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Posts Tagged ‘andrea franchetti’

le contrade dell'etna bandieraE’ il settimo anno consecutivo che alle Contrade dell’Etna ho l’opportunità di assaggiare tutta la produzione etnea in tutte le sue sfaccettature, spumanti, bianchi, rosati e rossi provenienti dalle varie contrade nei vari versanti del vulcano, dell’ultima annata e delle annate precedenti, il quadro pur essendo sempre in costante evoluzione appare sempre più netto e marcato.

“ Le Contrade” è sempre un interessantissimo focus, è cambiato davvero tanto dalla prima edizione del 2008, allora le aziende presenti al tasting erano solo 38, oggi oltre 80. Nella prima edizione nel salone della cantina di Passopisciaro di Andrea Franchetti eravamo poco più di 300 addetti ai lavori,  di anno in anno il numero delle presenze è sempre cresciuto, nel 2014 nella nuova location della cantina di Alberto Graci sono state oltre 2000.

Tanti dei vini presenti, nelle diverse tipologie, mostrano una crescita qualitativa comune e sono davvero interessanti e rappresentativi del territorio, altri sono di buon livello, anche se a dire il vero qualcuno mostra caratteri fuori registro e non proprio consoni al terroir dal quale deriva.

Globalmente la crescita in questi anni sia in termini produttivi che qualitativi è stata davvero sostenuta ed è innegabile che i vini di questa zona siano di grandissimo appeal, mi piace definirli  “vini di un’isola nell’isola.” 
Tra tutte le etichette presenti ecco 30 tra gli assaggi più convincenti.

selva concetta rosè contrade dell'etna giornalevinocibo

Tra gli Spumantioltre ad alcuni storici classici dell’Etna, mi sono piaciuti quelli dell’azienda Selva Concetta, sia il Brut che il Rosè sono prodotti da uve nerello mascalese, freschi e profondi al naso ed in bocca.

la contea classe 39 bianco contrade dell'etna giornalevinocibo

Tra i bianchi, interessante novità il Classe 39 ’13 La Contea, ottenuto da nerello mascalese 90 % e nerello cappuccio 10% vinificati in bianco,  mostra al naso note di pesca bianca e mentuccia, è fresco ed avvolgente al sorso.

Si esprime bene l’Etna Bianco ’13 di Planeta, particolare al naso con intense note di fiori d’arancio e fruttate di mela renetta, dal sorso ben calibrato tra acidità e sapidità.

filippo grasso anemos bianco contrade dell'etna giornalevinocibo

Il nuovo Anemos ’12 Etna Bianco di Filippo Grasso gioca sulla semplicità del frutto e sull’agilità del sorso, davvero godibile.

Il Millemetri Etna Bianco ’12 Feudo Cavaliere è risconoscibile per le sue caratteristiche olfattive di ricchezza floreale, di frutta bianca frescaagrumi e nocciola e per la beva che riempie il palato.

tenuta di fessina musmeci contrade dell'etna giornalevinocibo

Tenuta di Fessina, dopo l’ammaliante carricante ‘a Puddara, propone il Musmeci Etna Bianco ’12 con corpo e struttura, mineralità e toni agrumati in un allungo gustativo di grande prospettiva.

Il bicchiere dell’ Etna Bianco Salisire  di Vivera ’12 è sempre un gran bel berenaso intenso e riccobocca in surplace con fresche note di pesca bianca e speziata mineralità.

L’Etna Bianco ‘12 di Tenuta Monte Gorna convince per i ricordi olfattivi di cedro candito, pompelmo e fiori bianchi e per la bocca tesa nell’allungo.

benanti pietramarina  contrade dell'etna giornalevinocibo

L’Etna Bianco Superiore Pietra Marina ’10 di Benanti è intrigante per l’ olfatto cangiante, ondate di floreale di ginestra, fruttate di  pesca gialla e albicocca, balsamico e mentolato. Bocca fresca, lunga  e dal sapore fitto.

Etna Bianco Ante ’10 I Custodi delle Vigne dell’Etna, ha naso pieno di frutta a polpa gialla e note mentolatebocca importante, fresca, lunga e sapida.

Nota a parte per il neonato senza solfiti Ciuri di Luna di Valenti da uve Grecanico, decisamente particolare con i suoi sottili toni balsamici, agrumati e speziati.

primaterra rosato contrade dell'etna giornalevinocibo

Tra i rosati l’Etna Primaterra ‘13 ha toni raffinati di rosa, ciliegia, ribes, tocchi minerali e beva che invoglia al nuovo assaggio.

Intrigante il rosato De Aetna ’13 di Costantino da solo nerello mascalese, caramella di fragola e lampone, spezie e garofano, dal sorso affilato e sapido.

passopisciaro contrade dell'etna giornalevinocibo

5 Cru di Andrea Franchetti ed il Passopisciaro sono ideali per farsi un’idea dell’annata 2013 dei rossi del vulcano . Tra questi il mio preferito, almeno al momento, è il Rampante con la sua elegante fresca intensità olfattiva e gustativa, bello anche il Guardiola con più sostanza speziata, il Chiappemacine è una lama tagliente, lo Sciaranuova, oltre a grande freschezza, mostra più materia nel bicchiere, il Porcaria è il più concentrato e lungo.
Assaggio per ultimo il Passopisciaro, unione di vini delle varie contrade, che già inevitabilmente mostra maggiore equilibrio.

L’Etna Rosso ’13 Tenuta delle Terre Nere è esplosivo di frutto e spezie al naso ed all’assaggio, benchè giovanissimo, è appagante.

falcone aitho contrade dell'etna giornalevinocibo

Interessante debutto dell’Etna ’12 Aitho di Falcone, il naso si apre con una femminilità impersonata da rosa canina appena colta, note di ciliegia e susina, toni minerali e mostra sorso fresco e tannico.

Il Munjibel ’12 di Frank Cornelissen è un assemblaggio di varie vigne, dal bicchiere libera aromi di gran frutto speziato ed ha bocca potente e lunga.

fattorie romeo del castello allegracore contrade dell'etna giornalevinocibo

Altra visione dell’Etna è l’Allegracore ’12 Fattorie Romeo del Castello,  più sottile gioca di finezza ed eleganza all’olfatto ed ha sorso di lunga scia frutto-sapida.

Il Cirneco ’12 di Terrazze dell’Etna ha naso di frutto, erbe aromatiche, salsedine e note fumè, bocca viva e asciugante. 

Gran bel vino l’Etna ’12 di Irene Badalà, piacevolissimo al naso con note di viola, mirtillo fresco e gran speziatura, bocca pepata di forza sapida.

graci arcuria contrade dell'etna giornalevinocibo

L’Etna ’13 Arcuria di Graci emana giovani sensazioni di viola e rosa, ciliegia rossa e gelso, sensazioni vegetali ed  ha trama gustativa di gran registro. L’annata ’12 è più composta con mora di rovo, ribes, liquirizia e cannella che chiudono il fresco lungo finale.

