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Posts Tagged ‘assovini sicilia’

sicilia en primeur 2014 home giornalevinociboE’ la magica atmosfera delle isole Eolie ha fare da cornice all’undicesima edizione di Sicilia en Primeur, la presentazione dei vini dell’annata 2013 e delle annate precedenti delle aziende del gruppo Assovini Sicilia alla stampa nazionale ed internazionale. La conferenza del professore Attilio Scienza ha aperto i lavori dell’edizione 2014, tutta centrata sull’unicità dei luoghi dove quest’anno la manifestazione itinerante ha fatto tappa: “Ci troviamo in un luogo unico dove ancora è possibile leggere il passato”

Esiste, ha spiegato Scienza, un’antica bibliografia che risale al sesto secolo a.C. nella quale è descritto un prototipo di vino prodotto in queste isole secondo un procedimento che consisteva nell’ammucchiare l’uva e nell’ottenere dalla semplice pressione data dalla stessa uva un mosto che poi era fatto fermentare, questo procedimento dava vini di grande intensità e durata nel tempo.

Vi sono reperti che testimoniano come la produzione vinicola fosse sviluppata ed identificativa di questi luoghi, le monete qui coniate, a differenza d’altre parti dove s’imprimevano simboli quali il grano o l’olio, avevano come emblema proprio il grappolo d’uva e già allora era forte il concetto d’origine e di legame con il territorio, nella compravendita non si metteva certo in luce  il profilo qualitativo del vino come si fa adesso, si parlava esclusivamente del luogo d’origine che era in grado di qualificarlo.

Il prof. Scienza ha evidenziato come è possibile considerare proprio le Isole Eolie uno dei siti dai quali ha preso vita la cultura enologica che ha influenzato nei secoli il resto dell’Europa del vino: ”Le Eolie avevano un legame speciale con la Grecia, in particolare con la Tracia, questo è stato chiaro analizzando il Dna della Malvasia delle Lipari che è la vera Malvasia Greca, a differenza di tutte le altre che sono Malvasie tutte derivate e quindi geneticamente diverse oggi presenti in Sardegna, in Corazia, in Spagna e nelle Canarie”.

conferenza sicilia en primeur 2 2014

Scienza analizza e spiega come oggi più di ieri sia necessario il ritorno al passato, carta vincente per il futuro della viticoltura di qualità dell’isola:” La ricerca genetica è fondamentale, serve a comprendere il passato, l’ottenimento di varietà geneticamente resistenti a partire proprio dai biotipi antichi e non da ogm è la vera  formula vincente.”

Dall’intervento di Giuseppe Bursi, dirigente dell’assessorato siciliano all’Agricoltura, che fa il focus sull’attuale situazione del vigneto Sicilia emerge che questo in continua evoluzione. I dati più interessanti mettono in luce che in questi ultimi anni la superficie vitata dei vitigni a bacca bianca vede il Catarratto comune diminuire notevolmente, il Trebbiano ridursi a pochissimi ettari, il Grillo aumentare la sua superficie vitata e curiosamente il Vermentino superare in estensione lo storico vitigno autoctono a bacca rossa Perricone.

Il vitigno principe siciliano Nero d’Avola rappresenta la porzione vitata più rilevante tra i vitigni a bacca rossa, continua ad aumentare il Syrah, che è l’uva alloctona più diffusa ed anche il Merlot cresce. Tra gli autoctoni a bacca rossa aumenta la superficie vitata anche il Nerello Mascalese non solo sull’Etna.

La Sicilia guarda al futuro grazie anche alla riconversione dei vigneti finanziata dall’Unione Europea, infatti in tredici anni sono stati anni erogati contributi per quasi 350 milioni di euro che hanno consentito di riconvertire 46 mila ettari di circa 15 mila aziende agricole dell’isola.

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sicilia en primeur 2013 luigi salvoSicilia en Primeur  2013 svoltasi a Palermo il 27 e 28 Aprile ha acceso i riflettori su ventinove aziende di Assovini Sicilia mettendo in evidenzia l’ottima qualità media con vere punte d’eccellenza. L’annata ’12 nonostante il suo andamento climatico particolarmente caldo in periodo pre-vendemmiale ha donato fini di buona freschezza concorredi aromatici di tutto rispetto.

Gli assaggi dei Bianchi en primeur 2012

Un gran quantità di bianchi ’12, polposi e freschi, alcuni giustamente sapidi dato il loro territorio d’origine. Il vitigno Grillo è il più rappresentato, tra le novità interessanti alcuni vitigni aromatici (Moscato e Malvasia) che vinificati secchi danno gran piacevolezza.

