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Scrivere della nascita di un nuovo vino che doni sensazioni positive è sempre un gran piacere. E’ il caso di “Memorie” di Fondo Antico, azienda trapanese della famiglia Polizzotti Scuderi, che nel suo percorso di una quindicina d’anni è costantemente cresciuta anche attraverso l’impegno degli enologi Vincenzo Bambina e Lorenza Scianna. Gli ottanta ettari di proprietà si trovano in frazione Rilievo sulla S.S. 115 che collega Trapani a Marsala, alcuni dei vini prodotti in questi anni sono certamente tra i più interessanti del panorama enologico siciliano.

“Memorie” è un vino rosè ottenuto da uve Nero d’Avola e ben rappresenta il miglioramento qualitativo dei vini siciliani dedicati a questa categoria, frutto dell’attenzione dei produttori per una tipologia fortemente mortificata negli anni passati e che oggi trova un ottimo riscontro nel gusto dei consumatori. La forma della bottiglia di questo vino è veramente particolare, direi impegnativa e lascia presagire una ricercata cura del prodotto. Lo assaggio con una certa curiosità ed il giudizio finale è positivo.

Versandolo nel bicchiere mostra un bel colore buccia di cipolla estremamente luminoso, accostandolo al naso effonde, veicolate dall’alcol, pulite sensazioni floreali di rosa e fruttate di ciliegia, fragola, amarena e piacevoli note speziate che invogliano all’assaggio. Al palato le sue componenti sono ben bilanciate, alcol, freschezza e sapidità si alternano piacevolmente. Vino godibile e di grande abbinabilità, ideale ad esempio con scampi gratinati, con pesce arrosto, primi piatti impegnativi quali agnolotti al sugo di cernia o cavatelli al sugo di maiale, ma anche con la classica parmigiana di melanzane ed un’infinità d’altri piatti.

A giugno scorso sono stato in Friuli  invitato dall’ERSA, Agenzia regionale per lo Sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia, tra gli eventi ai quali ho partecipato, il Gran Noè 2011 Friulano & friends è stato particolarmente interessante, premio dedicato alla proclamazione del miglior vino da “Friulano” e da “Pinot Grigio” che si è svolto a San Daniele del Friuli nell’ambito di “Aria di Festa”, la tradizionale manifestazione dedicata al prosciutto. Nella cornice del Palazzo Masetti De Concina di San Daniele insieme con una trentina di colleghi giornalisti italiani e stranieri ho avuto modo di testare e mettere a confronto tutti i vini finalisti. Il focus sulla splendida terra friulana mi ha permesso di approfondirne i vini ed apprezzarne le persone, perchè è necessario scorgere chi sta dietro ad una bottiglia di vino.
Ricevo in questi giorni e pubblico volentieri una lettera ed un filmato di Giampaolo Venica produttore friulano, un bel modo di fare comunicazione: “il ciclo della vite”. 

Buongiorno Sig. Salvo e complimenti per il suo blog.
Sono un produttore di vino friulano, l’azienda di famiglia si chiama Venica & Venica. Ho creato un video di presentazione per la mia azienda dove il consumatore vede passo dopo passo l’evoluzione della vite durante l’arco di un anno.
Credo sia una maniera nuova di coinvolgere il pubblico e farlo sentire più vicino a quello che trova nel bicchiere.
Lascio giudicare l’idea ma avevo comunque piacere di condividerla.
Cordiali saluti.
Giampaolo Venica

Diciamo la verità, l’assaggio di una bottiglia di Nero d’Avola è spesso un salto nel buio, sono una quantità infinita le bottiglie che recano in etichetta la dicitura del vitigno principe siciliano e molte di queste contribuiscono a mortificarne le caratteristiche, ecco perché quando mi capita di testare una bottiglia interessante sono particolarmente contento, in questo caso si tratta del Nero d’Avola Patrono di Feudo Ramaddini. Ho degustato cinque vini dell’azienda e mi è particolarmente piaciuto anche il Passsito di Noto. L’azienda Feudo Ramaddini nasce nel 2003 per opera di Carlo Scollo e Francesco Ristuccia, ha i propri terreni di produzione a Noto e Pachino zone d’elezione proprio dei vitigni Moscato e Nero d’Avola, i vigneti declinano dall’altopiano di Noto verso il mare di Marzamemi, i sistemi d’allevamento sono ad alberello e controspalliera.

