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La degustazione ufficiale di Vinitaly organizzata dalla rivista Civiltà del Bere in collaborazione con Verona Fiere è sempre un appuntamento di gran fascino. Quest’anno i dodici grandi vini presenti ed i loro relativi produttori sono stati “I Pionieri del Made in Italy”, ovvero quelli che hanno fatto la storia enologica d’Italia. Duecento selezionati degustatori, tra giornalisti, bayers ed esperti di settore di varie nazionalità hanno partecipato all’evento che si è svolto come sempre nella grande sala Argento del Palaexpo del Vinitaly ed hanno avuto l’opportunità di assaggiare in sequenza dodici vini simbolo.

La degustazione è iniziata in un’atmosfera particolare per il commosso ricordo dedicato allo scomparso Pino Khail, direttore di Civiltà del Bere ed da sempre abile conduttore di quest’evento, da parte del nipote Alessandro Torcoli, al quale ha fatto seguito il direttore generale di Verona Fiere Giovanni Mantovani “ Come sempre avevamo scelto insieme il titolo di questa degustazione ed oggi vogliamo ricordare la sua innata capacità di essere sempre pioniere». Piero Antinori ha espresso in nome di tutti i produttori la stima nei suoi confronti. «Il direttore Pino Khail lascia orfano tutto il mondo del vino italiano, ha avuto l’intuizione e la capacità di riuscire a creare uno spirito di collaborazione tra i produttori. È stato per quarant’ anni al servizio del vino con eleganza e gran signorilità, siamo certi che il suo lavoro continuerà in futuro grazie all’impegno di suo nipote, una  tradizione di famiglia».

WINE REALITY Web Tv: alcuni momenti del tasting nella grande sala Argento 

  

Il tasting si è snodato a partire dal Pinot Grigio Alto Adige Doc 2010 Impronta del Fondatore di Santa Margherita, un vino prodotto esclusivamente in acciaio, ricco al naso di note floreali, fruttate di mela e di note agrumate, dalla beva fresca e sapida.  L’amministratore delegato di Santa Margherita Ettore Nicoletto racconta  «Una delle tappe importanti nella storia del vino italiano è stata segnata proprio dal nostro Pinot Grigio, circa cinquanta  anni fa al suo arrivo nei mercati degli Stati Uniti ebbe subito un gran successo. L’Aquilis, Sauvignon Friuli Aquileia Doc 2009 è stato sicuramente una sfida vinta. Gianni Zonin ha ricordato«Quando giunsi a New York con un aereo ad elica il vino italiano doveva ancora conquistarsi il mercato. Il Sauvignon Aquilis è stata la nostra scommessa friulana per dimostrare come quella di Aquileia  fosse anche una terra di bianchi». Elegante, dal naso ricco di note fruttate e dal vegetale moderato, in bocca è fresco e lungo.  Il Montiano, Igt Lazio 2007 Falesco  è un Merlot in purezza elevato 12 mesi in barriques.  Nel bicchiere ha naso profondo di confetture, grafite, felce, tabacco, ed al palato è particolarmente morbido ed elegante. E’ presentato dal suo creatore Riccardo Cotarella «La Falesco è nata nel 1979, ricordo la delusione dei primi viaggi in Usa, mi dicevano che il mio vino era senza difetti,  per me era una grandissima offesa, perché ritenevo che invece avesse personalità».

