuoio ed accelerazioni balsamiche. Al palato è profondo, complesso, con tannini fitti, dona un lunghissimo finale di freschezza e sapidità. 

Ornellaia, Bolgheri Superiore Doc 2006 – Bolgheri (Livorno) – Cabernet S. 56%, Merlot 27%, Cabernet F. 12%, Petit Verdot 5% La zona di Bolgheri è tra le zone più interessanti e note dell’Italia enologica. L’azienda Ornellaia è di proprietà della Famiglia Frescobaldi, ed è proprio Ferdinando Frescobaldi Presidente di Tenuta Ornellaia che introduce la degustazione del vino. L’annata ’06 ha ottenuto 95/100 Wine Spectator e 97/100 Wine Advocate. L’inverno piovoso, le calde giornate di primavera e l’estate non particolarmente calda hanno portato le viti a produrre grappoli più piccoli del solito. Il naso  mi appare prismatico, mora, frutti selvatici in confettura, tabacco, liquirizia, fresche sensazioni vegetali. La bocca avvolgente raccoglie tannini sinuosi ed è tonica nel lungo finale.

San Guido Sassicaia, Bolgheri Sassicaia Doc 2006 – Bolgheri (Livorno) – Cabernet S. 85%, Cabernet F. 15% Il Sassicaia è stato il primo grande bordolese prodotto su terreno italiano, padre ne è stato Mario Incisa della Rocchetta, nato negli anni cinquanta la prima annata commercializzata è stata 1968. Mostra palpitanti ricchi sentori olfattivi floreali, fruttati e speziati, ampia trama balsamica. In bocca elegante, mostra volume e spessore gustativo, espandendosi con un tannino a maglie fitte ed una freschezza di lunghezza.

Antinori Tignanello, Igt Toscana Rosso 2006 – Firenze Toscana – Sangiovese 85%, Cabernet S. 15%, Cabernet F. 5% Il Marchese Piero Antinori presenta il suo Tignanello, la famiglia da venticinque generazioni produce vino tra la Toscana e l’Umbria, oggi possiede ben 1400 ettari di vigneti. Quest’annata si è accontentata dei 93/100 Wine Spectator, sprigiona al naso in abbondanza profumi di amarene e ciliegie in confettura, spezie scure, cuoio, vaniglia con un finale di ricordi minerali. L’articolato bouguet si ripropone in bocca, con un bell’equilibrio di morbidezza, freschezza e fine massa tannica.

Alla fine di questa intensa degustazione che ha visto in sequenza tutti i più importanti vini italiani, tanti i volti soddisfatti tra i partecipanti italiani e stranieri,  un’occasione davvero imperdibile.

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Ho ricevuto un comunicato stampa molto interessante, riguarda un’iniziativa che mi fa particolarmente piacere diffondere. Le aziende Planeta e Tasca d’Almerita ospitano insieme in Sicilia la prima scuola Italiana di potatura della vite, con il patrocinio dell’Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste. Ideata dai tecnici friulani, Marco Simonit  e Pierpaolo Sirch, si propone di insegnare ai viticoltori a prevenire le malattie del legno e allungare il ciclo di vita della vite
L’obiettivo è di recuperare l’antico mestiere del potatore che, come un chirurgo, decide il destino della vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta, che  permettono addirittura di raddoppiarne l’età, nonché di ridurre considerevolmente i costi in vigna. Un nuovo mestiere antichissimo, quello del potatore, che ora riacquista nuova dignità e apre ai giovani interessanti prospettive nel settore della green economy.
La scuola è il risultato di un lungo lavoro che Simonit  e Sirch hanno iniziato vent’anni fa e che li ha portati a mettere a punto un nuovo metodo di potatura  “soffice”, con radici nella tradizione, che preserva la vite dal precoce deperimento a cui si è assistito negli ultimi anni. Il loro lavoro ha anche un’interessante valenza ambientale, dato che preserva il paesaggio agrario italiano, varissimo, ed oggi a rischio di omologazione a causa delle colture intensive.
Il corso si articolerà in due fasi:
 
INVERNO. Lezioni di potatura secca.  18/20Ffebbraio 2010 presso la Cantina ULMO  – Azienda PLANETA – a Sambuca di Sicilia

PRIMAVERA. Le lezioni di potatura verde. Mese di Maggio nella Tenuta Regaleali  – Azienda TASCA D’ALMERITA a Sclafani Bagni
La data sarà definita sulla base dell’andamento climatico della stagione primaverile
 
PLANETA. Potatura secca (giorni 2,5)
Giovedi 18/02
Ore 9.00 Incontro presso la Cantina Planeta ULMO in Sambuca di Sicilia
Ore 9/12 Teoria: Elementi di base di Fisiologia della vite con il Prof. E. Peterlunger, doc Viticoltura Università di Udine. Corso di potatura. Il GUYOT con Marco Simonit e Massimo Giudici – Preparatori d’Uva
Ore 12/13 Break e light lunch a cura dell’azienda
Ore 13/17 Pratica in vigneto. Aspetti pratici della Potatura “soffice” riferiti alle due fasi principali, allevamento e produzione
Venerdì 19/02
Ore 9.00 Incontro presso la Cantina Planeta ULMO
Ore 9/12 Teoria: Corso di potatura: il CORDONE SPERONATO con Marco Simonit e Massimo Giudici – Preparatori d’Uva
Ore 12/13 Break e light lunch a cura dell’azienda
Ore 13/17 Pratica in vigneto. Aspetti pratici della Potatura “soffice” riferiti alle due fasi principali, allevamento e produzione
Sabato 20/02
Ore 9.00 Incontro presso la Cantina Planeta ULMO
Ore 9/12 Test di verifica in campo e consegna dei diplomi

TASCA D’ALMERITA. Potatura verde (giorni 1,5)
Si terrà nel mese di maggio in date da definirsi. Tenuta Regaleali

Giorno 1 Ore 9/12 Corso di scelta dei germogli. Pratica: Aspetti pratici della scelta dei germogli partenti riferiti alle due fasi principali – allevamento e produzione – su Guyot e Cordone Speronato
Giorno 2 Ore 9/12 Test di verifica in campo e consegna dei diplomi
 
Costo complessivo del Corso (Febbraio+Maggio) € 250 da pagare all’arrivo in cantina
Per informazioni ed iscrizioni   corsopotatura@planeta.it
oppure: PLANETA, Raffaella Agrati tel.091 327965

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