Il Nero d’Avola Patrono 2008 Doc Noto proviene da piante allevate a controspalliera, cordone speronato su terreno calcareo con tessitura fine,  il mosto è tenuto a fermentare in macerazione con le bucce per circa otto giorni. Il vino è affinato dodici mesi in tonneaux di rovere.  Nel bicchiere è di bel vivo colore rosso rubino ed al naso si dispiega mostrando ottima tipicità, spicca l’intensa nota di mora, frutti di sottobosco, ribes, una piacevole speziatura, liquirizia e giuste note di vaniglia. L’ingresso in bocca alterna calore e fresca acidità, mostra struttura con intelaiatura tannica perfetta ed ottima minerale persistenza aromatica intensa. Un  Nero d’Avola figlio del suo territorio, fresco, minerale, di buona longevità.

Il Passito Al Hamen 2010 Doc Noto  è prodotto in sole duemila bottiglie, la vendemmia delle uve Moscato bianco ha inizio alla metà di agosto e gli acini raccolti vengono appassiti su cannicciati al sole per dieci giorni circa. Dopo la pressatura soffice delle uve, il vino viene fatto fermentare per tre mesi in silos d’acciaio a temperatura controllata. Luminoso e splendidamente dorato, effonde un intrigante profilo aromatico ricco di acacia, zagara, albicocca candita, miele, note agrumate. All’assaggio ha corpo soffice e cremoso mosso da bellissima freschezza, lunghissimo finale.

Gli altri vini che ho testato sono: Il Grillo Nassa 2010 caratterizzato dalla semplicità del frutto e dalla freschezza di beva, il Note Nere Nero d’Avola 2009 passato solo in acciaio, dal caratteristico profilo varietale del vitigno al naso e dal palato godibile che invoglia ad un nuovo assaggio, ed il Note Nere Syrah 2009 piacevolmente speziato, morbido e di buona persistenza gusto-olfattiva.

La grande passione, l’esperienza maturata negli anni, la cura di ogni particolare, l’utilizzo di materie prime eccellenti in cucina e le competenze specifiche nell’abbinamento cibo/vino, ecco le caratteristiche di Angelo Daino e del suo ristorante ” la Galleria caffè letterario” di Cefalù che conduce insieme all’amico Giuseppe Provenza, un elegante spazio multisensoriale nel cuore della cittadina nel quale è possibile coniugare le esperienze della cultura, dell’arte e del mangiar e del bere bene. Vi sono stato a cena, l’atmosfera che si respira è di quelle molto interessanti, il ristorante è stato creato all’interno dei locali recuperati del Museo Mandralisca ed ha un ampio spazio esterno
anch’esso affascinante, offre, oltre alla possibilità di degustare le pietanze preparate da Angelo in abbinamento alla ricercata carta dei vini, molteplici attività, dalle mostre d’arte temporanee ai reading di poesia, dalle presentazioni di libri alle conferenze e alla vendita delle opere, il locale si veste ogni mese di nuove scenografie attraverso le mostre temporanee che si susseguono nel corso dell’anno. Angelo Daino ha vinto il titolo di miglior maitre della Sicilia occidentale nel 2009  e 2010 ed risultato il miglior maitre d’Italia da Roma in giù classificandosi al quarto al concorso nazionale per miglior Maitre dell’anno 2010 organizzato dall’associazione Maître Italiani Ristoratori e Albergatori con la presentazione di un dessert cucinato alla lampada: “Arance arance e arancini”, è diplomato sommelier Ais, mi racconta: ” cerco di fare una cucina mediterranea creativa, piatti legati alla tradizione e reinterpretati, il menù è stagionale, ma anche giornaliero secondo la qualità delle materie disponibili, prediligo gli ingredienti del nostro territorio senza trascurare le delizie internazionali”.

