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Posts Tagged ‘civiltà del bere’

E’ con grande dispiacere che apprendo la scomparsa di uno dei pionieri della comunicazione del vino, si è spento, a 83 anni, Pino Khail, da sempre uomo di giornalismo, di marketing e pubblicità, fondatore, a metà degli anni ’70, della rivista “Civiltà del Bere”, una delle testate storiche dell’enologia italiana. Ho avuto modo di conoscerlo ed apprezzare le sue doti di eleganza e signorilità, di discrezione e profonda conoscenza dell’universo del vino. Da diversi anni partecipo alla grande degustazione ufficiale di Vinitaly da lui organizzata e condotta e  mi hanno sempre colpito la particolare sobrietà e precisione fuori dal comune con le quali intratteneva gli oltre 200 presenti all’importante evento annuale. Con lui ho anche trascorso alcuni giorni di una “Sicilia en Primeur” di qualche anno fa, durante i quali ricordo mi disse ” Sono un ottantenne che ha ancora voglia di toccare con mano questo splendido mondo del vino e riesco ancora ad emozionarmi.” Il mio sentito cordoglio alla famiglia ed in particolare ad Alessandro Torcoli, suo nipote che da tempo lo affiancava nella conduzione  della testata.

Pino Khail è stato membro dell’Accademia italiana della vite e del vino, sommelier ad honorem dell’Associazione italiana Sommeliers e consigliere dell’Italian Wine & Food Institute di New York. Per la sua attività ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero e, tra questi, il premio Dalmasso, la Targa d’oro dell’Associazione enotecnici italiani e, a Parigi, il titolo di Commandeur dell’Association Internationale des Maîtres Conseils en Gastronomie Française, al Vinitaly di Verona il prestigioso Premio Morsiani, in Piemonte il Malligand d’Oro, il Premio Paisan Vignaiolo della Confraternita de la Bagnacauda e tra gli ultimi in ordine di tempo, alla V edizione di Enopolis, il Premio “Sicilia Terra di Vino” e in occasione dell’evento “Anteprima Novello 2008”, un riconoscimento ufficiale per il trentennale contributo dato alla valorizzazione e promozione del vino italiano.

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Il tradizionale appuntamento della degustazione ufficiale di Vinitaly organizzat0 dalla rivista Civiltà del Bere in collaborazione con Verona Fiere quest’anno è stato quanto mai entusiasmante, dal titolo “le Blue Chips del vino Italiano” ha visto sotto i riflettori le etichette  più premiate in assoluto dalle guide e dalle più importanti riviste di settore del mondo. Duecento selezionati degustatori di diverse nazionalità hanno partecipato all’evento che si è svolto nella grande sala Argento del Palaexpo del Vinitaly e che ha visto sfilare uno dietro l’altro dodici autentici fuoriclasse.  L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni con il capo redattore di Civiltà del Bere Alessandro Torcoli ad accogliere i partecipanti al tasting e con il direttore Pino Kail che da perfetto conduttore ha introdotto ogni produttore ed il suo pluripremiato vino.  

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Anche per chi è abituato ad assaggiare tantissimi vini nel corso dell’anno è sempre una grande emozione testare una sequenza di campioni come quella di questo particolare tasting, ognuno dei dodici vini è stato presentato personalmente dal produttore con un’emozione particolare, quella che un padre prova parlando del suo figlio più amato. Ecco la sequenza dei campioni degustati, due vini bianchi e dieci vini rossi: 

Planeta Cometa, Sicilia Igt 2008 – Menfi (Agrigento) Fiano 100% E’ tra i vini bianchi del Sud Italia più interessanti, lo presenta il suo ideatore Alessio Planeta, con orgoglio racconta che il vino è frutto di sperimentazione su cloni di Fiano provenienti dalla zona di Salerno impiantati a Menfi su suoli calcarei argillosi che donano al vino importanti sensazioni di aromaticità e permettono la giusta struttura, ideale per una lunga evoluzione in bottiglia. In particolare, afferma Alessio,  il Cometa annata 2001 si è dimostrato il vino migliore prodotto dall’azienda Planeta nella sua storia. L’annata ’08 pluripremiata, nel bicchiere mostra bellissimo bouquet olfattivo ed in bocca è di gran piacevolezza fresco-sapida con lungo finale persistente. 

Cantina Tramin Nussbaumer, Gewurztraminer AltoAdige Doc 2008 – Termeno (Bolzano) Trentino-Alto Adige, Gewurztraminer 10o%. William Sturz direttore tecnico della cantina spiega come i grappoli di Gewurztraminer del maso di Sella di Termeno siano particolarmente curati e raccolti in sequenza frazionata nel perfetto momento di maturazione, il vino sosta esclusivamente in acciaio, ha ottenuto 92/100 da Wine Advocate, ha bellissimo naso di fiori, frutta intensa e spezie con beva di grande freschezza e di ritorni minerali.