Abraxas Kuddia del Gallo (Zibibbo-Viogner): le note olfattive sono già variegate, anice, agrumi e spezie. In bocca è accattivante e di lunghezza. 86/100
Baglio del Cristo di Campobello Lalùci (Grillo): olfatto intenso di frutta a polpa bianca, note erbacee e speziatura, bocca fresca e piena. 86/100
Baglio di Pianetto Y Catarratto: bell’espressione olfattiva di pesca, agrumi e salvia, al palato gran spalla acida e lunghezza 85/100
Baglio di Pianetto Ficiligno (Insolia-Viogner): naso intenso di pera, albicocca e note mentolate, bocca vibrante. 83/100
Barone di Villagrande Etna Bianco (Carricante): tra tanti Grillo chi non conosce al meglio il Carricante resta spiazzato, è giovane al naso e pieno al sorso 83/100
Barone Sergio Alegre (Grillo): espressione nasale di banana ed ananas, bocca semplice e non troppo fresca 80/100
Caruso e Minini Corte Ferro (Zibibbo): la ricchezza olfattiva aromatica del vitigno c’è tutta, la bocca è composta e piacevole. 84/100
Caruso e Minini Timpune (Grillo): naso tipico e ricco, bocca fresca e persistente 86/100
Cottanera Etna Bianco (Carricante e Catarratto): olfatto di pesca bianca e mineralità, l’ingresso in bocca e fresco e sapido 84/100
Cusumano Cubìa (Inzolia):olfatto di frutta a polpa bianca, gran speziatura, bocca stesso registro. 82/100
De Bartoli Pietranera (Zibibbo): naso aromaticamente pieno e ricco, sorso fresco e lungo 86/100
De Bartoli Sole e Vento (Zibibbo-Grillo): olfatto penetrante di gelsomino, pesca bianca, salvia. Freschezza agrumata e  salina al palato. 87/100
Disisa (Grillo): naso tipico di gelsomino, pera, pepe verde, bocca di buon corpo 84/100
Disisa Chara 
(Catarratto – Inzolia): bel naso floreale ed agrumato, beva di buon nerbo e lunghezza86/100
Donnafugata Sur Sur Sur 
(Grillo): è un Grillo semplice e beverino dal naso godibile e dalla fresco sorso 84/100

sicilia en primeur 2013 i vini bianchi

Duca di Salaparuta Colomba Platino ( Insolia): naso agrumato, bocca fresca di buona sapidità. 82/100
Duca di Salaparuta Kados (Grillo): naso particolare fruttato ed erbaceo, palato fresco e sapido 83/100
Feudo Arancio (Grillo):
 altra interessante espressione di questo vitigno, fresco al naso ed in bocca, giustamente sapido 83/100
Feudi del Pisciotto Ferretti 
(Chardonnay): classico naso da pesca gialla e ananas e sorso fresco-sapido 83/100
Feudo Principi di Butera (Inzolia): agrumi al naso, bocca più semplice con finale amandorlato. 81/10
Feudo Maccari (Grillo): naso di frutta gialla e spezie, sorso non di gran corpo 81/100
Mandrarossa Santannella (Fiano e Chenin Blanc): naso agrumato e dolciastro, bocca fresca 82/100
Masseria del Feudo il Giglio (Inzolia-Grillo): fiori ed agrumi naso e bocca 83/100
Planeta Alastro (Grecanico): dal floreale di biancospino e gelsomino e dal fruttato giallo, ha beva saporita. 84/100
Planeta Cometa (Fiano): naso ricco acacia, ginestra, pesca e susina, bocca fresca e piena 85/100
Pietradolce Archineri Etna Bianco (Carricante): ventaglio di gelsomino pesca e timo, bocca minerale e balsamica. 87/100
Girolamo Russo Nerina Etna Bianco (Carricante e Catarratto): naso elegante ed invitante di pesca e iodio, sorso pieno che alterna calore freschezza e sapidità 87/100
Tasca d’Almerita Buonora (Carricante): floreale di ginestra, frutta bianca fresca, palato pieno e lungo finale frutto-salino 86/100
Tasca d’Almerita Cavallo delle Fate (Grillo): naso sui toni della pesca bianca, salvia ed origano e dal bel finale. 85/100
Tasca D’Almerita Didyme (Malvasia): naso espressivo di fiori di campo, varie sfaccetature d’agrumi, beva importante.87/100
Tenuta Rapitalà (Grillo): aromi di gelsomino, pera, note mentolate, beva piena. 83/100
Valle dell’Acate Inzolia: fresco al naso e semplice e beverino in bocca, godibile 84/100
Valle dell’Acate Zagra (Grillo): altro territorio altro Grillo, elegante di fiori e frutta bianca, bocca fresca e composta 84/100

sicilia en primeur 2013 i vini rossi

Gli assaggi dei Rossi en primeur 2012

Se i bianchi si sono mostrati più pronti e già godibili, per i rossi è necessario la visione in prospettiva, infatti, all’assaggio in questi emergono maggiormente il territorio ed il vitigno di composizione. I vini dell’Etna soffrono in particolare la loro gioventù, alcuni Nero d’Avola sono meno concentrati e particolarmente freschi, altri già piacevoli adesso. La pulizia del frutto e la connotazione territoriale affiorano in maniera netta in tutti i campioni.

