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Si è svolto a Palermo nella sala gialla di Palazzo dei Normanni l’incontro tra i vertici dell’Assessorato agricoltura, dell’Istituto della vite e del vino ed i produttori per dibattere sulle modalità d’attuazione della tribolata generica DOC Sicilia, il problema principale che è emerso in maniera preponderante è stato, senza alcun dubbio, la possibilità che nella normativa della Doc si faccia esplicita permissività all’imbottigliamento fuori regione.

WINE REALITY Web Tv ha raccolto le opinioni dei presenti:

 

liguria da bere blogLa quarta edizione della rassegna “Liguria da bere” si è svolta da venerdì 26 a domenica 28 Giugno a La Spezia, promossa congiuntamente da Regione Liguria, Unione Camere Liguria, Camera di Commercio di La Spezia, Provincia di La Spezia, Agenzia regionale “inLiguria” e dall’Enoteca Pubblica della Liguria e della Lunigiana, per proporre e promuovere le DOC e le IGT della Liguria e mettere in evidenza svariati prodotti tipici liguri. Tra gli eventi collaterali della manifestazione si sono svolte una serie di interessanti degustazioni di vini liguri sulla terrazza del museo CAMEC di La Spezia presentate dal vicepresidente nazionale AIS Antonello Maietta.

Nell’ambito di questa manifestazione sono stato invitato a partecipare insieme ad altri sei colleghi giornalisti (gli italiani Franco Ziliani ed Alessandro Franceschini e le straniere Uta Petersen, Sigrid De Zwart, Lauren Smith e Anna Dunlop) ad un tour nei vari territori della Liguria, un giro per vigneti e cantine di questa bellissima regione: dallo splendido scenario delle Cinque Terre con le piccole cantine di Riomaggiore al comprensorio della Doc Colli di Luni, fino alla Val Nervia in provincia di Imperia con i vigneti di Rossese di Dolceacqua. Ottimo padrone di casa l’amico Antonello Maietta, ottimamente collaborato da Marco Rezzano.

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Mi è piaciuto moltissimo toccare con mano la realtà delle Cinque Terre, in cui tra gli altri si produce lo Sciacchetrà uno dei vini passiti più di nicchia del nostro paese, da uve delle varietà Bosco, Albarola e Vermentino, vitigni allevati nei terrazzamenti situati a ridosso della costa, uno scenario spettacolare creato con il duro lavoro dell’uomo e che ancora oggi è difficile da mantenere. L’uva dopo essere stata raccolta viene lasciata appassire sino a Novembre inoltrato su appositi graticci al riparo dall’esposizione diretta del sole. Sono salito sulla monorotaia che si inerpica sino in quota passando appena sopra ai vigneti e che consente, oggi, di alleviare parzialmente le fatiche di questa viticoltura così difficile. Lo spettacolo naturale che si apre all’orizzonte dai 500 mt. s.l.m. è straordinario, con il netto contrasto di colore tra il verde della vigna ed il blu del mare. Ho realizzato due servizi video:

WINE REALITY Web Tv: I pendii delle Cinque Terre, approfondimento sulla realtà enologica ligure e sul prodotto unico di questo territorio il vino dolce Sciacchetrà delle Cinque Terre.

 

 

Mi ha particolarmente affascinato il territorio di Dolceacqua nel quale si produce il Rossese, vino  elegante e dalla chiara riconoscibilità. Data l’esiguità della produzione le bottiglie di Rossese di Dolceacqua sono reperibili quasi esclusivamente in zona. Per le sue caratteristiche ricorda per certi versi il Pinot Nero, le richieste del mercato si orientano ad un prodotto giovane, leggero, da consumare nell’arco dei tre anni, le migliori selezioni vengono affinate con un medio o lungo invecchiamento reggendo egregiamente bene il tempo, infatti degustazioni verticali a ritroso sino ad oltre quindici anni dalla vendemmia hanno evidenziato ottimi stati di forma dei vini. 

WINE REALITY Web Tv: Approfondimento sulla realtà enologica ligure, il vino rosso più rappresentativo della regione il Rossese di Dolceacqua e la Doc Colli di Luni, con interviste ai produttori.

 

 

I tasting dei vini liguri sono stati molto interessanti in un susseguirsi di vitigni e territori variegati.

Per i vini liguri il futuro è rosa
Quattro giovani vignaiole di Liguria raccontano le loro storie attraverso il vino più significativo realizzato dalla loro azienda.

Laura Angelini dell’Azienda Agricola La Pietra del Focolare di Ortonovo Colli di Luni Vermentino “Solarancio” 2008: l’azienda produce ben quattro vini da uve Vermentino in purezza proposti con tipologie differenti, il Solarancio mi è sembrato particolarmente elegante e solare, ricco al naso ed in bocca di frutta e freschezza.

Francesca Bruna dell’Azienda Agricola Bruna di Ranzo Riviera Ligure di Ponente Pigato “U Bacan” 2007: il vitigno Pigato prende il nome dal termine dialettale ligure (in particolare d’Albenga) “pigau” o “pigou”, per le sue piccole macchie di colore marrone ruggine presenti sull’acino, chiamate appunto “pighe”. Nel bicchiere mostra sentori olfattivi tipici del vitigno, pesca ed albicocca mature, note di salvia è piacevole nella sua bocca sapida e di lunghezza.

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Giovanna Maccario dell’Azienda Agricola Maccario Dringenberg di San Biagio della Cima Rossese di Dolceacqua Superiore “Vigneto Luvaira” 2007: i sentori di ridotto che a volte sono presenti nel Rossese qui non si avvertono affatto, vino di grande eleganza e spessore mi colpisce per il suo accattivante colore rubino trasparente, la profonda leggiadria dei sentori olfattivi ed in bocca per l’acidità, la salinità e la piena piacevolezza di beva.

Antonella Pino dell’Azienda Agricola Pino Gino di Castiglione Chiavarese Golfo del Tigullio Moscato 2008: questo vino effonde al naso note agrumate e di salvia, alla beva è di gran dolcezza manca un po’ di freschezza.

 

Quei vini di montagna che respirano il mare
Quattro produttori presentano  vini liguri provenienti da vigneti collocati in aree a forte pendenza, realizzata in collaborazione con il Centro Ricerche Vini di Montagna di Aosta. 

Giulio Federici della Cantina La Baia del Sole di Ortonovo Colli di Luni Vermentino “Vigneto Sarticola” 2008: proprio bello questo Vermentino proveniente dalla zona di gran qualità per il vitigno, ovvero il comprensorio di Sarticola. Nel bicchiere ritrovo profumi eleganti di frutta e mineralità, in bocca è corposo di freschezza e lunga chiusura minerale. Vino dal grande potenziale evolutivo

Alessandro Anfosso della Tenuta Anfosso di Soldano Rossese di Dolceacqua “Vigneto Poggio Pini” 2007: l’azienda che fa parte dell’associazione vigne storiche del territorio produce questo Rossese dal colore rubino scarico e trasparente, all’olfatto dona sentori di frutti bosco, ribes, note di macchia mediterranea e cannella. In bocca è di volume con tannino non aggressivo e persiste di freschezza. Affascinante

Marco Temesio della Cascina Nirasca di Pieve di Teco Ormeasco di Pornassio Superiore 2007: la cantina è posta a 500 mt di altitudine ma i vigneti arrivano a 750 mt s.l.m. dal vitigno Ormesco dopo affinamento di 4 mesi in legno viene fuori un vino dal naso ancora vinoso, ricco di frutta e freschezza,con sentori di viola, fragola e liquirizia. La beva è opulenta. 

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Heydi Bonanini dell’Azienda Agricola Possa di Riomaggiore Cinque Terre Sciacchetrà 2007: ho visitato la sua cantina a  Riomaggiore (vedi la sua intervista nel video sullo Sciacchetrà), produce uno Sciacchetrà di gran livello, l’uva Bosco è raccolta rispetto all’Albarola ed al Vermentino a perfetta maturazione, quindi non tardiva. Le uve appassiscono per poco meno di tre mesi sui graticci posti in un locale areato, diraspate manualmente subiscono una macerazione di circa 28 giorni sulle bucce. Nel bicchiere ha color mogano, l’impatto olfattivo è variegato, và dalla frutta secca, datteri, nocciola, fichi secchi, al cedro candito, fino alla macchia mediterranea. Al gusto si mostra di pienezza, freschezza e di lunga persistenza di dolcezza e mineralità. 

 

Rosso di sera buon vino si spera! 
Ma è proprio così vero che la Liguria è terra da vini bianchi?. Quattro produttori presentano i grandi vini rossi del territorio.

Massimo Alessandri dell’Azienda Agricola Alessandri di Ranzo Ligustico 2007: composto da Syrah e Granache ha un bel naso di frutta con note speziate e balsamiche, in bocca è di buona espressione calorica, con freschezza e sapidità in un finale leggermente amarognolo.

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Tommaso Lupi dell’Azienda Agricola Lupi di Pieve di Teco Ormeasco di Pornassio Superiore “Le Braje” 2006: questo Ormeasco è prodotto in acciaio per il 70% il restante 30% in tonneaux. Bel rubino profondo, sprigiona piacevoli sentori di mora e ribes speziati, in bocca è fresco con un vivo tannino asciugante. Ho cenato a Genova dal mitico Zeffirino ed alle prelibate pietanze a base di pesce ho abbinato il Vignamare 2003 di Tommaso Lupi, gran bel vino.

Andrea Kihlgren dell’Azienda Agricola Santa Caterina di Sarzana Ghiaretolo 2006: è un Merlot che passa per un anno in tonneaux da 350 lt. Nel bicchiere è di spessore ed ha colore rubino scuro, naso poliedrico di frutta, spezie e sentori minerali. Al palato è pieno ed ha una buona fresca persistenza.