Falesco Montiano, Igt Lazio 2007 – Montecchio (Terni) Umbria – Merlot 100%. Riccardo Cotarella è il papà del Montiano con grande orgoglio presenta il “campione  di famiglia”, le selezionate uve di Merlot provengono dai terreni in località San Pietro a Montecchio ed esaltano le caratteristiche del territorio. Nel bicchiere trovo un naso poliedrico che si esprime con sentori di frutti di bosco in confettura, note di liquirizia, erbe aromatiche e mentolate.  Bocca morbida e lunga, godibilissimo.

Harmonium, Nero d’Avola Igt Sicilia 2007 – Paceco(Trapani) Sicilia  – Nero d’Avola 100% L’ Harmonium è il vino che ha reso celebre l’azienda Firrriato, Vinzia Novara Di Gaetano da oltre dieci anni è il volto della cantina, le sue parole sono un’esaltazione della Sicilia che vuole crescere qualitativamente. Premiato da tutte le guide di settore l’annata ’07 ha naso di intensa frutta rossa matura, tabacco e spezie mentolate. In bocca è opulento e di lunga fresca chiusura frutto-minerale.

Lungarotti Rubesco Vigna Monticchio, Torgiano Rosso Riserva Docg 2005- Torgiano (Perugia) Umbria  – Sangiovese 70%, Canaiolo 30% Teresa Severini agronomo ed enologo che si occupa dell’azienda dal 1992 è tra le fondatrici dell’associazione Le Donne del Vino, presenta il suo Rubesco ’05. Nasce nei terreni argillosi e sabbiosi della Collina di Brufa dove si trova la Vigna Monticchio di 12 ettari, è vino di grande impatto olfattivo con frutti scuri, spezie dolci, tabacco, erbe aromatiche. Piacevole al palato con rotondità caratterizzata da viva freschezza. 

Mastroberardino Radici, Taurasi Docg 2005 – Atripalda (Avellino Campania) – Aglianico 100% Il Radici  ha ottenuto riconoscimenti da tutti gli opion leader italiani e stranieri, lo introduce Piero Mastroberardino. I vigneti di circa dieci anni di età si trovano a Montemarano a Mirabella Eclano, l’Aglianico ha fatto 18 mesi di barriques. Ha olfatto straordinariamente piacevole e complesso, ho riconosciuto in sequenza: sentori di prugna, ciliegia, note di tabacco, sensazioni di humus e deliziosa vaniglia. In bocca è dalla struttura compatta, dal tannino elegante e dalla lunga fresca chiusura.

Cantina Santadi Terre Brune , Carignano del Sulcis Superiore Doc 2005 – Santadi (Carbonia-Iglesias) Sardegna  – Carignano 95%, Bovale sardo 5% La Cantina Santadi è nel cuore del Sulcis, zona Sudoccidentale della Sardegna. Antonello Pilloni ne è Presidente dal lontano 1976 ed è l’ispiratore ed il divulgatore dei vini dell’azienda. Il vino proviene da  antichi vigneti ad alberello ancora franchi di piede, mostra inebriante olfatto di ribes rosso, cannella, pepe nero, note vanigliate. Carezza il palato con tannino perfettamente estratto e lunga persistenza.

Allegrini Amarone della Valpolicella Classico Doc 2005 – Fumane di Valpolicella (Verona) Veneto – Corvina veronese 80%, Rondinella 15%, Oseleta 5%  Marilisina Allegrini è responsabile del marketing dell’azienda di famiglia, che si estende per circa cento ettari nella zona collinare all’interno della Valpolicella. Vino scuro ma luminoso, mi entusiasma il naso di mora, spezie, liquirizia, cacao ed ampie note vegetali. Strutturato e di notevole eleganza, chiude fresco e persistente.

Fontodi Flaccianello delle Pieve, Igt Colli dell’Italia Centrale 2006 – Panzano in Chianti (Firenze) Toscana – Sangiovese 100% La casa vinicola Fontodi è nel cuore del Chianti Classico, Giovanni Manetti è il proprietario insieme al fratello Marco. Straordinari i riconoscimenti ottenuti da questo vino, tra i quali spicca il 99/100 Wine Spectator. Colore rubino scuro, emozionante il naso di fresca mora, spezie, bacche di eucalipto, cuoio ed accelerazioni balsamiche. Al palato è profondo, complesso, con tannini fitti, dona un lunghissimo finale di freschezza e sapidità. 