Il Feudo di Mezzo ’12 Girolamo Russo è una girandola di floreale di lavanda e glicine, uniti a ciliegia e tocchi terrosi, ha palato fitto, dal gran tannino, con finale tra ritorni floreali e fruttati.

biondi contrada san nicolo contrade dell'etna giornalevinocibo

L’Etna Contrada San Nicolò ’12 Biondi  è potenza ed eleganzanaso di rosa rossa, fruttato di amarena, cannella, sorso intenso, fruttato e speziato.

E’ una bella espressione di nerello il  Tascante ’10 Tasca d’Almerita, naso vivo di ciliegie e mirtilli, note agrumate e spezie scure, succoso e carezzevole al palato, non tralascia profondità sapida.

Il Musmeci ’10 di Tenuta di Fessina, effonde rosa rossa, mora, erbe aromatiche e spezie fini. Al palato è ricco, con precisi freschi ritorni fruttati tra calore, tannino e note minerali.

Come sempre elegante  l’Etna Rosso N’anticchia ’10 Tenuta Aglea  di Paolo Caciorgna, naso di petali di rosa, vivo frutto, spezie, china e liquirizia. Al palato lavico e pepato dal bel fresco finale. 

L’Etna Rovitello’10 Benanti sfodera rosa canina, fresca frutta rossa, note balsamiche e mentolate, bocca con tannini fitti, calore e freschezza di frutto ne allungano il sorso.

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le contrade dell'etna 2013Le Contrade dell’Etna, giunt0 alle sesta edizione, è ormai diventato un evento imperdibile che consente il focus sui vini del vulcano favorendo il confronto tra i singoli produttori delle diverse Contrade dei vari versanti del vulcano ed agli addetti ai lavori di poter assaggiare confrontandole tutte le migliori produzioni.
Ideato da Andrea Franchetti nella sua cantina di Passopisciaro, l’evento è cresciuto di anno in anno, sia in termini numerici sia qualitativi. Quest’anno sono state ben 62 le aziende presenti, due i saloni di degustazione, a quello storico si è aggiunto il nuovo caratterizzato da colonne esterne e dal soffitto ligneo.

L’interesse per i vini di questo fantastico territorio è ormai una certezza, sei anni fa lo scenario era completamente diverso, Andrea Franchetti ha attivato un meccanismo qualitativo produttivo e di comunicazione innegabile, la suddivisione del territorio in Contrade è stata un’idea che di per sé ha qualificato e dato un’anima alle diverse micro-aree  ed è stata recepita anche nel disciplinare della Doc Etna.

le contrade dell'etna 2013 andrea franchetti luigi salvo

A quest’ennesimo appuntamento Andrea Franchetti è visibilmente soddisfatto:
” l’Etna è come la Borgogna, il futuro di questa zona vinicola è nelle mani dei piccoli produttori e siamo solo all’inizio di una storia qualitativa importante. Dopo il recupero di vecchi vigneti s
ai che adesso è in partenza una nuova fase, la ristrutturazione delle vecchie strutture di cantina, dei vecchi palmenti mantenendo le loro caratteristiche originarie.
C’è bisogno di ricettività qui sull’Etna è bello creare un’architettura classica che si sposi con i vigneti circostanti ed  io ho già inaugurato questo corso ristrutturando una parte della cantina che oggi ospita le degustazioni, adesso andiamo a vederla”.

Mi parli del nuovo Cru il Guardiola?
Il Guardiola 2012 è straordinario, ho preso in affitto un vigneto fantastico, in questa contrada Marc de Grazia ha già fatto un vino di grande livello. E’ una bella cosa che siamo in tanti a fare vino nelle stesse Contrade, sarà possibile apprezzare ancor di più le varie sfaccettature soprattutto tra alcuni anni.

Ecco il meglio di un’intera giornata di assaggi:
Tra i bianchi davvero interessanti l’Etna Bianco Quantico ‘12 dell’azienda Giuliemi  che andrà in commercio dopo l’estate, intenso al naso ed in bocca ricco d’agrumi e note saline.
Dà conferma delle sue potenzialità l’affermato Etna Bianco Salisire  di Vivera, in versione ’12, ricco di pregevoli note fruttate fresche e giustamente saline.

le contrade dell'etna 2013 planeta carricante

Ha bella freschezza olfattiva e lunga scia frutto sapida il nuovo Carricante ’12 Eruzione 1614 di Planeta e debutta all’assaggio in maniera convincente anche il  Carricante Buonora  ’12 di Tasca d’Almerita, giovanissimo alla beva ha gran vena acida e struttura gustativa.

le contrade dell'etna 2013 graci carricante arcuria

Godibile l’Etna Bianco Arcuria ’11 di Alberto Graci in uscita il prossimo Settembre, dalle deliziose note olfattive agrumate e vegetali, dalla beva acida e piena che riempie il palato.

D’indubbia stoffa l’Etna Bianco A’ Puddara ’11 di Tenuta di Fessina, Silvia Maestrelli e Fedrico Curtaz ottengono questo Carricante  in purezza dai vigneti di Santa Maria di Licodìa. Gran naso floreale e fruttato, spezie fini e roccia bagnata, un brivido salino lungo e continuo ravviva l’assaggio fondendosi alle persistenze gusto-olfattive.

L’Etna Bianco Archineri ’11  di Pietradolce è un gran bel Carricante in purezza, dal naso poliedrico, frutta a polpa gialla, erbe aromatiche, aromi speziati e salmastri, all’assaggio è succoso e dal finale persistente.

le contrade dell'Etna filppo grasso mari di ripiddu

L’Etna Bianco  Mare di Ripiddu ’11 di Filippo Grasso ha ventaglio olfattivo di mela, pepe bianco e mentuccia ed al sorso alterna vibrante sapidità al frutto carnoso.
Profondo il Carricante ‘11 Terre di Trente, le produzioni di Trente Hargrave e Filip Kesteloot continuano ad esprimersi su gran livelli.

le contrade dell'etna 2013 benanti pietramarina

L’Etna Bianco Superiore Pietramarina ’09 di Benanti conferma il suo gran corredo olfattivo, floreale di ginestra, di pesca gialla, note di salvia, timo e corteccia. Ha bocca  piena e riconoscibile con lunghi ritorni olfattivi in scia sapida.

le contrade dell'etna 2013 feudo cavaliere rosato

Tra i rosati eccellente l’Etna Millemetri ’12 di Feudo Cavaliere che evoca profumo di rosa e viola, ciliegia, ribes e tocchi minerali, ed in bocca ha precisi ritorni olfattivi in lunghezza. E’ invitante l’Etna Prima Rosa ’12 di Primaterra, dall’olfatto fresco di rosa, note di ciliegia, cassis e speziate, dal sorso piacevolmente fresco e minerale.

rossi del vulcano hanno certamente un fascino particolare:
Frutto vivido di ribes, viola e humus illuminano le potenzialità dell’Etna Rosso ’12 Tenuta delle Terre Nere, c’è tutto il fascino del piacere della gioventù nell’Etna Rovittello ’12 di Benanti, storico vino di riferimento dell’Etna.

le contrade dell'etna 2013 passopisciaro varie contrade

5 Cru di Andrea Franchetti ed il Passopisciaro tutti 2012, mostrano l’universo nel bicchiere del territorio Etneo.
Il Rampante è ricco di particolare freschissima intensità olfattiva e gustativa, lo Sciaranuova ha più corpo e calore, il Chiappemacine svela in bocca il tannino del Nerello, il Porcaria è il più concentrato ed ha già lunghezza gustativa.
L’ultimo nato è il Guardiola, ha naso intenso, sorso di vena acida e spezie piacevolmente dolci.
Il Passopisciaro è l’unione di vini delle varie contrade ed esprime la sintesi di questo fantastico comprensorio.

