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Guide di settore o concorsi enologici? Quale lo strumento più veritiero ed efficace? Con l’arrivo della primavera inizia il periodo dei grandi concorsi enologici internazionali, i più importanti vedono in gara migliaia di campioni, dispongono di un quadro normativo chiaro e trasparente ed indubbiamente  nel corso degli anni hanno dimostrato la loro valenza quale strumento promozionale per le aziende vinicole. Tra i più noti il Concorso Mondiale di Bruxelles, l’ IWC di Vienna, il Challange International du Vin di Bourdeaux, il Berliner Wine Trophy di Berlino, il Decanter Awards, il concorso del Vinitaly, la Selezione del Sindaco. Per un’azienda poter fregiarsi della medaglia d’oro o d’argento ottenuta in uno dei concorsi enologici patrocinati dall’OIV(Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino), significa poter vantare un’assoluta certificazione di qualità e con essa più facilità nel veicolare il proprio prodotto sui mercati mondiali.

Molti produttori, anche se affermati e sicuri della qualità intrinseca dei loro prodotti, partecipano senza timori ai concorsi, ma un dubbio ci attanaglia perchè altri pur largamente incensati dalle guide di settore sono restii nel farlo? Potrebbe essere per caso che alcuni di questi hanno visto trionfare i loro vini con giudizi guidaioli altissimi magari non in maniera del tutto meritata ed hanno un certo timore di veder giudicato il proprio vino alla cieca ed in modo anonimo da commissioni composte di fior fiore di degustatori? Giusto per essere chiari nei concorsi tutti i vini sono degustati alla cieca, l’etichetta non influenza il giudizio del punteggio finale, il vino del piccolo vignaiolo assolutamente sconosciuto ha quindi la possibilità di essere giudicato dalle commissioni esattamente allo stesso modo di quello di una notissima cantina e può, se il suo prodotto ha grande valenza, aggiudicarsi una prestigiosa medaglia al pari di un noto produttore. E’ evidente che invece il vino della blasonata cantina rischia di fare una gran figuraccia se il vino non è all’altezza ottenendo un punteggio basso.

Dunque, posso garantire essendo personalmente da anni in commissione in tanti concorsi enologici internazionali, che solo i vini davvero meritevoli sono premiati. Le guide hanno certamente il loro valore, anche in questo settore opero da diverso tempo però non posso sottacere il vero problema, alcune hanno nel corso degli anni totalmente perso la loro attendibilità continuando a mischiare il giudizio dei vini con le pagine di pubblicità e se il consumatore meno attento non se ne accorge l’importatore di turno certamente si.

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