La cena inizia con un antipasto composto da un delizioso involtino di pesce spada ripieno di caprino e guarnito di pistacchi, carpaccio di tonno, caponata di baccalà in agrodolce su una sfoglia fritta, polpo arrostito con aceto balsamico di Modena e riso nero, lo assaggio con le bollicine, un Franciacorta di Le Marchesine. Angelo mi propone un primo piatto di gran semplicità, ma che ha un non so che d’accattivante, la pasta sono degli spinosini (pasta all’uovo di gran qualità) conditi con una tartara di gambero rosso, il piatto si sposa perfettamente con un vino dal vitigno autoctono bianco siciliano che prediligo (vedi qui), il vino è infatti un Catarratto il  Benedè 2010 di Alessandro di Camporeale. Il secondo piatto è dal gusto delicato ma dalla lunga persistenza aromatica intensa si tratta di un filetto di lampuca perfettamente aromatizzato con una salsina all’arancia ed accompagnato da un piccolo tortino di patate. Anche con questo piatto il Catarratto si abbina bene confermando la sua versatilità nelle versioni nelle quali il vitigno curato in vigna e vinificato in maniera ottimale riesce ad esprimere tutte le sue potenzialità. La chiusura della cena è affidata ad un originale ed aromatico sorbetto al limone e basilico, ideale per una cena a base di pesce, con la sua freschezza e la persistenza gustativa pulisce il palato lasciando una piacevole sensazione frizzantina. Se fate un salto alla Galleria da vedere anche la cantinetta attigua al locale principale (foto in alto con Angelo Daino e Giuseppe Provenza) luogo dove è possibile degustare e chiaccherare amabilmente di vino.

Nell’ambito di Apulia Wine Identity, che ha visto riuniti cinquanta importanti giornalisti enoici provenienti da diverse parti del mondo, mi sono recato con alcuni di loro in visita presso l’azienda Rivera. Sebastiano de Corato proprietà ed anima dell’azienda accoglie me ed i colleghi Thomas Brandl Germania, Choy Lok Kin Cina, Jacqueline Friedrich Stati Uniti, Norbert Heine Germania, Rocco Lettieri Svizzera con cordialità e gran piglio sfoderando un perfetto inglese.
Ci troviamo nell’agro ventilato di Andria, i terreni dell’azienda si trovano in parte sulle rocce quasi affioranti della Murgia ad un’altitudine di 350 m. s.l.m., altri nelle propaggini calcareo tufacee che dolcemente degradano verso il mare a quote più basse intorno a 180 s.l.m., le uve coltivate sono le varietà autoctone Nero di Troia, Bombino Nero, Uva di Troia, Pampanuto, Aglianico, Montepulciano ed anche i vitigni internazionali Chardonnay e Sauvignon Blanc.

Dopo aver testato l’intera gamma produttiva dell’azienda,  ho avuto modo di degustare in verticale nelle annate 1995-2000-2005-2006 uno dei vini simbolo della Puglia, Il Falcone Doc Castel del Monte Riserva composto da 70% da Uva di Troia e 30% Montepulciano, la cui prima uscita risale al 1971. Sebastiano de Corato ci mostra con orgoglio la prima bottiglia prodotta di questo grande rosso pugliese e indicando una grande cartina ci spiega le caratteristiche dei terreni di produzione ed i relativi venti che soffiano sul comprensorio. Il nome “Il Falcone” è un omaggio all’imperatore Federico II di Svevia e alla passione con cui si dedicava alla caccia con il falcone nelle campagne che circondano Castel del Monte. Le uve dopo accurata selezione  spiega su una Doc  ancor più sono vinificazione in acciaio con macerazione di 12-14 giorni, il vino matura in barriques dove permane almeno 14 mesi.