Walter De Battè dell’Azienda Agricola Prima Terra di Riomaggiore Cericò 2005: da uve Geanache coltivate a 500 mt s.l.m. su terreno scistoso-sabbioso, il vino affina per  il 50% in tonneaux e 50% in acciaio. Imbottigliato non filtrato, mostra al naso particolari sentori di frutta rossa, macchia mediterranea, rosmarino e importanti note balsamiche. Al gusto si caratterizza per freschezza e mineralità.

 

Passiti che passione! Il sole di mezzanotte!
Quattro grandi vini passiti del territorio, caldi, solari e mediterranei.

Andrea Marcesini dell’Azienda Agricola La Felce di Ortonovo Golfo dei Poeti Passito Bianco “139” 2007: vino del tutto particolare da uve Malvasia ed Albana passite sui graticci è affinato in damigiana. Nel bicchiere è ambra con riflessi dorati, all’olfatto è di gran fascino, albicocca disidratata ed agrumi in quantità. Alla beva la dolcezza è mitigata dalla freschezza e da note astringenti.

Gianni De Franchi della Cooperativa Agricoltori Vallata di Levanto Golfo dei Poeti Passito Bianco 2005: da uve Albarola, Vermentino e Bosco in appassimento naturale su telai ed in cassette. Colore dorato lucente, floreale di acacia, miele, in bocca è fresco con appena accennate note minerali.

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Giacomo Cappellini dell’Azienda Agricola Forlini Cappellini di Manarola Cinque Terre Sciacchetrà Riserva 2003: costituito prevalentemente da uve Bosco con piccole percentuali di Vermentino ed Albarola, si mostra dal colore mogano, ha naso concentrato di nocciola tostata, fichi secchi, dattero, all’assaggio è di piacevole dolcezza.

Luciano Capellini della Casata dei Beghée di Volastra “Vin de Gussa”: è un vino della tradizione, ottenuto dalle bucce del Cinque Terre Doc più volte torchiate. Non può riportare annata in etichetta, all’olfatto è semplice ma pulito, in bocca effonde sensazioni di dolcezza è astringente ed amaricante.

Per guardare le altre foto vai sul portale luigisalvoilmondodelvino.it

doc sicilia 2Nel Maggio del 1999 nel capitolo introduttivo della Guida che pubblicai con il titolo ”I migliori Vini di Sicilia”  feci menzione di un’idea che allora iniziava a paventarsi, l’istituzione di una generica DOC Sicilia e nel Novembre del 2001 scrissi un articolo per il portale Tigulliovino dal titolo “Sicilia nuova frontiera del vino di qualità”, il pezzo dopo avere descritto con dovizia la Sicilia enologica terminava in questo modo: “Da qualche anno è in progetto la creazione di una grande D.O.C. Sicilia, allo scopo di poter meglio accreditare la produzione vinicola siciliana, che ha nobili tradizioni e guarda al futuro, facendole conquistare sempre più ampi spazi di mercato e valorizzandola ancora di più nel panorama enologico mondiale. La DOC Sicilia potrebbe essere utile a questi scopi,  personalmente non credo, il percorso è comunque iniziato”.  Era il 2001 e la trovata della DOC Sicilia era già in cantiere, si legga bene, “da qualche anno!!!”.  Nel 2009, quest’ idea che preciso subito non vedo per niente di buon occhio,  a distanza di ben oltre dieci anni è ancora allo stadio di discussione. Si disquisisce ancora, ed ai più non è chiaro, se realmente la DOC Sicilia possa essere utile o meno a portare nuove fette di mercato, in buona sostanza, a vendere tutto quel vino (di scarsa qualità) che rimane invenduto nelle cantine isolane.

L’iter di questa ormai famosa DOC “calderone” all’interno della quale dovrebbe trovare posto di tutto un po’,  ha subìto una spinta ai primi di Dicembre del 2008, quando l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, nel corso di un incontro con i rappresentanti di Assovini Sicilia, dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino, del mondo cooperativo e delle organizzazioni di categoria, ha proposto loro il marchio unico sul territorio regionale, la Doc Sicilia appunto, che secondo l’assessorato è in grado di differenziare e tutelare i vini Siciliani sui mercati nazionali e internazionali con l’utilizzo del “brand Sicilia”. Al primo incontro si sono susseguite una serie di riunioni e l’accordo che sembrava essere stato raggiunto tra tutte le parti interessate, ovvero mondo della cooperazione e aziende private ad oggi è tutt’altro che sancito. L’ultimo incredibile compromesso  raggiunto prevedeva una Doc Sicilia allargata a chiunque ne facesse richiesta, anche fuori regione, in modo da non ledere gli interessi delle cantine sociali che sulla vendita del vino sfuso basano la maggior parte del proprio guadagno. Questa posizione era emersa nel corso dell’ultimo ”conclave”  svoltosi al Museo Civico di Gibellina, tra i rappresentanti delle cantine sociali, fra i quali Dino Taschetta della Colomba Bianca e Nino Inzirillo dell’Alto Belìce, produttori privati quali Giacomo Rallo di Donnafugata e Diego Planeta presidente di Assovini, tecnici con il presidente di Assoenologi Carlo Ferracane, istituzioni con il dirigente dell’assessorato regionale Agricoltura Giuseppe Bursi, ed il direttore dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino Dario Cartabellotta, posizione che sembrava già concordata, sulla quale però alcuni dei presenti hanno espresso delle perplessità, altri netta contrarietà.  A questo punto, dato lo stato di confusione generale, la DOC Sicilia ha tempo per essere decisa e formulata sino al 31 luglio di quest’anno, se entro questa data, la Sicilia non formalizzerà le proprie richieste con il sì del 66% dei produttori dell’Isola, l’idea si sgonfierà definitivamente.

Sin dal primo momento, una decina di anni fa, la possibilità della creazione di una generica DOC Sicilia mi ha assolutamente lasciato perplesso, non credo sia lo strumento più corretto per ottenere gli scopi che ci si vuol prefiggere. Il concetto di Denominazione d’origine controllata esprime il nome geografico di una ristretta zona viticola particolarmente vocata con particolari caratteristiche di “terroir”. Con il termine “terroir” s’intende la perfetta interazione tra le condizioni climatiche della singola zona, le caratteristiche pedologiche locali ed il comportamento del vitigno coltivato in quell’ambiente. Per spiegarlo in maniera più estesa le caratteristiche morfologiche della zona di coltivazione, montuosa, collinare o pianeggiante, l’esposizione alla luce, la presenza di laghi o fiumi, la composizione del suolo, l’importante incidenza delle escursioni termiche durante la giornata sulla qualità delle uve, ecc., tutti questi parametri sono fondamentali per la caratterizzazione di un vino e della DOC di riferimento.

Il terroir, d’altronde, è il fondamento delle direttive europee riguardo le Denominazioni d’Origine, che hanno lo scopo di indicare la provenienza dei vigneti dai quali nasce il vino DOC, questi vigneti devono essere regolarmente iscritti all’albo della zona indicata. Tutto quanto riassunto è decisamente in contraddizione con la creazione di una generica DOC Sicilia, la quale proprio perché comprenderebbe l’intero territorio di una regione non potrebbe certamente esprimere le caratteristiche che danno vita alla Denominazione d’Origine. La Sicilia è un continente vinicolo, si vendemmia dai primi di Agosto nelle zone calde ed assolate del trapanese, fino a fine Novembre nelle zone più alte e fredde dell’Etna,  il consumatore medio non ha certamente l’anello al naso, si è evoluto ed a mio modo di vedere  una generica DOC Sicilia non sarebbe sicuramente l’optimum.

Qualche mese fa in maniera nettamente sfavorevole si era già espressa l’Assoenologi Sicilia in questi 12 punti ,alcuni dei quali personalmente sottoscrivo in pieno:             

1. Non è chiaro chi sono i soggetti che si avvantaggerebbero con la Doc Sicilia. Sicuramente poche aziende, al massimo 6 o 7, con esclusione di molti altre, compreso le Cantine Sociali, che non hanno un mercato consolidato e che comunque, in ogni modo, stanno facendo innumerevoli sforzi per il posizionamento

2. Sarebbe opportuno proporre una DOC regionale ma dal nome TRINACRIA, lasciando così in vita l’I.G.T. Sicilia, che ha un proprio mercato (i maggiori produttori di vino I.G.T. Sicilia sono le cantine Sociali che detengono l’80 % della produzione regionale, non solo come uve ma come prodotto regolarmente classificato I.G.T., oltre a vini da tavola generici)

3. L’attuazione e la nascita di un eventuale consorzio di tutela e di controllo della DOC SICILIA, richiederebbe tempi molto lunghi, dal momento che anche le Camere di Commercio sono lente nel rilascio delle certificazioni e di rivendicazioni del prodotto I.G.T e vista la scarsa efficienza dei consorzi esistenti in Sicilia

4. Leggendo attentamente il disciplinare di produzione della DOC SICILIA, preparato dall’Assessorato Regionale all’Agricoltura, si evince, che è stato redatto in modo superficiale da persone fuori dal contesto produttivo. Non sono citati, ad esempio, i “vitigni minori”, sia bianchi sia rossi e “non si specificano quali sono le varietà aromatiche”, includendo nella singola voce erroneamente le varietà insolia, grillo, chardonnay e fiano, “che non sono aromatiche”, ed inoltre manca la dizione “passito ottenuto da uve rosse” e la citazione delle uve stesse

5. Sarebbe opportuno darsi un lasso di tempo di 10 anni affinché si possa spingere una qualificazione del prodotto regionale, sia esso ad IGT e sia le per 22 DOC già esistenti, (escludendo la DOCG Cerasuolo di Vittoria) verso una nuova e ulteriore qualificazione del prodotto, innalzando l’attuale soglia di confezionato dall’attuale 15%, al 25 – 30%

6. Gli attuali imbottigliatori dell’Italia settentrionale, che comprano in Sicilia e che confezionano nel territorio regionale potrebbero non essere più interessati ad acquistare vini ad I.G.T. Sicilia, ciò causerebbe la fine della commercializzazione di vini acquistati presso le Cantine isolane, che al momento producono oltre un milione di ettolitri di vino ad I.G.T. Sicilia. Ci si chiede a questo punto: a chi gioverebbe il fallimento del mondo cooperativistico in Sicilia, senza perseguire più i principi di sussidiarietà, assistenziale e di mutualità?