Arianna Occhipinti Frappato: pieno al naso di mora e spezie dolci, ha bocca di gran spalla acida che non scompone la rotonda bocca 87/100
Arianna Occhipinti Siccagno
 (Nero d’Avola): la riconoscibilità territoriale la sua gran dote all’olfatto ed al gusto, già interessante sarà godibile tra un paio di anni. 85/100
Baglio del Cristo di Campobello Lusirà (Syrah): giovane e sorprendente, fragrante di prugna e marasca, balsamo, l’entrata in bocca e piena e si allunga a dovere. 86/100
Barone di Villagrande Etna Rosso ( Nerello Mascalese – Nerello Cappuccio): naso semplice di floreale di rosa, ciliegia e pepe bianco. Palato fresco, mediamente lungo 82/100
Barone Sergio Luigia (Nero d’Avola)frutto con tante note erbacee e mentolate, sorso fresco e tannico  81/100
COS Cerasuolo di Vittoria (Nero d’Avola – Frappato): petali di rose e ciliegia carnosa al naso, grande spalla acida e frutto in bocca. 83/100
COS Frappato: lampone, ciliegia, pepe verde, palato corrispondente con tannini vivi. 86/100
Cusumano Sagana (Nero d’Avola): più pronto di altri, dal naso  fruttato, speziato, balsamico, appaga il sorso con la sua massa. 84/100
Feudo Arancio Nero d’Avola: semplice e beverino, dal naso composto e dalla beva forse già troppo precisa per la sua giovane età. 82/100
Feudo Principi di Butera Deliela (Nero d’Avola): potenza al naso e polpa in bocca, frutto e spezie nel buon finale 84/100
Feudo Principi di Butera Symposio (Cabernet Sauvignon- Merlot – Petit Verdot): olfatto di gran frutto e grafite, bocca ispida 83/100
Graci Arcuria (Nerello Mascalese): naso fruttato e minerale, bocca piena ed ispida 83/100
Masseria del Feudo Il Giglio (Nero d’Avola): mostra aspetto delicato e fresco del vitigno principe siciliano, naso floreale di rosa, lampone e marasca, bocca pimpante. 83/100
Planeta Santa Cecilia (Nero d’Avola): profuma di ciliegia ed erbi fini, ha beva fresca e sapida, dal tannino scalpitante 85/100
Tasca d’Almerita Rosso del Conte (Nero d’Avola-Perricone-altre) frutta rossa croccante, erbe aromatiche, sorso giovanissimo di gran materia 85/100
Tasca d’Almerita Tascante (Nerello Mascalese): variegato di floreale di rosa, fruttato di ribes, sorso fresco , sapido, dai tannini non invadenti. 85/100
Terrazze dell’Etna Cirneco (Nerello Mascalese): naso di frutta rossa fresca, bocca decisamente pungente acida e tannica, in divenire 80/100
Valle dell’Acate Cersauolo di Vittoria Classico (Nero d’Avola – Frappato: ): bel naso  di petali di  rosa, frutta rossa e canella, sorso leggiadro, fresco e convincente 85/100

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Tante interessanti novità a Sicilia en Primeur 2011 il consueto appuntamento organizzato da Assovini Sicilia che si è svolto quest’anno in provincia di Ragusa presso la bellissima location del Donnafugata Golf Resort & Spa nei giorni 12 e 13 Marzo. Circa 80 i giornalisti specializzati della stampa nazionale ed internazionale che hanno incontrato i 37 produttori partecipanti all’ottava edizione. Sono stati oltre 350 i vini in degustazione tra campioni “en primeur” e le annate già in commercio, ne ho assaggiati davvero tanti, un approfondito focus che ha messo in evidenza una qualità media dei vini decisamente in ascesa, dalla parte occidentale alla parte orientale dell’isola i vini hanno mostrano significativi comuni denominatori; freschezza e bevibilità. Veramente interessante la conferenza introduttiva del prof. Attilio Scienza, il quale ha sottolineato come oggi la naturalità dei vini sia un importante elemento strategico. Mentre negli anni ‘60 si interpretava l’ecologia come avversione verso la chimica e l’innovazione scientifica, oggi l’ attenzione è rivolta sia all’uso moderato dei presidi chimici sia alla multifunzionalità dell’agricoltura intesa come tutela dell’ambiente attraverso la difesa della biodiversità e del paesaggio. Proprio l”integrità del paesaggio è spesso indicatore della qualità della conduzione agricola, fare innovazione oggi è soprattutto coltura interdisciplinare nella quale si coniugano fattori tecno-scientifici, economici, sociali e di mercato, nonché emozionali. Oggi nel vino di qualità convivono più concetti: gusto internazionale in netta riduzione, tipicità territoriale, leggerezza, bevibilità e naturalità come elementi imprescindibili.