L’Etna Rosso di Aitala ‘11 al naso è un concentrato di frutto e spezie e salsedine, in bocca svela vigoria acidica e polpa fruttata.

le contrade dell'etna 2013 cisterna fuori biondi

Stratosferico l’Etna Rosso Cisterna Fuori ’11 di Ciro Biondi, mix d’eleganza e potenza, naso di rosa rossa, fruttato di ribes, chiodi di garofano, sorso di viva freschezza con continui ritorni fruttati e minerali.

Bellissimo il nuovo Etna Cru di Girolamo Russo il Feudo ’11, naso già poliedricoroselline, melograno, timo, ribes, spezie orientali, palato fitto e coerente.

L’Etna ’11 dell’azienda agricola  Irene Badalà ha vigoria ed integrità di frutto e spezie sia al naso che in bocca, le sue caratteristiche di genuinità appagano l’assaggio.

le contrade dell'etna 2013 allegracore vigo

L’Etna Allegracore ’10 Fattorie Romeo del Castello sfoggia rosa canina, lampone, carruba, cannella, sorso godibilmente fresco e minerale con coerenti richiami olfattivi.

Sugli scudi l’Etna Martinella ’10 di Vivera dall’olfatto variegato di note di frutto scuro, spezie e mineralità, fresco ed invitante in bocca con finale lungo.

Mi è piaciuto molto anche l’Etna ’10 Contrada Barbabecchi Quota 1000 di Albero Graci, ribes, macchia mediterranea, sottofondo di anice stellato e china. Dal corpo deciso, d’acidità e mineralità, nel quale la trama tannica sorregge il lungo finale

le contrade dewll'etna paolo caciorgna

Elegante espressione di finezza è l’Etna Rosso N’anticchia ’09 di Paolo Caciorgna, la sottile intensità nasale è un mix di frutto, spezie, toni di rosa, ginepro, china e liquirizia. Al palato le doti di freschezza e mineralità addomesticano la voce alcolica dando agilità e proporzione.

le contrade dell'etna tenuta di fessina silvia maestrelli

Da antichi e bellissimi alberelli è prodotto il Musmeci ’08 di Tenuta di Fessina, il millesimo consente oggi d’apprezzare sfaccettature cesellate, naso di rosa canina, ribes, erbe aromatiche fresche, spezie, ottima la fusione con il legno. In bocca precisi i ritrovi olfattivi, il tessuto tannico occupa la bocca mirabilmente, la scia frutto sapida domina il lungo finale

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Le “Contrade dell’Etna” giungono al loro quinto anno mettendo in luce alcune interessanti novità e tantissime conferme. Il successo di questa manifestazione che Andrea Franchetti ha pensato e realizzato è evidentissimo, oltre che per la gran quantità d’appassionati che giungono sull’Etna, soprattutto per il numero crescente di produttori che aderiscono all’evento e per la nutrita presenza di colleghi della stampa estera arrivati in Sicilia per l’occasione. I produttori ospitati da Andrea Franchetti nel grande salone della cantina di Passopisciaro sono stati quest’anno 55 ed hanno presentato i loro vini non ancora imbottigliati delle diverse contrade annata ’11 insieme con alcuni d’annate precedenti. 

La sera antecedente al 19 Marzo, giornata dedicata alle “Contrade”, Franchetti ha invitato la stampa italiana e straniera, alcuni  importatori e qualche produttore presso l’agriturismo “Quota Mille”. Lo scambio di opinioni nel corso della cena ha ancor più evidenziato un dato che ormai è chiaro, ovvero la grandissima attenzione che ripone il mondo enologico mondiale su questa straordinaria fetta di territorio siciliano in grado di dare elevatissime eccellenze enologiche. Forza innanzi tutto del ricco terreno vulcanico sul quale sono allevati il Nerello, il Carricante e gli altri vitigni dai 300 metri s.l.m. fino ai 1100, gli affascinanti alberelli hanno densità che può variare da 6.000 fino a 12.000 ceppi per ettaro nei vigneti più antichi. Le caratteristiche climatiche sono davvero uniche, caldo sole e grandi escursioni termiche stagionali e giornaliere donano alle uve qualità organolettiche di primissima grandezza.

WINE REALITY Web Tv: Report video su “Le Contrade dell’Etna” con interviste ad Andrea Franchetti ed Alberto Aiello Graci.

Ecco i migliori vini assaggiati quest’anno:

Tra gli Spumanti: il Brut da uve Chardonnay ed il Rosè da uve Pinot Nero dell’azienda Terrazze dell’Etna entrambi freschi e profondi al punto giusto,  il Brut da uve Carricante di Planeta ricco di frutta e mineralità, ed il classico Brut Murgo da uve Nerello Mascalese mix di fragranza e ritorni sapidi.

Tra i Bianchi 2011: l’Etna Salisire di Vivera viva espressione territoriale al naso ed in bocca, l’Outis di Biondi fragrante e succoso,  l’Etna ’10 Millemetri Feudo Cavaliere conferma di grande qualità, l’Etna  ‘10 Don Michele Moganazzi piacevole e suadente , l’Etna ’10 di Cottanera di lunga scia frutto sapida e l’Etna ‘A Puddara ’09 di Tenuta di Fessina ricchissimo al naso e dalla bocca importante.

Tra i Rossi: di livello il Munjebel ’11 Frank Cornelissen d’affascinante freschezza di frutto, le due contrade ’11 del Tascante di Tasca d’Almerita con Sciaranova più sottile e composta e Bocca d’Orzo più d’estratto, il nuovo “entry level” ’10 di Fattorie Romeo del Castello  in uscita ad Aprile pieno di note floreali e fruttate, l’Etna ’10 Quota 1000 Graci che a Novembre lascerà la cantina conquista già il palato confermando il caratteristico olfatto. Una sicurezza l’Etna Feudo ’10 di Girolamo Russo dal gran carattere ed eleganza, l’Etna Erse ’10 Tenuta di Fessina intenso e piacevolmente lungo, il Feudo Vagliasindi ’10 dal frutto giovane e dalla piacevole nota erbacea. Primo assaggio anche per il Nerello Mascalese ’10 di Planeta pieno di frutto ed avvolgente eleganza.