Chiara Lungarotti introduce il Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2005, Torgiano Rosso Riserva Docg , parlando con grande entusiasmo della sua terra e del suo vino «Giorgio fondatore dell’azienda insieme al suo amico Robert Mondavi s’impegnò a fondo per far conoscere agli Stati Uniti  la qualità del vino italiano». Il Rubesco è 70% Sangiovese e 30% Canaiolo fa 12 mesi di legno, ha naso dolce ed affascinante ed  in bocca è una setosa suadenza. Il Marchese Leonardo Frescobaldi racconta il suo Mormoreto, Igt Toscana 2007, mentre alle sue spalle scorrono antiche foto,  Nel 1970 si trasferisce per un lungo periodo negli Stati Uniti dove acquisisce una preziosa conoscenza dei mercati. Dal 1974 sviluppa una rete d’importatori e distributori che attualmente è presente  in circa 86 paesi nel mondo. «Essendo l’unico scapolo, fui inviato dai miei fratelli Vittorio e Ferdinando ad occuparmi dei mercati esteri, non è stato facile cambiare la mentalità degli importatori e farli passare da una visione commerciale del vino a quella individuale che valorizzasse le singole aziende di qualità». Il Marmoreto composto da Cabernet Sauvignon. 60%, Merlot 25%, Cabernet Franc 12% e Petit Verdot 3% è affinato 24 mesi in barriques. Dal bicchiere dona un’esplosione d’aromi raffinati e complessi, marasca, lampone, china, cioccolato e note mentolate. In bocca è di grandissimo registro e lunghissimo. Albiera Antinori è la maggiore delle figlie di Piero, ha presentato il Tignanello, Igt Toscana 2007 «E’  un vino che ha aperto nuovi orizzonti». Sangiovese 85%, Cabernet S. 15%, Cabernet F. 5% regala intensi aromi di amarene e ciliegie in confettura, tabacco, spezie, cuoio. Perfetta corrispondenza in bocca, con freschezza ed equilibrata morbidezza.  

Nicolò Incisa della Rocchetta parla del Sassicaia 2005, Bolgheri Sassicaia Doc Tenuta San Guido : «Nessuno prima di mio padre Mario aveva mai pensato di produrre in terra toscana un vino dal taglio bordolese, creato negli anni cinquanta, grazie all’intuizione di Giacomo Tachis che ne comprese le potenzialità evolutive, il Sassicaia, iniziò il suo percorso commerciale 1968» Composto da Cabernet Sauvignon 85% e Cabernet Franc 15% è affinato 24 mesi in barriques. Il poderoso ed elegante bagaglio odoroso è un mix di frutto, note speziate, soffi di legno e sandalo, ha bocca ricca di freschezza e tannino affusolato. Piero Mastroberardino presenta Radici 2006, Taurasi Docg, «La Mastroberardino ha 130 anni di storia, negli anni ’60 quando molti passarono a vitigni di alte rese, mio padre Antonio continuò il percorso intrapreso» Aglianico 100% affinato 24 mesi in barriques, ha naso autorevole di humus, mora, ciliegia nera, tabacco e grafite, il sorso è vivo di tannino nobile in equilibrio con calore e freschezza.  

Il Barolo Docg 2006 di Pio Cesare è presentato da Pio Boffa,«La nostra storia aziendale ha inizio con mio nonno un pioniere del Barolo, mio padre mi mandò in California a 16 anni a casa di Robert Mondavi e lì imparai molto dal punto di vista commerciale».  Questo Nebbiolo si esprime di ribes maturo, caffè, noce moscata al nas, in bocca ha tannino di gran pregio. Il Brunello di Montalcino Poggio all’Oro Riserva Docg 2004 Castello Banfi è rappresentato dall’italiano americanizzato di Cristina Mariani-May direttrice della Banfi Vintners: «Vivo negli Stati Uniti, la nostra azienda è leader nell’importazione di vini negli States, con Ezio Rivella abbiamo mandato il Brunello in tutti gli angoli del mondo» Questo Brunello Riserva nasce solo nelle grandi annate (85-86-88-90-93-95-97-99-04), la Riserva ’04 è un contenitore di terroir, profumi di sottobosco, goudron, tabacco, note mentolate. L’assaggio ripercorre la strada olfattiva, con una lunghezza fresco-sapida.