Ecco le quattro annate analizzate in verticale:

1995
Nel bicchiere è granato con lievi riflessi aranciati, mostra al naso un interessantissimo stacco olfattivo per balsamicità e dolcezza, frutti rossi macerati, china, tabacco scuro, humus. L’entrata in bocca mostra un vino perfettamente godibile a sedici anni dalla vendemmia, sensazioni di calore e morbidezza raffrescati da un tannino ancora percettibile. Lunga scia sapida.

2000
Dal vivo colore granato colpisce al naso per la variegata girandola di sentori, mora e cassis disidratati, note di fungo, foglia di tabacco, spezie, carrube e balsamo. In bocca è di gran piacevolezza ed eleganza, pieno di un tannino si maturo ma tonico e di gran pulizia espressiva.

2005
Veste visiva rosso rubino d’estrema compattezza, olfatto intenso di viola, ciliegia scura e mora matura, toni vanigliati, vegetali e balsamici. Permea il palato di calore, grande freschezza e tannino asciugante, netti richiami all’olfatto nel teso finale.

2006
Dal lucente colore rosso rubino, accostandolo al naso inebria di viola, frutti rossi giovani, ciliegia, lampone, toni di stampo vegetale e liquirizia. Corposa di gioventù la progressione gustativa caratterizzata da frutto e da viva spalla acida, tannino irto e sorso saporito.

L’annata 2000 è decisamente la più intrigante, un mix poliedrico nel quale il frutto ed i sentori terziari giocano un ruolo paritetico, anche se ad onor del vero ognuna ha mostrato a pieno positive caratteristiche relative allo proprio stato evolutivo. Non c’è che dire, un grande vino del Sud.

Sono stati giorni veramente interessanti quelli di Apulia Wine Identity, manifestazione organizzata dal nuovo Consorzio Apulia Best Wine, per la prima volta, il meglio dell’enologia pugliese ha ospitato nel proprio territorio ben cinquantadue giornalisti specializzati opinion leader provenienti da venti diversi paesi. Dopo due intensi giorni di enotours con approfondimenti nelle varie aziende, all’Hotel San Paolo al Convento dell’affascinante città di Trani si sono svolti i tasting en Primeur dell’annata 2010 di Uva di Troia, Primitivo e Negramaro e di tutte le etichette di diverse annate delle ventuno aziende partecipanti. Nel  corso delle sezioni di tasting per vitigno en primeur ogni membro della giuria ha compilato per ogni vino una scheda con punteggio,  in conclusione il rating raggiunto dai vini da i tre vitigni ha decretato una vendemmia 2010 a 4 stelle con i punteggi medi di 86/100 per il Primitivo, 85/100 per il Nero di Troia e 83,5/100% per il Negramaro.

WINE REALITY Web Tv: Report video su Apulia Wine Identity 2011 svoltasi a Trani con focus sui vitigni Uva di Troia, Primitivo e Negramaro. Interviste al presidente Luigi Rubino ed ai giornalisti.

La manifestazione Apulia Wine Identity in scena dal 22 al 27 novembre 2011 , alla quale ho accettato con gran piacere di partecipare, si preannuncia di sicuro interesse, ventuno importanti aziende vitivinicole pugliesi faranno conoscere i loro vini alla stampa internazionale: oltre 200 etichette in degustazione e una giuria internazionale proveniente da 20 diversi Paesi sarà chiamata ad esprimere il suo giudizio sull’anteprima della vendemmia 2010. Promotore dell’evento Puglia Best Wine il consorzio che, con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Agricole della Regione Puglia, ha messo insieme le aziende partecipanti e coinvolto, come partner tecnici, la Guida del Gambero Rosso e, per la presentazione del Rapporto Economia del Vino in Puglia, l’Unicredit.