L’assaggio dei vini delle varie Contrade ’11 di Franchetti, così come gli altri vini ’11, hanno evidenziato un’annata molto interessante e di grandissima prospettiva. All’assaggio il  Passopisciaro ’09 è vivo di ribes e macchia mediterranea, al palato è di freschezza e sapidità, mentre tra i quattro Cru di Franchetti il Porcaria ’09   è il più concentrato, prodotto tra i 700 e gli 800 metri s.l.m. si esprime al naso con intense sensazioni minerali completate da note di ciliegie e lamponi, in bocca è pieno e di lunga scia. Il Franchetti ’09 ottenuto da Petit Verdot e Cesanese di Affile è un vino di particolare espressione, intrigante connubio tra finezza, intensità e consistenza gustativa.

Piacevole il Primaterra ’09 ricco di frutto e spezie, al debutto l’Etna Capo Chiurma ’08 di Filippo Grasso dal gran naso e dal bocca decisa, infine sempre di grande eleganza e territorialità l’ Outis ’08 di Biondi nel quale la magia del vulcano è toccabile in punta di lingua.

Leggi altri articoli di Luigi Salvo sull’Etna: Le contrade 2008Le Contrade 2009 Le Contrade 2010  –    DEVINIS  Un Brindisi sotto l’ombra del Vulcano – Le Contrade 2011

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Quando quattro anni fa Andrea Franchetti realizzò l’evento“Le Contrade dell’Etna” ospitando nel salone a piano terra della sua cantina di Passopisciaro tanti vignaioli del comprensorio fu subito evidente che questa manifestazione per la sua originalità e per la sua gran valenza sarebbe diventata un appuntamento di riferimento nel panorama enologico siciliano e non solo. Così negli anni ho incontrato, oltre ai tanti colleghi della stampa, un numero sempre più crescente di produttori vinicoli giunti appositamente da altri territori dell’isola, Trapani, Caltanissetta, Ragusa, Messina, Agrigento, tutti a Passopisciaro per approfondire i vini del Vulcano e comprendere al meglio il fenomeno dei vini siciliani più ricercati. Andrea Franchetti è romano d’origine, produce grandi vini in Toscana ed a ragione sono convinto che  gli si debba riconoscere il gran merito di aver giocato un ruolo fondamentale nella riscoperta enologica dell’Etna, sia attraverso il suo pluripremiato Passopisciaro sia per essere riuscito, in quello che oso definire un miracolo, ovvero far confrontare nel corso di questo tasting annuale  tutti i produttori delle varie contrade dell’Etna, vecchi, nuovi e appena nati o meglio rinati. Un confronto vero per comprendere  i vini ed i vari territori mettendo da parte invidia e gelosia.

Lunedì 21 Marzo a Passopisciaro, lo dico francamente, è stato molto bello vedere ad esempio Alessio Planeta descrivere il suo Carricante nella sua postazione per poi andare in giro ad assaggiare e commentare il vino degli altri, Silvia Maestrelli ed Alberto Graci scambiarsi opinioni sui propri vini e sulle qualità di quelli che ritenevano più interessanti, Giuseppe Tasca impegnato in giro per i vari banchi ad approfondire i vini ed un paio di storici produttori dell’Etna indicarmi tra i nuovi vini assaggiati quelli a loro avviso più significativi e innovativi.

Franchetti è soddisfatto e mi dice “ Sono felice di questo rinascimento dell’Etna, i produttori presenti oggi sono quasi il doppio della prima edizione e  sono qui per scambiarsi il gusto del vini. Ho pensato questa manifestazione proprio come luogo di scambio per tutti noi, affinchè si possa prendere una precisa direzione stilistica del fare il vino sull’Etna evitando che ognuno possa andare nella proposizione dei vini per conto proprio. Lo scopo è proprio fortificare lo stile in modo che questo sia riconosciuto all’estero, dove c’è un grandissimo interesse verso questo territorio ed i suoi vini. Proprio le contrade, i Cru sono un valore importante e sono convinto che, grazie anche a questo confronto, si avvertirà negli anni futuri una buona crescita nel vino dell’Etna “.

Nelle aree vitivinicole del vulcano sono state classificate circa una cinquantina di tipologie di suolo che per le loro differenti proprietà sono in grado di apportare capacità nutrizionali diverse alle vigne e sensazioni organolettiche di tipicità diverse nei vini. La sabbia-lavica dona vini eleganti ma strutturati, complessi e soprattutto adeguati a sfidare il tempo. Il diverso microclima nei vari piccoli appezzamenti delle varie contrade è poi un ulteriore differenziale d’unicità.

Diversi i bianchi, composti in prevalenza da uve Carricante, che mi sono piaciuti in modo particolare. Margherita Platania presenta una gamma di vini interessanti sui quali spicca il Millemetri ’10 Etna Bianco Doc Feudo Cavaliere dal naso intenso e dalla beva di gran freschezza e di perfetta corrispondenza al vitigno.

Il campione di vasca Etna Bianco ’10 Salisire di Vivera ancora torbido nel bicchiere, svela tutte le sue splendide inebrianti potenzialità di frutto e mineralità. L’ Etna Bianco Doc Mari Ripiddu ’09 di Filippo Grasso è elegante all’olfatto ed al gusto con una struttura che gli garantirà una buona  evoluzione nel tempo. Di gran fascino e bevibilità il Quantico ’10 di Giuliemi ed  il Carricante ’10 di Planeta.  Due vini in prossima uscita che sicuramente lasceranno il segno sono il Carricante ’09 di Tenuta di Fessina ‘A Puddara, del quale ho già parlato in occasione di Sicilia en Primeur e il Bianco ’10 di Nerina di Girolamo Russo, dedicato da Giuseppe a sua mamma Nerina.

Tra i rossi tante conferme e qualche piacevolissima novità: l‘Etna Rosso ’08 N’Anticchia di Paolo Caciorgna è una moltitudine di profumi al naso ed al palato e mi convince per la solidità e la persistenza, mentre il Nerello Mascalese ’08 di Terre di Trente sottile e ricco all’olfatto, ha un bellissimo caleidoscopio gusto di lunghi rimandi fruttati e speziati. Cinque conferme di gran levatura  sono l’Etna Rosso Doc Feudo ’08 di Girolamo Russo dal coerente ed elegante spettro olfattivo e dal lunghissimo sorso, l’Etna Rosso Doc Archineri ’09 Pietradolce dai profumi profondi e pieni e dalla beva ricca di materia e l’Etna Rosso Doc ’08 Quota 600 di Graci caratterizzato dalla silhouette aromatica particolarmente sfaccettata, l’Etna Rosso Doc ’08 Tenuta di Fessina che coniuga finezza di profumi e timbro gustativo inconfondibile e Etna Rosso Doc Guardiola ’09 Tenuta delle Terre Nere dal frutto giovane e dal tannino di gran fattura.