Sandro Boscaini presentando il Amarone della Valpolicella Costasera Riserva Doc 2005 Masi ha detto « L’Amarone ha la forza di essere un vino moderno dal cuore antico, è una bandiera del vino italiano, Wine Spectator lo ha definito “il gigante gentile che da illusione di dolcezza essendo un vino secco» Composto da Corvina 70%, Rondinella 15%, Oseleta 10%, Molinara5%, ha eleganza e finezza a profusione, naso di prugna, rose passite, eucalipto, vaniglia, spezie dolci perfettamente fuse. Gusto morbido di alcolicità, fitta trama tannica e spalla di viva freschezza. La chiusura del tasting è in dolcezza,  José Rallo con il suo figlio del vento, il Ben Ryé, Passito di Pantelleria Doc 2008 Donnafugata: « L’annata ’08 è la ventesima vendemmia, il mio primo Vinitaly fu quello del 1987 a quel tempo nessuno conosceva i prodotti di Sicilia, oggi il Ben Ryé lo si ritrova perfino nei fumetti dei cartoni manga giapponesi». Zibibbo 100% ha profilo olfattivo inebriante, albicocca disidratata, scorcia d’arancia candita, miele di zagara, note iodate, in bocca è una perfetta progressione di dolcezza, freschezza e sapidità. Onore ai pionieri del Made in Italy del vino.

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bianchi-immortali-blogDopo la bellissima degustazione dello scorso anno “I grandi rossi vini mito del 1997”, eccomi di nuovo nella grande sala Argento del Palaexpo del Vinitaly, dove dodici capolavori enoici bianchi italiani sono stati protagonisti dell’evento più prestigioso nell’ambito del Vinitaly 2009, organizzato dalla rivista Civiltà del Bere in collaborazione con Verona Fiere. Duecento selezionati degustatori di ogni parte del mondo hanno partecipato al tasting il cui titolo era esplicativo della grande qualità dei vini presenti nei bicchieri, “Dodici Bianchi Immortali, la splendida dozzina che resterà nella storia”. L’attenta organizzazione ha selezionato le meritevoli etichette ed ha lasciato campo libero ai produttori per la scelta dei millesimi da presentare, le annate di questi campioni spaziavano dal 2004 fino al 1987.

Per chi è abituato a testare in media un paio di centinaia di vini al mese è veramente una particolare emozione trovarsi bel bicchiere vini bianchi creati per sfidare il tempo, perfetta sintesi tra tradizione enologica, innovazione e perfezione qualitativa. L’atmosfera che si respirava  durante il tasting era quella delle grandi occasioni, le magnum sfilavano sapientemente portate da una trentina di sommeliers in alta divisa, i quali versavano grandi emozioni nel bicchiere. Una bellissima esperienza sensoriale grazie a queste dodici bottiglie preziose che i produttori hanno reperito in cantina nelle loro riserve storiche, vini che hanno conquistato i migliori giudizi nelle più importanti guide  italiane e straniere e che oggi, dopo tanti anni di stasi in bottiglia, si sono presentati al giudizio critico di una platea attenta e curiosa. Un particolare plauso va a Pino Khail direttore di Civiltà del Bere inappuntabile ideatore e conduttore di questo tasting che rimarrà a lungo nella memoria dei presenti, così come ad Alessandro Torcoli suo prezioso collaboratore. 

 

   GUARDA LO SHORT-VIDEO DEL TASTING

 

Come consuetudine dell’evento annuale tutti i vini proposti sono stati presentati dai rispettivi produttori che hanno composto un parterre d’eccellenza, ognuno di loro ha raccontato non solo la storia delle origini di ogni vino, ma anche il suo percorso sia qualitativo che emozionale. Magicamente durante gli assaggi si sono alternati momenti di silenzio a diffusi mormorii di stupore ed ammirazione per l’incredibile stato di forma di questi longevi bianchi.  

Les Cretes Chardonnay Cuvèe Bois, Valle d’Aosta Doc 2004 – Aymavilles (Aosta) Valle D’Aosta – Chardonnay 100% E’ Costantino Charrère a presentare la sua creatura, è il campione più giovane della dozzina, sono trascorsi 5 anni dalla vendemmia. Caratteristica di questo vino è l’elevazione in legno che non crea fastidiosi sentori fumosi, il colore dorato vivo fa da preludio ad un grande naso poliedrico di fiori, frutta tropicale, eucalipto, vaniglia e lieve tostatura. Al palato è fresco, nel contempo di buona morbidezza e deliziosa mineralità. 91/100

