Al via le degustazioni per la Sicilia della Guida Vini Buoni d’Italia 2009 edita dal Touring Club Italiano, io e la collega Alma Torretta quest’anno effettuiamo il tasting a Palermo, diviso in due location, l’hotel Cavalieri Best Western e successivamente nella sede dell’ Assovini Sicilia, (vedi comunicato stampa Assovini Sicilia), A conclusione del lavoro degustativo, dovremo selezionare le 66 aziende che avranno ottenuto i punteggi migliori per l’inserimento in guida, ognuna con scheda specifica, il giudizio e le note dei vini più rappresentativi. Inoltre indicheremo 12 “vini da non perdere”, chicche di pregio, con produzione molto limitata Un lavoro degustativo lungo e complesso, un bellissimo bagaglio sensoriale.
Quest’anno grande presenza di campioni da uve Grillo in purezza, infatti, tantissime aziende con l’annata 2007 hanno iniziato a produrre questa tipologia di gran moda. Tra i primi 40 testati qualche conferma e qualche delusione, tra i nuovi prodotti qualcosa d’interessante, ma anche tanti vini in cui in Grillo è veramente poco espresso. Per la nostra guida, la qualità rappresenta il parametro di base per attribuire ad un vino un buon punteggio, ma non è l’unico criterio del quale teniamo conto per la segnalazione del vino e quindi dell’azienda, riteniamo importante la corrispondenza vino-vitigno, ovvero, il vino rispondendo alle diverse territorialità, deve avere caratteristiche organolettiche che lo riconducano al vitigno d’origine. Per ottenere un punteggio elevato, deve avere anche la bevibilità, ossia un mix d’ equilibrio, eleganza ed armonia.
Tanti Grillo purtroppo non mostrano queste caratteristiche, essendo privi di riconoscibilità, magari in molti di questi, l’uva in questione è presente in minima parte o è del tutto assente, ma in etichetta capeggia in bella vista la scritta GRILLO, solo perchè c’è molta richiesta di bianchi prodotti da questo vitigno, e la qualità olfattiva e gustativa non è viene per nulla curata. Da elogiare invece parecchi vini da uve Catarratto, anche se in netta diminuzione i campioni presenti, chi continua a mettere vini in bottiglia da questo diffuso vitigno, lo fa perseguendo la qualità, è questo è un dato certamente da sottolineare.


Tanti Grillo è vero, forse un pò troppi, ma è mai possibile che nel vino si continuano a seguire le mode infischiandosene delle qualità organolettiche ?
E tutti questi vini da uve Grilllo che spuntano come funghi, vengono tutti da questo vitigno ?
Luigi non credo proprio
Ho bevuto giusto ieri un Grillo imbevibile, e mi sono chiesta, ma come è possibile che il naso sia piatto, e la beva solo alcolica.
Basta scrivere Grillo in etichetta per cercare di penetrare nel mercato, ma vini come quello sono indecenti.
Luigi per la mia esperienza condivido quanto affermi, l’uva Grillo non è così’ facile da vinificare, se non curata nei minimi particolari da vini grossolani e privi di freschezza, dove gli aromi varietali, non sono per nulla presenti.
Cinque anni fa se ne producevano pochi ma buoni, adesso è un Cri Cri di grilli da tutte le parti……grilli stonati.
Ho bevuto ieri un Grillo di Villa Tonino, ma lo hai mai sentito ? spuntano come i funghi !!!!!!!!!
Cercando su google ” vitigno grillo” , il primo link trovato riguarda un suo articolo su questo vitigno, dove scrive:
Il Grillo ha la peculiarità di offrire il meglio di sé quando è allevato nel classico alberello, può raggiungere un alto tasso zuccherino (22/30%), poca acidità, assenza di acido malico, la vigoria è ottima, raggiunge piena maturazione tra la seconda metà di settembre e la fine dello stesso mese, storicamente usato come componente nel Marsala conferisce la giusta alcolicità del vino liquoroso.