Ornellaia, Bolgheri Superiore Doc 2006 – Bolgheri (Livorno) – Cabernet S. 56%, Merlot 27%, Cabernet F. 12%, Petit Verdot 5% La zona di Bolgheri è tra le zone più interessanti e note dell’Italia enologica. L’azienda Ornellaia è di proprietà della Famiglia Frescobaldi, ed è proprio Ferdinando Frescobaldi Presidente di Tenuta Ornellaia che introduce la degustazione del vino. L’annata ’06 ha ottenuto 95/100 Wine Spectator e 97/100 Wine Advocate. L’inverno piovoso, le calde giornate di primavera e l’estate non particolarmente calda hanno portato le viti a produrre grappoli più piccoli del solito. Il naso  mi appare prismatico, mora, frutti selvatici in confettura, tabacco, liquirizia, fresche sensazioni vegetali. La bocca avvolgente raccoglie tannini sinuosi ed è tonica nel lungo finale.

San Guido Sassicaia, Bolgheri Sassicaia Doc 2006 – Bolgheri (Livorno) – Cabernet S. 85%, Cabernet F. 15% Il Sassicaia è stato il primo grande bordolese prodotto su terreno italiano, padre ne è stato Mario Incisa della Rocchetta, nato negli anni cinquanta la prima annata commercializzata è stata 1968. Mostra palpitanti ricchi sentori olfattivi floreali, fruttati e speziati, ampia trama balsamica. In bocca elegante, mostra volume e spessore gustativo, espandendosi con un tannino a maglie fitte ed una freschezza di lunghezza.

Antinori Tignanello, Igt Toscana Rosso 2006 – Firenze Toscana – Sangiovese 85%, Cabernet S. 15%, Cabernet F. 5% Il Marchese Piero Antinori presenta il suo Tignanello, la famiglia da venticinque generazioni produce vino tra la Toscana e l’Umbria, oggi possiede ben 1400 ettari di vigneti. Quest’annata si è accontentata dei 93/100 Wine Spectator, sprigiona al naso in abbondanza profumi di amarene e ciliegie in confettura, spezie scure, cuoio, vaniglia con un finale di ricordi minerali. L’articolato bouguet si ripropone in bocca, con un bell’equilibrio di morbidezza, freschezza e fine massa tannica.

Alla fine di questa intensa degustazione che ha visto in sequenza tutti i più importanti vini italiani, tanti i volti soddisfatti tra i partecipanti italiani e stranieri,  un’occasione davvero imperdibile.

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bianchi-immortali-blogDopo la bellissima degustazione dello scorso anno “I grandi rossi vini mito del 1997”, eccomi di nuovo nella grande sala Argento del Palaexpo del Vinitaly, dove dodici capolavori enoici bianchi italiani sono stati protagonisti dell’evento più prestigioso nell’ambito del Vinitaly 2009, organizzato dalla rivista Civiltà del Bere in collaborazione con Verona Fiere. Duecento selezionati degustatori di ogni parte del mondo hanno partecipato al tasting il cui titolo era esplicativo della grande qualità dei vini presenti nei bicchieri, “Dodici Bianchi Immortali, la splendida dozzina che resterà nella storia”. L’attenta organizzazione ha selezionato le meritevoli etichette ed ha lasciato campo libero ai produttori per la scelta dei millesimi da presentare, le annate di questi campioni spaziavano dal 2004 fino al 1987.

Per chi è abituato a testare in media un paio di centinaia di vini al mese è veramente una particolare emozione trovarsi bel bicchiere vini bianchi creati per sfidare il tempo, perfetta sintesi tra tradizione enologica, innovazione e perfezione qualitativa. L’atmosfera che si respirava  durante il tasting era quella delle grandi occasioni, le magnum sfilavano sapientemente portate da una trentina di sommeliers in alta divisa, i quali versavano grandi emozioni nel bicchiere. Una bellissima esperienza sensoriale grazie a queste dodici bottiglie preziose che i produttori hanno reperito in cantina nelle loro riserve storiche, vini che hanno conquistato i migliori giudizi nelle più importanti guide  italiane e straniere e che oggi, dopo tanti anni di stasi in bottiglia, si sono presentati al giudizio critico di una platea attenta e curiosa. Un particolare plauso va a Pino Khail direttore di Civiltà del Bere inappuntabile ideatore e conduttore di questo tasting che rimarrà a lungo nella memoria dei presenti, così come ad Alessandro Torcoli suo prezioso collaboratore. 