Marco Felluga Russiz Superiore Col Disore, Collio Bianco Doc 2001 – Capriva del Friuli (Gorizia) Friuli Venezia Giulia – Pinot Bianco 40%, Tocai Friulano 35%, Sauvignon 15%, Ribolla Gialla 10% Il suo produttore Roberto Felluga spiega che Col Disore è il nome di una collina del territorio di Russiz, il vino fermenta in botti di rovere da 15-30 hl, è elevato per 12 mesi sui lieviti ed un altro anno in bottiglia. L’annata che degustiamo è a 8 anni dalla vendemmia ed è straordinariamente accattivante. Dorato carico, sprigiona al naso dolce frutto e vaniglia mitigata da note scure di tostatura. L’entrata in bocca è di morbidezza ravvivata da note intense di acidità, chiude con un finale di frutto e sapidità. 93/100

Zenato Riserva Sergio Zenato, Lugana Doc 2001- San Benedetto di Lugana (Verona) Veneto- Trebbiano di Lugana 100%. Nadia Zenato con una certa emozione presenta la Riserva di famiglia, le uve particolarmente curate provengono dal Podere Massoni e sono in grado di esaltare le caratteristiche del territorio. Colore dorato carico e naso pieno di frutti gialli maturi, note burrose e sentori lignei. Bocca morbida e lunga. 90/100

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Mastroberardino More Maiorum, Fiano di Avellino Doc 2000 – Atripalda (Avellino) Campania – Fiano 100% Azienda con una storia ultracentenaria oggi vede alla sua guida Piero Mastroberardino.Il vino è un Fiano in purezza a 9 anni dalla vendemmia, vinificato in maniera classica con fermentazione in barriques è affinato sei mesi in piccoli legni di rovere di diverse provenienze. Mi colpisce il suo colore dorato di particolare brillantezza, naso d’intensità sfaccettata con note floreali ancora vive di acacia, frutti gialli e speziatura. Il palato è di gran finezza, tutte le sue componenti sono ben amalgamate, con un lungo minerale finale in cui ritornano prorompenti le note agrumate. 92/100

Produttori San Michele Appiano, Appiano Pinot Grigio Sanct Valentin, Alto Adige Doc 1998 – Appiano (Bolzano) Alto Adige – Pinot Grigio 100% Presenta il vino Hans Tenzer da oltre trent’anni alla guida di questa cantina che produce grandi vini. Questo Pinot Grigio nasce in barriques e lì è affinato per circa un anno. Ad 11 anni dalla vendemmia è straordinariamente agile, nel bicchiere giallo dorato carico, riempie il naso con profumi mielosi di frutta tropicale e speziatura, in bocca è fresco per la sua età, con bellissimi sentori burrosi e tostati.Superbo 94/100

Umani Ronchi CasaldiSerra Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc 1997 Osimo (Ancona) Marche – Verdicchio 100% Michele Bernetti è alla guida dell’azienda, rappresenta la terza generazione degli Umani Ronchi, presenta con orgoglio questa selezione di Verdicchio. A dodici anni dalla vendemmia si presenta giallo dorato carico, sentori olfattivi evoluti con anice, frutto e tostatura. Bocca piena con piacevoli note di morbida dolcezza. 89/100

Antinori Castello della Sala, Cervaro della Sala, Igt Umbria 1996 – Ficulle (Terni) Umbria – Chardonnay 80%, Grechetto 20% Come lo scorso anno un vino Antinori è introdotto da Albiera Antinori, la maggiore delle tre figlie del marchese Piero. L’annata del Cervaro che degustiamo è la 1996, le uve selezionate delle due varietà che compongono il vino sono raccolte e vinificate separatamente, la fermentazione è avvenuta in barriques di Allier e Trocains ed è rimasto sulle fecce in legno per circa 5 mesi dove ha svolto la malolattica. Colore dorato vivo, bellissimo ed intenso al naso ed in bocca, dalle note ancora fresche e dalla beva lunga, minerale e profonda. 94/100