Le aziende partecipanti
Agricole Vallone, Candido, Cantine Due Palme, Castello Monaci, Conte Spagnoletti Zeuli, Conti Zecca, Consorzio Produttori Vini di Manduria, Cupertinum Cantina Sociale Cooperativa di Copertino, Feudi di San Marzano, Gianfranco Fino, Giuliani, Mille Una, Paololeo, Polvanera, Rasciatano, Rivera, Schola Sarmenti, Tenute Girolamo, Tenute Mater Domini, Tenute Rubino, Torrevento.

La giuria internazionale:
Kiem Othmar
Austria Giornalista Castro Jota Teixeira Patricia  Brasile Giornalista, Lucki Jorge Brasile Giornalista, Viotti Eduardo Brasile Giornalista, Choy Lok Kin Cina Giornalista, Hong Mi Yeung Corea Giornalista e sommelier, Brandl Thomas Germania Giornalista, Crecelius Veronika Germania Giornalista, Heine Norbert Germania Giornalista, Someya Bunpei Giappone Giornalista, Arora Subhash India Giornalista, Aiello Nino Italia Giornalista, sommelier e giudice internazionale, Gabbrielli Andrea Italia Giornalista e giudice internazionale, Casagrande Giuseppe Italia Giornalista, Gatti Roberto Italia Giornalista, sommelier e giudice internazionale, Ianna Paolo Italia Giornalista, Pellucci Emanuele Italia Giornalista,Rovetta Renato Italia Giornalista e sommelier, Sabellico Marco Italia Giornalista, Salvo Luigi Italia Giornalista, sommelier e giudice internazionale, Zaccaria Paolo Italia Giornalista, Starkus Arunas Lituania Giornalista e sommelier, Kapczyński Mariusz Polonia Giornalista, Atkin Tim Regno Unito Master of Wine e giornalista, Easton Sally Regno Unito Giornalista e giudice internazionale, Parkinson Jane Regno Unito Giudice internazionale, Setka Michal Repubblica Ceca Giornalista, Raskov Vasily Russia Giornalista, Capalbo Carla Stati Uniti Giornalista, D’Antonio Vincenzo Stati Uniti/Italia Sommelier e giornalista, Friedrich Jacqueline Stati Uniti Giornalista, Lana Bortolot Stati Uniti Giornalista, Ransom David Stati Uniti Giornalista, Karlsson Per Svezia Giornalista, Karlsson Britt Svezia Giornalista, Lettieri Rocco Svizzera Giornalista, Thomas Pierre Svizzera Giornalista

Dopo le visite in cantina dei giorni 23 e 24, ecco il programma delle sezioni di tasting:
Città di Trani, ‘San Paolo al convento’ Hotel

GIOVEDI’ 24 NOVEMBRE
18.00: Presentazione del Consorzio Puglia Best Wine, Saluto degli ospiti. Intervengono: Luigi Rubino, Presidente di PBW
18.30: PRima sessione di degustazione en primeur annata 2010 – Nero di Troia*. Presentazione del vitigno a cura di Enzo Scivetti (ONAV)
*Le aziende che hanno presentato i campioni: Conte Spagnoletti Zeuli, Rasciatano, Rivera, Torrevento

VENERDI’ 25 NOVEMBRE
09.30: Seconda sessione di degustazione en primeur annata 2010 – Primitivo (prima batteria)*. Presentazione del vitigno a cura di Giuseppe Baldassarre (AIS)
10.30: Pausa
10.45: Seconda sessione di degustazione en primeur annata 2010 – Primitivo (seconda batteria)*
*Le aziende che hanno presentato campioni: Candido, Cantine Due Palme, Castello Monaci , Conti Zecca, Consorzio Produttori Primitivo di Manduria, Cupertinum – cantina sociale cooperativa di Copertino, Feudi di San Marzano, Gianfranco Fino, Giuliani, Milleuna, Paololeo, Polvanera, Schola Sarmenti, Tenute Girolamo, Tenute Rubino
12.30: pranzo buffet presso l’Hotel Mare Resort
15/18.00: Degustazione libera nelle postazioni aziendali – Formula “1 to 1″. partecipano tutte le aziende iscritte ad Apulia Wine Identity

