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	<title>Commenti a: Sicilia en Primeur 2008: crescita qualitativa dei bianchi, rossi di livello</title>
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	<description>Luigi Salvo WineBlog</description>
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		<title>Di: linda</title>
		<link>http://winereality.wordpress.com/2008/03/21/sicilia-en-primeur-2008-crescita-qualitativa-dei-bianchi-rossi-di-livello/#comment-249</link>
		<dc:creator>linda</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 12:18:17 +0000</pubDate>
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		<description>sono d&#039;accordo con Cotarrella quando definsce i vitigni autoctoni,che non sono soltanto i vitigni presenti da secoli  ma anche quelli che sono presenti da poco, in quanto trovano  nel territorio un ambiente adatto per esprimersi al massimo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono d&#8217;accordo con Cotarrella quando definsce i vitigni autoctoni,che non sono soltanto i vitigni presenti da secoli  ma anche quelli che sono presenti da poco, in quanto trovano  nel territorio un ambiente adatto per esprimersi al massimo</p>
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		<title>Di: Alberto Buccheri</title>
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		<dc:creator>Alberto Buccheri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 15:52:13 +0000</pubDate>
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		<description>Gent. Guido condivisibili le sue osservazioni, in modo particolare: &quot;La Sicilia del vino ha sì una storia millenaria, ma quella che conta veramente è cominciata una manciata di anni fa e porta la sua sigla: GT (Giacomo Tachis) 

Verita assoluta !!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gent. Guido condivisibili le sue osservazioni, in modo particolare: &#8220;La Sicilia del vino ha sì una storia millenaria, ma quella che conta veramente è cominciata una manciata di anni fa e porta la sua sigla: GT (Giacomo Tachis) </p>
<p>Verita assoluta !!!</p>
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		<title>Di: Guido Falgares</title>
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		<dc:creator>Guido Falgares</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 21:11:18 +0000</pubDate>
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		<description>“Prova qualcosa di nuovo, è il messaggio di Attilio Scienza.
L’articolo del Prof. Scienza (vedi: http://xoomer.alice.it/luigisalvo/art_245%20Sicilia%20en%20primeur%202008%20attilio%20scienza.htm) 
è senza dubbio di grande interesse e spessore culturale. L’impressione è di essere in presenza di uno studioso che della Sicilia conosce specificità e sfumature storico-antropologiche. Ma riteniamo necessario, altresì, evidenziare come la chiara condizione di “estranietà” dell’autore faccia emergere alcuni limiti interpretativi di non poco conto e che proveremo a segnalare. 
Scrive Scienza: “…………Così è per il vino siciliano. E’ il risultato di apporti di vitigni e tecniche enologiche dalle origini lontane e misteriose, che presi singolarmente appaiano incompiuti e solo nell’isola trovano una sintesi perfetta, una fusione tra prodotti, stilemi, linguaggi che bene appaga i desideri di eclettismo e di sincretismo del consumatore moderno. Eclettico è colui che si muove con disinvoltura combinando stili diversi, sincretico perché riesce a fonderli in modo armonico, realizzando una sintesi seduttiva”.
In questo passaggio, l’autore intende, un po’ fiabescamente, porre in relazione quasi causale, da una parte l’evidenza storica siciliana, il suo essere campo mentale di culture diverse tra loro, che nel corso degli anni hanno “abitato” questo territorio, favorendo nei siciliani, siamo d’accordo, quel eclettismo di visioni e di vissuti, spesso anche quella competenza a leggere la complessità che è tipica dei suoi abitanti (senza però riuscire a fondere creativamente ed in modo originale elementi diversi tra di loro; “il tutto è più della somma delle parti”, diceva Lewin) e dall’altra la competenza dei produttori siciliani di vino (abili a sfruttare le proprie qualità etnico-antropologiche) nel fondere stili e/o tipologie di colture fra loro diverse.
