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E’ stata una degustazione particolare, a tratti emozionante, quella proposta da “Civiltà del Bere” al Vinitaly 2012 dal titolo “Di Padre in Figlio, il passaggio generazionale nelle grandi famiglie del Vino”. Vinitaly ha fotografato il primo vero passaggio generazionale che stanno vivendo le aziende vinicole dell’età moderna, attraverso una ricerca qualitativa commissionata all’Ispo e presentata da Renato Mannheimer. E’ indubbio che nelle aziende vinicole il cambio di gestione è un momento molto delicato, dai padri ai figli cambiano le strategie, le idee, le scelte. Le nuove generazioni immettono nuova linfa alle aziende, informatizzano, rispettano l’ambiente, comunicano più dei loro padri e lo fanno attraverso nuove metodologie, guardano al mercato globale con più semplicità ed immediatezza.

L’indagine, compiuta attraverso interviste a genitori e figli di numerose imprese familiari del vino italiano e a 4 economisti, Guido Corbetta, Università Bocconi; Claudio Devecchi, CERIF- Università Cattolica; Carlo Carboni, Università Politecnica delle Marche; Salvatore Carrubba, Iulm, ha rivelato vantaggi e debolezze di un valore familiare d’impresa che nel vino si esprime concretamente con gran parte del fatturato annuo (10 mld) in dote ad aziende storiche. Secondo la rivista americana “Family Business” nel mondo 6 aziende familiari tra le 10 più anziane sono italiane ed il settore del vino è quello nel quale il fenomeno è più largamente espresso.

«Gli economisti intervistati , ha detto Renato Mannheimer, ritengono il comparto una sorta d’eccezione che si distingue da tutti gli altri settori in modo molto positivo. Se, infatti, in generale con la generazione dei figli si perde coraggio, abilità e spirito di sacrificio, nel comparto vinicolo prevalgono saggezza, buon senso e continuità. Specie le donne, che oggi rappresentano una voce sempre più autorevole del business enologico, sono molto apprezzate per artigianalità, autenticità e creatività». Non mancano però, secondo gli economisti, alcuni limiti, individuati soprattutto nel rischio storico di avere una proprietà forse troppo invadente e onnipresente, con pochissime deleghe lasciate ai manager esterni.

WINE REALITY Web Tv: alcuni momenti del tasting nella grande sala Argento 

 

Dalle interviste ai protagonisti emerge la positività del passaggio in corso tra i vecchi ‘patriarchi buoni’ e i nuovi ‘manager con l’anima’ che non vogliono entrare in Borsa, ma anche la complessità del fenomeno in atto. Più sereni, e romantici i padri, che hanno ‘tracciato la strada’, più ‘stressati’ invece i figli, la cui ‘investitura’ è in alcuni casi anche ‘drammatica’. Ma a decretare il successo finale del cambio, che è comunque basato su identità e valori comuni, sono gli economisti: ‘I padri hanno inventato il prodotto, i figli sanno commercializzarlo’ ma anche i padri, secondo i quali ‘I ragazzi hanno aperto le finestre e fatto circolare aria nuova, hanno visione internazionale, sono a casa in tutto il mondo’.

Durante il tasting riservato, alla stampa di settore, sei importanti Case produttrici hanno raccontano come hanno nel modo migliore affrontato il “passaggio di testimone” attraverso la voce di due generazioni a confronto. A coordinare l’incontro il direttore di Civiltà del bere Alessandro Torcoli. La generazione dei padri ha presentato il vino che ha segnato un vero cambiamento per la propria epoca. I figli hanno proposto l’etichetta che li ha visti impegnati per la prima volta

Ecco le aziende i 12 protagonisti e i loro 12 vini:

CHIARLO: Michele Chiarlo e Stefano Chiarlo
La Court, Barbera d’Asti Superiore Nizza Docg 2009; Montald, Albarossa Monferrato Doc 2009.

ARGIOLAS: Franco Argiolas e Valentina Argiolas
Argiolas Turriga, Igt Isola dei Nuraghi 2007; Iselis Rosso, Igt Isola dei Nuraghi 2010

FERRARI: Mauro Lunelli e Marcello Lunelli
Giulio Ferrari, Riserva del Fondatore Trentodoc 2001; Tenuta Castelbuono, Sagrantino di Montefalco Docg 2006

ANTINORI: Piero Antinori e Alessia Antinori
Tignanello, Igt Toscana 2004; Le Mortelle – Botrosecco, Igt Maremma Toscana 2009

ZONIN: Gianni Zonin e Domenico Zonin
Acciaiolo, Igt Toscana 2007; Deliella, Igt Sicilia 2005

DONNAFUGATA: Giacomo Rallo e Josè Rallo
Mille e una Notte, Contessa Entellina Doc 2006; Ben Ryé, Passito di Pantelleria Doc 2009

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