WINE REALITY Web Tv: Report video con intervista al Prof. Attlio Scienza 

 

Sono sicuramente degni di nota alcuni dati forniti: le aziende hanno in media in produzione 8 diversi vitigni, con punte anche di 20 differenti vitigni. Inoltre il 42% delle aziende ne sta sperimentando altri, con punte di 40 vitigni in sperimentazione, e per il 75% riguarda vitigni autoctoni. La sperimentazione ha lo scopo innanzitutto di migliorare sempre più la qualità dei vini proposti, e in particolare inoltre di studiare e  valorizzare i vitigni autoctoni, recuperando vecchie varietà e provando nuovamente a vinificarle; per valutare i portainnesti, l’adattabilità ai diversi terroir, per studiare i diversi biotipi; per introdurre varietà innovative, per diversificare l’offerta commerciale e  valorizzare maggiormente il territorio. Il 32% delle aziende Assovini conserva tra le sue vigne varietà che si possono definire reliquie.

Altri dati significativi: il 47% delle aziende Assovini è già dotata di una certificazione ambientale (lo scorso anno era il 33%),  il 92% usa già concimi a basso impatto ambientale (lo scorso anno era il 79%), il 50% ha adottato sistemi per la riduzione dell’impatto ambientale dei residui di produzione (lo scorso anno era il 47%), il 42% delle aziende socie sta sperimentando nuovi vitigni. Inoltre il 61% delle aziende socie usa lieviti autoctoni, il 20% ha ristrutturato la cantina secondo i criteri della bioarchitettura, il 65% è già dotato, o si sta dotando, di una struttura ricettiva.

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Sono appena rientrato da “Sicilia en Primeur” manifestazione organizzata da Assovini Sicilia giunta alla 7a edizione, si è svolta dal 4 al 7 Marzo 2010 rinnovata nella formula e nei contenuti, per la stampa un appuntamento imperdibile per comprendere la qualità dell’ultima vendemmia e scoprire le novità dell’enologia siciliana. Ho avuto l’opportunità insieme a cento colleghi giornalisti provenienti da 25 paesi di tutto il mondo di poter assaggiare dalla vendemmia 2009 in anteprima ed alla cieca molti più vini rispetto allo scorso anno, ben 57 en primeur, nonché tutte le etichette in uscita o già presenti sul mercato delle 37 aziende partecipanti a questa edizione, per un totale di circa 300 vini diversi.

Wine Reality Web Tv: servizio su sicilia en Primeur con intervista al Prof. Attlio Scienza sull’andamento della vendemmia 2009 e intervento di Josè Rallo di Donnafugata.

Sicilia en Primeur è un evento itinerante che si svolge ogni anno in una diversa area dell´isola, quest’anno la base è stata Sciacca, in provincia di Agrigento, i tasting si sono svolti Sabato 6 Marzo nella prestigiosa location del “Rocco Forte Verdura Golf & Spa Resort”, un vero paradiso. Mi è molto piaciuta questa edizione per alcune novità, una di queste è stata la scelta di far soggiornare presso le aziende la stampa per entrare intimamente in contatto con il territorio siciliano. Come ogni anno, infatti, i giorni precedenti le degustazioni, il Giovedì ed il Venerdì abbiamo hanno avuto la possibilità di visitare alcune aziende attraverso la scelta tra 8 differenti tour delle varie zone. Io ho scelto il tour del centro Sicilia che mi ha portato a pernottare nello splendido scenario di Regaleali Tasca d’Almerita e successivamente a visitare Fabio Sireci a Feudo Montoni, la Masseria del Feudo Grottarossa di Francesco Cuccurullo e la Miniera Taccia Caci di Aragona nella quale i Viticultori Associati di Canicattì hanno in progetto di affinare alcune delle loro bottiglie nate sotto la guida dell’amico enologo Tonino Guzzo.