7. Bisognerebbe puntare sul “brand istituzionale – Sicilia”, che dovrebbe essere di proprietà della Regione (es. grappolo, isola etc.) riportando questo bollino sulle etichette di tutta la produzione vinosa

8. La regione attraverso i P.S.R. dovrebbe attivarsi immediatamente a spingere le cantine sociali verso gli “accorpamenti”, per la creazione di grossi poli di commercializzazione, in grado di sostenere ed affrontare i processi di posizionamento e di qualificazione del prodotto siciliano, competendo con altri poli del nord Italia, europei e mondiali

9. La Regione Sicilia deve attuare piani di valorizzazione e di promozione delle produzioni vitivinicole, attraverso delle campagne promozionali mirate in tutto il mondo, utilizzando i fondi Comunitari, che in ultima analisi significherebbe perseguire “non la politica dei prezzi”, ma la politica del “brand territoriale”, legando il marchio al “territorio di produzione” individuato e circoscritto

10. Il marchio o brand Istituzionale non potrà essere utilizzato da aziende operanti in territorio diverso dalla regione Sicilia, ma che comunque potranno acquistare e vendere il vino a I.G.T. Sicilia

11. I nostri viticoltori, qualora verrebbe ad essere attuata la Doc Sicilia, sarebbero testimoni inconsapevoli di una “debacle” e della mortificazione della propria dignità di viticoltori, lasciando a pochi il compito di segnare il proprio destino e quindi la scomparsa della viticoltura siciliana a vantaggio di un corpuscolo di aziende, che al momento hanno un mercato consolidato, ciò significherebbe quindi, la fine delle Denominazione d’origine, come già avvenuto in passato per il “Marsala”

12. L’attuale I.G.T. Sicilia andrebbe modificata, includendo la possibilità di riportare in etichetta almeno “quattro varietà” di uve anziché “due” come attualmente disciplinato dal decreto del Ministero delle Risorse Agricole del 10.10.1995 modificato dal D.M del 24 marzo 1997

Il presidente di Assovini Diego Planeta ha preso posizione favorevole alla nascita della DOC Sicilia ed ha inviato a tutte le aziende socie una lettera nella quale riassume i punti che giustificano l”istituzione della DOC: 1) Poter  avere accesso ai fondi europei Ocm tramite la creazione di un Consorzio di Tutela e fare azioni di promozione territoriale forti ed efficaci sulla Doc Sicilia
2). Protezione del marchio “Sicilia” 3) Fare crescere la categoria dei vini Siciliani nel suo valore percepito: i piccoli e singoli produttori potranno sfruttare nel mercato il brand Doc Sicilia senza dover impiegare somme importanti per affermare i loro singoli marchi, contribuendo inoltre a fare “sistema” tra le aziende 4) La possibilità di valorizzare meglio i singoli territori (zone di eccellenza) con l’inserimento in etichetta del  brand Sicilia accanto ai nomi delle attuali Doc (Doc Sicilia Delia Nivolelli, Doc Sicilia Contessa Entellina). Le Doc con le denominazioni  più conosciute  potranno mantenere la loro denominazione attuale se lo vorranno 5) La possibilità di controllare meglio i dati di produzioni con l’inserimento delle fascette. Scoraggiando quindi eventuali imbottigliatori senza scrupoli 6) Migliore controllo sui  vigneti e sulle produzioni che vorranno rivendicare la Doc 7) Ovviare ai riflessi negativi delle nuove norme sull’etichettatura e di una eventuale Igt Italia

Il nodo fondamentale resta la possibilità dell’imbottigliamento fuori regione, una scelta che tanti non gradiscono, la stesura dell’ultimo disciplinare in ordine di tempo prevede che chiunque abbia imbottigliato Igt Sicilia fuori dal tettitorio regionale per almeno due anni, anche non consecutivi, negli otto anni precedenti all’entrata in vigore della DOC sicilia, potrà godere di una deroga di 5 anni (prorogabili) “che consenta loro di continuare l’imbottigliamento fuori zona di produzione. Che dire, per chi come me non fa altro che testare migliaia di vini all’anno, la qualità e la piacevolezza sono gli elementi che in un vino sono assolutamente da ricercare, caratteristiche che certamente la Doc Sicilia non sarebbe in grado di garantire, anzi direi esattamente il contrario, per cui come scrissi oltre dieci anni fa ribadisco il concetto (copio ed incollo) “La grande D.O.C. Sicilia avrebbe lo scopo di poter meglio accreditare la produzione vinicola siciliana, facendole conquistare sempre più ampi spazi di mercato e valorizzandola ancora di più nel panorama enologico mondiale. La DOC Sicilia potrebbe essere utile a questi scopi,  personalmente non credo”.

selezione del sindaco 2009 home blog 2L’ottava edizione del concorso enologico La Selezione del Sindaco si è svolta in Trentino dal 22 al 24 Maggio 2009 sotto il patrocinio dell’OIV  (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) ha avuto una location d’eccellenza l’istituto agrario di San Michele all’Adige. La Selezione del Sindaco è l’unico concorso internazionale che prevede la partecipazione congiunta dell’Azienda produttrice e del Comune nel quale sono poste le vigne e si propone di valorizzare le piccole partite di vino di qualità, frutto della tradizione del territorio di riferimento. Organizzato da RECEVIN (la Red Europea de Ciudades del Vino), l’Associazione Nazionale Città del Vino e In Comune SpA, autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, anche nel 2009 il concorso ha sposato la Rassegna internazionale dei vini derivanti da uve prodotte da agricoltura biologica, “Biodivino 2009”,promossa in collaborazione con le Città del Bio el’Aiab-Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica. Come ogni anno le fasi organizzative del concorso sono state curate dal Dott. Marcello Di Martino, dal Prof Roberto Zironi e dal Prof. Mario Fregoni osservatore dell’OIV. Le commissioni di degustazione composte da 70 giudici tra enologi, enotecnici, giornalisti del settore di livello internazionale, sono giunte oltre che da varie zone d’Italia anche da Francia, Germania, Stati Uniti, Austria, Slovenia, Ungheria e da altre nazioni. Tra i vini che ho giudicato nelle giornate lavorative ne ho trovati alcuni d’assoluto valore ed interessantissime novità. 

WINE REALITY Web Tv: Report video dalla Selezione del Sindaco 2009, con un’interessante intervista al Prof. Mario Fregoni Presidente Onorario dell’OIV.

 Le Commissioni Internazionali hanno valutato i campioni in base al regolamento dell’O.I.V. che prevede il ricorso alla scheda organolettica in base al metodo “Union Internationale des Oenologues”, le valutazioni sono state espresse autonomamente da ogni componente ed il punteggio finale di ogni vino è stato ottenuto dalla media aritmetica delle singole valutazioni, previa eliminazione di quella più alta e di quella più bassa. 

Quest’anno ai vini in concorso sono state assegnate 2 Gran Medaglie d’Oro, 68 Medaglie d’Oro e 249 d’Argento, nel rispetto del tetto massimo del 30% dei vini premiati rispetto ai vini presenti in concorso stabilito dal regolamento dell’OIV. Il 2009 vede due Etichette di Passito ai primi posti un Siciliano ed Lombardo e 6 vini Dolci nelle prime 6 posizioni.
Il rosso che ha ottenuto la medaglia d’Oro con il punteggio più alto è un Montepulciano d’Abruzzo; il primo spumante è un Prosecco del Veneto, il primo bianco è un Verdicchio delle Marche; mentre il primo rosato è un Pinot Nero della Valle d’Aosta. Il Veneto è la Regione dei “record” con 238 vini presentati in concorso da 28 Comuni “testimonial”, vincitori di 60 tra medaglie d’oro e d’argento

 i campioni della selezione del sindaco 450  2009

Nel dettaglio hanno ottenuto il punteggio più elevato: le gran medaglie d’oro Ben Ryè 2007 di Donnafugata 96,5 e il Colli Piacentini Malvasia Passito 2007 Il Negrese 95,5, tra le medaglie d’oro assegnate spiccano ai primi 10 posti: il Trentino Superiore Bianco Rupe Re 2006 di Cavit (Trento) 94,2, il Pantelleria Moscato Nikà 2007 Case di Pietra di Pantelleria (Trapani) 92,8 , il Passito di Pantelleria Nes 2007 Carlo Pellegrino & Co. di Pantelleria (Trapani) 92,4, il Recioto di Soave San Zeno 2006 Fasoli Gino di Colognola ai Colli (Verona) 92, il Montepulciano d’Abruzzo Testarossa 2005 Franco Pasetti di Francavilla al Mare (Chieti) 91,6, il Veneto Adoro Passito 2007 Agostino e Lamberto Bellussi di Vazzola (Treviso) 91, il Primitivo di Manduria Skepsis 2007 Produttori Agricoli Associati Sava di Sava (Taranto) 91, il Sicilia Ambrosìa 2007 Favuzza-Salemi di Salemi (Trapani) 90,8, il Vigneti delle Dolomiti Moscato Rosa 2006 della Fondazione Edmund Mach dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige (Trento) 90,4 e il Basilicata L’Autentica 2007 Cantine del Notaio di Giuratrabocchetti di Ripacandida (Potenza) 90,4.