E’ qui che sembra maggiormente manifestarsi la dimensione un po’ “sognatrice” di Scienza. L’impressione è che egli parli della Sicilia attribuendo (proiettando) qualità, competenze, meriti che crediamo appartengano ad altri territori (la Toscana per es.). Attenzione, con ciò non si vuole sostenere che in Sicilia i produttori di vino non siano stati in grado di sviluppare una competenza sul vino, ma proprio il tanto richiamato eclettismo, frutto della sua storia, è proprio la parte più ambigua, meno praticata, più problematica dei produttori. Ciò che avrebbe potuto rappresentare la forza  dei produttori siciliani, è divenuto il punto di maggiore debolezza e cioè la difficoltà ad assimilare sapientemente territori, colture, stili nella convinzione onnipotente che ciascuno rappresenta se stesso e il meglio possibile; è venuta a mancare del tutto la “sintesi seduttiva”…….. in altre parole il modello originale. 
Il risultato è la perdita del tanto sottolineato senso di appartenenza, che secondo noi non può che essere auto-categoriale, quindi d’insieme, favorendo l’ imitazione di “scelte” enologiche altre, straniere rispetto alle nostre specificità che meriterebbero strategie ben diverse. 
Le “scelte” devono essere di vera appartenenza al territorio.
Il territorio inteso non soltanto nella sua espressione geografica, morfologica e climatica, ma “come insieme di fattori che hanno un potere performativo sul comportamento dell’uomo”, “come prodotto storico dei processi di coevoluzione di lunga durata fra insediamento umano e ambiente, tra natura e cultura”.
Il vino siciliano, che è il risultato di millenari apporti di vitigni, di tecniche colturali e di vinificazione giunti da lontano, deve trovare, nella stratificazione di tali esperienze, la “sintesi seduttiva”, il modello originale.
E allora il concetto di vino nuovo siciliano dal “fascino seduttivo” è un altro: la “souplesse”.
Non un vino corposo, morbido e dai forti sentori di legno (la cosiddetta “consistency”), ma un vino caratterizzato da finezza, gentilezza e da quella che è la più importante qualità del vino, la freschezza.
Manca, poi, la cooperazione e qui sono totalmente d’accordo con il prof. Scienza. 
Il territorio deve essere  parte integrante di un progetto di condivisione culturale che permetta agli uomini in esso presenti di scoprire le ragioni e i vantaggi della loro vicinanza fisica  per perseguire insieme uno sviluppo equo e duraturo.
Agire per lo sviluppo locale (localismo) significa elaborare una progettualità nell’ambito della quale i soggetti locali e le istituzioni siano in grado di valorizzare l’ambiente nel suo complesso, di intervenire insieme, di creare punti di contatto fra settori diversi facendo in modo di mantenere in loco il massimo del valore aggiunto ed infine di entrare in contatto con altri territori e con il resto del mondo (globalismo).
La Sicilia del vino ha sì una storia millenaria, ma quella che conta veramente è cominciata una manciata di anni fa e porta la sua sigla: GT (Giacomo Tachis) come le auto più belle e veloci.
Oggi il vino confezionato è il 17% circa sul totale della produzione.
Produzione VQPRD 2006: 249.500  hl
Produzione IGT 2006: 1.451.890 hl
Produzione vino da tavola 2006: 3.858.990 hl
Il rapporto produzione di qualità/produzione totale va incrementato. 
In uno scenario vitivinicolo in continua evoluzione solamente il passaggio ad una vitivinicoltura di qualità può dare maggiori garanzie per la completa commercializzazione del prodotto.
Le imprese, le cantine devono essere supportate dalle Istituzioni, nel loro processo di internazionalizzazione, tramite la creazione di un marketing allargato che punti alla valorizzazione del “brand” (esempio, regione Sicilia, Val di Noto) e che permetta alla Sicilia, per governare le eccedenze, di guadagnare spazi sui mercati esteri (appare illusorio fare crescere il consumo nel nostro Paese).