 

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Come consuetudine dell’evento annuale tutti i vini proposti sono stati presentati dai rispettivi produttori che hanno composto un parterre d’eccellenza, ognuno di loro ha raccontato non solo la storia delle origini di ogni vino, ma anche il suo percorso sia qualitativo che emozionale. Magicamente durante gli assaggi si sono alternati momenti di silenzio a diffusi mormorii di stupore ed ammirazione per l’incredibile stato di forma di questi longevi bianchi.  

Les Cretes Chardonnay Cuvèe Bois, Valle d’Aosta Doc 2004 – Aymavilles (Aosta) Valle D’Aosta – Chardonnay 100% E’ Costantino Charrère a presentare la sua creatura, è il campione più giovane della dozzina, sono trascorsi 5 anni dalla vendemmia. Caratteristica di questo vino è l’elevazione in legno che non crea fastidiosi sentori fumosi, il colore dorato vivo fa da preludio ad un grande naso poliedrico di fiori, frutta tropicale, eucalipto, vaniglia e lieve tostatura. Al palato è fresco, nel contempo di buona morbidezza e deliziosa mineralità. 91/100

Marco Felluga Russiz Superiore Col Disore, Collio Bianco Doc 2001 – Capriva del Friuli (Gorizia) Friuli Venezia Giulia – Pinot Bianco 40%, Tocai Friulano 35%, Sauvignon 15%, Ribolla Gialla 10% Il suo produttore Roberto Felluga spiega che Col Disore è il nome di una collina del territorio di Russiz, il vino fermenta in botti di rovere da 15-30 hl, è elevato per 12 mesi sui lieviti ed un altro anno in bottiglia. L’annata che degustiamo è a 8 anni dalla vendemmia ed è straordinariamente accattivante. Dorato carico, sprigiona al naso dolce frutto e vaniglia mitigata da note scure di tostatura. L’entrata in bocca è di morbidezza ravvivata da note intense di acidità, chiude con un finale di frutto e sapidità. 93/100

Zenato Riserva Sergio Zenato, Lugana Doc 2001- San Benedetto di Lugana (Verona) Veneto- Trebbiano di Lugana 100%. Nadia Zenato con una certa emozione presenta la Riserva di famiglia, le uve particolarmente curate provengono dal Podere Massoni e sono in grado di esaltare le caratteristiche del territorio. Colore dorato carico e naso pieno di frutti gialli maturi, note burrose e sentori lignei. Bocca morbida e lunga. 90/100

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Mastroberardino More Maiorum, Fiano di Avellino Doc 2000 – Atripalda (Avellino) Campania – Fiano 100% Azienda con una storia ultracentenaria oggi vede alla sua guida Piero Mastroberardino.Il vino è un Fiano in purezza a 9 anni dalla vendemmia, vinificato in maniera classica con fermentazione in barriques è affinato sei mesi in piccoli legni di rovere di diverse provenienze. Mi colpisce il suo colore dorato di particolare brillantezza, naso d’intensità sfaccettata con note floreali ancora vive di acacia, frutti gialli e speziatura. Il palato è di gran finezza, tutte le sue componenti sono ben amalgamate, con un lungo minerale finale in cui ritornano prorompenti le note agrumate. 92/100

Produttori San Michele Appiano, Appiano Pinot Grigio Sanct Valentin, Alto Adige Doc 1998 – Appiano (Bolzano) Alto Adige – Pinot Grigio 100% Presenta il vino Hans Tenzer da oltre trent’anni alla guida di questa cantina che produce grandi vini. Questo Pinot Grigio nasce in barriques e lì è affinato per circa un anno. Ad 11 anni dalla vendemmia è straordinariamente agile, nel bicchiere giallo dorato carico, riempie il naso con profumi mielosi di frutta tropicale e speziatura, in bocca è fresco per la sua età, con bellissimi sentori burrosi e tostati.Superbo 94/100

Umani Ronchi CasaldiSerra Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc 1997 Osimo (Ancona) Marche – Verdicchio 100% Michele Bernetti è alla guida dell’azienda, rappresenta la terza generazione degli Umani Ronchi, presenta con orgoglio questa selezione di Verdicchio. A dodici anni dalla vendemmia si presenta giallo dorato carico, sentori olfattivi evoluti con anice, frutto e tostatura. Bocca piena con piacevoli note di morbida dolcezza. 89/100