Al Rocco Forte di Sciacca la nuova formula degli assaggi ha lasciato alla scelta personale di ognuno il percorso da compiere. Sono state allestite tre distinte sale, nella prima i 57 vini alla cieca dell’annata 2009 divisi per vitigno e territorio, con indicazione dell’età del vigneto, del tipo di allevamento e della resa per ettaro. Ad ogni bottiglia coperta corrispondeva un numero, il perfetto servizio dei sommeliers ha consentito ad ogni collega di avere servito il campione desiderato. Erano presenti i vitigni autoctoni ed alloctoni in purezza ed in blend, tra i tanti vini perfino un Nero d’Avola vinificato in bianco. Negli assaggi “en primeur” ho constatato che i bianchi, sia dagli autoctoni Catarratto, Grillo, Insolia e Zibibbo, sia da Fiano, Chardonnay, Viognier, Sauvignon Blanc si sono mostrati più pronti e di bellissimo fresco impatto sia olfattivo che gustativo rispetto ad altri anni, a riprova che la qualità dei bianchi in Sicilia è ormai una realtà consolidata.

La mia particolare predilezione per i Catarratto di qualità come quello proposto nei quattro campioni anonimizzati da questo vitigno mi spinge ad affermare che in questi la piacevolezza è stata la più alta fra i bianchi testati. Tra i rossi mi hanno colpito un paio di Nero d’Avola di grandissimo frutto, un Cabernet Sauvignon dalle eleganti potenzialità, ed un Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio dal naso e dalla beva ancora verde ma unica.

Nella seconda sala tutti i vini delle 37 aziende con etichette visibili, alcuni ’09, altri ’08, ’07, ’06, è stato possibile approfondire le differenze dei vitigni nei vari territori dell’isola, raffrontando le varie differenze interpretative delle singole cantine. La sensazione finale è che in generale i vini sia bianchi che rossi esprimano sempre maggiormente il varietale d’origine con freschezza ed eleganza gustativa in crescita, mostrando espressioni più fini rispetto ai vini iperconcentrati ed iperstrutturati di qualche anno fa. Nella terza sala l’incontro con i produttori, la possibilità di assaggiare facendosi raccontare il vino da chi lo produce, annotando la filosofia produttiva di ciascuno.

Interessante il convegno di chiusura che si è svolto Domenica 7 all’ex convento di San Francesco di Sciacca, nel corso del quale il Prof. Attilio Scienza ordinario di viticoltura all’Università di Milano ha fatto un attenta analisi della viticoltura siciliana: “ la Sicilia è terra d’elezione per la vite per le condizioni climatiche, tali, per esempio, da permettere una forbice nel periodo vendemmiale di 90 giorni (dal 15 agosto al 15 novembre). A questo va aggiunta la ricca varietà di terreni dove è coltivata la vite e la presenza di un panorama di vitigni fra regionali e locali davvero eccezionale. Al primo gruppo appartengono Catarratto, Frappato, Grecanico, Grillo, Inzolia, Nerello Mascalese e Nero d’Avola che insieme ai locali Perricone e Zibibbo costituiscono l’80% del patrimonio viticolo regionale. A questo si aggiungono anche i vitigni locali come l’Albanello, l’Alicante, il Carricante, il Damaschino, la Malvasia delle Lipari, la Minella Bianca, il Moscato di Noto, la Nocera e il Nerello Cappuccio. Esiste poi una trentina di antiche varietà prodotte in pochi ceppi e in particolari areali, che costituiscono una ulteriore ricchezza. Il Prof. Scienza ha poi  puntato la sua attenzione sulle diverse caratteristiche delle varie zone dell’isola” la Sicilia enoica ha davanti a sé un complesso lavoro di riassestamento che va dal recupero di un’identità precisa attraverso la definizione di uno stile personale e che abbandoni i caratteri internazionali, puntando a valorizzare le diverse potenzialità dei diversi territori; una valorizzazione delle diversità ambientali attraverso una immagine unitaria; una riconsegna del giusto valore e significato alla parola tipicità che viri di più verso la riconoscibilità; uno spostamento dell’attenzione del cliente finale più sul territorio/territori che sul vitigno. La Sicilia ha una superficie vitata pari a quella dell’Australia, ed è due volte più ampia di quella del Piemonte e della Toscana. I suoi quasi 120.000 ettari coltivati a vigneto (più altri 21.000 in portafoglio) producono uve bianche per il 65% e per il restante 35% rosse. Le varietà di antica coltivazione sono l’85%; quelle cosiddette internazionali il 15%. Il vino imbottigliato incide, però, soltanto per il 17% a fronte di 650 aziende che imbottigliano (55 sono cooperative).

Al termine dell’intervento del Prof. Scienza si è aperto un interessante dibattito, anch’esso nuovo nella formula, che ha visto i produttori delle cantine presenti  alla 7a edizione di Sicilia en Primeur sul palco per rispondere alle domande della stampa. Sia i colleghi stranieri che italiani hanno evidenziato una chiara crescita orizzontale della qualità dei vini, mentre molte le perplessità sono emerse sulla proposizione della DOC Sicilia, che sarebbe in grado secondo alcuni di dare nuova forza e slancio all’enologia della Sicilia anche in chiave di export.