Dietro questo “marchio” non il nome di un vitigno in particolare, ma la qualità dei vini prodotti e questa non viene decisa per legge (tanto meno dalla Doc), ma dipende esclusivamente dalla vocazione, dalla ispirazione e dalla cultura del produttore.                                                             Guido falgares</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Prova qualcosa di nuovo, è il messaggio di Attilio Scienza.<br />
L’articolo del Prof. Scienza (vedi: <a href="http://xoomer.alice.it/luigisalvo/art_245%20Sicilia%20en%20primeur%202008%20attilio%20scienza.htm)" rel="nofollow">http://xoomer.alice.it/luigisalvo/art_245%20Sicilia%20en%20primeur%202008%20attilio%20scienza.htm)</a><br />
è senza dubbio di grande interesse e spessore culturale. L’impressione è di essere in presenza di uno studioso che della Sicilia conosce specificità e sfumature storico-antropologiche. Ma riteniamo necessario, altresì, evidenziare come la chiara condizione di “estranietà” dell’autore faccia emergere alcuni limiti interpretativi di non poco conto e che proveremo a segnalare.<br />
Scrive Scienza: “…………Così è per il vino siciliano. E’ il risultato di apporti di vitigni e tecniche enologiche dalle origini lontane e misteriose, che presi singolarmente appaiano incompiuti e solo nell’isola trovano una sintesi perfetta, una fusione tra prodotti, stilemi, linguaggi che bene appaga i desideri di eclettismo e di sincretismo del consumatore moderno. Eclettico è colui che si muove con disinvoltura combinando stili diversi, sincretico perché riesce a fonderli in modo armonico, realizzando una sintesi seduttiva”.<br />
In questo passaggio, l’autore intende, un po’ fiabescamente, porre in relazione quasi causale, da una parte l’evidenza storica siciliana, il suo essere campo mentale di culture diverse tra loro, che nel corso degli anni hanno “abitato” questo territorio, favorendo nei siciliani, siamo d’accordo, quel eclettismo di visioni e di vissuti, spesso anche quella competenza a leggere la complessità che è tipica dei suoi abitanti (senza però riuscire a fondere creativamente ed in modo originale elementi diversi tra di loro; “il tutto è più della somma delle parti”, diceva Lewin) e dall’altra la competenza dei produttori siciliani di vino (abili a sfruttare le proprie qualità etnico-antropologiche) nel fondere stili e/o tipologie di colture fra loro diverse.<br />
E’ qui che sembra maggiormente manifestarsi la dimensione un po’ “sognatrice” di Scienza. L’impressione è che egli parli della Sicilia attribuendo (proiettando) qualità, competenze, meriti che crediamo appartengano ad altri territori (la Toscana per es.). Attenzione, con ciò non si vuole sostenere che in Sicilia i produttori di vino non siano stati in grado di sviluppare una competenza sul vino, ma proprio il tanto richiamato eclettismo, frutto della sua storia, è proprio la parte più ambigua, meno praticata, più problematica dei produttori. Ciò che avrebbe potuto rappresentare la forza  dei produttori siciliani, è divenuto il punto di maggiore debolezza e cioè la difficoltà ad assimilare sapientemente territori, colture, stili nella convinzione onnipotente che ciascuno rappresenta se stesso e il meglio possibile; è venuta a mancare del tutto la “sintesi seduttiva”…….. in altre parole il modello originale.<br />
Il risultato è la perdita del tanto sottolineato senso di appartenenza, che secondo noi non può che essere auto-categoriale, quindi d’insieme, favorendo l’ imitazione di “scelte” enologiche altre, straniere rispetto alle nostre specificità che meriterebbero strategie ben diverse.<br />
Le “scelte” devono essere di vera appartenenza al territorio.<br />