Antinori Castello della Sala, Cervaro della Sala, Igt Umbria 1996 – Ficulle (Terni) Umbria – Chardonnay 80%, Grechetto 20% Come lo scorso anno un vino Antinori è introdotto da Albiera Antinori, la maggiore delle tre figlie del marchese Piero. L’annata del Cervaro che degustiamo è la 1996, le uve selezionate delle due varietà che compongono il vino sono raccolte e vinificate separatamente, la fermentazione è avvenuta in barriques di Allier e Trocains ed è rimasto sulle fecce in legno per circa 5 mesi dove ha svolto la malolattica. Colore dorato vivo, bellissimo ed intenso al naso ed in bocca, dalle note ancora fresche e dalla beva lunga, minerale e profonda. 94/100

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Planeta Chardonnay Igt Sicilia 1996 – Menfi (Agrigento) Sicilia – Chardonnay 100% Alessio Planeta è orgoglioso di questo vino bandiera dell’azienda per il suo stato di forma a 13 anni dalla vendemmia, un vino bianco siciliano che sfida il tempo. Fermentato ed affinato in barriques di Allier nuove per il 50%, permane all’interno dei legni per circa 10 mesi. Si presenta nel bicchiere dal colore dorato carico vivo, dona al naso pregevoli sentori di biancospino, zagara, albicocca, note erbacee e di vaniglia. In bocca è pieno di morbidezza e dal lungo finale minerale. 91/100

Frescobaldi Castello di Pomino, Pomino Bianco Riserva Doc 1993 -Pomino (Firenze) Toscana – Chardonnay 90%, Pinot Bianco 10% Il marchese Leonardo Frescobaldi racconta di questo bianco che degustiamo a 16 anni dalla vendemmia, maturato 8 mesi in barriques ed ha affinato ben 15 mesi prima di uscire dal castello. Nel bicchiere è cristallino, dal suadente colore giallo dorato, al naso mostra grande stoffa, il profumo è intenso ed avvolgente, con sentori di frutta gialla, anice, vaniglia e mineralità. Dal corpo ricco, elegante e persistente, mostra tutta la sua aristocrazia e grande longevità. 92/100.

Pio Cesare, Piodilei Chardonnay Langhe Doc 1993 – Alba (Cuneo) Piemonte – Chardonnay 100% Pio Boffa, quarta generazione della famiglia Pio Cesare racconta come sia stato tra i primi ad impiantare lo Chardonnay nelle langhe ed a produrre un bianco fermentato ed invecchiato in barriques. Il vino è dedicato alle donne di famiglia, nel degustarlo ho avuto l’impressione che questi 16 anni siano passati sobriamente, bellissimo il colore dorato caldo, al naso effonde note di dolcezza fatte di frutto, spezie e balsamicità. Al gusto mostra ancora freschezza, legno non prevaricante sui ritorni fruttati e minerali. 94/100

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Folonari Cabreo La Pietra, Igt Toscana 1987 – Greve in Chianti (Firenze) Toscana – Chardonnay 100% Ambrogio Folonari da cinquanta anni alla guida delle aziende di famiglia introduce questo Chardonnay fermentato ed affinato in barriques, che udite udite ha sulle spalle ben 22 anni. Incredibile lo stato di grazia di questo bianco, un mormorio di ammirazione pervade la sala, colore giallo dorato brillante, classe e finezza inondano il bicchiere, frutta tropicale matura, nocciola, burro e miele, note lignee dosate. In bocca è pieno, fresco e sapido di infinita lunghezza. Da applausi. 95/100

Ferrari F.lli Lunelli, Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, Trento Doc 1997 – Trento Trentino – Chardonnay 100% Mauro Lunelli dal 1970 è responsabile della produzione e della qualità della cantina di famiglia, racconta che ha creato questo vino da selezionate uve cresciute nel Maso Panizza a 600 mt di altitudine. Nel bicchiere dal bellissimo colore giallo paglierino con riflessi dorati, si apre al naso d’intensità e fragranza, con note floreali, varietali del vitigno, sentori di miele e vaniglia. In bocca è di gran freschezza, con ritorni fruttati e vanigliati, di gran persistenza gusto-olfattiva. Bellissimo 94/100

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Alla fine di questo straordinaria degustazione, i commenti in sala tra chi ha avuto il piacere di potere testare i vini si protraggono lungamente, si formano gruppetti che coinvolgono anche alcuni produttori che esprimono le loro impressioni su tutti i vini in degustazione. Nel pomeriggio ho in programma alcuni assaggi presso alcuni stands di aziende, testerò solo rossi, impossibile non farlo dopo questa tale dozzina di inarrivabili bianchi.

Per tutte le altre foto dell’evento vai su:  http://xoomer.virgilio.it/luigisalvo/art_308%20i%20dodici%20bianchi%20immortali%20di%20luigi%20salvo.htm

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