 SABATO 26 NOVEMBRE
09.30: Terza sessione di degustazione en primeur annata 2010 – Negroamaro (prima batteria)*. Presentazione del vitigno, a cura di Duccio Armenio (Slow Food)
10.30: Pausa
10.45: Terza sessione di degustazione en primeur annata 2010 – Negroamaro (seconda batteria)*
*Le aziende che hanno presentato campioni: Agricole Vallone, Candido, Cantine Due Palme, Castello Monaci, Conti Zecca, Cupertinum – cantina sociale cooperativa di Copertino, Paololeo, Schola Sarmenti, Tenute Girolamo, Tenute Mater Domini, Tenute Rubino
12.30: Buffet presso l’Hotel Mare Resort
15,00: Quarta sessione di degustazione – I Top Wine delle aziende partecipanti. Ciascun produttore presenterà alla platea il proprio vino inserito in degustazione;
18,00: Presentazione libro ‘Eat Parade’ di Bruno Gambacorta, intervengono, oltre all’autore, Fabrizio Salce (Agrisapori) e Andrea Gabrielli (Civiltà del Bere)
18,30: Degustazione in postazione aperta al pubblico

Barletta, Teatro Comunale ‘G. Curci’

DOMENICA 27 NOVEMBRE
10.00: Proclamazione del Rating espresso dalla giuria su Nero di Troia, Primitivo e Negroamaro vendemmia 2010. Conferenza stampa di presentazione del ‘Rapporto economico sul vino di Qualità della Puglia’ – Intervengono Dario Stefano, assessore alle Politiche Agricole della Regione Puglia, Luigi Rubino, Presidente del Consorzio Puglia Best Wine; Felice Delle Femmine, responsabile territoriale area Centro-Sud Unicredit
11.30: Talk show con i produttori. Le aziende rispondono alle domande dei giornalisti. Moderatore: Marco Sabellico, giornalista del Gambero Rosso
13.00: Buffet di chiusura

Splendida serata quella del 10 Novembre 2011 all’Osteria dei Vespri nel cuore del centro storico di Palermo nel corso della quale i vini di Tenuta di Fessina di Silvia Maestrelli e Federico Curtaz hanno incontrato i piatti dello chef Alberto Rizzo, l’unione d’ eccellenze di vino e cibo ha donato piacevolissime emozioni sensoriali. Di questo interessante ristorante palermitano e della passione dei fratelli Rizzo ho avuto già modo di scrivere (vedi qui), l’utilizzo di materia prima di gran qualità prevede tradizionali prodotti del territorio con contaminazioni settentrionali, un continuo rinnovamento fatto di ricerca e personalità dei piatti.

La cena si è aperta con un antipasto: Tartare di manzo con menta fresca, pepe rosa, pinoli tostati e maionese alla senape con crocchetta di besciamella e carne alla noce moscata, sia il trito di carne crudo alla menta che presentava una deliziosa componente aromatica sia la sfiziosa crocchetta fritta si sono perfettamente sposati con la freschezza del Carricante Etna BiancoA Puddara 2009 fermentato in botte grande di rovere. Prima ancora degli unanimi riconoscimenti ottenuti da tutte le guide, già lo scorso Marzo avendolo assaggiato in anteprima a Sicilia en Primeur lo avevo definito un fuoriclasse (vedi qui).

Federico Curtaz ci racconta al tavolo: “Fin dall’inizio della nostra avventura sull’Etna, avevamo il grande desiderio di misurarci con un Carricante in purezza. Ci mancava il vigneto, ma adesso, fortunatamente, lo abbiamo trovato. Un vigneto ad alberello di 40 anni sospeso sulle pendici dell’Etna ad un’altezza di 900 metri slm, tutto a terrazze”. A Puddara nel bicchiere è luminoso paglierino carico,  effonde intense sensazioni di ginestra, fresche di mela verde e pera, note minerali, pietra focaia  L’ acidità e la sapidità si spalleggiano a vicenda in una lunga chiusura. 