Il territorio inteso non soltanto nella sua espressione geografica, morfologica e climatica, ma “come insieme di fattori che hanno un potere performativo sul comportamento dell’uomo”, “come prodotto storico dei processi di coevoluzione di lunga durata fra insediamento umano e ambiente, tra natura e cultura”.<br />
Il vino siciliano, che è il risultato di millenari apporti di vitigni, di tecniche colturali e di vinificazione giunti da lontano, deve trovare, nella stratificazione di tali esperienze, la “sintesi seduttiva”, il modello originale.<br />
E allora il concetto di vino nuovo siciliano dal “fascino seduttivo” è un altro: la “souplesse”.<br />
Non un vino corposo, morbido e dai forti sentori di legno (la cosiddetta “consistency”), ma un vino caratterizzato da finezza, gentilezza e da quella che è la più importante qualità del vino, la freschezza.<br />
Manca, poi, la cooperazione e qui sono totalmente d’accordo con il prof. Scienza.<br />
Il territorio deve essere  parte integrante di un progetto di condivisione culturale che permetta agli uomini in esso presenti di scoprire le ragioni e i vantaggi della loro vicinanza fisica  per perseguire insieme uno sviluppo equo e duraturo.<br />
Agire per lo sviluppo locale (localismo) significa elaborare una progettualità nell’ambito della quale i soggetti locali e le istituzioni siano in grado di valorizzare l’ambiente nel suo complesso, di intervenire insieme, di creare punti di contatto fra settori diversi facendo in modo di mantenere in loco il massimo del valore aggiunto ed infine di entrare in contatto con altri territori e con il resto del mondo (globalismo).<br />
La Sicilia del vino ha sì una storia millenaria, ma quella che conta veramente è cominciata una manciata di anni fa e porta la sua sigla: GT (Giacomo Tachis) come le auto più belle e veloci.<br />
Oggi il vino confezionato è il 17% circa sul totale della produzione.<br />
Produzione VQPRD 2006: 249.500  hl<br />
Produzione IGT 2006: 1.451.890 hl<br />
Produzione vino da tavola 2006: 3.858.990 hl<br />
Il rapporto produzione di qualità/produzione totale va incrementato.<br />
In uno scenario vitivinicolo in continua evoluzione solamente il passaggio ad una vitivinicoltura di qualità può dare maggiori garanzie per la completa commercializzazione del prodotto.<br />
Le imprese, le cantine devono essere supportate dalle Istituzioni, nel loro processo di internazionalizzazione, tramite la creazione di un marketing allargato che punti alla valorizzazione del “brand” (esempio, regione Sicilia, Val di Noto) e che permetta alla Sicilia, per governare le eccedenze, di guadagnare spazi sui mercati esteri (appare illusorio fare crescere il consumo nel nostro Paese).<br />
Dietro questo “marchio” non il nome di un vitigno in particolare, ma la qualità dei vini prodotti e questa non viene decisa per legge (tanto meno dalla Doc), ma dipende esclusivamente dalla vocazione, dalla ispirazione e dalla cultura del produttore.                                                             Guido falgares</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lucia spliti</title>
		<link>http://winereality.wordpress.com/2008/03/21/sicilia-en-primeur-2008-crescita-qualitativa-dei-bianchi-rossi-di-livello/#comment-246</link>
		<dc:creator>lucia spliti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 16:34:18 +0000</pubDate>
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		<description>Sono innamorata dei vini siciliani, da veneta li ho iniziati ad apprezzare per merito di mio marito, agrigentino DOC. 
Gestiamo ad Abano Terme un ristorante, la cui carta è ricca dei vostri splendidi vini.
Le premesse dell&#039; en primeur di quest&#039;anno sono finalmente buone per i bianchi, punto dolente della qualità siciliana.
Punteremo anche sui bianchi quindi.

