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Posts Tagged ‘caruso e minini cusora’

Si è appena conclusa la 44ª edizione del Vinitaly esposizione sempre più grande ed articolata che ogni anno è l’occasione migliore per la presentazione di nuove bottiglie. Nel padiglione 2 dedicato alla Sicilia hanno trovato posto ben 260 aziende in una superficie espositiva  rivisitata con un’inedita concezione degli spazi: all’ingresso due grandi corridoi dedicati alla Sicilia Occidentale e Orientale che immettevano nel grande padiglione nel quale le aziende sono state dislocate ricostruendo i 17 territori enologici siciliani, una logica dispositiva che ha permesso di degustare i vini in maniera sequenziale collegandoli alle aree locali di provenienza con possibilità di apprezzarene le singole differenze.

Tante le novità presenti a quest’edizione, tra i tantissimi vini assaggiati mi sono particolarmente piaciuti: i nuovi vini da vitigni alloctoni dell’azienda marsalese Caruso e Minini, li ho testati insieme a Stefano Caruso anima infaticabile dell’azienda, dal territorio salemitano franco sabbioso argilloso nascono il Cusora Bianco ’09 da Chardonnay e Viognier dagli eleganti freschi profumi floreali e fruttati e dalla bocca di avvolgente persistenza ed il Cusora Rosso ’08 da Syrah e Merlot di gran piacevolezza con frutto e spezie al naso ed al palato, due internazionali di forte personalità. Nell’agro di Santa Ninfa in provincia di Trapani i fratelli Giacomo, Tiziana e Clemente Funaro da alcuni anni producono vini dall’ottimo rapporto qualità prezzo, l’ultimo nato è il Viveur vivace da Inzolia e Muller Thurgau, nel bicchiere è di fresca fragranza floreale e fruttata con piacevole beva di rotondità che invoglia al nuovo assaggio, Giacomo mi racconta .”Questo nuovo vino fresco e brioso nasce dall’esigenza di presentare un prodotto adatto ad un pubblico giovane allo scopo di accostare al buon bere fasce più ampie di consumatori, il nome Viveur è esplicativo della complicità e della piacevolezza di questo bianco appena frizzante”. 

Firriato azienda di Paceco (Tp) propone i suoi nuovi vini dell’Etna dalla tenuta Cavanera posta sul versante Nord Est nel territorio di Castiglione di Sicilia, si tratta dell’Etna Bianco Doc  Cavanera Ripa di Scorciavacca ’09 da uve Carricante e Catarratto, dal bel naso floreale e fruttato arricchito da note minerali  e dalla bocca di bella personalità acido sapida, e dell’Etna Rosso Doc Cavanera Rovo delle Coturnie ’08 da uve Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, dall’olfatto pieno di marasca, mora e gran speziatura e dalla gustativa avvolgente fresca e minerale.  

Tra i vitigni autoctoni il Grillo è quello che negli ultimi cinque anni ha aumentato la sua superficie vitata, addirittura raddoppiandola. Nel comprensorio trapanese dai terreni dell’azienda Ottoventi di Valderice nasce il Grillo ’09  rappresentativo dell’eccellente qualità raggiunta in bottiglia da questo vitigno autoctono diffuso in modo particolare nella Sicilia Occidentale. Incontro Tonino Guzzo, l’enologo che lo ha creato e che riesce a donare sempre vini di gran livello, all’interno dell’area eventi dell’Istituto regionale Vite e Vino dove ho condotto un tasting proprio su questo vitigno, mi invita ad assaggiare questo vino presso lo stand Ottoventi, lo trovo intenso sia al naso che in bocca, con sentori di ginestra, di pera, note agrumate, speziate e minerali. In bocca è pieno e di lunga persistenza aromatica intensa. Novità particolare è la DOC Faro Oblì ’08 Tenuta Enza La Fauci, proveniente da un piccolo vigneto di contrada Mezzana vicino Capo Peloro in provincia di Messina, condotto con grande cura e passione, le uve autoctone sono il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio, il Nocera ed il  Nero d’Avola. Il vino che ha fatto barriques nuove ed usate per circa un anno, ha accattivante naso pieno di note frutatte di marasca, lampone, cilegia con  spezie balsamiche, bella la beva di freschezza e mineralità con tannini di stoffa, importante il ritorno delle sensazioni olfattive nella persistenza.

Planeta completa la gamma produttiva dei suoi Nero d’Avola con l’uscita di Plumbago ’08 , ottenuto dal primo vigneto del vitigno principe siciliano impiantato in azienda nel 1985 a Sambuca di Sicilia. Il nome del vino deriva dalla pianta del Plumbago che circonda la cantina, questo ha dei fiori a mazzetti screziati di un rosso porpora molto simile al colore del Nero d’Avola, tanto da averne ispiranto la scritta in etichetta. Nel bicchiere è un Nero d’Avola ricco di frutta polposa e spezie, ha palato di fresca e soffice morbidezza. A chi sostiene che non si possa fare un bel bianco in una zona particolarmente vocata  per i rossi, consiglio di assaggiare lo Chardonnay Eureka ’09 Marabino, azienda di contrada Buonivini a Noto in provincia di Ragusa: si presenta con una nuova etichetta, Pierpaolo Messina mi spiega che ha scelto la stessa veste grafica del Nero d’Avola DOC Noto, nel bicchiere sprigiona un’ondata di pera, ananas, banana e leggiadra speziatura. La bocca è di gran spessore ed equilibrio con un lungo finale tra frutto e mineralità. Chiudendo in dolcezza segnalo una chicca, è un gran bel vino il Krysos ’06 Grillo vendemmia tardiva Feudo Disisa, proviene da i terreni della famiglia Di Lorenzo in contrada Grisì a Monreale in provincia di Palermo. E’ Roberto Cipresso enologo di grande fama ne che cura la produzione aziendale, nel bicchiere è un concentrato di piacevoli sentori di mela cotogna, albicocca candita, scorcia d’arancia e macchia mediterranea, in bocca fresco, gioca su un equilibrio tra alcol e mineralità in perfetta sintonia con l’olfatto.

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