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sicilia-en-primeur-09-blog-2La 6° edizione di “Sicilia en Primeur” organizzata da Assovini Sicilia si è svolta nel territorio di Siracusa dal 18 al 22 marzo, sono state ben 39 le aziende che hanno partecipato all’evento che ha avuto quale momento centrale la degustazione  “En Primeur” dei campioni anonimizzati dell’ultima vendemmia ed il successivo incontro dei giornalisti con i produttori per il tasting delle annate precedenti.

La Sicilia vinicola cresce e lo fa in tutte le direzioni, con una superficie coltivata pari al 17% del totale nazionale e con la  provincia di Trapani al primo posto per terreno vitato, imbottiglia circa 1,65 milioni di ettolitri di vino, superando i 200 milioni di bottiglie con un aumento del 2,6% rispetto l’anno precedente, attraverso la capacità produttiva di oltre 650 aziende vitivinicole. Nella grande sala del bellissimo Hotel Il Minareto di Siracusa, a 100 giornalisti provenienti da tutto il mondo sono stati proposti in degustazione alla cieca con indicazione soltanto del vitigno d’origine e della provincia di provenienza 30 vini campioni rappresentativi dei diversi ‘terroir’ dell’Isola e dell’andamento della vendemmia 2008, scelti da una commissione con a capo l’enologo Riccardo Cotarella che ha condotto il tasting.

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La vendemmia 2008 in Sicilia è stata eccellente, una delle migliori degli ultimi anni, con uve contraddistinte da un’ottima vigoria e dai grappoli perfettamente sani, compatti, molto ricchi, concentrati ed esenti da muffe. Diego Planeta presidente Assovini spiega: “Quest’anno nei campioni presenti abbiamo voluto puntare sulla grande varietà della nostra produzione che rende i vini siciliani unici. Si possono individuare otto aree del continente Sicilia: quella dell’Etna, di Trapani, Palermo, Agrigento e Caltanissetta, Siracusa e Noto, Ragusa e Vittoria, e quello dolce delle isole minori”.  Il perfetto servizio dei vini scelti per il tasting è stato curato, come consuetudine  dall’ Associazione Sommeliers Sicilia, sono stati analizzati 12 campioni bianchi, 14 rossi e 3 dolci, netta la prevalenza dei vini da vitigni autoctoni ben 19, un solo vino blend autoctono/alloctono e 10 i vini da vitigni alloctoni. 

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Ecco l’interessante risultato del tasting dei vari campioni ed il relativo punteggio che ho assegnato:spiccano su tutti tra i bianchi il campione n.11 Fiano ed il n.7 Grillo, tra i rossi il campione n.16 e n.17 Etna Doc, il n.22 Nero d’Avola ed il n. 27 Cabernet Sauvignon. Affascinanti tutti i dolci con il campione n.30 sugli scudi.

VINI BIANCHI:

1) Catarratto – IGT Sicilia  – Palermo – 88/100 Il vitigno più presente in Sicilia riesce ad esprimere vini di grande livello, dal naso e dalla bocca intensi di freschezza e mineralità.

2) Catarratto – IGT Sicilia  – Trapani – 87/100 Di buona eleganza di polpa e frutto, come il precedente chiude bene senza note amarognole.

3) Inzolia – IGT Sicilia – Caltanisetta – 86/100   Naso di frutta dolce, l’acidità in bocca è avvertibile  in maniera minore rispetto ai due Catarratto, è esile ma piacevole  

4) Inzolia/Viognier – IGT Sicilia – Palermo – 88/100 Olfatto d’ottima espressione, bocca piena, il Viognier è più avvertibile rispetto all’Inzolia, deliziosa l’albicocca e  la pesca, il connubio riesce molto bene.

5) Grillo –  IGT Sicilia – Trapani – 87/100   Vitigno che risente più di altri delle tecniche di vinificazione, al naso è intensamente varietale, è piacevole la sua freschezza e la sapidità gustativa.

6) Grillo – IGT Sicilia – Ragusa – 86/100 Dal bel naso e dalla bocca piena, il vino presenta lieviti o fecce nobili, quando si pulirà perderà le attuali note piccanti. 

7) Grillo – IGT Sicilia – Trapani – 89/100 Olfatto fresco floreale e fruttato, dalla beva piena e lunghissima di frutto e sapidità. 

 8) Chardonnay – IGT Sicilia – Caltanissetta – 84/100 Olfatto fresco floreale e fruttato, dalla beva sapida, non di lunghezza.

9) Chardonnay – IGT Sicilia – Siracusa – 86/100 Naso caratteristico del vitigno, bocca lunga , vino che mostra ottime potenzialità.

10) Chardonnay – IGT Sicilia – Siracusa – 88/100 Naso più opulento sia al naso sia in bocca rispetto al precedente, uno Chardonnay tipicamente siciliano.