Ha un netto carattere distinguibile l’Etna Rosso Doc Don Michele ’08 Moganazzi dal naso e dalla bocca  piena di frutto, spezie e balsamo, mentre è di sottile viva freschezza il Vino di Anna ’08 dell’enologa australiana trapiantata in terra etnea.

Il Passopisciaro ’08 è  ricco all’olfatto di frutto, spezie e liquirizia, al gusto dispiega il suo grande spessore. I quattro speciali diversi Cru di Franchetti sono di millesimo ’10: il Rampante di Solicchiata deriva da vecchie vigne di Nerello Mascalese a piede franco ad oltre mille metri di altezza, mostra ampie note floreali e fruttate di ciliegia, lampone e mineralità, lo Sciaranuova nasce tra gli 800 ed i 950 metri, al gusto si mostra un po più sottile, il Chiappemacine di più bassa altitudine, intorno ai  550 metri mostra già buona sapidità, mentre il Porcaria prodotto tra i 700 e gli 800 metri è particolarmente concentrato di vive ciliegia e lamponi. Tutti sebbene ancora giovani mostrano grandi potenzialità e lo stile dell’Etna.

Leggi altri articoli di Luigi Salvo: Le contrade 2008Le Contrade 2009 Le Contrade 2010  –    DEVINIS  Un Brindisi sotto l’ombra del Vulcano

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La terza edizione dell’interessante manifestazione “Le Contrade dell’Etna” ideata da Andrea Franchetti si è svolta Lunedi 8 Marzo come ormai tradizione nella cantina di Passopisciaro ed ha visto riuniti tutti i produttori del vulcano per presentare i vini dell’ultima vendemmia ed alcuni delle annate precedenti prodotti nelle varie Contrade dei comuni di Linguaglossa, Castiglione di Sicilia e Randazzo. Quest’anno l’evento delle Contrade, che negli scorsi anni è stato già polo attrattivo per le novità siciliane in bottiglia, si è arricchito di una vera e propria chicca: il giorno precedente Domenica 7 Marzo presso l’innovativo Shalai Resort di Linguaglossa Andrea Franchetti ha presentato in anteprima, con una cena dedicata alla stampa  organizzata da Laura Cirilli, i suoi quattro nuovi Cru da Nerello Mascalese. L’occasione ha visto all’opera importanti chef siciliani, Filippo La Mantia, Giovanni Santoro, Giuseppe Costa e Antonio Colombo, le cui deliziose preparazioni si sono sposate con i vini proposti all’assaggio. 

Quattro Cru da quattro differenti contrade, ottenuti da un unico vitigno il Nerello Mascalese, che acquisisce caratteristiche organolettiche diverse secondo la diversa composizione del terreno nel quale è allevato, infatti, le colate laviche che si sono susseguite nel corso degli anni nel comprensorio etneo hanno creato substrati di minerali differenti da zona a zona contribuendo a caratterizzare fortemente i vini. Nelle due salette dello Shalai Resort Andrea Franchetti ha riunito una quarantina di giornalisti italiani e stranieri, tra i quali anche Stephen Brook di Decanter, ad ogni tavolo i posti erano stati già assegnati, nel mio ho fatto conoscenza con Brandon Tokash, personaggio straordinario con il quale lo scambio di opinioni sui nuovi quattro Cru, sul Passopisciaro e sul mondo del vino siciliano è stato molto piacevole e proficuo.

Andrea Franchetti, Sergio Grasso, noto antropologo alimentare e Giorgio Grai famoso enologo italiano, hanno introdotto con un video il tasting dei vini, tutti annata ‘08: il primo ad essere degustato è stato il Rampante ottenuto da vecchie vigne di Nerello Mascalese a piede franco poste ad oltre mille metri in terrazze sulla parete di lava di Solicchiata. Il terreno nel quale sono allevate è sabbioso ed ossidato. Nel bicchiere mostra trasparenza, l’olfatto è d’intensa finezza con note floreali e fruttate di ciliegia, lampone, spezie e mineralità, in bocca è di bellissima freschezza, con le note fruttate presenti in un lungo finale sapido. E’ un vino particolare dal carattere deciso.
Lo Sciaranuova nasce tra gli 800 ed i 950 metri, in un terreno argilloso e morbido per moltissime ore esposto al sole, olfattivamente il vino è meno intenso del precedente, ma in bocca mostra più struttura con bella intelaiatura tannica e gran piacevolezza di beva. Il Chiappemacine è prodotto più in basso, a 550 metri, è caratterizzato dallo spettro olfattivo variegato e inebriante, al gusto sorprende per l’austerità sapida-tannica, un vino di gran equilibrio. L’ultimo il Porcaria, è prodotto tra i 700 e gli 800 metri, è il più concentrato dei quattro, si esprime al naso con sensazioni minerali completate da note dolci di ciliegia e lamponi, riempie la bocca con potenza setosa e lunghissima. Infine è toccato al Passopisciaro, già noto, che nasce dall’unione di vini ottenuti da altre contrade, dal colore rubino caldo e trasparente, intenso ed attraente il bouquet di lampone, ribes, macchia mediterranea, balsamo e spezie. L’entrata in bocca è di finezza avvolgente, freschezza e sapidità di frutto lasciano una lunga scia finale.

Il giorno seguente prima di recarmi nella cantina di Passopisciaro per l’esposizione delle Contrade, incontro Franchetti per un’approfondita intervista, seguito di quella (leggi) che due anni fa ebbi modo già di fargli.

 

Ha iniziato questa sua avventura in Sicilia relativamente da poco, ma ha avuto grandi soddisfazioni? “Nel lavoro fatto sono stato inspirato da questo posto bellissimo che stimola a pensare alla natura ed anche dalla manodopera locale piena di grande volontà. Il terreno qui sull’Etna cambia ad ogni metro ed  il vino cambia da alberello ad alberello, in quanti altri posti si vendemmia a Novembre con temperature che arrivano a 6-8 gradi. Per la collocazione delle vigne, inoltre, è una vendemmia eroica”.

Da questo vitigno il Nerello Mascalese quattro Cru differenti, ognuno dona  un’espressione diversa, mi è piaciuto molto il Rampante, il Porcaria è il più intrigante di tutti, lei quale predilige? Il Porcaria è sicuramente il più complesso, ma ognuno ha qualcosa di particolare. Il Nerello non è un’uva facile, si ossida facilmente, non si difende, ma se riesce ad avere espressione tersa, trasparente , ad essere tagliente, dona grande piacevolezza, mi piace definirlo un bianco come vino rosso.

Lei da tempo vinifica separatamente le uve delle varie contrade? Tutte le contrade sono ben mappate e danno vita a vini diversi per la variazione d’altitudine e per la differente granulometria dei terreni. Prima tutti i vari vini assemblati davano vita al Passopisciaro, adesso lo si ottiene dalle restanti Contrade che non danno vita ai quattro Cru.