Lucia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono innamorata dei vini siciliani, da veneta li ho iniziati ad apprezzare per merito di mio marito, agrigentino DOC.<br />
Gestiamo ad Abano Terme un ristorante, la cui carta è ricca dei vostri splendidi vini.<br />
Le premesse dell&#8217; en primeur di quest&#8217;anno sono finalmente buone per i bianchi, punto dolente della qualità siciliana.<br />
Punteremo anche sui bianchi quindi.</p>
<p>Lucia</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesco Blando</title>
		<link>http://winereality.wordpress.com/2008/03/21/sicilia-en-primeur-2008-crescita-qualitativa-dei-bianchi-rossi-di-livello/#comment-245</link>
		<dc:creator>Francesco Blando</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 09:30:42 +0000</pubDate>
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		<description>Il Nerello Macalese è l&#039;Etna sono sicuramente il futuro qualitativo della sicilia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nerello Macalese è l&#8217;Etna sono sicuramente il futuro qualitativo della sicilia.</p>
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	<item>
		<title>Di: lorenzo77</title>
		<link>http://winereality.wordpress.com/2008/03/21/sicilia-en-primeur-2008-crescita-qualitativa-dei-bianchi-rossi-di-livello/#comment-244</link>
		<dc:creator>lorenzo77</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 09:22:45 +0000</pubDate>
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		<description>Il Fiano di Planeta è un grandisimo vino, non si può dire lo stesso degli altri Fiano siciliani che ho bevuto.

Mi piace particolarmente da quando è passato semplicemente in acciaio il 2004, il naso è ricco della più bella frutta, il melone, l&#039; anananas, la pesca, la bocca è ampia ma equilibrata, un Fiano probabilmente difficile da ripetere in Sicilia. 

Da parte di tutti si dice che aumenteranno gli impianti di questo vitigno nell&#039;isola, e come è avvenuto con i vitigni  internazionali sicuramente ci saranno vini di bella fattura, e vini scadenti, fatti giusto per seguire la moda del vitigno.

Luigi ricordo quando abbiamo bevuto insieme a Rapallo al tigulliovino meeting quel carricante di Gulfi, quella è la sicilia che più mi piace.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Fiano di Planeta è un grandisimo vino, non si può dire lo stesso degli altri Fiano siciliani che ho bevuto.</p>
<p>Mi piace particolarmente da quando è passato semplicemente in acciaio il 2004, il naso è ricco della più bella frutta, il melone, l&#8217; anananas, la pesca, la bocca è ampia ma equilibrata, un Fiano probabilmente difficile da ripetere in Sicilia. </p>
<p>Da parte di tutti si dice che aumenteranno gli impianti di questo vitigno nell&#8217;isola, e come è avvenuto con i vitigni  internazionali sicuramente ci saranno vini di bella fattura, e vini scadenti, fatti giusto per seguire la moda del vitigno.</p>
<p>Luigi ricordo quando abbiamo bevuto insieme a Rapallo al tigulliovino meeting quel carricante di Gulfi, quella è la sicilia che più mi piace.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco pievi</title>
		<link>http://winereality.wordpress.com/2008/03/21/sicilia-en-primeur-2008-crescita-qualitativa-dei-bianchi-rossi-di-livello/#comment-243</link>
		<dc:creator>francesco pievi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 07:13:11 +0000</pubDate>
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		<description>Mi ha colpito la frase di Cotarella secondo cui il viognier in sicilia ha caratteristiche talmente uniche da doversi definire sicilia-viognier.
Secondo me questo concetto è applicabile per tutti i vitigni che sono coltivati anche in altri posti, da voi in sicilia l&#039;espressione di qualunque vitigno è certamente diversa.
Certo se lui si è soffermato in particolare su questo vitigno sarà decisamente particolare.
Io ho bevuto quello dell&#039;azienda siciliana baglio di pianetto, e non mi è sembrato che abbia brillato per le sue doti uniche.