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Planeta Chardonnay Igt Sicilia 1996 – Menfi (Agrigento) Sicilia – Chardonnay 100% Alessio Planeta è orgoglioso di questo vino bandiera dell’azienda per il suo stato di forma a 13 anni dalla vendemmia, un vino bianco siciliano che sfida il tempo. Fermentato ed affinato in barriques di Allier nuove per il 50%, permane all’interno dei legni per circa 10 mesi. Si presenta nel bicchiere dal colore dorato carico vivo, dona al naso pregevoli sentori di biancospino, zagara, albicocca, note erbacee e di vaniglia. In bocca è pieno di morbidezza e dal lungo finale minerale. 91/100

Frescobaldi Castello di Pomino, Pomino Bianco Riserva Doc 1993 -Pomino (Firenze) Toscana – Chardonnay 90%, Pinot Bianco 10% Il marchese Leonardo Frescobaldi racconta di questo bianco che degustiamo a 16 anni dalla vendemmia, maturato 8 mesi in barriques ed ha affinato ben 15 mesi prima di uscire dal castello. Nel bicchiere è cristallino, dal suadente colore giallo dorato, al naso mostra grande stoffa, il profumo è intenso ed avvolgente, con sentori di frutta gialla, anice, vaniglia e mineralità. Dal corpo ricco, elegante e persistente, mostra tutta la sua aristocrazia e grande longevità. 92/100.

Pio Cesare, Piodilei Chardonnay Langhe Doc 1993 – Alba (Cuneo) Piemonte – Chardonnay 100% Pio Boffa, quarta generazione della famiglia Pio Cesare racconta come sia stato tra i primi ad impiantare lo Chardonnay nelle langhe ed a produrre un bianco fermentato ed invecchiato in barriques. Il vino è dedicato alle donne di famiglia, nel degustarlo ho avuto l’impressione che questi 16 anni siano passati sobriamente, bellissimo il colore dorato caldo, al naso effonde note di dolcezza fatte di frutto, spezie e balsamicità. Al gusto mostra ancora freschezza, legno non prevaricante sui ritorni fruttati e minerali. 94/100

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Folonari Cabreo La Pietra, Igt Toscana 1987 – Greve in Chianti (Firenze) Toscana – Chardonnay 100% Ambrogio Folonari da cinquanta anni alla guida delle aziende di famiglia introduce questo Chardonnay fermentato ed affinato in barriques, che udite udite ha sulle spalle ben 22 anni. Incredibile lo stato di grazia di questo bianco, un mormorio di ammirazione pervade la sala, colore giallo dorato brillante, classe e finezza inondano il bicchiere, frutta tropicale matura, nocciola, burro e miele, note lignee dosate. In bocca è pieno, fresco e sapido di infinita lunghezza. Da applausi. 95/100

Ferrari F.lli Lunelli, Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, Trento Doc 1997 – Trento Trentino – Chardonnay 100% Mauro Lunelli dal 1970 è responsabile della produzione e della qualità della cantina di famiglia, racconta che ha creato questo vino da selezionate uve cresciute nel Maso Panizza a 600 mt di altitudine. Nel bicchiere dal bellissimo colore giallo paglierino con riflessi dorati, si apre al naso d’intensità e fragranza, con note floreali, varietali del vitigno, sentori di miele e vaniglia. In bocca è di gran freschezza, con ritorni fruttati e vanigliati, di gran persistenza gusto-olfattiva. Bellissimo 94/100

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Alla fine di questo straordinaria degustazione, i commenti in sala tra chi ha avuto il piacere di potere testare i vini si protraggono lungamente, si formano gruppetti che coinvolgono anche alcuni produttori che esprimono le loro impressioni su tutti i vini in degustazione. Nel pomeriggio ho in programma alcuni assaggi presso alcuni stands di aziende, testerò solo rossi, impossibile non farlo dopo questa tale dozzina di inarrivabili bianchi.

Per tutte le altre foto dell’evento vai su:  http://xoomer.virgilio.it/luigisalvo/art_308%20i%20dodici%20bianchi%20immortali%20di%20luigi%20salvo.htm

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