Allora da lombardo mi chiedo, perchè vinificarlo secco ?
Tanti Grillo anonimi, ma anche tanti veramente interessanti credo !!!
Qualche esempio, per me sono Ok il Grillo di Alcesti, di Fondo Antico, di Marco De Bartoli, e il Kados Duca di Salaparuta.
Per Roberto Giovetto, non ho mai bevuto il Grilo di questa cantina, magari è una nuova azienda.
Per Ludovico Maradei, il grillo vinificato per ottenere un vino da pasto è secco così come quello per otternere il vino Marsala, e comunque sono parecchi i Grillo vini da pasto veramente interessanti nei quali i profumi varietali sono ottimamente espressi sia al naso che in bocca.
Sicuramente le uve che li compongono sono di ottima qualità, e la resa per ettaro è contenuta, la loro raccolta è avvenuta nel perfetto momento, ovvero le uve non sono troppo mature, e sono vinificate con un rigoroso controllo della temperatura e tutte le procedure di cantina sono state rispettate in modo ottimale.
Il Grillo può dare vini molto interessanti, credimi.
Spero francamente che con il Grillo non si percorra la stessa strada di certi Nero d’Avola, che delle caratteristiche del vitigno hanno solo il nome !!!!!!
Sono un sommelier di origine siciliana che vive e lavora in svizzera, e qui ho trovato e comprato 6 bottiglie di Terre del Grillo 2007, l’etichetta è una foto con mare, ficodiandia e faraglioni.
Dall’etichetta della bottiglia non si comprende dove sia prodotto, se qualcuno vuole vederela eccola http://www.carlorussowine.com/191489
Chi di voi lo ha mai visto ?
Credevo di conoscerli quasi tutti !!!
Io sono del partito w il Catarratto , meglio se quello “very good !!”
L’anno scorso nella guida ricordo che è emerso quello di Castellucci Miano, fantastico !!
Un Grillo che apprezzo è quello di Serramarrocco !!!
Il Grillo è un gran bel vitigno, è uno dei miei preferiti, da il calore della Sicilia e gli aromi che la ricordano.
E’ un autoctono e come tale anche nelle espressioni meno felici va incoraggiato.
Daniela
Ho bevuto lo scorso Marzo in provincia di Palermo, un grillo vinificato da una cantina sconosciuta, ancora senza etichetta, che era straordinario, di freschezza e corpo, leggerezza e lunghezza.
Magari lo proverai per la guida, non ricordo il nome dela cantina, credo fosse una di quelle sociali ma che lavora con grande innovazione.
Mi hanno regalato una bottiglia di LAMURA GRILLO BIANCO 2005, e già la scritta in etichetta grillo bianco la dice lunga sulla qualità del vino !!!!!!
Pazzesco !!!
Davvero bello degustare tanti grillo in sequenza, credo sia possibile così comprenderne la qualità e capire quale realmente ha le caratteristiche del vitigno.
Anche io nel mio piccolo quando posso con un gruppo di assaggio facciamo così, limitandoci a 3 4 bottiglie, bevute alla cieca ovviamente, e spesso le sorprese sono notevoli.
In ogni regione il vitigno di moda è sputt…, con vini che lo mortificano.
Il Grillo poteva scappare a questa regola, ovviamente NO !!!
Il consumatore attento fugge da questi prodotti, il fesso abbocca, e spendendo qualche euro meno beve boccie disgustose !!!!!!
Compro il vino sempre nella stessa enoteca qui a Roma, da un mio caro amico che è anche Sommelier è aggiro il problema, lui mi consiglia solo il meglio in ternini di qualità e prezzo, ma mi rendo conto che non tutti hanno questa fortuna !!!
sarebbe bello degustare delle batterie di grillo o di nero d’avola o di altri vitigni autoctoni per incrementare il mio bagaglio sensoriale per poi affrontare l’esame da degustatore ,ma purtroppo o un amico sordo……..