11) Fiano – IGT Sicilia – Agrigento – 90/100 Dona sentori tipici del vitigno, bocca accattivante fresca, sapida e di lunghezza.

12) Fiano – IGT Sicilia – Agrigento – 84/100 Più semplice del Fiano precedente, ma di buona bevibilità.

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VINI ROSSI:

13) Frappato – DOC Vittoria – Ragusa – 84/100 Vino dalla carica antocianica contenuta, presenta un naso di fiori, frutta e dolci spezie, bocca freschissima di buona lunghezza.

14) Nero d’Avola/Frappato – DOCG Cerasuolo di Vittoria – Ragusa – 86/100 Bel naso tipico di frutto e spezie, beva fresca e debolmente sapida, ottima la marca del Frappato.

15) Nero d’Avola/Frappato – DOCG Cerasuolo di Vittoria – Ragusa – 87/100 Ha estrazione di colore maggiore del precedente, olfatto simile, bocca più piacevolmente florerale.

16) Nerello Mascalese/Nerello Cappuccio – DOC Etna Rosso – Catania – 91/100 Intrigante olfatto varietale, note floreali, frutti freschi e spezie, bocca elegante, piena di freschezza e sapidità, lunga persistenza aromatica intensa.

17) Nerello Mascalese/Nerello Cappuccio – DOC Etna Rosso – Catania – 90/100 Ha naso più ciliegioso del vino precedente, bocca fine, freschezza e mineralità da vendere.

18) Nero d’Avola – IGT Sicilia – Caltanisetta – 86/100 Ben espresso sulle note del vitigno sia al naso sia in bocca, con piacevoli ritorni retrolfattivi. 

19) Nero d’Avola – DOC Noto – Siracusa – 87/100 Intenso al naso, in bocca evidenzia buon equilibrio gustativo.

20) Nero d’Avola – DOC Contea di Sclafani – Palermo – 88/100 Più intriso di frutta nera carnosa, bocca piacevolmente lunga.

21) Nero d’Avola – IGT Sicilia – Ragusa – 84/100 Presenta un naso d’intenso pepe bianco che copre un pò il frutto, vinoso e tipico in bocca. 23) Merlot – IGT Sicilia – Trapani – 83/100 Dall’olfatto intenso è il più morbido della batteria, forse proviene da uve un pò mature. 

22) Nero d’Avola – IGT Sicilia – Agrigento – 90/100 Bellissima espressione del vitigno principe siciliano, un naso intenso e poliedrico di fiori, frutta e spezie, bocca lunghissima.

23) Merlot – IGT Sicilia – Trapani – 83/100 Dall’olfatto intenso è il più morbido della batteria, forse proviene da uve un pò mature. 

24) Cabernet Franc – IGT Sicilia – Palermo – 88/100 Gran bella materia, naso elegante variegato, bocca fresca e lunga.        

25) Syrah – IGT Sicilia – Catania – 88/100 All’olfatto ed in bocca ottima integrità del frutto, vive note di liquirizia, tannini nobili.

26) Syrah – IGT Sicilia – Trapani – 89/100 Bella stoffa e finezza, esprime le caratteristiche uniche che questo vitigno alloctono assume in Sicilia. 

27) Cabernet Sauvignon – IGT Sicilia – Palermo – 90/100 Altro alloctono ben riuscito dalle grandi doti, tra morbidezza, punte di freschezza e mineralità.

 VINI DOLCI:

28) Malvasia – IGT Sicilia – Messina – 89/100 Naso su toni di cannella e frutto dolce, bocca dalla giusta volumetria.

29) Moscato Bianco – DOC Moscato di Siracusa – Siracusa – 90/100 Dal colore invitante, dal naso sfaccettato e dalla beva agile e lunga.

30) Zibibbo – DOC Passito Pantelleria – Trapani – 91/100 Olfatto di miele e uva passa, al gusto piacevolissimo è pieno di sole, ma anche di gran freschezza e lunga persistenza.

Conclusioni                                                                                                                       

A fine degustazione posso trarre alcune indicazioni importanti: l’analisi organolettica dei campioni ha mostrato vini dalle grandi potenzialità, in particolare i bianchi mi hanno sempre più dato l’idea di una grande crescita qualitativa, riescono ad esprimere compiutamente il varietale d’origine con note di freschezza ed agilità gustative fino a qualche anno fa impensabili. Tra i rossi mi hanno particolarmente convinto un paio di Nero d’Avola in grado di trasmettere l’impronta territoriale del vitigno, vini espressione di un nuovo modo di concepire il Nero d’Avola, in maniera più fine rispetto a quelli iperconcentrati di un pò di tempo fa. Di grande eleganza gli Etna Rossi, indubbiamente le punte di eccellenza della nuova enologia siciliana, gli alloctoni Syrah e Cabernet Sauvignon confermano la loro bontà sul territorio isolano, mentre i dolci da Malvasia e Zibibbo oltre al classico sole sprigionano viva agilità. Mi sembra di avvertire una realtà  enologica in cambiamento, il frutto è preservato e valorizzato, i legni utilizzati, per lo più di grande dimensione, hanno cambiato le loro finalità, non stravolgono i vini con sentori lignei decisi, ma sono usati allo scopo di valorizzare attraverso lo scambio gassoso le varietà e quindi le potenzialità dei vitigni di origine.                                                                                                                      