Il punteggio minimo per l’assegnazione delle medaglie d’argento quest’anno è stato di 84,6/100 per le medaglie d’Oro  88/100. Dal lavoro degustativo dei giudici nasce la guida “Vini da Vedere” una pubblicazione a colori unica nel suo genere perché non è solo un catalogo dei vini premiati nel concorso enologico, ma anche uno strumento di conoscenza per tutti coloro che desiderino fare visita ai luoghi dove nascono i vini dell’eccellenza. La Guida è organizzata per Comuni, per ogni Comune è fornita una breve descrizione con cenni storici e caratteristiche vitivinicole, per ogni vino premiato è presentata l’etichetta a colori, la Doc/Docg/Igt, l’anno di produzione, le eventuali certificazioni e specificità aggiuntive, l’alcool da etichetta, il punteggio attribuitogli dalla commissione della Selezione del Sindaco con l’eventuale premio conquistato, il principale vitigno, il numero di bottiglie prodotte ed il prezzo della bottiglia in cantina. La cerimonia ufficiale di premiazione dei vini come tradizione si svolgerà a Roma in Campidoglio il 6 Luglio. 

Vedi le altre foto al link: luigisalvoilmondodelvino.it/selezione del sindaco 2009

Elenco completo classifica dei vini premiati 

borsino del vino logo blogDa un mese la rubrica “Borsino del Vino” va in onda il Venerdì all’interno del telegiornale TV NEWS realizzato dalla società di produzione Mediactivity Broadcasting su 10 emittenti siciliane. Con questa innovativa rubrica della quale sono autore e conduttore insieme all’amico Filippo Barbiera, mi sono proposto di comunicare le qualità del vino siciliano parlando dei vari vitigni presenti nei diversi territori dell’isola indicando in ogni puntata ai telespettatori due vini siciliani dal buon rapporto qualità prezzo che siano ottima espressione organolettica dei vitigni trattati. Con gran soddisfazione il programma sta ottenendo un ottimo riscontro tra il pubblico e sopratutto un interesse elevatissimo tra le cantine che hanno particolarmente apprezzato questa nuova forma di comunicazione nella quale il vino in TV è spiegato con un linguaggio finalmente tecnico ma di facile comprensione per lo spettatore medio, al quale è anche suggerito il cibo più adatto in abbinamento alle varie bottiglie selezionate stimolandone la curiosità.

                  

 

L’elemento vino è molto particolare e la comunicazione che lo riguarda è davvero fuori da tutti gli altri schemi che riguardano altri prodotti, non è la stessa cosa che spiegare e comunicare un’auto, una cucina  o un qualunque altro genere alimentare.  In Tv da sempre solo alcuni vini di uso quotidiano sono stati sotto i riflettori e le trasmissioni di intrattenimento eno-gastronomico, pur essendo sorte a ritmo vertiginoso, tutte quante trattano e descrivono il vino in modo semplicistico e superficiale: niente ricerca per vitigno del miglior prodotto di un territorio specifico,  niente selezione delle aziende che meglio esprimano il terroir della regione, nessuna decisa opinione comunicativa come invece avviene in riviste di settore o guide, ma in Tv si assiste solo a commenti su bottiglie anonime con nessun consiglio specifico al consumatore.

Oggi la carta stampata comincia a fare i conti con la crisi dovuta al cambiamento delle abitudini da parte dei fruitori,  le pubblicazioni di settore riducono le copie e le guide segnano il passo sopravanzate da quel grande mondo comunicativo che è la rete, il Borsino del Vino ha una formula semplice ma efficace, attraverso la Tv raggiunge lo spettatore che non è appassionato di vino e lo stimola comunicando la qualità dei vari vini selezionati ed attraverso la rete raggiunge anche chi ricerca specificatamente di comprendere meglio territori e vitigni.

Tutte le puntate del Borsino del Vino al link: luigisalvoilmondodelvino

Link Giapponese del Borsinio del Vino:  MICKOY TV

concorso mondiale bruxelles 2009 blogLa 16°edizione del Concorso Mondiale di Bruxelles si è svolta a Valencia in Spagna dal 25 al 27 Aprile 2009, anche quest’anno sono stato commissario giudice ed ho avuto modo di degustare e giudicare tanti vini per lo più di qualità con punte di eccellenza davvero elevate, scambiando opinioni e pareri con colleghi giudici provenienti da ben 41 nazioni differenti.Una grande esperienza sensoriale che mi ha consentito di comprendere a pieno l’andamento qualitativo della produzione vinicola mondiale, verificando ed analizzando i progressi che le varie realtà compiono. Il Concorso 2009 ha assegnato ancora più medaglie rispetto agli anni scorsi a vini e distillati di produzione italiana, quest’anno 8 Gran medaglie d’Oro, 72 Medaglie d’Oro e 116 d’Argento.

WINE REALITY Web Tv: ecco il reportage video dal Concorso Mondiale di Bruxelles 2009, con interviste ai commissari giudici ed agli organizzatori.

 


 

Fondato nel 1994, il Concorso Mondiale di Bruxelles rappresenta il campionato mondiale del vino, straordinaria la quantità di campioni presenti in quello del 2009, sono stati ben 6289 provenienti da 54 nazioni diverse, hanno esordito con i loro vini l’ Egitto, Cipro, Cuba e la Corea del Sud, mentre le tre nazioni che hanno presentato più campioni sono state in ordine la Francia, la Spagna e l’Italia  Composta interamente da professionisti la giuria del Concorso vede 250 tra i maggiori esperti internazionali del vino, giornalisti, autori di libri best-seller, cronisti del vino di grandi testate, alcuni tra i migliori enologi, tutti provenienti dalla scena enologica mondiale. 
Tra i vini Italiani presenti, la Sicilia rappresenta la prima regione con la partecipazione di 163 campioni, seguita da Veneto con 130, Toscana 90, Puglia 50 e Abruzzo 47.

Perfetta e puntuale l’organizzazione delle giornate di lavoro degustativo da parte del Presidente del Concorso  Baudouin Havaux, del Direttore Tomas Costenoble, e delle sempre presente Sally Webster, angelo custode di noi giudici. Bellissima la location del grande salone di degustazione, il centro fieristico di Valencia, un’opera di proporzioni gigantesche, funzionale e modernissima Nel corso di ogni giornata sono stati 50 i vini che ho degustato, preordinati in serie, in base alla tipologia, alla provenienza ed al millesimo. Ai giudici, come in tutti i concorsi organizzati dall’O.I.V., viene fornito prima del tasting solo l’annata del campione, mentre al termine dei lavori viene dato l’elenco dettagliato dei campioni degustati.

Questi i punteggi che consentono ai vini di essere premiati: da 84 a 86,9 Medaglia d’Argento  – da 87 a 92,4 Medaglia d’Oro – da 92,5 a 100 Gran Medaglia d’Oro                               

Nei miei giudizi, buona la performance dei vini Francesi, Italiani, Cileni, Greci, Portoghesi e Californiani, ma punteggi veramente importanti hanno ottenuto i vini Spagnoli, a riprova della crescita qualitativa continua dei vini di questo paese. Nel complesso ho assegnato insieme ai colleghi della mia commissione 10 medaglie d’oro e 18 d’argento. Per ogni giornata di tasting e per ogni serie, ho piacere di elencare i tre vini ai quali ho assegnato i punteggi più alti.

Sabato 25 Aprile 2009   

Serie 05 – 14 vini California USA Bianchi:

Trefethen Estate Chardonnay 2007 California 89/100 

Jordan Vineyards & Winery Chardonnay 2007 – California Nord Coast 89/100

Gallo Family Vineyards Laguna Ranch Chardonnay 2006 – California  91/100

 

Serie 509 – 06 vini Francia Champagne: 

Champagne Charles mignon Brut Grande Reserve 1er Cru – Champagne 88/100

Tsarine Premier Cru Brut – Champagne 88/100

 Champagne Jean Dumangin Brut Care d’Or Premier Cru – Champagne 89/100 

 

Serie 626 – 09 vini Grecia Rossi:

Nomea Palivou Estate 2006 Peloponnese Nemea 89/100

Old Vines Papaioannou 2006 Peloponnese Nemea 90/100

Semeli Nemea Reserve 2006 Peloponnese Nemea 90/100                                                       

 

Serie 214 – 15 vini Francia Rossi:

Legende 2007 Bordeaux Rouge 88/100

Delor Reserve 2007 Bordeaux Rouge 88/100

Saga 2007 Bordeaux Rouge 89/100 

 

Serie 439 – 06 vini Spagna Rossi:

Sortius Syrah 2007 Murcia Bullas 88/100

Ulvio 2007 Murcia Bullas 90/100

Tercia de Ulea Crianza 2006 Murcia Bullas 91/100  

 concorso mondiale bruxelles bottiglie 450

Domenica 26 Aprile 2009   

Serie 060 – 14 vini Portogallo Bianchi:

Pena de Pato 2008 Minho Vinho Verde 86/100

Alvarinho Deu La Deu 2007 Minho Vinho Verde 88/100

Casa de Oleiros Pedema Arinto 2008 Minho Vinho Verde 90/100 

 

Serie 319 – 13 vini Francia Rossi:

Chateau de Mauvanne Cru Classè 2005 Cotes de Provance Rouge 88/100

Chateau de Mauvanne Cru Classè 2004 Cotes de Provance Rouge 88/100

La Chapelle de sainte Roseline Cru Classè 2006 Cotes de Provance Rouge 89/100 

         

Serie 277 – 13 vini Italia Rossi:

Il Canto di Fondo Antico 2005 Sicilia IGT 89/100

Duca di Montalto Rosso Milazzo 1999 Sicilia IGT 89/100

Terre della Baronia Rosso Milazzo 2004 Sicilia IGT 90/100   

 

Serie 400 – 10 vini Spagna Rossi:

Vina Amaiz Roble 2007 Castilla-y-Leon Ribera de Duero 85/100

Linaje Garsea 2007 Castilla-y-Leon Ribera de Duero 86/100

Vila Vilano Roble 2007 Castilla-y-Leon Ribera de Duero 87/100       

 concorso mondiale bruxelles giudici 450

Lunedì 27 Aprile 2009   

Serie 090 – 09 vini Francia Bianchi:

Schleret Charles Riesling 2007 Alsace 89/100

Bernard Schawach Riesling Grand Crù Sporen 2006 Alsace Grand Crù  89/100

Bernard Schawach Riesling Grand Crù Schoenenbourg 2006 Alsace Grand Crù  90/100    

               

Serie 645 – 15 vini California USA Rossi:

Redwood Creek Cabernet Sauvignon 2007 California 88/100 

Gallo Family Vineyards Frei Ranch Cabernet 2003 California 89/100

Gallo Family Vineyards Estate Cabernet Sauvignon 2003 California 90/100 

 

Serie 266 – 13 vini Francia Rossi:

Chateaux L’Archange 2007 Bordeaux Saint Emilion 87/100 

Chateaux Queryon Pindefleurs  2006 Bordeaux Saint Emilion 88/100

Crix des Bardes 2005 Bordeaux Saint Emilion 88/100       

 

Serie 339 – 11 vini Cileni Rossi:

Aroma Riserva Privada Cabernet Sauvignon 2007 Valle de Maule 87/100

Gran Reserva Yali Threee Lagoons Cabernet Sauvignon 2007 Valle de Maipo 88/100

Cremaschi Furlotti  Cabernet Sauvignon Reserva 2007 Valle de Maule 88/100  

 

Serie 177 – 18 vini Spagna Dolci:

Principe de Viana Vendimia Tardia de Chardonnay  2007 Navarra 90/100 

Pago de Cirsus Moscadel Vendimia Tardia  2006 Navarra 91/100

Pago de Cirsus Moscadel Fermentado in Barrica  2006 Navarra 92/100

bianchi-immortali-blogDopo la bellissima degustazione dello scorso anno “I grandi rossi vini mito del 1997″, eccomi di nuovo nella grande sala Argento del Palaexpo del Vinitaly, dove dodici capolavori enoici bianchi italiani sono stati protagonisti dell’evento più prestigioso nell’ambito del Vinitaly 2009, organizzato dalla rivista Civiltà del Bere in collaborazione con Verona Fiere. Duecento selezionati degustatori di ogni parte del mondo hanno partecipato al tasting il cui titolo era esplicativo della grande qualità dei vini presenti nei bicchieri, “Dodici Bianchi Immortali, la splendida dozzina che resterà nella storia”. L’attenta organizzazione ha selezionato le meritevoli etichette ed ha lasciato campo libero ai produttori per la scelta dei millesimi da presentare, le annate di questi campioni spaziavano dal 2004 fino al 1987.

Per chi è abituato a testare in media un paio di centinaia di vini al mese è veramente una particolare emozione trovarsi bel bicchiere vini bianchi creati per sfidare il tempo, perfetta sintesi tra tradizione enologica, innovazione e perfezione qualitativa. L’atmosfera che si respirava  durante il tasting era quella delle grandi occasioni, le magnum sfilavano sapientemente portate da una trentina di sommeliers in alta divisa, i quali versavano grandi emozioni nel bicchiere. Una bellissima esperienza sensoriale grazie a queste dodici bottiglie preziose che i produttori hanno reperito in cantina nelle loro riserve storiche, vini che hanno conquistato i migliori giudizi nelle più importanti guide  italiane e straniere e che oggi, dopo tanti anni di stasi in bottiglia, si sono presentati al giudizio critico di una platea attenta e curiosa. Un particolare plauso va a Pino Khail direttore di Civiltà del Bere inappuntabile ideatore e conduttore di questo tasting che rimarrà a lungo nella memoria dei presenti, così come ad Alessandro Torcoli suo prezioso collaboratore. 

 

   GUARDA LO SHORT-VIDEO DEL TASTING

 

Come consuetudine dell’evento annuale tutti i vini proposti sono stati presentati dai rispettivi produttori che hanno composto un parterre d’eccellenza, ognuno di loro ha raccontato non solo la storia delle origini di ogni vino, ma anche il suo percorso sia qualitativo che emozionale. Magicamente durante gli assaggi si sono alternati momenti di silenzio a diffusi mormorii di stupore ed ammirazione per l’incredibile stato di forma di questi longevi bianchi.  

Les Cretes Chardonnay Cuvèe Bois, Valle d’Aosta Doc 2004 – Aymavilles (Aosta) Valle D’Aosta – Chardonnay 100% E’ Costantino Charrère a presentare la sua creatura, è il campione più giovane della dozzina, sono trascorsi 5 anni dalla vendemmia. Caratteristica di questo vino è l’elevazione in legno che non crea fastidiosi sentori fumosi, il colore dorato vivo fa da preludio ad un grande naso poliedrico di fiori, frutta tropicale, eucalipto, vaniglia e lieve tostatura. Al palato è fresco, nel contempo di buona morbidezza e deliziosa mineralità. 91/100

Marco Felluga Russiz Superiore Col Disore, Collio Bianco Doc 2001 – Capriva del Friuli (Gorizia) Friuli Venezia Giulia – Pinot Bianco 40%, Tocai Friulano 35%, Sauvignon 15%, Ribolla Gialla 10% Il suo produttore Roberto Felluga spiega che Col Disore è il nome di una collina del territorio di Russiz, il vino fermenta in botti di rovere da 15-30 hl, è elevato per 12 mesi sui lieviti ed un altro anno in bottiglia. L’annata che degustiamo è a 8 anni dalla vendemmia ed è straordinariamente accattivante. Dorato carico, sprigiona al naso dolce frutto e vaniglia mitigata da note scure di tostatura. L’entrata in bocca è di morbidezza ravvivata da note intense di acidità, chiude con un finale di frutto e sapidità. 93/100

Zenato Riserva Sergio Zenato, Lugana Doc 2001- San Benedetto di Lugana (Verona) Veneto- Trebbiano di Lugana 100%. Nadia Zenato con una certa emozione presenta la Riserva di famiglia, le uve particolarmente curate provengono dal Podere Massoni e sono in grado di esaltare le caratteristiche del territorio. Colore dorato carico e naso pieno di frutti gialli maturi, note burrose e sentori lignei. Bocca morbida e lunga. 90/100

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Mastroberardino More Maiorum, Fiano di Avellino Doc 2000 – Atripalda (Avellino) Campania – Fiano 100% Azienda con una storia ultracentenaria oggi vede alla sua guida Piero Mastroberardino.Il vino è un Fiano in purezza a 9 anni dalla vendemmia, vinificato in maniera classica con fermentazione in barriques è affinato sei mesi in piccoli legni di rovere di diverse provenienze. Mi colpisce il suo colore dorato di particolare brillantezza, naso d’intensità sfaccettata con note floreali ancora vive di acacia, frutti gialli e speziatura. Il palato è di gran finezza, tutte le sue componenti sono ben amalgamate, con un lungo minerale finale in cui ritornano prorompenti le note agrumate. 92/100

Produttori San Michele Appiano, Appiano Pinot Grigio Sanct Valentin, Alto Adige Doc 1998 – Appiano (Bolzano) Alto Adige – Pinot Grigio 100% Presenta il vino Hans Tenzer da oltre trent’anni alla guida di questa cantina che produce grandi vini. Questo Pinot Grigio nasce in barriques e lì è affinato per circa un anno. Ad 11 anni dalla vendemmia è straordinariamente agile, nel bicchiere giallo dorato carico, riempie il naso con profumi mielosi di frutta tropicale e speziatura, in bocca è fresco per la sua età, con bellissimi sentori burrosi e tostati.Superbo 94/100

Umani Ronchi CasaldiSerra Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc 1997 Osimo (Ancona) Marche – Verdicchio 100% Michele Bernetti è alla guida dell’azienda, rappresenta la terza generazione degli Umani Ronchi, presenta con orgoglio questa selezione di Verdicchio. A dodici anni dalla vendemmia si presenta giallo dorato carico, sentori olfattivi evoluti con anice, frutto e tostatura. Bocca piena con piacevoli note di morbida dolcezza. 89/100

Antinori Castello della Sala, Cervaro della Sala, Igt Umbria 1996 – Ficulle (Terni) Umbria – Chardonnay 80%, Grechetto 20% Come lo scorso anno un vino Antinori è introdotto da Albiera Antinori, la maggiore delle tre figlie del marchese Piero. L’annata del Cervaro che degustiamo è la 1996, le uve selezionate delle due varietà che compongono il vino sono raccolte e vinificate separatamente, la fermentazione è avvenuta in barriques di Allier e Trocains ed è rimasto sulle fecce in legno per circa 5 mesi dove ha svolto la malolattica. Colore dorato vivo, bellissimo ed intenso al naso ed in bocca, dalle note ancora fresche e dalla beva lunga, minerale e profonda. 94/100

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Planeta Chardonnay Igt Sicilia 1996 – Menfi (Agrigento) Sicilia – Chardonnay 100% Alessio Planeta è orgoglioso di questo vino bandiera dell’azienda per il suo stato di forma a 13 anni dalla vendemmia, un vino bianco siciliano che sfida il tempo. Fermentato ed affinato in barriques di Allier nuove per il 50%, permane all’interno dei legni per circa 10 mesi. Si presenta nel bicchiere dal colore dorato carico vivo, dona al naso pregevoli sentori di biancospino, zagara, albicocca, note erbacee e di vaniglia. In bocca è pieno di morbidezza e dal lungo finale minerale. 91/100

Frescobaldi Castello di Pomino, Pomino Bianco Riserva Doc 1993 -Pomino (Firenze) Toscana – Chardonnay 90%, Pinot Bianco 10% Il marchese Leonardo Frescobaldi racconta di questo bianco che degustiamo a 16 anni dalla vendemmia, maturato 8 mesi in barriques ed ha affinato ben 15 mesi prima di uscire dal castello. Nel bicchiere è cristallino, dal suadente colore giallo dorato, al naso mostra grande stoffa, il profumo è intenso ed avvolgente, con sentori di frutta gialla, anice, vaniglia e mineralità. Dal corpo ricco, elegante e persistente, mostra tutta la sua aristocrazia e grande longevità. 92/100.