Certo alcuni cabernet o merlot hanno delle loro precise caratteristiche, per non parlare del syrah.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha colpito la frase di Cotarella secondo cui il viognier in sicilia ha caratteristiche talmente uniche da doversi definire sicilia-viognier.<br />
Secondo me questo concetto è applicabile per tutti i vitigni che sono coltivati anche in altri posti, da voi in sicilia l&#8217;espressione di qualunque vitigno è certamente diversa.<br />
Certo se lui si è soffermato in particolare su questo vitigno sarà decisamente particolare.<br />
Io ho bevuto quello dell&#8217;azienda siciliana baglio di pianetto, e non mi è sembrato che abbia brillato per le sue doti uniche.<br />
Certo alcuni cabernet o merlot hanno delle loro precise caratteristiche, per non parlare del syrah.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luigi Salvo</title>
		<link>http://winereality.wordpress.com/2008/03/21/sicilia-en-primeur-2008-crescita-qualitativa-dei-bianchi-rossi-di-livello/#comment-242</link>
		<dc:creator>Luigi Salvo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 20:09:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://winereality.wordpress.com/?p=50#comment-242</guid>
		<description>Ludovico, i campioni sono stati scelti da una commissione Assovini con a capo Riccardo Cotarella, e non sono affatto i migliori campioni per ogni vitigno, appunto per non dare un idea monotematica durante la degustazione.
Certamente sono rappresentati tutti i vitigni, ma non nel loro top espressivo, ed è giusto così.
Ad esempio il Catarratto non era certamente di gran levatura, ne ho bevuto certamente di migliori, stesso discorso per il Merlot.
La scelta dei campioni è stata veramente ben fatta, ed ha dato una panoramica della produzione sparsa su tutta l&#039;isola, dando la reale idea delle potenzialità nelle varie provincie.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ludovico, i campioni sono stati scelti da una commissione Assovini con a capo Riccardo Cotarella, e non sono affatto i migliori campioni per ogni vitigno, appunto per non dare un idea monotematica durante la degustazione.<br />
Certamente sono rappresentati tutti i vitigni, ma non nel loro top espressivo, ed è giusto così.<br />
Ad esempio il Catarratto non era certamente di gran levatura, ne ho bevuto certamente di migliori, stesso discorso per il Merlot.<br />
La scelta dei campioni è stata veramente ben fatta, ed ha dato una panoramica della produzione sparsa su tutta l&#8217;isola, dando la reale idea delle potenzialità nelle varie provincie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ludovico Maradei</title>
		<link>http://winereality.wordpress.com/2008/03/21/sicilia-en-primeur-2008-crescita-qualitativa-dei-bianchi-rossi-di-livello/#comment-241</link>
		<dc:creator>Ludovico Maradei</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 19:02:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://winereality.wordpress.com/?p=50#comment-241</guid>
		<description>Vorrei esprimere i miei dubbi sul tasting che hai descritto .

Chi ha scelto la rappresentatività dei vari vitigni nei campioni ?
Sono realmente i migliori campioni per ogni vitigno ?
Non falsano le idee sulla produzione assagiare solo il meglio ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei esprimere i miei dubbi sul tasting che hai descritto .</p>
<p>Chi ha scelto la rappresentatività dei vari vitigni nei campioni ?<br />
Sono realmente i migliori campioni per ogni vitigno ?<br />
Non falsano le idee sulla produzione assagiare solo il meglio ?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Ribolla</title>
		<link>http://winereality.wordpress.com/2008/03/21/sicilia-en-primeur-2008-crescita-qualitativa-dei-bianchi-rossi-di-livello/#comment-240</link>
		<dc:creator>Franco Ribolla</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 18:00:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://winereality.wordpress.com/?p=50#comment-240</guid>
		<description>Spezzo una lancia a favore del vino naturale o biologico, se fatto con attenzione può essere di gran pregio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spezzo una lancia a favore del vino naturale o biologico, se fatto con attenzione può essere di gran pregio.</p>
]]></content:encoded>
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