Le etichette di questi Cru sono tutte uguali, cambia solo la piccola scritta della Contrada? Si non c’è l’esigenza di riconoscere le bottiglie da lontano, chi le comprerà probabilmente già le conosce bene.

Quante le bottiglie prodotte annata 2008? Dei quattro Cru complessivamente 10.000 bottiglie, del Passopisciaro sono circa 38.000

Per chiudere una domanda fuori tema, che ne pensa della possibile istituzione della Doc Sicilia? Non credo serva a fare la differenza, se è per questo  sulla bottiglia dell’IGT c’è già la scritta Sicilia.

Lunedì 8 marzo l’azienda di Franchetti, ha aperto le porte a ben 46 produttori etnei, realizzando un importante momento di confronto tra loro e dando la possibilità a giornalisti, operatori del settore ed appassionati di approfondire una realtà enologica di grande spessore, vini emozionanti, che hanno come nota assolutamente distintiva il “terroir” d’origine. Tra le novità assolute la presentazione del nuovo vino da uve Nerello Mascalese con piccole percentuali di Cappuccio di Tasca d’Almerita “Tascante” (nella foto con etichetta provvissoria) che deriva da vigneti della zona di Randazzo nelle contrade di Sciaranuova e Boccadorzo, l’annata ’08 ha fatto 14 mesi di botte grande, il naso su toni di fiori rossi, frutta rossa di bella concentrazione, note speziate e lieve tabacco, fa da preludio alla beva di ottima coerenza con tannino presente e buona fresca persistenza. Altro debutto per un’altra azienda affermata, Planeta presenta il suo Carricante ’09 prodotto in contrada Sciaranuova non fa legno anche se nasce per essere un bianco longevo, sarà in commercio a fine Novembre. Dal bicchiere emergono profumi di fiori di ginestra e frutta fresca a polpa gialla, all’assaggio mostra tutta la sua gioventù, con persistenza acido-sapida. Tra i numerosi Carricante assaggiati mi sono piaciuti in modo speciale,quello dell’Azienda Agricola Cavaliere di Margherita Platania (nella foto la bottiglia con etichetta provvisoria) del compresorio di S. Maria di Licodia, intenso al naso di fiori, frutta e mineralità, dalla beva piena, ricca di freschezza e persistenza, ed anche il Mari di Ripiddu ’09 dell’Azienda Agricola Filippo Grasso, fresco e minerale all’olfatto ed al palato, un vino d’ottima piacevolezza. Tra i Nerello Mascalese più interessanti sicuramente quello di Romeo del Castello Vigo ’08, che sarà in vendita solo a fine anno, pieno di viola, fragola, ciliegia, note di grafite e spezie, al gusto è pieno, di buona freschezza, con pregevole intelaitura tannica. Buono l’Etna ’08 di Chiuse del Signore, dal naso poliedrico e dalla particolare beva di rotondità, ed il Setteporte ’08 che è intenso e pulito al naso e riempie poi la bocca di fresco frutto. Eccellente il Nerello Mascalese ’08 di Terre di Trente, ricco di eleganza e finezza gustolfattiva, con una lunga chiusura minerale. Tra le annate ’07 tante conferme: il Musmeci di Tenuta di Fessina, il San Lorenzo di Girolamo Russo, il Don Michele di Moganazzi, il Quota 600 di Graci, l’Outis di Biondi e l’Archineri di Pietradolce.

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le-contrade-delletna-ii-edizione-blogUn paesaggio inconsueto per la fine di Marzo sull’Etna, infatti Domenica 22 Marzo 2009 a quota 750 metri s.l.m. una nevicata di primavera ha imbiancato i vigneti e reso magica l’atmosfera di questa seconda edizione del tasting dei vini delle varie contrade dell’Etna. I produttori ospitati da Andrea Franchetti nella sua Passopisciaro sono stati ben 47 del comprensorio tra Linguaglossa, Randazzo, Castiglione, per presentare i loro vini non ancora imbottigliati dell’annata ’08 insieme ad alcuni di annate precedenti. 

Questo straordinario territorio che è l’Etna è ormai in fermento da un pò di tempo, vecchie vigne sono ritornate in produzione con un vero e proprio recupero di antichi vigneti i quali godono, nelle diverse contrade, dell’apporto di terreni di diversa composizione e possono esprimersi a differenti altitudini. In tutta sincerità questi vini da Nerello Mascalese e Cappuccio mi emozionano, hanno grandissime potenzialità e se è pur vero che quest’uve hanno una certa somiglianza con il francese Pinot Nero, la loro nota differenziale è data dal “terroir”, grazie al vulcano che ha creato il substrato di coltivazione ricco di sali minerali a composizione lavica. Le caratteristiche pedoclimatiche  date dal caldo sole e dalle grandi escursioni termiche stagionali e giornaliere donano alle uve qualità organolettiche di primissima grandezza. I Nerelli sull’Etna sono coltivati dai 300 metri s.l.m. fino ai 1100, il sistema d’allevamento adottato è quello antichissimo ad alberello con densità di viti che può variare da 6.000 fino a 12.000 ceppi per ettaro nei vigneti più antichi.

L’evento promosso da Andrea Franchetti, produttore di origine romane che in Toscana dà vita a  grandi vini e che in Sicilia è stato il motore della riscoperta enologica dell’Etna con il suo pluri premiato Passopisciaro, è stato ancora più riuscito dello scorso anno sia  per la presenza di colleghi giornalisti che come me dopo il tasting siracusano di Sicilia en Primeur non hanno perso l’occasione di salire sull’Etna per questa illuminante degustazione comparativa dei vini delle varie contrade sia per pubblico che malgrado il tempo inclemente è accorso numeroso. luigi-salvo-e-andrea-franchetti-3-350

Nella postazione dei vini Passopisciaro c’è Erika Tribaldi che amabilmente li mesce e ne tesse le lodi, incontro Andrea Franchetti visibilmente soddisfatto e, presentandomi una produttrice laziale che è appositamente arrivata per apprezzare i Nerelli, mi dice: “Sono contento che i produttori possano confrontarsi tra loro, che esperti, enologi ed anche produttori di altre zone italiane siano entusiasti dei vini che questo territorio può dare”, ha perfettamente ragione, d’altronde era il risultato che si era prefisso quando ha pensato questa manifestazione.

Passopisciaro 2007 I.G.T. Sicilia Nasce da diversi vigneti antichi posti a varie altitudini dagli 800 metri s.l.m fino a 1110 s.l.m., quest’annata ’07 nel bicchiere ha un colore rubino trasparente, naso intenso di grande eleganza, con frutto polposo, spezie, macchia mediterranea, balsamo e liquirizia. Al palato di grande eleganza e spessore, lo trovo di viva freschezza con avvolgente frutto in morbidezza che leviga il tannino nella lunga persistenza aromatica intensa. Assaggio anche le annate ’08 dei vari vigneti Sciaranuova e Feudo di Mezzo e un primo blend d’insieme, le premesse gustative sono di tutto rispetto per il vino che nascerà.