Si è rivelato in abbinamento perfetto anche per i due piatti successivi. Di gran impatto cromatico le Quenelle di baccalà mantecato, peperoni, patate capperi di Salina e cialda di riso nero, un piatto efficace nel quale la deliziosa crema di peperone si è integrata con il pesce. Inebriante il profumo dei porcini in padella serviti con il  risotto al basilico con mozzarella di bufala, sotto il riso ricco di un intenso verde vi era inoltre un cuore di crema degli stessi funghi. Con quest’ultima preparazione è stato proposto in abbinamento anche il Laneo 2010 Nerello Cappuccio, dal naso vivo di viola, ciliegia, amarena e piacevoli note mentolate e dalla beva ricca di gioventù ed innata eleganza, con bella chiusura frutto/sapida.

E’ la volta del Saltimbocca al prosciutto di suino nero leggermente affumicato, scalogni glassati e spinaci a vapore che non eccedo se definisco perfetto, la sapiente cottura della carne e l’armonia globale del piatto meritano il Musmeci 2008 da Nerello Mascalese. Silvia Maestrelli accompagna con lo sguardo la sua prima creatura che viene versata nei bicchieri, il Musmeci è, infatti, il primo vino con il quale insieme a Federico ha dato vita al progetto siciliano. Vino di stoffa dal fulgido e trasparente colore rosso rubino, la girandola di profumi è fine e piacevolmente variegata  con note di rosa, ciliegia, amarena sotto spirito, suadente vaniglia, cannella, tabacco scuro e soffi balsamici. Al palato è fresco e minerale, dalla fine trama tannica di perfetta corrispondenza gusto-olfattiva. Da sempre un Nerello che mi entusiasma.
Si chiude con il dolce: Cru di cioccolato Michel Cluizel, la sua mousse, zabaione al Marsala, e amaretti, ananas caramellato e profumo di menta, un piatto dai profumi intensi e dal gusto profondo, ingentilito dal prezioso ananas al caramello.
A fine cena il quadro finale si delinea a chiare tinte: l’impegno e la passione uniti alla ricerca della qualità pagano sempre, sia nel cibo che nel vino, donando intense e pregevoli caratteristiche sensoriali che per il cronista è un vero piacere poter sottolineare.

Ogni volta che si apre un nuovo orizzonte, una nuova conoscenza provo un entusiasmo particolare ancor di più se riguarda l’universo del vino. La mia trasferta a Bucarest per fare da giudice al Vinul.ro Excellence Awards 2011 mi ha consentito di testare oltre 200 diversi vini romeni, alcuni dei quali veramente interessanti, esperienze sensoriali alternative per l’unicità dei vitigni autoctoni dai quali i vini provengono e per la preziosa diversità ottenuta dai blend autoctoni-internazionali, altre invece standard nelle quali le sensazioni organolettiche dettate dalle tecniche enologiche prevalgono sull’interpretazione del territorio e dei vitigni. La Romania presenta territori vocati, gente che con grande passione crede nella crescita di un settore in fortissima espansione ed i risultati qualitativi si cominciano a percepire. In questi anni mi era capitato al Concorso Mondiale di Bruxelles di assaggiare vini romeni di gran personalità, queste poche eccellenze qualitative hanno fatto da capostipite, le conoscenze delle migliori pratiche in vigna ed in cantina stanno diffondendosi sempre più anche per la presenza d’investimenti da parte di aziende straniere, tra le quali quelle italiane.


WINE REALITY Web Tv
: Report video del Vinul.ro Excellence Awards 2011 con interviste agli organizzatori Valentin Ceafalau e Cezar Ioan.