Secondo Attilio Scienza, docente di viticoltura all’università di Milano “Molti hanno dell’isola una visione unitaria, quando invece è un universo vario di viti-culture e vitigni, un contenitore di tante cose da svelare e valorizzare nel mondo, bisogna capire qual è il senso di identità di ogni territorio”. Questa degustazione ha sicuramente raggiunto questo scopo, mostrando a mio avviso una chiara linea produttiva generale, che ritengo assolutamente vincente.

La Sicilia del vino

La superficie vitata di 119.893 ettari, quella ad uve bianche è di 76.906 ettari (64,1%), mentre le uve rosse sono presenti in 42.839 ettari (35,7%). Le forme di allevamento si dividono in: alberello 11.149 ettari (9,3%), spalliera 95.166 ettari (79,4%), tendone 12.862 ettari (10,7%) in progressiva contrazione.
A farla da padrone, in quanto a superficie vitata, è la provincia di Trapani con 68.780 ettari e il 57,4% dell’intera area siciliana coltivata a uve da vino. Segue Agrigento con 10.972 ettari che corrispondono al 17,5%, poi Palermo con 16.625 ettari e il 13,9%, Caltanissetta 5.763 e il 4,8%, Catania 3.074 con il 2,6%, Siracusa 1.943 con l’1,6%, Ragusa con 1.466 e l’1,2%, Messina con 891 ettari e lo 0,7%, chiude Enna con 375 ettari e lo 0,3%.
In termini di referenze, la Sicilia imbottiglia 1,65 milioni di ettolitri di vino, superando i 200 milioni di bottiglie (+2,6% sull’anno precedente). Sono 650 le aziende vitivinicole in Sicilia con capacità proprie di imbottigliamento di cui circa 55 gli organismi associativi (cooperative e cantine sociali); 29 superano il milione di bottiglie annue coprendo oltre il 73% della produzione regionale complessiva, mentre sono meno di cento le imprese che oltrepassano le centomila bottiglie per anno (dati dell’Istituto regionale della vite e del vino e dati dell’Osservatorio sul settore vitivinicolo siciliano dell’università di Palermo).
Tra le principali cultivar a uva da vino c’è il Catarratto bianco comune con 38.079 ettari che detiene una quota del 31,76%, seguono il Nero d’Avola con 19.304 ettari pari al 16,1%, l’Inzolia con 7.795 ettari pari al 6,5%, il Grecanico e il Syrah con 5,358 ettari (4,47%), lo Chardonnay e il merlot che sfiorano i cinquemila ettari e superano di poco il 4%.
La produzione media si attesta sui 9 milioni di quintali di uva e 6,9 milioni di ettolitri di vino e mosto. La produzione 2008 è stata di 9-10 milioni di quintali di uva pari a 7 milioni di ettolitri di vino e mosto.
Le strade del vino sono 12: Marsala-Terre d’Occidente, Erice Doc, Alcamo Doc, Doc Monreale, Terre Sicane, Castelli Nisseni, Cerasuolo di Vittoria, dal Barocco al Liberty, Etna, Val di Noto, Val di Mazara, Provincia di Messina, Sul percorso della Targa Florio.
Il vino esportato nel 2007 è 427.519 ettolitri, di cui 276.259 ettolitri confezionato (64,6%) e 140.422 ettolitri sfuso (32,8%). Le esportazioni hanno portato alle aziende 84.786.000 di euro, di cui 72.817.000 per il confezionato (85,9%) e 10.648.000 per lo sfuso (12,6%).
Le esportazioni, se si considera sia lo sfuso che l’imbottigliato, si concentrano nel Regno Unito (circa centomila ettolitri nel 2007, quasi tutto imbottigliato) , Germania (oltre 70.000 ettolitri, metà sfuso e metà imbottigliato) e Francia (meno di 70.000, quasi tutto sfuso). Seguono Stati Uniti (40.000 quasi tutto imbottigliato), Svizzera (meno di 40.000, per lo più imbottigliato). Poi Canada, Giappone e Svezia, tutte con quote che si aggirano sui 20.000 ettolitri.

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