Tanti gli altri vini di gran livello che ho testato: quelli dell’azienda che da sempre valorizza il territorio etneo, Benanti, le interessanti annate ’07 e ’08 di Tenuta delle Terre Nere, Cottanera, Biondi, l’Etna di Barone di Villagrande, ma voglio descrivervi le migliori assolute novità e giovanissime conferme.

tenuta-di-fessina-silvia3Tenuta di Fessina Musmeci 2007 D.O.C. Etna Rosso  Chi lo produce è Silvia Maestrelli, toscana, ha acquistato terreni sull’Etna a Rovitello, nasce per mano dell’enologo Federico Curtaz, l’etichetta è dedicata al signor Musmeci colui che ha curato le vigne di oltre ottanta anni dal quale deriva che si trovano a 670 metri s.l.m. su terreno sabbioso ricco di scheletro e cenere vulcanica, la densità d’impianto è di 8000 ceppi per ettaro. L’annata ’07 è la prima annata di produzione e sarà imbottigliata a giugno, la assaggio alla cieca nel tasting di “Sicilia en Primeur” e la risento l’indomani alle “Contrade”: vivo colore rubino, naso con eleganti note di rosa, ciliegia, amarena sotto spirito, lieve vaniglia e tabacco scuro. La bocca è fresca e poliedrica, minerale dalla nobile trama tannica. L’annata ’08 ha fatto solo un mese dei 15 da passare in legno, è di viva freschezza sia al naso che in bocca, una gran bella materia, con ottima corrispondenza gusto-olfattiva nella persistenza aromatica intensa.
 
contrade-delletna-2009-terrre-di-trente-4506Terre di Trente 2007 I.G.T. Sicilia I belgi Trente Hargrave e Filip Kesteloot producono il loro vino da un ettaro di vigneto in contrada Mollarella di Linguaglossa da vigne di oltre 50 anni a 400 s.l.m. e da due ettari di oltre 80 anni a 800 s.l.m. in contrada Verzella a Castiglione di Sicilia. Ottima conferma la ’07 elegante e di spessore, naso fresco e variegato, rosa, marasca, ribes, note mentolate e di tabacco, bocca piena con tannini compatti.

 Vivera 2008 D.O.C. Etna Rosso  Etna ’08 prima annata di produzione, il vino dovrà ancora fare altri sei mesi di legno, ma già adesso mostra finezza al naso con impatto floreale e fruttato,  mirtilli, fragole di bosco, polposa e fresca ciliegia, note di speziatura e leggera vaniglia, in bocca l’appena accennata morbidezza lascia spazio alla freschezza del frutto ed alla mineralità.

contrade-delletna-2009-graci-31Quota 600 Graci 2007 D.O.C. Etna Rosso  Le vigne di Alberto Graci sono a Passopisciaro ad un’altitudine tra i 600 e 1.000 s.l.m. con una densità tra i 6.000 ed i 10.000 ceppi per ettaro, una parte dei vigneti è impiantata a piede franco, cioè senza portainnesto. I terreni di coltivazione d’origine vulcanica sono bruni, ricchi di scheletro, franco sabbiosi, ricchi di ferro e ad alto contenuto d’azoto. Altra grande conferma, il Quota 600 annata ’07 sarà commercializzato ad Ottobre, ma già adesso è intrigante: colpisce per finezza ed eleganza olfattiva, un ventaglio che dal floreale al fruttato passa poi a ritorni balsamici, vaniglia e liquirizia. Bocca profonda e complessa di lunga persistenza.

Vigo 2008 Fattorie Romeo del Castello D.O.C. Etna Rosso  Chiara Vigo di Romeo del Castello presenta il vigo ’08, seconda annata di produzione. Nel bicchiere ha un colore rubino con riflessi porpora, il naso è pieno di sentori floreali di rosa, fruttati di ciliegia, marasca, eucalipto e speziatura. La beva è tutta freschezza e mineralità, i tannini ancora in evoluzione sono di pregevole spessore, chiude lungo nel frutto carnoso.

Tanti, davvero tanti, i vini interessanti, tutti espressione unica di un territorio che sembra essere destinato ad essere la punta di diamante dell’isola.

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Domenica 16 Marzo 2008 sono andato sull’Etna nella tenuta Passopisciaro di Andrea Franchetti, dove si è svolta un’interessantissima manifestazione denominata “le Contrade dell’Etna 2008”, nella quale ben 38 produttori del comprensorio tra Linguaglossa, Randazzo, Castiglione, siti sul percorso che ha visto nascere il Consorzio “Strada del Vino dell’Etna”, hanno presentato i loro vini non ancora imbottigliati dell’annata ’07, insieme alle annate precedenti.

Da qualche anno lo straordinario territorio dell’ Etna è in fermento, si sta ripopolando di produttori, queste vigne nelle varie contrade si trovano su terreni di diversa composizione ed a differenti altitudini, dove il Nerello Mascalese riesce a donare vini veramente di grandissima finezza. Dopo questa “full immersion” sono ancora più certo che nei prossimi anni questo territorio farà molto parlare di sé, diventando un faro di qualità nel panorama enologico siciliano. La somiglianza del Nerello con il francese Pinot Nero è innegabile, a questa si aggiunge una sua originalità dettata dal “terroir”, fattore che risulta molto importante.

Veramente lodevole questo evento ideato e promosso da Andrea Franchetti, produttore di origine romane, ma toscano d’adozione per le sue vigne di quelle terre, che in Sicilia produce l’ormai famoso Nerello Mascalese “Passopisciaro”. Egli con lungimiranza ha messo a disposizione la sua struttura e l’organizzazione delle postazioni dei banchi d’assaggio, permettendo ai vari vignaioli di esporre i loro vini per poter confrontare tra loro le varie produzioni.

Erano presenti per testare e prendere consapevolezza dei numerosi nuovissimi vini prodotti da questo vitigno, oltre ai colleghi della stampa di settore e agli appassionati, anche i proprietari di due importanti aziende, che hanno da poco investito sull’Etna con l’intento di produrre vini in questo splendido territorio, Lucio Tasca d’Almerita ed Alessio Planeta. La Tasca d’Almerita in contrada Sciaranova in territorio castiglionese a 750 s.l.m. ha impiantato 14 ettari di vigneto, e poco distante tra Sciaranova e Santo Spirito, Planeta ha ne ha messo a dimora 10, e questo se da un lato la dice lunga sulla lungimiranza di chi fa della qualità la sua filosofia, evidenzia anche il fatto che avere tra la gamma di vini, un prodotto dell’Etna, oggi è certamente motivo di vanto aziendale. Il Nerello Mascalese è un vitigno a bacca nera, a maturazione piuttosto tardiva rispetto ad altri vitigni autoctoni siciliani, prende origine dalla piana di Mascali, alle falde dell’Etna. Oggi è presente con un complesso di popolazioni clonali eterogenee e la sua qualità dipende fortemente dalla resa, fattori decisivi sono il versante in cui è coltivato, il sistema di allevamento, con l’alberello in primo luogo, e la densità dell’impianto, che in alcuni casi raggiunge i 12.000 ceppi ha.