Pio Cesare, Piodilei Chardonnay Langhe Doc 1993 – Alba (Cuneo) Piemonte – Chardonnay 100% Pio Boffa, quarta generazione della famiglia Pio Cesare racconta come sia stato tra i primi ad impiantare lo Chardonnay nelle langhe ed a produrre un bianco fermentato ed invecchiato in barriques. Il vino è dedicato alle donne di famiglia, nel degustarlo ho avuto l’impressione che questi 16 anni siano passati sobriamente, bellissimo il colore dorato caldo, al naso effonde note di dolcezza fatte di frutto, spezie e balsamicità. Al gusto mostra ancora freschezza, legno non prevaricante sui ritorni fruttati e minerali. 94/100

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Folonari Cabreo La Pietra, Igt Toscana 1987 – Greve in Chianti (Firenze) Toscana – Chardonnay 100% Ambrogio Folonari da cinquanta anni alla guida delle aziende di famiglia introduce questo Chardonnay fermentato ed affinato in barriques, che udite udite ha sulle spalle ben 22 anni. Incredibile lo stato di grazia di questo bianco, un mormorio di ammirazione pervade la sala, colore giallo dorato brillante, classe e finezza inondano il bicchiere, frutta tropicale matura, nocciola, burro e miele, note lignee dosate. In bocca è pieno, fresco e sapido di infinita lunghezza. Da applausi. 95/100

Ferrari F.lli Lunelli, Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, Trento Doc 1997 – Trento Trentino – Chardonnay 100% Mauro Lunelli dal 1970 è responsabile della produzione e della qualità della cantina di famiglia, racconta che ha creato questo vino da selezionate uve cresciute nel Maso Panizza a 600 mt di altitudine. Nel bicchiere dal bellissimo colore giallo paglierino con riflessi dorati, si apre al naso d’intensità e fragranza, con note floreali, varietali del vitigno, sentori di miele e vaniglia. In bocca è di gran freschezza, con ritorni fruttati e vanigliati, di gran persistenza gusto-olfattiva. Bellissimo 94/100

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Alla fine di questo straordinaria degustazione, i commenti in sala tra chi ha avuto il piacere di potere testare i vini si protraggono lungamente, si formano gruppetti che coinvolgono anche alcuni produttori che esprimono le loro impressioni su tutti i vini in degustazione. Nel pomeriggio ho in programma alcuni assaggi presso alcuni stands di aziende, testerò solo rossi, impossibile non farlo dopo questa tale dozzina di inarrivabili bianchi.

Per tutte le altre foto dell’evento vai su:  http://xoomer.virgilio.it/luigisalvo/art_308%20i%20dodici%20bianchi%20immortali%20di%20luigi%20salvo.htm

sicilia-en-primeur-09-blog-2La 6° edizione di “Sicilia en Primeur” organizzata da Assovini Sicilia si è svolta nel territorio di Siracusa dal 18 al 22 marzo, sono state ben 39 le aziende che hanno partecipato all’evento che ha avuto quale momento centrale la degustazione  “En Primeur” dei campioni anonimizzati dell’ultima vendemmia ed il successivo incontro dei giornalisti con i produttori per il tasting delle annate precedenti.

La Sicilia vinicola cresce e lo fa in tutte le direzioni, con una superficie coltivata pari al 17% del totale nazionale e con la  provincia di Trapani al primo posto per terreno vitato, imbottiglia circa 1,65 milioni di ettolitri di vino, superando i 200 milioni di bottiglie con un aumento del 2,6% rispetto l’anno precedente, attraverso la capacità produttiva di oltre 650 aziende vitivinicole. Nella grande sala del bellissimo Hotel Il Minareto di Siracusa, a 100 giornalisti provenienti da tutto il mondo sono stati proposti in degustazione alla cieca con indicazione soltanto del vitigno d’origine e della provincia di provenienza 30 vini campioni rappresentativi dei diversi ‘terroir’ dell’Isola e dell’andamento della vendemmia 2008, scelti da una commissione con a capo l’enologo Riccardo Cotarella che ha condotto il tasting.

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La vendemmia 2008 in Sicilia è stata eccellente, una delle migliori degli ultimi anni, con uve contraddistinte da un’ottima vigoria e dai grappoli perfettamente sani, compatti, molto ricchi, concentrati ed esenti da muffe. Diego Planeta presidente Assovini spiega: “Quest’anno nei campioni presenti abbiamo voluto puntare sulla grande varietà della nostra produzione che rende i vini siciliani unici. Si possono individuare otto aree del continente Sicilia: quella dell’Etna, di Trapani, Palermo, Agrigento e Caltanissetta, Siracusa e Noto, Ragusa e Vittoria, e quello dolce delle isole minori”.  Il perfetto servizio dei vini scelti per il tasting è stato curato, come consuetudine  dall’ Associazione Sommeliers Sicilia, sono stati analizzati 12 campioni bianchi, 14 rossi e 3 dolci, netta la prevalenza dei vini da vitigni autoctoni ben 19, un solo vino blend autoctono/alloctono e 10 i vini da vitigni alloctoni. 

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Ecco l’interessante risultato del tasting dei vari campioni ed il relativo punteggio che ho assegnato:spiccano su tutti tra i bianchi il campione n.11 Fiano ed il n.7 Grillo, tra i rossi il campione n.16 e n.17 Etna Doc, il n.22 Nero d’Avola ed il n. 27 Cabernet Sauvignon. Affascinanti tutti i dolci con il campione n.30 sugli scudi.

VINI BIANCHI:

1) Catarratto – IGT Sicilia  – Palermo – 88/100 Il vitigno più presente in Sicilia riesce ad esprimere vini di grande livello, dal naso e dalla bocca intensi di freschezza e mineralità.

2) Catarratto – IGT Sicilia  – Trapani – 87/100 Di buona eleganza di polpa e frutto, come il precedente chiude bene senza note amarognole.

3) Inzolia – IGT Sicilia – Caltanisetta – 86/100   Naso di frutta dolce, l’acidità in bocca è avvertibile  in maniera minore rispetto ai due Catarratto, è esile ma piacevole  

4) Inzolia/Viognier – IGT Sicilia – Palermo – 88/100 Olfatto d’ottima espressione, bocca piena, il Viognier è più avvertibile rispetto all’Inzolia, deliziosa l’albicocca e  la pesca, il connubio riesce molto bene.

5) Grillo -  IGT Sicilia – Trapani – 87/100   Vitigno che risente più di altri delle tecniche di vinificazione, al naso è intensamente varietale, è piacevole la sua freschezza e la sapidità gustativa.

6) Grillo – IGT Sicilia – Ragusa – 86/100 Dal bel naso e dalla bocca piena, il vino presenta lieviti o fecce nobili, quando si pulirà perderà le attuali note piccanti. 

7) Grillo – IGT Sicilia – Trapani – 89/100 Olfatto fresco floreale e fruttato, dalla beva piena e lunghissima di frutto e sapidità. 

 8) Chardonnay – IGT Sicilia – Caltanissetta – 84/100 Olfatto fresco floreale e fruttato, dalla beva sapida, non di lunghezza.

9) Chardonnay – IGT Sicilia – Siracusa – 86/100 Naso caratteristico del vitigno, bocca lunga , vino che mostra ottime potenzialità.

10) Chardonnay – IGT Sicilia – Siracusa – 88/100 Naso più opulento sia al naso sia in bocca rispetto al precedente, uno Chardonnay tipicamente siciliano.

11) Fiano – IGT Sicilia – Agrigento – 90/100 Dona sentori tipici del vitigno, bocca accattivante fresca, sapida e di lunghezza.

12) Fiano – IGT Sicilia – Agrigento – 84/100 Più semplice del Fiano precedente, ma di buona bevibilità.

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VINI ROSSI:

13) Frappato – DOC Vittoria – Ragusa – 84/100 Vino dalla carica antocianica contenuta, presenta un naso di fiori, frutta e dolci spezie, bocca freschissima di buona lunghezza.

14) Nero d’Avola/Frappato – DOCG Cerasuolo di Vittoria – Ragusa – 86/100 Bel naso tipico di frutto e spezie, beva fresca e debolmente sapida, ottima la marca del Frappato.

15) Nero d’Avola/Frappato – DOCG Cerasuolo di Vittoria – Ragusa – 87/100 Ha estrazione di colore maggiore del precedente, olfatto simile, bocca più piacevolmente florerale.

16) Nerello Mascalese/Nerello Cappuccio – DOC Etna Rosso – Catania – 91/100 Intrigante olfatto varietale, note floreali, frutti freschi e spezie, bocca elegante, piena di freschezza e sapidità, lunga persistenza aromatica intensa.

17) Nerello Mascalese/Nerello Cappuccio – DOC Etna Rosso – Catania – 90/100 Ha naso più ciliegioso del vino precedente, bocca fine, freschezza e mineralità da vendere.

18) Nero d’Avola – IGT Sicilia – Caltanisetta – 86/100 Ben espresso sulle note del vitigno sia al naso sia in bocca, con piacevoli ritorni retrolfattivi. 

19) Nero d’Avola – DOC Noto – Siracusa – 87/100 Intenso al naso, in bocca evidenzia buon equilibrio gustativo.

20) Nero d’Avola – DOC Contea di Sclafani – Palermo – 88/100 Più intriso di frutta nera carnosa, bocca piacevolmente lunga.

21) Nero d’Avola – IGT Sicilia – Ragusa – 84/100 Presenta un naso d’intenso pepe bianco che copre un pò il frutto, vinoso e tipico in bocca. 23) Merlot – IGT Sicilia – Trapani – 83/100 Dall’olfatto intenso è il più morbido della batteria, forse proviene da uve un pò mature. 