Valentin Ceafalau e Cezar Ioan credono fortemente alla comunicazione del vino, sono gli artefici della rivista cartacea ed on line Vinul.ro ed organizzatori del concorso enologico internazionale che oltre ai vini romeni ha visto la presenza di vini dall’ Italia, Francia, Cile, Bulgaria, Stati Uniti ed altre nazioni. I 330 campioni assaggiati alla cieca erano provenienti da due differenti filiere: il canale enoteche e ristorazione e quello degli scaffali dei supermercati. Le quattro commissioni internazionali erano composte da cinque giudici ciascuna, chiamati ad assegnare i premi ai migliori vini.

La commissione n.1 che ho avuto l’onore di presiedere è stata composta da Tamas Dobos (Ungheria), Antonio Casado (Spagna), Catalin Paduraru (Romania) e Delia Statescu (Romania), nell’accogliente salone del tasting è stato perfetto il servizio dei sommeliers romeni guidati dal presidente Marian Timofti, i lavori degustativi si sono svolti per tre giorni ed hanno previsto un’interessante novità per il terzo giorno nel quale le commissioni hanno riassagiato per la conferma dell’assegnazione delle medaglie tutti i vini che avevano superato nei primi due giorni gli 83/100, uno screenig degustativo quindi con una doppia conferma.

In concorso tra i vini più interessanti che ho assaggiato i bianchi Muscat Ottonel 2010 Lacerta, il Riesling 2010 Vinul Cavalerului, il Muscat Ottonel e Feteasca Regala 2008 Tezaur Jidvei, il Sauvignon Blanc 2010 Private Bin Villa Maria, il rosè 2010 Enira, tra i rossi la Feteasca 2009 Beciul Domneasc, la Feteasca Negra 2007 Noblesse, la Feteasca Negra 2009 Bacanta, il Merlot 2009 Domminita Ruxandra e la Cuvee IX 2009 Lacerta.

Sono fermamente convinto che conoscere profondamente il vino sia tanto difficile quanto entusiasmante e che questo possa avvenire solo attraverso il confronto e lo scambio d’opinioni con colleghi che abbiano una visione globale di questo prodotto. Per questo con entusiasmo alcuni mesi fa ho accettato la nomina a giudice del Concorso Enologico Internazionale Excellence Awards 2011 Vinul.Ro che si svolgerà 2-4 novembre in Romania presso il Arenas BNR Cotroceni di Bucarest. Il Concorso è alla sua terza edizione e vedrà in degustazione oltre a quelli rumeni, vini provenienti da molti paesi per un totale di 328 campioni.
Per la prima volta mi fa sapere l’organizzatore e collega Valentin Ceafalau la giuria sarà composta in prevalenza da degustatori stranieri rispetto ai rappresentanti rumeni, infatti dei 20 giurati giornalisti ed  enologi 14 provengono dall’estero, oltre al Master of Wine, Gilby Caroline, saranno presenti: Alvaro Cerrada Bueno, Antonio Casado (Spagna), Luigi Salvo,  Fabio Pracchia, Roberto Gatti, Mazzeschi Maddalena (Italia), Marc Dworkin, Bruno Merle (Francia), Christian Callec (Paesi Bassi),  Richard Fox (UK), Marina Karakonova (Bulgaria), Tamas Dobos (Ungheria),  e Yves Paquier (Svizzera).
Il concorso si svolgerà in una apposita sala con luce, temperatura e umidità controllate, con un costante monitoraggio della temperatura del vino in degustazione. I punteggi finali per ogni campione saranno ottenuti eliminando gli estremi ed eseguendo la media aritmetica delle punteggi rimanenti. I campioni che partecipano al concorso sono stati selezionati in base ai seguenti criteri: livelli di prezzo, categoria, colore e zucchero rimanente.
Al mio ritorno il report su i vini più interessanti e sulla realtà vitivinicola della Romania che è in continua espansione.

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