Andrea Franchetti fa gli onori di casa, si ritrova con i vari produttori nel zona di cantina adibita per il tasting, e sorride evidentemente soddisfatto per la riuscita di questa giornata. Per una chiaccherata, con estremo piacere mi invita a seguirlo lungo le scale che portano al salone dell’antico caseggiato che ha ristrutturato, nel quale si ritrova tutte le volte che risiede in Sicilia nella sua Passopisciaro. Gli dico subito che apprezzo da tempo il suo Toscano Tenuta di Trinoro, un vino entusiasmante. Mi racconta che inizia la sua scommessa enologica nel 1992 in Val d’Orcia in Toscana, dove acquista un cascinale diroccato e cinquanta ettari di terra, lavora in vigna con i vitigni Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon, Uva di Troia e Cesanese d’Affile, con rese bassissime, 5 grappoli a pianta ed un perfetto grado di maturazione delle uve. E’ lui stesso l’ enologo, crea da solo il suo prodotto non avvalendosi di nessun consulente pluripremiato, il suo vino rispecchia in toto il suo volere. La sua presenza in Sicilia non è un caso: “venivo spesso in Sicilia per diletto, andavo spesso a Siracusa, poi un giorno sono venuto sull’Etna, ho iniziato girare in lungo e largo, ed ho comprato nel 2001 qui a Passopisciaro, ho ripulito tutte le antiche vigne, il resto è li in bottiglia”. Robert Parker ha inserito il Passopisciaro 2005 tra i migliori 50 vini italiani con il punteggio di 95/100, tra questi solo due sono siciliani ed il primo è il suo. Lui si schernisce: “ho pensato a questa giornata di confronto tra i produttori, perchè qui le potenzialità sono grandissime, è un territorio unico, la crescita nella qualità si espande e comincia ad essere evidente, sarà una grande calamita che attirerà i consumatori”. Il Passopisciaro nasce da tre diversi vigneti, Sciaranuova a 800 s.l.m., Guardiola a 900 s.l.m. e Rampante il più alto a 1110 s.l.m., le piante per ettaro sono circa 9.000.

Il Passopisciaro 2006 ha un colore caldo e trasparente, naso elegante ed intenso di frutta e minerale, di macchia mediterranea e liquirizia. L’entrata in bocca è di finezza sottile e vibrante, la freschezza gioca amabilmente con la sensazione pesudocalorica, il tannino è di gran fattura, la lunga chiusura lascia piacevoli note d’erbe aromatiche. Fra gli altri vini di gran pregio che ho avuto modo di testare, come sempre ci sono i Nerelli di Benanti e Cottanera, gli interessantissimi ’07 di Tenuta delle Terre Nere, l’Etna di Scamacca del Murgo e di Barone di Villagrande, l’ Outis di Biondi. Voglio pero descrivervi in particolare, proprio quelli che sin ora non era stato possibile testare a nessun evento d’assaggio, e che mi hanno particolarmente convinto per la loro bontà, tutti vini la cui prima annata di produzione in bottiglia è stata la ‘06, spesso limitata a meno di 5000 pezzi.

Terre di Trente 2006 I.G.T. Sicilia 90/100 Chi lo produce è una deliziosa coppia belga Trente Hargrave e Filip Kesteloot che con la loro passione per la Sicilia mi spiegano che il vino proviene da un ettaro di vigneto in contrada Mollarella di Linguaglossa da vigne di oltre 50 anni a 400 s.l.m., e da due ettari di oltre 80 anni in contrada Verzella a Castiglione di Sicilia poste a 800 s.l.m.., è affinato per dieci mesi in barriques. Vino di grand’eleganza benché ancora giovane, con aromi intensi e puliti, amarena, mora, carruba, giusta presenza di vaniglia tabacco e liquirizia, dalla bocca piena di lunga persistenza. Intrigante

Quota 600 Graci 2006 D.O.C. Etna Rosso 88/100 Alberto Ajello Graci alleva con passione le vigne a Passopisciaro, con una densità tra i 6.000 ed i 10.000 ceppi per ettaro, ad un altitudine tra i 600 e 1.000 s.l.m., una parte dei vigneti è impiantata a piede franco, cioè senza portainnesto. I terreni di coltivazione sono bruni, d’origine vulcanica ricchi di scheletro, franco sabbiosi, a ph neutro, ricchi di ferro e ad alto contenuto d’azoto. La fermentazione del vino è tradizionale in rosso, senza controllo della temperatura in tini di rovere troncoconici, con macerazione a contatto delle bucce per 12 giorni., mentre l’affinamento si protrae per 14 mesi in grandi tini di rovere di Never prodotti dal bottaio austriaco Stockinger con svolgimento spontaneo della fermentazione malolattica. La mano di Donato Lanati è evidente, vino di grande finezza ed eleganza olfattiva e gustativa, d’impronta territoriale marcata e di lunga P.A.I.

Don Michele 2006 Moganazzi D.O.C. Etna Rosso 87/100 Altro Etna dalle chiare caratteristiche di finezza e piacevolezza., siamo nel territorio di Passopisciaro in contrada Moganazzi a 650 s.l.m., l’età media delle vigne è di circa 80 anni, allevate ad alberello su un terreno basaltico ricco in silice e minerali accessori. L’annata ’06 è il primo anno d’imbottigliamento, la produzione si attesterà anche per il ’07 intorno alle 5000 unità. Il vino affina in barriques per circa un anno. Naso intenso di frutto e spezie suadenti, la bocca pur essendo di corpo è improntato su viva freschezza ed una leggiadra mineralità, sorprende in chiusura per un balsamico lungo ed accattivante.

Fattorie Romeo del Castello 2007 D.O.C. Etna Rosso 85/100 Questo vino non ha ancora un nome, lo produce Chiara Vigo di Romeo del Castello, la ’07 è la prima annata di produzione. Per l’occasione di questo tasting ha etichettato le prove di botte con una storica etichetta di famiglia dei primi anni del secolo, che riporta il nome della contrada di produzione Allegracore nel territorio di Randazzo. L’enologo è il massimo competente della zona Salvo Foti L’impressione che mi da questo en primeur è di gran levatura, il naso è poliedrico e sfaccettato, il frutto giovane in bocca è prorompente, con un tannino, tuttavia, che mostra una finezza non comune.

Un esplosione di entusiasmo questo tasting, un territorio quello etneo dove è avvenuta una rifondazione basata sul recupero di antichi vigneti, un paradiso dove l’autoctonia di vitigno e territorio si fondono veramente al meglio, con un futuro, che non potrà che essere bellissimo, come hanno dimostrato questi nuovi vini all’esordio nel confronto con la critica.

Vuoi vedere anche le foto dell’evento vai : http://xoomer.alice.it/luigisalvo/art_251%20le%20contrade%20dell%20etna.htm

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