22) Nero d’Avola – IGT Sicilia – Agrigento – 90/100 Bellissima espressione del vitigno principe siciliano, un naso intenso e poliedrico di fiori, frutta e spezie, bocca lunghissima.

23) Merlot – IGT Sicilia – Trapani – 83/100 Dall’olfatto intenso è il più morbido della batteria, forse proviene da uve un pò mature. 

24) Cabernet Franc – IGT Sicilia – Palermo – 88/100 Gran bella materia, naso elegante variegato, bocca fresca e lunga.        

25) Syrah – IGT Sicilia – Catania – 88/100 All’olfatto ed in bocca ottima integrità del frutto, vive note di liquirizia, tannini nobili.

26) Syrah – IGT Sicilia – Trapani – 89/100 Bella stoffa e finezza, esprime le caratteristiche uniche che questo vitigno alloctono assume in Sicilia. 

27) Cabernet Sauvignon – IGT Sicilia – Palermo – 90/100 Altro alloctono ben riuscito dalle grandi doti, tra morbidezza, punte di freschezza e mineralità.

 VINI DOLCI:

28) Malvasia – IGT Sicilia – Messina – 89/100 Naso su toni di cannella e frutto dolce, bocca dalla giusta volumetria.

29) Moscato Bianco – DOC Moscato di Siracusa – Siracusa – 90/100 Dal colore invitante, dal naso sfaccettato e dalla beva agile e lunga.

30) Zibibbo – DOC Passito Pantelleria – Trapani – 91/100 Olfatto di miele e uva passa, al gusto piacevolissimo è pieno di sole, ma anche di gran freschezza e lunga persistenza.

Conclusioni                                                                                                                       

A fine degustazione posso trarre alcune indicazioni importanti: l’analisi organolettica dei campioni ha mostrato vini dalle grandi potenzialità, in particolare i bianchi mi hanno sempre più dato l’idea di una grande crescita qualitativa, riescono ad esprimere compiutamente il varietale d’origine con note di freschezza ed agilità gustative fino a qualche anno fa impensabili. Tra i rossi mi hanno particolarmente convinto un paio di Nero d’Avola in grado di trasmettere l’impronta territoriale del vitigno, vini espressione di un nuovo modo di concepire il Nero d’Avola, in maniera più fine rispetto a quelli iperconcentrati di un pò di tempo fa. Di grande eleganza gli Etna Rossi, indubbiamente le punte di eccellenza della nuova enologia siciliana, gli alloctoni Syrah e Cabernet Sauvignon confermano la loro bontà sul territorio isolano, mentre i dolci da Malvasia e Zibibbo oltre al classico sole sprigionano viva agilità. Mi sembra di avvertire una realtà  enologica in cambiamento, il frutto è preservato e valorizzato, i legni utilizzati, per lo più di grande dimensione, hanno cambiato le loro finalità, non stravolgono i vini con sentori lignei decisi, ma sono usati allo scopo di valorizzare attraverso lo scambio gassoso le varietà e quindi le potenzialità dei vitigni di origine.                                                                                                                      

Secondo Attilio Scienza, docente di viticoltura all’università di Milano “Molti hanno dell’isola una visione unitaria, quando invece è un universo vario di viti-culture e vitigni, un contenitore di tante cose da svelare e valorizzare nel mondo, bisogna capire qual è il senso di identità di ogni territorio”. Questa degustazione ha sicuramente raggiunto questo scopo, mostrando a mio avviso una chiara linea produttiva generale, che ritengo assolutamente vincente.

La Sicilia del vino

La superficie vitata di 119.893 ettari, quella ad uve bianche è di 76.906 ettari (64,1%), mentre le uve rosse sono presenti in 42.839 ettari (35,7%). Le forme di allevamento si dividono in: alberello 11.149 ettari (9,3%), spalliera 95.166 ettari (79,4%), tendone 12.862 ettari (10,7%) in progressiva contrazione.
A farla da padrone, in quanto a superficie vitata, è la provincia di Trapani con 68.780 ettari e il 57,4% dell’intera area siciliana coltivata a uve da vino. Segue Agrigento con 10.972 ettari che corrispondono al 17,5%, poi Palermo con 16.625 ettari e il 13,9%, Caltanissetta 5.763 e il 4,8%, Catania 3.074 con il 2,6%, Siracusa 1.943 con l’1,6%, Ragusa con 1.466 e l’1,2%, Messina con 891 ettari e lo 0,7%, chiude Enna con 375 ettari e lo 0,3%.
In termini di referenze, la Sicilia imbottiglia 1,65 milioni di ettolitri di vino, superando i 200 milioni di bottiglie (+2,6% sull’anno precedente). Sono 650 le aziende vitivinicole in Sicilia con capacità proprie di imbottigliamento di cui circa 55 gli organismi associativi (cooperative e cantine sociali); 29 superano il milione di bottiglie annue coprendo oltre il 73% della produzione regionale complessiva, mentre sono meno di cento le imprese che oltrepassano le centomila bottiglie per anno (dati dell’Istituto regionale della vite e del vino e dati dell’Osservatorio sul settore vitivinicolo siciliano dell’università di Palermo).
Tra le principali cultivar a uva da vino c’è il Catarratto bianco comune con 38.079 ettari che detiene una quota del 31,76%, seguono il Nero d’Avola con 19.304 ettari pari al 16,1%, l’Inzolia con 7.795 ettari pari al 6,5%, il Grecanico e il Syrah con 5,358 ettari (4,47%), lo Chardonnay e il merlot che sfiorano i cinquemila ettari e superano di poco il 4%.
La produzione media si attesta sui 9 milioni di quintali di uva e 6,9 milioni di ettolitri di vino e mosto. La produzione 2008 è stata di 9-10 milioni di quintali di uva pari a 7 milioni di ettolitri di vino e mosto.
Le strade del vino sono 12: Marsala-Terre d’Occidente, Erice Doc, Alcamo Doc, Doc Monreale, Terre Sicane, Castelli Nisseni, Cerasuolo di Vittoria, dal Barocco al Liberty, Etna, Val di Noto, Val di Mazara, Provincia di Messina, Sul percorso della Targa Florio.
Il vino esportato nel 2007 è 427.519 ettolitri, di cui 276.259 ettolitri confezionato (64,6%) e 140.422 ettolitri sfuso (32,8%). Le esportazioni hanno portato alle aziende 84.786.000 di euro, di cui 72.817.000 per il confezionato (85,9%) e 10.648.000 per lo sfuso (12,6%).
Le esportazioni, se si considera sia lo sfuso che l’imbottigliato, si concentrano nel Regno Unito (circa centomila ettolitri nel 2007, quasi tutto imbottigliato) , Germania (oltre 70.000 ettolitri, metà sfuso e metà imbottigliato) e Francia (meno di 70.000, quasi tutto sfuso). Seguono Stati Uniti (40.000 quasi tutto imbottigliato), Svizzera (meno di 40.000, per lo più imbottigliato). Poi Canada, Giappone e Svezia, tutte con quote che si aggirano sui 20.000 ettolitri.

le-contrade-delletna-ii-edizione-blogUn paesaggio inconsueto per la fine di Marzo sull’Etna, infatti Domenica 22 Marzo 2009 a quota 750 metri s.l.m. una nevicata di primavera ha imbiancato i vigneti e reso magica l’atmosfera di questa seconda edizione del tasting dei vini delle varie contrade dell’Etna. I produttori ospitati da Andrea Franchetti nella sua Passopisciaro sono stati ben 47 del comprensorio tra Linguaglossa, Randazzo, Castiglione, per presentare i loro vini non ancora imbottigliati dell’annata ’08 insieme ad alcuni di annate precedenti. 

Questo straordinario territorio che è l’Etna è ormai in fermento da un pò di tempo, vecchie vigne sono ritornate in produzione con un vero e proprio recupero di antichi vigneti i quali godono, nelle diverse contrade, dell’apporto di terreni di diversa composizione e possono esprimersi a differenti altitudini. In tutta sincerità questi vini da Nerello Mascalese e Cappuccio mi emozionano, hanno grandissime potenzialità e se è pur vero che quest’uve hanno una certa somiglianza con il francese Pinot Nero, la loro nota differenziale è data dal “terroir”, grazie al vulcano che ha creato il substrato di coltivazione ricco di sali minerali a composizione lavica. Le caratteristiche pedoclimatiche  date dal caldo sole e dalle grandi escursioni termiche stagionali e giornaliere donano alle uve qualità organolettiche di primissima grandezza. I Nerelli sull’Etna sono coltivati dai 300 metri s.l.m. fino ai 1100, il sistema d’allevamento adottato è quello antichissimo ad alberello con densità di viti che può variare da 6.000 fino a 12.000 ceppi per ettaro nei vigneti più antichi.

L’evento promosso da Andrea Franchetti, produttore di origine romane che in Toscana dà vita a  grandi vini e che in Sicilia è stato il motore della riscoperta enologica dell’Etna con il suo pluri premiato Passopisciaro, è stato ancora più riuscito dello scorso anno sia  per la presenza di colleghi giornalisti che come me dopo il tasting siracusano di Sicilia en Primeur non hanno perso l’occasione di salire sull’Etna per questa illuminante degustazione comparativa dei vini delle varie contrade sia per pubblico che malgrado il tempo inclemente è accorso numeroso. luigi-salvo-e-andrea-franchetti-3-350

Nella postazione dei vini Passopisciaro c’è Erika Tribaldi che amabilmente li mesce e ne tesse le lodi, incontro Andrea Franchetti visibilmente soddisfatto e, presentandomi una produttrice laziale che è appositamente arrivata per apprezzare i Nerelli, mi dice: “Sono contento che i produttori possano confrontarsi tra loro, che esperti, enologi ed anche produttori di altre zone italiane siano entusiasti dei vini che questo territorio può dare”, ha perfettamente ragione, d’altronde era il risultato che si era prefisso quando ha pensato questa manifestazione.

Passopisciaro 2007 I.G.T. Sicilia Nasce da diversi vigneti antichi posti a varie altitudini dagli 800 metri s.l.m fino a 1110 s.l.m., quest’annata ‘07 nel bicchiere ha un colore rubino trasparente, naso intenso di grande eleganza, con frutto polposo, spezie, macchia mediterranea, balsamo e liquirizia. Al palato di grande eleganza e spessore, lo trovo di viva freschezza con avvolgente frutto in morbidezza che leviga il tannino nella lunga persistenza aromatica intensa. Assaggio anche le annate ‘08 dei vari vigneti Sciaranuova e Feudo di Mezzo e un primo blend d’insieme, le premesse gustative sono di tutto rispetto per il vino che nascerà.

Tanti gli altri vini di gran livello che ho testato: quelli dell’azienda che da sempre valorizza il territorio etneo, Benanti, le interessanti annate ‘07 e ‘08 di Tenuta delle Terre Nere, Cottanera, Biondi, l’Etna di Barone di Villagrande, ma voglio descrivervi le migliori assolute novità e giovanissime conferme.

tenuta-di-fessina-silvia3Tenuta di Fessina Musmeci 2007 D.O.C. Etna Rosso  Chi lo produce è Silvia Maestrelli, toscana, ha acquistato terreni sull’Etna a Rovitello, nasce per mano dell’enologo Federico Curtaz, l’etichetta è dedicata al signor Musmeci colui che ha curato le vigne di oltre ottanta anni dal quale deriva che si trovano a 670 metri s.l.m. su terreno sabbioso ricco di scheletro e cenere vulcanica, la densità d’impianto è di 8000 ceppi per ettaro. L’annata ‘07 è la prima annata di produzione e sarà imbottigliata a giugno, la assaggio alla cieca nel tasting di “Sicilia en Primeur” e la risento l’indomani alle “Contrade”: vivo colore rubino, naso con eleganti note di rosa, ciliegia, amarena sotto spirito, lieve vaniglia e tabacco scuro. La bocca è fresca e poliedrica, minerale dalla nobile trama tannica. L’annata ‘08 ha fatto solo un mese dei 15 da passare in legno, è di viva freschezza sia al naso che in bocca, una gran bella materia, con ottima corrispondenza gusto-olfattiva nella persistenza aromatica intensa.
 
contrade-delletna-2009-terrre-di-trente-4506Terre di Trente 2007 I.G.T. Sicilia I belgi Trente Hargrave e Filip Kesteloot producono il loro vino da un ettaro di vigneto in contrada Mollarella di Linguaglossa da vigne di oltre 50 anni a 400 s.l.m. e da due ettari di oltre 80 anni a 800 s.l.m. in contrada Verzella a Castiglione di Sicilia. Ottima conferma la ‘07 elegante e di spessore, naso fresco e variegato, rosa, marasca, ribes, note mentolate e di tabacco, bocca piena con tannini compatti.

 Vivera 2008 D.O.C. Etna Rosso  Etna ‘08 prima annata di produzione, il vino dovrà ancora fare altri sei mesi di legno, ma già adesso mostra finezza al naso con impatto floreale e fruttato,  mirtilli, fragole di bosco, polposa e fresca ciliegia, note di speziatura e leggera vaniglia, in bocca l’appena accennata morbidezza lascia spazio alla freschezza del frutto ed alla mineralità.

contrade-delletna-2009-graci-31Quota 600 Graci 2007 D.O.C. Etna Rosso  Le vigne di Alberto Graci sono a Passopisciaro ad un’altitudine tra i 600 e 1.000 s.l.m. con una densità tra i 6.000 ed i 10.000 ceppi per ettaro, una parte dei vigneti è impiantata a piede franco, cioè senza portainnesto. I terreni di coltivazione d’origine vulcanica sono bruni, ricchi di scheletro, franco sabbiosi, ricchi di ferro e ad alto contenuto d’azoto. Altra grande conferma, il Quota 600 annata ‘07 sarà commercializzato ad Ottobre, ma già adesso è intrigante: colpisce per finezza ed eleganza olfattiva, un ventaglio che dal floreale al fruttato passa poi a ritorni balsamici, vaniglia e liquirizia. Bocca profonda e complessa di lunga persistenza.

Vigo 2008 Fattorie Romeo del Castello D.O.C. Etna Rosso  Chiara Vigo di Romeo del Castello presenta il vigo ’08, seconda annata di produzione. Nel bicchiere ha un colore rubino con riflessi porpora, il naso è pieno di sentori floreali di rosa, fruttati di ciliegia, marasca, eucalipto e speziatura. La beva è tutta freschezza e mineralità, i tannini ancora in evoluzione sono di pregevole spessore, chiude lungo nel frutto carnoso.

Tanti, davvero tanti, i vini interessanti, tutti espressione unica di un territorio che sembra essere destinato ad essere la punta di diamante dell’isola.

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Da Domenica 15 Marzo in onda su 7 tv siciliane e su 2 canali satellitari di SKY, per Italia, Europa e Stati Uniti.

 

Inizia questa nuova e stimolante avventura: comunicare il vino siciliano attraverso il video, non soltanto in Sicilia ma nel mondo. La trasmissione Tv Made in Sicilia “Vino & Sapori” , è un interessante viaggio nel mondo del vino siciliano, tra i filari dei vigneti per riscoprire il territorio, la sua storia, le sue tradizioni, per le cantine con interviste ai produttori e agli enologi per spiegare le tecniche di vinificazione, analizzare e descrivere i migliori vini prodotti in modo da diffondere la piacevolezza dei prodotti Siciliani di moderna concezione. In ogni puntata, in chiusura,  i suggerimenti dell’abbinamento cibo-vino, hanno come scenario l’Accademia del Buon Gusto Siliqua, piatti appositamente preparati da importanti chef siciliani andranno a sposarsi perfettamente con le caratteristiche organolettiche dei vini analizzati.

 

Realizzato dalla società di produzione Mediactivity Broadcasting, insieme all’amico Filippo Barbiera sono autore e conduttore del programma, mentre a Siliqua Accademia del Buon Gusto, Daniela Micalizzi presenterà i piatti da abbinare ai vini prescelti. 

Ogni puntata ha una programmazione di una settimana *(vedi in fondo emittenti e orari), su un circuito di televisioni siciliane, sul canale satellitare “Viva l’Italia Channel” che raggiunge l’estero, in particolare Europa, Stati Uniti e Canada, e sul satellitare “Oasi TV” visibile sul tutto il territorio nazionale. Al programma, inoltre, è dedicato uno spazio quotidiano sul Telegiornale TV NEWS in onda ogni giorno su quindici emittenti regionali.

 

                          GUARDA IL PROMO DELLA TRASMISSIONE

 

 

Le prime due Trasmissioni di “Vino & Sapori” sono tutte al femminile, protagoniste aziende facenti parte di Assovini Sicilia e capeggiate da donne, due delle migliori espressioni imprenditoriali della Sicilia che desidera affermarsi. 

 

La prima puntata  in onda da Domenica 15 Marzo, riguarda le Aziende Agricole Tamburello, nello splendido comprensorio della D.O.C Monreale, in compagnia di Mirella Tamburello, Pres. del Consorzio D.O.C. Monreale, e dei vini da Inzolia, Perricone e Nero d’Avola vitigni storici siciliani. L’azienda è autrice del rilancio del Perricone, approfondiremo questo vitigno spigoloso, che curato in vigna e vinificato senza stravolgere le proprie caratteristiche è in grado di esprimere interessanti note varietali,  rappresentando un importante elemento di distinzione in un’enologia sempre più omologata.

 

La seconda puntata in onda da Domenica 22 Marzo, sarà presso le Cantine Barbera nel cuore della D.O.C. Menfi, con Marilena Barbera Pres. del Consiglio Interprofessionale Vini Doc e Igt della provincia di Agrigento ed i vini autoctoni da uve Inzolia ed alloctoni da Chardonnay, Merlot, Petit Verdot e Cabernet Sauvignon. Andremo in vigna nell’antico vigneto di Inzolia “Dietro le Case”, per scoprire come s’impianta un nuovo vigneto, perpetuandone uno antico, attraverso l’innesto a doppio spacco inglese. Sveleremo la storia ed il perchè i vitigni internazionali in questo territorio, riescono a donare nel bicchiere connotazioni del tutto particolari.

 

 

* Emittenti ed orari di Made in Sicilia “Vino & Sapori“ da Domenica 15 Marzo

 

 Canali Terrestri SICILIA     

 

TVT———-Intera copertura regionale—–Domenica  7,30 e 20,00

 

Telesud—– Palermo e prov.——————Domenica 7,00-7,30-8,00

 

TSE———-Palermo e prov.——————–Mercoledi’ 18,00

 

Canale 46–Palermo e prov.—————–Mercoledi’ 20,05

 

TRC———Agrigento e prov. —————–Venerdi’ 21,00 – Domenica 9,00

 

Video Sicilia—Alcamo—————————Venerdì’ 21,00 – Domenica 9,00

 

Teleotto—-Mazara Del Vallo—————-Venerdi’ 22,15 – Sabato 15,15 – Domenica 20,30

        

                                                                           

Canali Satellitari  ITALIA

 

Oasi tv———————————Canale 848 SKY     Giovedi’ 20,00 – Venerdi’ 15,00

 

Viva L’Italia Channel———-Canale 830 SKY     Mercoledì 15,30 – Sabato 22,05 – Domenica 9.00

 

 

Canali Satellitari  EUROPA, STATI UNITI, CANADA

 

 Viva L’Italia Channel–Sabato 22,05  ( Francia – Svezia – Spagna- Germania)

      

                                                      Sabato 23,05  (Russia)

 

                                                      Sabato 16,05   (Usa New York)

 

                                                      Sabato 13,05   (Usa Los Angeles)

 

                                                      Sabato 17,05   Canada 1

 

                                                      Sabato 14,05   Canada 2

 

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